Notizie aprile 2008

Notizie aprile 2008
Aprile 2008
Maggi dice di voler disboscare per alimentare
28 aprile.
Il Governatore del Mato Grosso, Blairo Maggi (PR) conosciuto come "il re della soja" ha sostenuto durante la scorsa settimana il diritto al disboscamento. Approfittando della problematica di moda della crisi globale degli alimenti, Maggi ha sostenuto che disboscare è un meccanismo "inevitabile" per affrontare la crescita dei prezzi e la difficoltà di rifornimento. L'affermazione è stata fatta subito dopo la consegna all'Assemblea Legislativa della proposta di Zonizzazione Socio-Economico-Ecologica dello Stato.
La Zonizzazione definisce criteri per lo sfruttamento agricolo del territorio del Mato Grosso. La proposta presentata si adegua alla nuova scala di zonizzazione definita nel piano federale (da 1:250.000), il che, in teoria, amplierebbe la protezione contro il disboscamento.
Secondo Ariovaldo Umbelino, del Dipartimento di Geografia della USP (Università di São Paulo), lo strumento è buono se rispettato. "Non si realizza nessuna zonizzazione se il governo non controlla se viene rispettata o no" osserva. Secondo il governo dello stato del Mato Grosso sarà difficile mettere in atto il controllo. Maggi ha già valutato che bisogna trovare una "posizione intermedia" che assicuri l'aumento della produzione agricola. Egli ha sostenuto che "con l'aggravarsi delle crisi degli alimenti, arriverà il momento in cui sarà inevitabile discutere se bisogna proteggere l'ambiente così com'è o se abbiamo intenzione di produrre più cibo. E non si può produrre più cibo senza occupare nuove aree e tagliare alberi". Maggi, oltre che governatore è anche padrone del gruppo Maggi, il più grande produttore privato di soja del mondo. Il gruppo è proprietario di circa 1,3 milioni di metri quadrati di terreno piantato a sojam responsabile di quasi il 20% della produzione dello stato e della lavorazione di più di due milioni di tonnellate di cereali destinati in gran parte all'alimentazione di animali in Europa e Asia. Maggi è stato uno dei responsabili della creazione delle strade che attraversano il cuore dell'Amazzonia, come la BR-163 che va dalla capitale dello stato Cuiabá fino al porto di Santarém. La costruzione della BR-163 é parte di un progetto pubblico-privato tra il governo brasiliano, Maggi e i giganti USA dell'agrobusiness Cargill, Bunge, ADM e altri che vogliono un modo economico di esportare soja. Secondo l'Istituto di Ricerca Ambientale dell'Amazzonia (IPAM) questa strada di 1.600 km taglia 10 milioni di ettari di foresta nella regione.

Il settore zucchero/alcool è campione nel non rispettare la legislazione del lavoro
da Radioagência NP, 24 aprile
Più dell'80% dei casi di uso di manodopera schiava verificatori nel 2007 sono collegati con il settore zucchero/alcool. La percentuale rappresenta circa 1,1 milioni di persone riscattate, solo nei tre primi mesi dell'ultimo anno. I dati portano a galla la critica fatta dai movimenti sociali e organizzazioni civili che mettono in discussione il costo sociale coinvolto con la produzione di agrocombustibili in Brasile.
Il problema è critico. Le piantagioni di canna da zucchero sono collegate anche al degrado delle condizioni di lavoro dei tagliatori di canna. Dati della Commissione Pastorale della Terra mostrano che dal 2004 al 2007 ci sono state 21 morti, probabilmente per eccesso di sforzo durante il taglio della canna.
La CPT afferma anche che le aziende di produzione di alcool dallo zucchero sono le principali responsabili del lavoro schiavo in Brasile. Il settore è anche indicato come il campione di non rispetto della legislazione del lavoro.
Dei quasi 6.000 lavoratori liberati dalla schiavitù dal Gruppo Mobile del Ministero del Lavoro nel 2007, più del 50% sono usciti dalle aziende del settore.

