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Notizie Aprile 2004

Aprile 2004

L'MST si mobilita in tutto il Paese
Il MST ha iniziato una serie di occupazioni e mobilitazioni come mezzo di pressione sul governo per il rispetto degli obiettivi del Piano Nazionale di Riforma Agraria (PNRA). Dall'inizio dell'offensiva del Movimento alla fine di marzo, 19.873 famiglie di senza terra hanno occupato 63 fazendas, in 14 Stati del Brasile. Le proteste culmineranno il 17 aprile con la celebrazione della Giornata Internazionale di Lotta Contadina, in ricordo della strage di Eldorado dos Carajás. "Questa sarà una settimana chiave per definire la posizione del governo rispetto alla riforma agraria", ha dichiarato il coordinatore del Mst Jayme Amorim. A suo giudizio, la base del Movimento è divisa tra due opposti sentimenti: "la speranza che sia ancora possibile che Lula realizzi la riforma agraria, e la disillusione per il fatto che il 2003 è stato uno dei peggiori anni per la riforma agraria". A seconda di come reagirà il governo in questa settimana prevarrà uno o l'altro dei due sentimenti. Intanto, il presidente del Pt José Genoino, ha chiesto al MST di non invadere terre produttive e ha invitato il movimento ad avere pazienza e a tener conto della decisione del governo di applicare un "ambizioso piano di riforma agraria". "Il governo deve negoziare con i movimenti e i movimenti devono rispettare l'autorità democratica del governo", ha aggiunto. Dal canto suo, Lula ha affermato che "la riforma agraria non può essere altro che sinonimo di pace, produzione ed equilibrio sociale" e ha ribadito il suo impegno a realizzare la riforma agraria, precisando tuttavia che questo non avverrà a base di grida e proteste.
Una forte difesa del Mst è venuta dall'economista Plínio de Arruda Sampaio, uno dei fondatori del Pt: il popolo, ha detto, scende in piazza per chiedere le riforme. "Nessuno opera cambiamenti senza il popolo in strada". Il Paese, ha aggiunto, "vive una situazione di guerra, come l'Iraq", solo che, al posto dei soldati statunitensi, c'è l'FMI, ci sono le banche, ci sono i creditori: "dopo 15 mesi di governo, la disoccupazione è aumentata, il salario resta bassissimo e si discute un salario minimo ridicolo e tutto questo perché qui c'è un gruppo che dice: se spendete di più, togliamo il denaro dal Brasile". In questa situazione, "quello che il popolo deve fare, considerando che il suo governo è un ostaggio, è scendere in strada a fare pressioni, democraticamente".

Altre risorse per la riforma agraria
Durante le mobilitazioni del Mst, il governo federale ha annunciato la destinazione di risorse aggiuntive pari a 1,7 miliardi di reais per il Ministero dello Sviluppo Agrario, come rivendicato dal ministro Miguel Rossetto.
I dirigenti del movimento spiegano che non esiste una rottura o un'offensiva contro il governo. João Paulo Rodrigues, della direzione nazionale, afferma che il MST continua ad aver fiducia nel governo, ma è preoccupato perché negli ultimi 15 mesi sono state insediate appena 5mila famiglie. La destinazione di nuove risorse per la riforma agraria è stata valutata positivamente dal MST. "Mostra che, di fatto, il presidente Lula vuole rispettare l'impegno assunto con il movimento di insediare 115mila famiglie entro l'anno", afferma Rodrigues. Ma due problemi vanno ancora risolti: l'assunzione di impiegati per l'Incra e la realizzazione di un ampio dibattito con il potere giudiziario perché il programma di Riforma Agraria possa avanzare, dal momento che la maggior parte delle aree in esproprio à ferma nei tribunali.

Stedile alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla terra
Convocato al Senato dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle questioni fondiarie, João Pedro Stédile ha detto che al vertice della piramide sociale in ambito rurale si trovano appena 23.000 proprietari, che posseggono 120.436 milioni di ettari, dove potrebbero insediarsi più di 4 milioni di senza terra. "Questa è l'essenza del problema. Finché manterremo queste proprietà improduttive, finché vi sarà questa polarizzazione, ci sarà conflitto", ha affermato.
Il leader del MST ha affermato di essere stato frainteso riguardo all'espressione "infernizzare" da lui usata per incitare i militanti del movimento a promuovere un'ondata di occupazioni in aprile e che tanto scalpore aveva suscitato. "Ho parlato con entusiasmo e sono stato frainteso. Di fatto è stata una parola infelice. Il senso reale era: faremo pressioni, daremo fastidio. Chiedo scusa per la parola sbagliata", ha detto durante l'udienza della CPI sulla Terra, al Congresso Nazionale.
Quanto alla sua dichiarazione che aprile sarebbe stato "rosso", fatta in un discorso a Campo Grande nel Mato Grosso do Sul alla fine di marzo, Stedile ha spiegato che intendeva chiedere di riprendere le bandiere rosse per fare una grande mobilitazione il primo maggio, sul problema della disoccupazione. E ha aggiunto di essere contro la violenza nei campi: "E' la linea del movimento: noi siamo contro la violenza, la nostra forza viene dal numero di famiglie che riusciamo ad organizzare".
Riguardo alla destinazione aggiuntiva di 1,7 miliardi di reais per la riforma agraria, Stedile ha affermato che il governo non ha la capacità operativa di impiegare queste risorse: "Lo Stato è ingessato, non è preparato". A suo giudizio, il primo passo per la realizzazione della riforma deve essere la ristrutturazione dell'Incra. Stedile ha ricordato che l'Istituto, negli anni '70, disponeva di 12.000 funzionari, a fronte dei 5000 di ora, di cui 2000 prossimi al pensionamento. Degli altri 3.000, ha detto, metà è contro la riforma agraria. Allo stesso modo, rispetto all'obiettivo di insediare 115.000 famiglie entro l'anno, solo 7000 sono state finora insediate. E, citando i dati dell'Incra, ha ricordato l'esistenza di 54.781 immobili classificati come proprietà improduttive, pari a più di 120 milioni di ettari.

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