Notizie luglio 2008

Notizie Luglio 2008
Luglio 2008
18/7 - LA SOJA E IL MAIS DOMINANO IL RACCOLTO 2007
Secondo l'IBGE la soia e il mais insieme hanno dominato il raccolto di cereali del 2007. Altri numeri mostrano che i latifondisti e le transnazionali continuano a ingrassare. Tra gennaio e aprile di quest'anno il PIL dell'agrobusiness è cresciuto del 3.83% rispetto allo stesso periodo dell'anno passato.
L'IBGE ha inoltre segnalato che l'area piantata a cereali è diminuita dell'1.5%. Questa diminuzione insieme ad altri fattori come la crescente produzione di alcool a base di mais e soja, che ha fatto si che rimanessero meno cereali per le razioni animali e i prodotti di consumo umano, hanno portato all'aumento dei prezzi dei cereali.

17/7 CONTRO LA CRIMINALIZZAZIONE DEI MOVIMENTI SOCIALI
Manifestazione a San Paolo di movimenti sociali e associazioni della società civile contro la criminalizzazione del MST. L'incontro realizzato alla PUC ha discusso sulla recente relazione divulgata dal Pubblico Ministero Statale del RGS che chiede la distruzione del MST
Per Gilmar Mauro della direzione nazionale del MST, il brasile vive una logica di sviluppo basata sull'agrobusiness e incentivi al capitale finanziario internazionale che si sono mostrati insostenibili. Le classi più povere cominciano a reagire contro questo modello e per questo sono criminalizzate. " Io penso che la borghesia e la classe dominante prevede le crisi e per questa ragione la lotta contro i movimenti sociali e la criminalizzazione della povertà, insieme alla diffusione di un discorso nella società che va in questa stessa direzione, fa parte di una strategia politica"
discurso na sociedade que vai nesse mesmo sentido, e que é parte de uma estratégia política."

17/7 LA POLIZIA FEDERALE CHIUDE L'IMPRESA RESPONSABILE DELL'ASSASSINIO DEL SENZA TERRA
La polizia federale ha chiuso 13 imprese di sicurezza che agivano illegalmente in Paraná. Nelle sedi delle imprese sono stati trovati equipaggiamenti di uso esclusivo della polizia. Tra le imprese che sono state chiuse c'è la NF Sicurezza di Cascavel, che è stata responsabile dell'omicidio del senza terra Valmir Mota de Oliveira, o Keno, il 21 ottobre dell'anno scorso

15/7. GRILAGEM IN AMAZZONIA ORA È LEGGE
Il Senato il 9 luglio ha approvato la misura che può essere definita legalizzazione del grilagem. Tratta della dispensa della licitazione per la vendita di terre pubbliche fino a 1500 ettari. I voti a favore sono stati 37 contro 23 contrari e 3 astenuti. La misura 422 del 25 marzo del 2008 è una nuova redazione della Legge 8.666 del 21 giugno del 1993 (all'epoca l'area che poteva essere regolarizzata senza licitazione poteva arrivare a 100 ettari, portati a 500 nel 2004)

9 LUGLIO 2008 ATTO DI SOLIDARIETA' NEI CONFRONTI DEL MST
Intellettuali, parlamentari, movimenti sociali e diversi enti hanno partecipato a Rio de Janeiro, di fronte alla sede del Pubblico Ministero, ad una delle manifestazioni di solidarietà che si sono svolte in questi giorni a favore del MST, in relazione alla criminalizzazione del movimento nel Rio Grande del Sud.

7 LUGLIO - AUMENTA L'ACQUISTO DI TERRE BRASILIANE DA PARTE DI STRANIERI (dalla Folha)
Ogni ora, fazendeiros e investitori stranieri comprano almeno 0,5 km2 di terre brasiliane. Questo significa che, ogni giorno 12 km2 saranno legalmente nelle mani di persone fisiche o giuridiche di altre nazionalità. Questo equivale a un'area simile a sei volte il territorio di Monaco (con un'area di 1,95 km2) o a 7,5 volte l'estensione del parco Ibirapuera (área di 1.584 km2). Il dato della "stranierizzazione" delle terre è stato misurato dalla Folha a partire dai dati del SNCR (Sistema Nazionale di Catasto Rurale in un periodo di sei mesi tra novembre 2007 e maggio 2008. In questo periodo l'area posseduta da stranieri è passata da 38,3 mil km2 a 40,3 mil km2. La spinta all'acquisto di terre viene dalla soja ma anche dall'allevamento, dagli incentivi ufficiali alla produzione di etanolo e biodiesel e dalla crescita del prezzo della terra. La ricerca tiene conto soltanto di coloro che, nel registrare la terra, si dichiaravano stranieri, ossia non include le imprese nazionali con capitale straniero e ancor meno quelli che usano prestanomi brasiliani. In questi sei mesi mentre fazendeiros, imprese e gruppi stranieri hanno comprato almeno 2.269 km2 il presidente Luiz Inácio Lula da Silva e il ministro Guilherme Cassel hanno firmato decreti di esproprio di terre che ammontano a 1.760 km2. I senza terra commentano: "tra poco torneremo allo stato di colonia"

