Notizie Maggio 2007

Notizie Maggio 2007
Maggio 2007
La politica di Lula non è sufficiente, dice la CNBB
2 maggio
I vescovi, riuniti ad Itaici (SP) durante la loro 45° Conferenza Nazionale, criticano l'enfasi del governo nel pagare il debito. Privilegiare il pagamento del debito, dicono i vescovi significa compromettere lo sviluppo del paese e un Bilancio capace di rispondere alle necessità di base. I vescovi riconoscono il ruolo positivo di alcune politiche pubbliche, ma sono preoccupati per la persistenza della disoccupazione e sottoccupazione, il lavoro informale, quello infantile, le migrazioni interne e verso l'estero. I vescovi hanno anche ricordato la riforma agraria. Il vescovo D. Mauro Montagnoli, de Ilhéus (BA), ha detto che manca la volontà politica. La Chiesa è a favore di questa riforma e insisterà perchè essa avvenga. La Giustizia ha contribuito per rendere difficile questo. L'arcivescovo di Vittoria d. Geraldo Lyrio Rocha (nuovo presidente della CNBB) ha detto che la riforma agraria non basta. Non è sufficiente dare la terra se non ci sono condizioni di sviluppo agricolo

Assassinato un senza terra in Pará
2 maggio
Il lavoratore rurale Antonio Santos do Carmo, di 60 anni, è stato assassinato nella Fazenda São Felipe durante un'operazione messa in atto da pistoleiros per espellere i senza-terra dall'area di 12.000 ettari, nel comune di Irituia, a 140 km da Belém, in Pará. L'accampamento formato da 320 famiglie del MST è stato aggredito da un "grileiro" conosciuto come Zé Anísio, che ha guidato un gruppo di 50 pistoleiros, appoggiati da soldati della Polizia Militare. Oltre a Carmo che è stato ucciso da colpi al petto e alla gola, altri sette lavoratori sono stati feriti. L'area era stata occupata dai senza terra in gennaio. La Fazenda in questione è parte di un complesso di terre pubbliche, secondo una valutazione dell'INCRA di 5 anni fa. Il MST richiede che i responsabili vengano puniti e che sia creato subito un progetto di insediamento.

Giornate di lotta del 17 aprile - Valutazione di Marina Dos Santos su Brasil de fato
Oltre al latifondo, le 140.000 famiglie di senza-terra accampate in tutto il paese hanno individuato un nuovo nemico che impedisce la realizzazione della riforma agraria: le transnazionali. Durante tutto il mese di aprile, militanti del MST hanno realizzato la Giornata Nazionale per la Riforma Agraria, che quest'anno ha tra le sue rivendicazioni oltre alla creazione di nuovi insediamenti lo "scontro con il capitale internazionale rappresentato dalle transnazionali", spiega nell'intervista Marina dos Santos, del coordinamento nazionale del MST. Come lei dice, il MST ha incluso nelle mobilitazioni la lotta contro le transnazionali che, alleate ai grandi fazendeiros, "impongono un modello di monocultura nel paese per produrre per il mercato estero". (qui l'intera intervista)

Conflitti nelle campagne 2006 - Relazione CPT presentata il 16 aprile
La concentrazione della proprietà non è stata intaccata. I lavoratori rurali continuano ad essere repressi e a subire violenza. Nel 2006 ci sono stati 72 tentativi di assassinio (26 nel 2005). 917 lavoratori sono stati arrestati (261 nel 2005). 39 persone sono state assassinate (38 nel 2005). È diminuito il numero di morti a causa di conflitti: 57 nel 2006 (64 nel 2005), è anche diminuito il numero delle persone minacciate di morte: 207 nel 2006 (266 nel 2005) e dei torturati:30 nel 2006 (33 nel 2005)
Ci sono stati 1212 conflitti legati alla terra nel 2006, con il coinvolgimento di 140.650 famiglie. Le occupazioni sono diminuite nel 2006 ( 384 contro 437 nel 2005), anche gli accampamenti (67 contro 90) sono diminuiti nel 2006. 19.449 famiglie sono state sgomberate dal potere giudiziario e 1.809 dai privati. Gli sgomberi ha a volte colpito aree occupate da lunga data.
La CPT ha spesso sottolineato che la violenza continua a causa dell'impunità. Dal 1985 al 2006 ci sono stati 1.104 conflitti con persone uccise. Sono morti 1464 lavoratori. Solo 85 casi sono arrivati in giudizio. Sono stati condannati 71 esecutori e 19 mandanti.


Giornata di lotta del 23 maggio
Il MST blocca le strade in 9 stati contro il modello economico e agricolo
Il MST ha fatto proteste nelle strade in tutto il paese e ha partecipato a manifestazioni nelle capitali, organizzate da movimenti sociali, sindacali e studenteschi, nella giornata di lotta nazionale unificata del 23 maggio.
I senza terra hanno bloccato 39 strade federali e statali in 9 stati: São Paulo, Espírito Santo, Rio de Janeiro, Minas Gerais, Goiás, Sergipe, Alagoas, Pernambuco e Paraíba.
La protesta è stata contro l'attuale politica economica neoliberista che impone riforme della legislazione previdenziale e del lavoro e contro il modello dell'agrobusiness nelle campagne che impedisce la riforma agraria.
"C'è oggi un aumento della pressione del grande capitale per la diminuzione dei costi di produzione che colpisce prima di tutto i diritti sociali. Nell'impedire, in modo simbolico, la produzione e il flusso del capitale per un determinato periodo, abbiamo intenzione di avvertire la popolazione che gli attacchi ai suoi diritti aumenteranno. D'altro lato, la paralisi è l'unica lingua che il capitale capisca" ha detto il membro della direzione nazionale del MST, Gilmar Mauro.