UNESCO: le pratiche nell'agricoltura moderna devono cambiare
15 aprile
Così conclude la relazione dell'Unesco. Biocambustibili, raccolti geneticamente modificati, impatti sui mutamenti climatici, ecc. . In tempi di crescita record dei prezzi dei prodotti agricoli, una relazione presentata oggi dall'Unesco riferisce la necessità crescente di mutare le regole dell'agricoltura moderna. L'ONU dice che le pratiche agricole devono cambiare. Per America Latina e Caribe la relazione si è concentrata sulla lotta alla povertà e sulla questione dei transgenici. Il documento afferma che l'aumento della produzione agricola non ha generato riduzione della povertà che ancora colpisce il 37% dei latinoamericani e caraibici. L'importazione di alimenti ha creato dipendenza e ha danneggiato la produzione locale. Gli autori raccomandano che i governi proibiscano il consumo e la coltivazione di transgenici come il cotone, la soja il mais... per evitare la contaminazione e preservare la biodiversità. La relazione conclude che il progresso in agricoltura ha portato benefici molto diseguali con alti costi sociali e ambientali. Cita anche la decisiva influenza delle grandi corporazioni transnazionali in America del Nord e in Europa. Il testo dice che bisogna agire per contenere la crisi che si aggraverà con l'aumento della domanda di alimenti in paesi come la Cina e l'India e con l'uso di mais e soia per la produzione di agrocombustibili. Alla stesura del documento hanno partecipato più di 400 scienziati internazionali, governi, membri della società civile ecc.

I possibili accordi tra Mercosul e Unione Europea
Dal Movimento Senza Terra del Brasile, 6 aprile
"Mentre noi ci preoccupiamo di fermare l'ALCA, gli imprenditori e chi sostiene i loro interessi nel goveno Lula riprendono l'iniziativa per siglare lo stesso tipo di accordo con l'Europa. Accordo che avrà gli stessi effetti perversi che avrebbe l'ALCA con gli americani. Così cambieremo soltanto di padroni... . Guardate le notizie su Valore economico del 5 aprile"

Mercosul e UE tornano a discutere sull'accordo di libero commercio.
Mercosul e Unione Europea devono riprendere i negoziati per l'accordo del libero commercio tra i due blocchi, nel secondo semestre di quest'anno, prevede il ministro degli esteri Celso Amorim, l'avanzamento dei negoziati della rodada di liberalizzazione commerciale nel WTO, la cosiddetta rodada di Doha, facilita la decisione delle autorità europee, sostiene Armorim.
Gli imprenditori brasiliani hanno già sentito il cambiamento di atteggiamento dei negoziatori europei e, puntando sulla ripresa, hanno già iniziato i contatti con il settore privato europeo.
In qualsiasi ipotesi, i negoziati con l'Unione Europea potranno andare avanti, secondo Amorim. Se falliranno i negoziati per un accordo intorno alle modalità di apertura commerciale, che stanno discutendo i diplomatici a Ginevra, la rodada vedrà ritardare la conclusione per almeno due anni e l'Europa dovrà trovare alternative in accordi commerciali. Se ci sarà un accordo preliminare sulle basi del negoziato nel WTO, gli europei potranno valutare le dimensioni delle concessioni addizionali che potranno fare nelle discussioni con il Mercosul (secondo il ministro).
I timori di recessione negli USA e il rischio di ricadute negative per l'economia mondiale funzionano anch'essi come uno stimolo ad accordi finalizzati ad ampliare mercati tra partener globali, come l'Unione Europea e il Mercosul, aggiunge la specialista Soraya Rosar, gerente-executiva della Unità di Negoziati Internazionali della Coalizione Imprenditoriale. Ella ha notato segnali di mutamento di atteggiamento da parte dei negoziatori europei che, nel secondo semestre dell'anno scorso, sembravano intenzionati a discutere di aperture commerciali con paesi asiatici e disinteressati al Mercosul.
"Eravamo usciti dagli obiettivi europei, ma le cose sono cambiate" afferma Rosar che ha detto di essere rimasta sorpresa per l'interesse dimostrato dal capo dei negoziatori europei, Karl Falkenberg, a febbraio, durante il seminario sulle relazioni europee con il Mercosul.
Contatti intensificati
Anche all'inizio dell'anno, i tecnici incaricati di negoziare gli accordi di libero commercio dell'Unione Europea con i paesi andini hanno voluto fare scalo a Brasilia, apparentemente per sondare le possibilità della ripresa di negoziati con il Mercosul. Il settore tessile già si mobilita per cercare con gli imprenditori argentini dello stesso settore una posizione unitaria da presentare agli europei e già ha ricevuto sollecitazioni dal settore privato uruguaiano, interessato a partecipare agli incontri. "Siamo interessati a fare passi avanti nell'accordo e i contatti si sono intensificati negli ultimi giorni" commenta il direttore-sovrintendente della Associazione Brasiliana dell'Industria Tessile (Abit), Fernando Pimentel.
Rappresentanti della UE hanno cercato gli imprenditori per incontri esplorativi sulle condizioni di ripresa dei negoziati di libero commercio, secondo Pimentel.
Uno dei problemi per il ritorno al tavolo dei negoziati è la tendenza alla ripresa delle pressioni protezioniste in Argentina che si sommano alle proteste degli europei contro il sistema di tassazione delle importazioni del Mercosul che esige un pagamento doppio quando una merce straniera passa da un paese all'altro all'interno del blocco. Le difficoltà restano ma, nel caso dell'Argentina, c'è spazio per lavorare, garantisce Soraya Rosar. La Coalizione degli Imprenditori che riunisce esportatori brasiliani interessati ai negoziati commerciali, si riunisce con gli imprenditori argentini nei prossimi giorni per discutere questo tema.
Gli imprenditori brasiliani faranno una riunione con gli europei a maggio in Perù, durante la riunione della cupola della UE -Mercosul tra i giorni 14 e 16 maggio a Lima.