7 LUGLIO 2008 - LE OCCUPAZIONI DI SENZA TERRA SUPERANO LE 7.500 IN 19 ANNI (dallo Stato di San Paolo del 7 luglio)
Negli ultimi 19 anni i conflitti tra proprietari rurali e senza-terra non hanno avuto tregua in tutto il Paese. E ci sono forti segnali che possono ancora aumentare. Sono le conclusioni della ricerca su "Geografica delle Occupazioni di terre" recentemente aggiornata dal Nucleo di Studi, Ricerche e Progetti per la Riforma Agraria (Nera), istituzione legata all'Università Statale Paulista (Unesp).
Nel periodo che va dal 1988 (quando è entrata in vigore l'attuale Costituzione, che attribuisce allo Stato il compito di realizzare la riforma agraria) al 2007 ci sono state secondo la ricerca citata 7.561 occupazioni di proprietà rurali nel Paese - una media vicina alle 400 occupazioni all'anno, più di una al giorno. E il primo risultato pratico dello studio è la constatazione che la mappa degli insediamenti del governo non corrisponde alla mappa delle occupazioni tanto che pare si tratti di due paesi diversi. Lo studio, il più ampio probabilmente realizzato nel paese, incrocia i dati delle tre istituzioni che analizzano i conflitti: la CPT, la Ouvidoria Agrária Nacional e Dataluta (braccio statistico del Nera). I numeri confermano che lo scenario più conflittuale si trova nel Pontal do Paranapanema, nello stato di São Paulo. Le occupazioni sono cominciate negli anni 80, acquistando forza con l'arrivo del MST negli anni 90 e ancora non si sono fermate. Da lì si irradiano negli Stati vicini come il Mato Grosso do Sul. Nella lista dei dieci comuni con il maggior numero di occupazioni, 6 stanno nel Pontal. Quello in cima alla lista è Mirante do Paranapanema, che ha visto 171 occupazioni tra il 1988 e il 2007.
Lo storico americano Clifford Welch, collaboratore della Unesp di Presidente Prudente ha commentato che sono cresciute nel paese le azioni nelle aree in cui più si espande l'agrobusiness. "L'espansione dell'agrobusiness, specialmente della soja, che è salita dal Rio Grande del Sud, è passata per il Mato Grosso e Mato Grosso do Sul, si è diffusa in Goiás e Minas e oggi conquista spazi a Bahia, ha abbastanza ridotto lo spazio per i piccoli agricoltori. Molti lottano per riavere le terre, combattendo la monocultura".
In Pernambuco, che è al secondo posto dopo la regione di Pontal per numero di conflitti, "il problema non è la soja ma la canna da zucchero, coltura che negli anni 70 e 80 era diminuita nel Nordest, con l'esplosione delle piantagioni nella regione di São Paulo. Questo aveva aperto spazi ai piccoli agricoltori. Più recentemente, tuttavia, i grandi coltivatori di canna hanno ricominciato ad investire ampiamente nel Nordest, facendo rinascere i conflitti con i piccoli".
Lo storico americano ha sottolineato che i conflitti nel Pontal hanno origine nella mancanza di legalità dei titoli di proprietà rurale: i documenti di molte terre sono stati falsificati, afferma.
Negli anni 80 con la conclusione della costruzione delle grandi dighe nella regione, un folto gruppo di lavoratori sono restati nella zona cercando lavoro e questo ha ingrossato i primi movimenti di invasioni di terre. "Dicono che quelle sono terre pubbliche e secondo le leggi devono essere destinate alla riforma agraria".

