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I dati della Cpt sulla violenza nei campi
Dal primo gennaio al 30 novembre del 2003, la Commissione pastorale della terra ha registrato 71 casi di assassinio di lavoratori rurali, 77,5% in più rispetto allo stesso periodo nel 2002, il numero più alto dal 1991.
Sono cresciuti anche i tentativi di omicidio, il 76,3% in più che nel 2002, così come il numero di famiglie sgomberate per mandato giudiziario (227% in più) o espulse dalla terra (87,8% in più). I conflitti per la terra sono stati 1.197, il 36% in più rispetto all'anno precedente, di cui 181 in Parà, 160 in Pernambuco e 113 in Paranà.
D'altro lato sono aumentate dell'86,3% le occupazioni e del 209% gli accampamenti come forme di pressione per ottenere la riforma agraria.
Con l'elezione di Lula i movimenti dei lavoratori rurali hanno sentito che era giunto il momento storico per realizzare la riforma agraria e così, per sollecitare il governo a concretizzare la distribuzione della terra, hanno aumentato considerevolmente il numero di occupazioni, accampamenti e mobilitazioni. A questa effervescenza dei lavoratori rurali, che non è stata repressa dal governo come è sempre avvenuto in passato, i fazendeiros hanno risposto alzando i livelli di violenza come mai negli ultimi anni. E il potere giudiziario è apparso ancora come il grande alleato del latifondo, come mostra il grande numero di sgomberi e di arresti di lavoratori accusati di costituzione di banda armata, per quanto la giurisprudenza neghi che tale possa essere considerata la lotta in difesa dei propri diritti.
Malgrado le azioni del governo, anche il lavoro schiavo è in crescita: si sono registrati 223 casi per un totale di 7.560 persone, il 51,7% in più rispetto al 2002.
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