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Greenpeace preoccupata per il comportamento del governo Lula nei confronti dell'ambiente, dopo l'uscita di Marina Silva.
25 Maggio
Marcelo Furtado direttore delle campagne dell'associazione, in Brasile, mette in guardia contro un atteggiamento che, con la scusa di sburocratizzare le procedure, tende a manifestare uno spirito di approvazione a priori nei confronti di grandi opere previste nel PAC, come per esempio ANGRA 3, la terza centrale nucleare brasiliana. Invece di Angra 3, Furtado ritiene che in Brasile dovrebbe nascere un grande parco eolico nel Nordest.
Furtado sostiene che le posizioni di Maggi (governatore del Mato Grosso e grande proprietario terriero) sono letali per il Brasile. Maggi appoggia l'avanzare della frontiera agricola anche in Amazzonia, grande riserva per il paese. Le sue dichiarazioni incentivano il disboscamento, nei confronti di un territorio in cui si sente l'assenza dello stato.
Sugli agrocarburanti, Furtado dice che non è d'accordo con le dichiarazioni di Lula che parla del Brasile come Arabia Saudita verde. Ci vuole una regolamentazione altrimenti verranno divorate foreste, acqua ecc.
L'associazione ha molto criticato negli scorsi mesi il comportamento del governo Lula nei confronti dell'Amazzonia, in particolare con l'estensione del rapporto "The lion wakes up" (vedi).
La seconda parte dell'anno 2007 ha infatti fatto registrare livelli record di deforestazione in Amazzonia, con oltre settemila Km2 di foresta tagliata a raso. Si tratta del secondo picco di deforestazione mai raggiunto negli ultimi 10 anni.
Greenpeace Brasile ha a questo proposito lanciato la campagna "No ad una Amazzonia dimezzata!", in portoghese MEIAAMAZONIANAO
Visita in italia di Ana Hanauer del MST
12-17 Maggio
Una giovane dirigente del MST del Rio Grande del Sud, è stata qualche giorno in Italia, invitata da Fratelli dell'uomo. Ha realizzato incontri in Lombardia, a Pisa e a Roma. Durante il suo soggiorno è stata intervistata tra gli altri da Angela Geraci alla quale ha raccontato che cos'è il MST e come lei si è avvicinata a questa realtà, crescendo in un accampamento. (Per leggere l'intervista)
Doppio vertice in Perù
13-17 Maggio
Due Europe e due Americhe latine si sono incontrate in Perù. Dal 13 maggio, a Lima, si è svolto il Vertice dei popoli, organizzato dai movimenti latinoamericani ed europei per contestare il summit tra i governi dei due continenti, che si è svolto contemporaneamente sempre a Lima. Al centro dell'agenda del summit ufficiale ci sono gli accordi di libero scambio tra Unione europea e paesi latinoamericani. L'Ue, dopo il sostanziale fallimento delle liberalizzazioni del Doha round, nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio, sta perseguendo una politica di accordi bilaterali e macroregionali, per cercare di ottenere per le proprie multinazionali l'apertura dei mercati considerati appetibili. I movimenti sociali latinoamericani e molti movimenti sociali europei sono contrari a questi accordi, per l'impatto economico e sociale che rischiano di avere sui paesi del sud del mondo. Il vertice dei popoli, cerca di promuovere un diverso sistema di relazioni internazionali, dal basso e tra i popoli, da contrapporre a quello dei governi. (Qui ulteriori informazioni)
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