Il ministro Amorim ha detto di non credere, tuttavia, che sia possibile andare avanti nelle discussioni durante questo incontro che si realizza pochi giorni prima della divulgazione, a Ginevra, delle proposte dei coordinatori dei negoziati ai ministri dei paesi del WTO come base dell'accordo della rodada Doha. In maggio saremo molto vicini, ma sarà possibile riprendere le discussioni nel secondo semestre, che, in Europa, comincia a settembre, ha aggiunto Amorim.

Un gruppo armato attacca un accampamento in paraná
Cascavel, PR - 5 aprile
Sei senza terra sono rimasti feriti dopo un scontro con un gruppo di circa 40 uomini armati vicino all'accampamento Dorcelina Folador, a Cascavel, Paraná. Un membro del MST è ricoverato.
È stata la seconda azione di un gruppo armato contro senza terra nella stessa settimana, nello stato del Paraná.
L'Attacco di oggi sarebbe una rappresaglia contro i lavoratori rurali che mercoledi scorso hanno bloccato la strada di accesso alla fazenda Cajati e hanno sequestrato un trattore e un camion usati per il taglio e il trasporto del legname. Il MST ha motivato la propria azione come un modo per denunciare il disboscamento illegale nella regione. Secondo il racconto dei senza terra l'azione è avvenuta all'alba ed è durata circa 15 minuti. "È stata un'azione molto rapida e ben organizzata, i pistoleiros sono arrivati sparando", ha dichiarato uno dei dirigenti dell'accampamento. Secondo lo stesso dirigente circa 50 senza terra erano accampati nell'area da dove è stato preso il legname. Nell'accampamento vivono circa 450 famiglie che occupano dal 1999. I membri del MST accusano la stessa milizia armata che ha portato avanti lo sgombero della Syngenta, a Santa Tereza do Oeste, nel mese di ottobre 2007. In quella occasione morirono il sorvegliante Fábio Ferreira e il dirigente del MST Valmir Mota de Oliveira.

Un senza terra assassinato dentro casa sua a ortigueira in Parané
30 marzo
Un lavoratore del MST Eli Dallemole, 42 anni è stato assassinato all'interno della sua casa nell'insediamento Liberazione Contadina a Ortigueira in Parana, dove viveva con la moglie e tre figli. Intorno alle 19.30 di domenica 30 marzo, due uomini incappucciati hanno invaso la sua casa e lo hanno ucciso di fronte alla sua famiglia. Il lavoratore era stato minacciato di morte da più di due anni, ma le minacce sono aumentate dopo l'attacco di un gruppo armato all'accampamento Terra Libera, nella fazenda Copramil, a Ortigueira, l'8 marzo. Le famiglie senza terra avevano gia denunciato il comportamente di questa milizia armata nella regione. Secondo i lavoratori, questo gruppo di pistoleiros è comandato da un uomo conosciuto come "Zézinho", e finanziato da latifondisti della regione. Si sospetto che l'omicidio sia stato realizzato o comunque diretto da questo personaggio. Secondo il Centro per le Operazioni Speciali della Polizia, per il pistoleiro è già stata decretata la prigione preventiva.
Queste denuncie erano anche state inviate anche alla Segreteria Speciale per i Diritti Umani del Governo e alla Polizia. Il MST chiede dalla giustizia la punizione dei responsabili lo scioglimento immediato di queste milizie armate.