News:2005 Movimento Sem Terra
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Notizie Febbraio 2005

Febbraio 2005

Ucciso un altro lavoratore rurale nel Pará 18/02/2005

Ucciso stamattina un altro leader dei lavoratori rurali (18). Jailson abitava nell'insediamento di Asurimi, nella città di Altamira, nel sud dello Stato de Parà (700 km da Belém). Con questo, sono cinque le persone assassinate nel paese dopo la morte della religiosa Dorothy Stang, tre leader rurali del Parà, altri due in Alagoas. La morte della suora ha provocato reazioni in tutto il mondo. Ancora non si conoscono i particolari di quest'ultimo omicidio.
Decine di militanti e religiosi sono nella lista delle persone minacciate di morte a causa del loro coinvolgimento nella causa della Riforma Agraria, dell'Ambiente o del lavoro schiavo nel Paese. Secondo quanto indicato nella lista della Commissione Pastorale della Terra, 161 persone sono in pericolo di vita, in qualsiasi momento, per mano di pistoleri, grileiros e madereiros. È il caso di vari leader della Fondazione "Viver, Produzir e Preservar" e del Movimento per lo Sviluppo di Transamazzonica e Xingu, anche loro della città di Altamira (PA).
La morte di Jailson è stata annunciata oggi, durante l'atto ecumenico che ha riunito lavoratori Sem Terra, artisti, parlamentari e religiosi di varia congregazioni, nella Piazza Mahatma Gandhi, al centro di Rio de Janeiro.
Durante la funzione, padre Geraldo Lima, della diocesi di Nova Iguaçu (RJ) ha ricordato che il latifondo segna con la violenza e la diseguaglianza la storia del Paese. "Dobbiamo fare attenzione: i latifondisti oggi difendono l¹agrobusiness, il nuovo argomento usato per impedire la Riforma Agraria".

Il latifondo uccide un'altra volta
14/02/2005
Cari amici e amiche del MST:
Ieri mattino è stata uccisa Dorothy Stang, 73 anni, una Suora missionaria, da anni in Brasile, che lavorava con i piccoli contadini, con i senza terra e nella difesa della foresta amazzonica. Partecipava alla CPT e al MST. Era orgogliosa di indossare la maglietta del MST. Insegnava come si poteva sfruttare della natura senza distruggerla. Ultimamente viveva in un insediamento dei senza terra. Era costantemente minacciata di morte insieme ai leader dei senza terra e dirigenti dei sindacati dei contadini.
Il suo lavoro era bellissimo, tanto che è paragonabile a quello di Chico Mendes (anche lui ucciso dai latifondisti).
Lavorava nel nord del Brasile (Parà), una zona di conflitto permanente tra quelli che vivono da anni nella terra e hanno amore per la terra e per la natura. Da un'altra parte, i latifondisti che vengono del sud e i madeireiros (che distruggono la foresta). Questi la accusavano di fornire armi ai senza terra (sic!), sempre queste accuse ridicole. Gli assassini erano pistoleiros (gente che fa il lavoro sporco, che guadagnano proprio per uccidere, e che già hanno una lista di persone che già hanno mandato all'altro mondo). La suora stava andando proprio ad una riunione con l'INCRA.
Due pistoleiros l'hanno accostata e lei ha detto: "volete vedere la mia arma, ecco la Bibbia" e ha letto a loro qualche versetto. Le hanno sparato nove colpi di pistola. È morta immediatamente. Quando la notizia è arrivata nella piccola città, che è lontana all’interno del Brasile, la gente povera e i contadini piangevano, mentre si sentivano i fuochi di quelli che commemoravano la vittoria.
La polizia federale è a caccia degli assassini, ma più importante degli assassini è cercare i mandanti, quelli che sono i veri criminali. Anche se sarà difficile mettere in carcere il latifondo che non ha cuore, che paga, che uccide.
Dorothy Stang era nata negli USA, ma ha preferito aver la cittadinanza brasiliana. Davanti alle minacce contro di lei, diceva che era più preoccupata per la vita dei contadini che avevano dei figli. Sorrideva e diceva che voleva essere seppellita nella terra brasiliana. È una in più in questa lunga lista di quelli che hanno sognato vedere la terra in mano ai piccoli e non essere merce nelle mani criminali che non hanno amore per la terra, per la natura, per la vita umana!
Un abbraccio, con dolore
Fra Ildo
Dorothy Stang