4/7/2008 - I MOVIMENTI FIRMANO UNA NOTA DI APPOGGIO AI DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI CONDANNATI IN PARÁ (sintesi)
Noi firmatari vogliamo esprimere il nostro appoggio a José Batista Gonçalves Afonso e Raimundo Nonato Santos da Silva, ingiustamente condannati dalla Giustizia. Nella sentenza proferita il 12 giugno il giudice della Giustizia Federale di Marabá, Carlos Henrique Haddad, ha condannato i due difensori dei diritti umani a una pena di due anni e cinque mesi di prigione.
Solidarizziamo con i due non solo perché Batista è avvocato della Commissione Pastorale della Terra di Marabá, membro del coordinamento nazionale della CPT e militante storico nella difesa dei diritti umani, soprattutto dei contadini e Raimundo Nonato è dirigente sindacale e ex-coordinatore regionale della Federazione dei Lavoratori dell'Agricoltura (FETAGRI), nello stato del Pará. Rifiutiamo questa sentenza perché si tratta di una condanna essenzialmente politica, nell'ambito delle azioni che tendono a criminalizzare i movimenti sociali e i loro dirigenti. Il fatto che ha dato origine al processo è avvenuto il 4 aprile del 1999. Circa 10.000 lavoratori rurali del sud e sudest del Pará si sono accampati di fronte alla sede dell'Incra di Marabá per protestare contro la lentezza delle valutazioni dell'organismo e le pessime condizioni di vita negli accampamenti. Dopo 20 giorni di accampamento i lavoratori sono stati ricevuti dal governo che ha deciso di negoziare. Erano presenti 120 dirigenti di associazioni e sindacati, rappresentanti di FETAGRI, CONTAG, MST e CPT. I lavoratori restarono fuori della sede dell'Incra. Quando dopo molte ore non si aveva notizia di risultati, il folto gruppo di lavoratori stanchi e affamati è entrato nella sede dell'Incra, e si è diretto verso la sala di riunione impedendo l'uscita dell'equipe di negoziazione dall'edificio durante il resto della notte (sono entrati alle 22) e l'inizio della mattina seguente. L'avvocato José Batista, che partecipava alla contrattazione è uscito dall'edificio subito dopo l'occupazione con Manoel de Serra, presidente della CONTAG, e Isidoro Revers, allora coordinatore nazionale della CPT. L'avvocato della CPT è stato processato insieme a vari altri dirigenti perché accusato di aver impedito all'equipe dell'Incra di uscire dall'edificio. In aprile 2002, il Pubblico Ministero ha proposto la sospensione del processo. Gli accusati avrebbero dovuto pagare 6 ceste basiche a testa e presentarsi mensilmente alla Giustizia Federale. Ma nel momento in cui il Pubblico Ministero Federale ha richiesto l'estinzione del processo, il nuovo giudice della circoscrizione di Marabá, Francisco Garcês Júnior ha annullato tutte le decisioni del giudice precedente e ha voluto riprendere il processo che è finito con la dura condanna, quasi il massimo della pena. Come abbiamo già detto si tratta di una condanna politica contro dirigenti dei movimenti sociali che lottano per la terra e la difesa della foresta Amazzonica. Il giudice da un lato afferma che è possibile che i dirigenti condannati non abbiano incitato all'invasione della sede Incra e che non fossero in condizione di controllare la massa esasperata, ma d'altra parte fonda l'aggravamento della pena sul fatto che i dirigenti avrebbero istigato a commettere il crimine persone soggette alla loro autorità. In una regione in cui l'impunità dei fazendeiros è regola, in cui la violazione dei diritti umani e i crimini ambientali sono continui, i movimenti sociali chiedono che questi crimini siano puniti e non coloro che difendono i diritti umani dei più poveri della regione. Il messaggio del 30 giugno 2008 è firmato da 1. Via Campesina Brasil 2. Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra - MST 3. Movimento das Mulheres Camponesas - MMC 4. Movimento dos Pequenos Agricultores - MPA 5. Movimento dos Atingidos por Barragens - MAB 6. Comissão Pastoral da Terra - CPT 7. Pastoral da Juventude Rural - PJR 8. Conselho Indigenista Missionário - CIMI 9. Federação dos Estudantes de Agronomia do Brasil - FEAB