Letraviva - Sulla giornata di lotta del 23 maggio
Cari amici e amiche del MST, l'unificazione di movimenti popolari, organizzazioni sincacali e studentesche di tutto il paese per costruire la giornata di lotta del 23 maggio, mostra che c'è una ripresa di mobilitazione della classe lavoratrice. Dal plebiscito contro l'ALCA, nel 2002, non si era riusciti a unificare tante forze politiche, movimenti e organizzazioni intorno a uno stesso obiettivo. La Plenaria Nazionale dell'Assemblea Popolare nel novembre del 2006, è stata il punto di partenza per la costruzione di un calendario comune di lotte, che prevedeva una giornata comune nel maggio del 2007. Il 25 marzo di quest'anno un incontro nazionale contro le Riforme (che ha riunito più di 6000 militanti di sinistra di più di 20 diversi stati e 630 organizzazioni) ha riaffermato la necessità di organizzare un programma di rivendicazioni unificato per affrontare la politica neoliberista del governo federale. Al di là delle differenze tattiche e strategiche esistenti tra le diverse forze della sinistra che si sono mobilitate il giorno 23, il fatto stesso della costruzione di una agenda comune di rivendicazioni mostra un segno di maturità e che esiste un clima di grande insoddisfazione che riguarda la classe lavoratrice e la spinge a chiedere cambiamenti. Questi cambiamenti si potranno ottenere solo con una pianificazione unitaria, capace di superare la frammentazione delle forze sociali che è visibile dal primo insediamento di Lula nel 2003. Ma soprattutto i cambiamenti si otterranno portando avanti lotte concrete. È arrivato il momento di scendere in strada. Fermare le fabbriche, bloccare le strade e occupare il latifondo. "Nessun diritto in meno" sarà il principale slogan di un programma che rifiuta i tentativi di realizzare la riforma della previdenda e della legislazione sul lavoro, la limitazione del diritto di sciopero dei pubblici dipendenti. Ma ci saranno altre mobilitazioni e tra queste, quelle: per la riforma agraria, per la casa, per il lavoro e un salario dignitoso, contro la criminalizzazione dei movimenti sociali, contro la politica economica del governo federale.
Intorno a queste e ad a altre bandiere è stato possibile unire la Intersindial, la Conlutas e la CUT in area sindacale, il Coordinamento dei Movimenti Sociali (CMS) e l'Assemblea Popolare, di cui fanno parte MST, UNE e Conam.
Il MST ritiene che questo sia un momento importante per il popolo brasiliano e, per questo, impugna la sua bandiera al lato di tante altre, nella prospettiva di lottare per una società più giusta e fraterna. Riforma Agraria per la giustizia sociale e la Sovranità popolare!
Direzione Nazionale del MST

Aprile rosso, bilancio delle iniziative di aprile: 16.000 famiglie in lotta per la riforma agraria
24 maggio
Il mese di aprile, con la ricorrenza dell'11° anniversario della strage di Eldorado dos Carajas ha visto una grande quantità di iniziative per richiedere la riforma agraria e l'insediamento delle 140.000 famiglie accampate.
In 23 stati si sono moblitate più di 16.000 famiglie che hanno fatto 81 occupazioni di terre, proteste in edifici pubblici e strade, marce dalle campagne alle città e manifestazioni con settori urbani per ampliare il dialogo con la società brasiliana sull'assenza di un vero programma di democratizzazione dell'accesso alla terra. Le proteste hanno mostrato alla popolazione che la questione agraria non è stata risolta e circa 230.000 famiglie di varie organizzazioni sono accampate. Marina dos Santos, della direzione del MST, ha fatto un bilancio delle iniziative dicendo che si è trattato di una delle maggiori mobilitazioni di livello nazionale, sia per il volume delle attività che per la diversità delle proteste in tutte le regioni del paese.
Le azioni hanno voluto denunciare anche gli effetti negativi dell'agrobusiness che dalla metà degli anni 90 aggrava la situazione dei contadini con salari bassi, supersfruttamento, uso di lavoratori in condizione di schiavitù e distruzione della biodiversità. In questa prospettiva è stata occupata l'impresa Suzano Papel e Celulose, nello stato di San Paolo. Di fronte a queste azioni di lotta il presidente ha taciuto, ma personaggi come il capo dell'INCRA e il Ministro dello Sviluppo Agrario hanno mostrato - dicono i senza terra - una certa inclinazione alla criminalizzazione del movimento, sostenendo un inesistente programma del governo Lula.
Tra le maggiori proteste: l'occupazione, da parte di 800 contadini, dei nove piani della sede nazionali dell'Incra a Brasilia (con Concrab e MTR), le 19 occupazioni di terre, le 15 manifestazioni in edifici pubblici e agenzie bancarie, le manifestazioni nelle strade e le tre marce avvenute nello stato di San Paolo, l'occupazione a Papanduva (SC) di un'area dell'Esercito brasiliano (area estremamente fertile in parte affittata all'agrobusiness e in parte improduttiva), una marcia di 5000 persone nello stato di Bahia, ecc. ecc.

Indennizzate le vittime del massacro di Eldorado
La governatrice del Pará Ana Júlia Carepa (PT) ha riconosciuto la responsabilità dello Stato e ha firmato il decreto che indennizza le vittime del Massacro di Eldorado. Le famiglie dei morti e i 36 sopravvissuti potranno ricevere pensioni mensili vitalizie che potranno arrivare a 570 reais. "Riparo a una ingiustizia, riconoscendo la responsabilità del governo dello Stato", ha detto.