Basta con l'agro-banditismo: le organizzazioni rurali premono su Lula per la riforma agraria
32723. BELEM-ADISTA. Che il governo corra ai ripari, subito e senza vacillare. Che lo faccia in nome di Dorothy Stang, la missionaria di 73 anni uccisa il 12 febbraio scorso da due pistoleiros nel municipio di Anapú, in Pará, per il suo impegno in difesa dell'Amazzonia e dei senza terra, e di tutte le innumerevoli vittime del latifondo in Brasile. L'assassinio della suora statunitense naturalizzata brasiliana, a cui anche la stampa italiana ha dato ampio risalto, paragonandolo a quello di Chico Mendes (il leader seringueiro ucciso nell'Acre nel 1988), sta creando forti problemi al presidente Lula. Il Forum Nazionale per la Riforma Agraria e la Giustizia nei campi, di cui fanno parte ben 45 organizzazioni e movimenti, praticamente tutte le principali forze sociali del Paese (il Movimento dei Senza Terra, la Commissione pastorale della terra, le Pastorali sociali della Conferenza dei vescovi, la Caritas brasiliana, il Consiglio indigenista missionario, l'Associazione brasiliana delle Ong, la Centrale dei movimenti popolari, la Centrale unica dei lavoratori, per citarne solo alcune) chiede con forza al governo di dimostrare la sua opzione per la democratizzazione della terra, il rispetto dell'ambiente, il dialogo con le popolazioni emarginate e l'effettiva protezione dei difensori dei diritti umani. "L'assassinio di suor Dorothy -si legge nel documento dal titolo L'agro-banditismo ha fatto un'altra vittima - si trova nello stesso raggio di azione delle forze responsabili dell'accapar-ramento illecito delle terre pubbliche, della distruzione ambientale, specialmente attraverso la sottrazione illegale di legname, e della reiterata violenza contro contadini, indigeni, difensori dei diritti umani e tutti coloro che si oppongono all'occupazione predatoria dell'Amazzonia". Proteggendosi "dietro il discorso del 'settore produttivo' responsabile dell'equilibrio della bilancia commerciale", e contando sulle omissioni o sull'aperta complicità del governo dello Stato del Pará, queste forze incarnano "le ingiustizie e la violenza" dell'attuale modello di 'sviluppo'. "In questo scenario - sottolinea il Forum - non ci sono spazi per vacillamenti e omissioni del governo federale, che si tradurrebbero in altre tragedie". Al governo Lula il Forum chiede allora la punizione dei responsabili diretti e indiretti del crimine, comprese le autorità del governo del Parà, che, anziché fornire protezione alla missionaria, più volte minacciata di morte, fin dal 1999, da latifondisti e imprese del legname, l'avevano accusata di rifornire di armi e cibo un gruppo di lavoratori rurali. Il Forum chiede, inoltre, un'azione interministeriale per affrontare in tutti i suoi diversi aspetti il problema agrario e ambientale nello Stato, la rottura immediata dell'accordo con le imprese di legname della regione e l'adozione di misure urgenti per proteggere tutti i difensori dei diritti umani.
Contro le autorità del Pará, lo Stato che detiene il triste record dei crimini del latifondo, si scagliano anche le suore della Congregazione delle Religiose di Notre Dame, a cui apparteneva Dorothy Stang: sapevano tutto, denunciano, ma non hanno preso alcun provvedimento per porre fine alla situazione di violenza nei campi. La morte di Dorothy, scrivono in una nota, esige una decisa presa di posizione sulla questione della Riforma Agraria, "che resta sempre e solo sulla carta": "non pensino che con questa morte ci faranno tacere. Noi e il popolo continueremo a gridare, a lottare contro questo sistema crudele, perché Dorothy ci darà la forza, poiché vive tra di noi più che mai". Quanto al governo federale, il presidente Lula ha assicurato che il crimine non resterà impunito e ha chiesto al ministro della Giustizia Thomas Bastos che sia la polizia federale ad occuparsi delle indagini.