CRISI ALIMENTARE - GLI AGROCARBURANTI LA CAUSA PRINCIPALE DEI PREZZI STELLARI DEL CIBO - SECONDO UN RAPPORTO "SEGRETO" DELLA BANCA MONDIALE HANNO FATTO SALIRE DEL 75% I COSTI DEI PRODOTTI DI BASE
di Junko Terao
Negli ultimi sei anni i prezzi dei prodotti alimentari hanno subito un'impennata del 220%, cento, milioni di persone in più si trovano sotto la soglia della povertà e la mortalità infantile per malnutrizione nei paesi in via di sviluppo sta aumentando vertiginosamente: la causa? Principalmente gli agrocarburanti.
Lo dice il quotidiano britannico The Guardian che cita un rapporto della Banca Mondiale redatto lo scorso aprile e mai pubblicato, secondo cui gli agrocarburanti hanno provocato un aumento del prezzo degli alimenti di base pari al 75%, e non al 3% come sostengono da sempre i difensori dei agrocombustibili, Stati uniti in primis. Secondo il Guardian il rapporto è rimasto nel cassetto proprio per non "mettere in imbarazzo" Washington, che punta il dito contro la crescente domanda di India e Cina. Ma nel rapporto si legge che "la rapida crescita dei redditi nei paesi in via di sviluppo non ha portato un grande aumento del consumo globale e non è stato un fattore decisivo per i rincari". E non c'entra nemmeno la siccità in Australia, altro fenomeno riportato generalmente tra le cause dei prezzi stellari di mais, grano, riso e altri cereali di base.
La verità - secondo la Banca Mondiale - è che, senza l'aumento considerevole della produzione di agrocarburanti, le scorte di grano e mais non sarebbero diminuite in modo così drastico e l'impennata dei prezzi dovuta ad altri fattori sarebbe stata più contenuta.
Dopo che, negli ultimi mesi, le proteste popolari hanno minacciato la stabilità politica di molti paesi in tutto il mondo, la crisi alimentare è diventata un tema di primo piano nell'agenda del G8 in Giappone. L'emergenza alimentare sta mettendo in ginocchio le popolazioni dei paesi più poveri: il cibo pesa sui bilanci delle famiglie del Bangladesh per il 65%, su quelle di Haiti e del Kenya per il 50% e su quelle senegalesi per il 40%. Secondo i dati dell'Unicef, inoltre, a causa della crisi un milione e ottocentomila bambini indiani in più sono a rischio malnutrizione.
Ma i prezzi sono destinati ad aumentare, soprattutto perché le politiche di Usa e Ue puntano tutto sugli agrocarburanti di prima generazione - quelli derivati da coltivazioni ad hoc - offrendo sussidi che, nel caso dell'etanolo negli Usa, arrivano a 45 centesimi di dollaro per gallone e che anche il Fondo monetario internazionale ha chiesto di rivedere. Peccato che le recenti stime del colosso umanitario britannico Oxfam dicano che, anche se tutti i raccolti di grano statunitensi venissero convertiti in etanolo, questo rimpiazzerebbe solo un gallone di carburante ogni sei venduti negli Usa.
Intanto l'Ue ha deciso di investire un milione di euro entro la fine del 2009 per aiutare gli agricoltori nei paesi in via di sviluppo a far fronte alla crisi e ad aumentare la produzione. Ma gli agrocarburanti non si toccano.

1 LUGLIO 2008 - NASCE IL COORDINAMENTO EUROPEO DI VIA CAMPESINA
Il processo iniziato dal Coordinamento Contadino Europeo (CPE) e dalla COAG è culminato il 27 giugno nella presentazione pubblica del Coordinamento Europeo di Via Campesina. Il Coordinamento Europeo raggruppo le organizzazioni già riunite nella CPE e numerose organizzazioni contadine e di lavoratori agricoli di Dinamarca, Svizzera, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Grecia, Malta e Turchia.
L'obiettivo principale di questa organizzazione è la lotta per diverse politiche agricole e alimentari più giuste, solidali e sostenibili che sono necessarie in Europa per rispondere alle sfide della sicurezza alimentare, della salute pubblica, del lavoro in ambito rurale e per affrontare la crisi globale dei prezzi alimentari e del cambiamento climatico.
In Europa, ogni giorno, più di mille aziende agricole spariscono per mancanza di una reale volontaà politica di far vivere l'agricoltura contadina e familiare. Vogliamo lo sviluppo di una agricoltura contadina diversa e vincolata ai territori e all'applicazione della sovranità alimentare.
Nel 2008 il Coordinamento Europeo di Via Campesina parteciperà attivamente al Foro Sociale Europeo a Malmö in Svezia (17-21 settembre), alla mobilitazione e al forum di Annecy in Francia in occasione della riunione informale del Consiglio Agricolo e al V° Congresso di Vía Campesina (17-23 ottobre). Si impegnerà da subito nella discussione sulla PAC che entrerà in vigore nel 2013. Per approfondire i valori e le priorità del Coordinamento Europeo di Via Campesina si veda qui.