Omicidi eccellenti
Cinque giorni dopo il mio arrivo in Brasile, sabato 12 febbraio 2005, Helena mi chiama dal soggiorno. Sono a San Paolo, suo ospite, e lunedi devo partire per Brasilia dove incontrerò Pascal Angst per iniziare a lavorare al progetto di Inclusione Digitale per il Movimento dei Lavoratori Rurali Sem Terra. Il fatto di iniziare a lavorare ad un progetto informatico mi ha fatto dimenticare per un momento che in Brasile non è solo l'MST a parlare di guerra civile per la terra. Helena mi chiama per ricordarmelo, facendomi assistere al telegiornale serale della Globo, un po' l'equivalente della Fininvest italiana: è stata assassinata suor Dorothy Stang, 73 anni, una leader delle comunità locali che lottano per ottenere appezzamenti coltivabili di terra nella regione amazzonica. Nella settimana successiva seguiranno altri tre omicidi legati a quello della religiosa.
In questa regione, più che in altre, esiste il fenomeno del "grilagem", o appropiazione indebita di terra. Questa parola deriva probabilmente da grillo: i "grileiros" ponevano i documenti falsi in una scatola con insetti vari (tra cui grilli) per farli apparire vecchi grazie agli escrementi delle bestioline. In questo modo si son creati in Brasile gli enormi latifondi, grandi a volte quanto una regione italiana. Le tecniche ora sono cambiate ma il grilagem continua esistere. I movimenti per la terra nella regione amazzonica cercano di di impedire lo sfruttamento indiscriminato della foresta amazzonica. I madereiros, le compagnie che lavorano all'estrazione del legno, radono al suolo la foresta, portano via il legno e lasciano il nudo terreno, buono solo per la soia e i pascoli. Chico Mendes, il leader del sindacato degli estrattori del lattice di gomma, assassinato nel 1988, voleva uno sfruttamento sostenibile della foresta (per esempio il lattice prodotto dall'albero della gomma). Per questo fu ucciso e per questo è stata uccisa ora suor Dorothy Stang. Ma come diceva Sciascia la mafia elimina vittime anonime e produce cadaveri eccellenti: in media negli ultimi 20 anni, solo nel Pará, è stato assassinato un sindacalista all'anno, ma le vittime "non eccellenti" ammontano a 750 negli ultimi 40 anni, escludendo i lavoratori uccisi nelle fazende, i cadaveri fatti sparire nei fiumi, bruciati.
L'omidio della religiosa è, diremmo in Italia, è di stampo mafioso. Purtroppo non posso vedere, qui, l'ultimo film di Roberto Faenza, "Alla luce del sole", sull'omicidio di don Puglisi. Quando la mafia assassina un religioso, un giudice, un cronista, che gode di un forte appoggio popolare, così alla luce del sole, vuole innanzitutto mostrare la sua potenza. Lo stesso i grileiros . C'è chi dice che l'omicidio della religiosa sia stato un errore. La reazione dello stato federale è stata immediata e imponente. È stato, de facto, riconosciuto lo stato di guerra civile con l'invio delle forze armate sul luogo. La polizia federale coordina le indagini (uno dei due esecutori materiali e` stato catturato oggi) e il ministro per l'ambiente Marina da Silva è sul luogo. Nonostante lo stato del Pará sia governato dall'opposizione nessuno si è opposto a queste misure prese dal governo federale di Luiz Inazio Lula da Silva.
Solo il tempo dirà se il sacrificio della suora è stato vano o no. In Italia 13 anni dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino c'è un ministro che afferma che bisogna convivere con la mafia e un presidente della regione Sicilia che vuole la mafia bandita dalle trasmissioni della televisione di stato. In Brasile il presidente Lula da Silva ha iniziato una lotta che dovrebbe durare lustri contro la concetrazione della ricchezza. Una possibile sconfitta alle prossime elezione (ottobre 2006) potrebbe interrompere questa lotta.
Mario Alemi (http://mst.linux.it)

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