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Notizie Agosto 2007
Agosto 2007
Agricoltura / Energia / Ambiente
La compagnia della Vale do Rio Doce tenta di criminalizzare i movimenti
sociali in Minas Gerais
23 agosto 2007.
Il 22 agosto sono stati arrestati lavoratori rurali, studenti, attivisti
dei movimenti sociali che avevano occupato la sede della Compagnia a Belo
Horizonte. L'occupazione era avvenuta dopo la manifestazione per
l'educazione con la partecipazione di 500 persone, in occasione delle
Giornate in difesa dell'Educazione Pubblica. L'occupazione dell'edificio
aveva lo scopo di consegnare un documento in cui si denuncia il processo di
privatizzazione che ha ormai dieci anni.
La polizia, vedendo che si trattava di una manifestazione pacifica, hanno
cercato di accordarsi con gli occupanti perchè l'edificio venisse sgomberato
pacificamente, ma gli avvocati della Compagnia, accusando gli occupanti di
formazione di banda armata ha richiesto un'azione più dura della polizia. La
Compagnia sta lanciando una campagna accusando il MST di manipolare gli
studenti per partecipare alle manifestazioni.
136 manifestanti sono stati portati alla delegazione di polizia (alcuni
minorenni).
Cinque sono in carcere, tra loro un militante del MST, uno del MAB e tre
studenti del movimento studentesco, accusati di danni al patrimonio e
formazione di banda armata.
Secondo il MST l'obiettivo è criminalizzare i movimenti sociali, soprattutto
quelli coinvolti nella CAMPAGNA NAZIONALE PER L'ANNULLAMENTO DELLA
PRIVATIZZAZIONE DELLA VALLE, che culminerà con il plebiscito popolare di
settembre (dal 1 al 7).
Già esiste una ANTI-CAMPAGNA che mostra, con campagne pubblicitarie
televisive, "le cose buone" che ha fatto la Compagnia, ma non mostra
l'inquinamento e il degrado ambientale che produce.
La Compagnia fu venduta, nel 1997, per 3,2 miliardi, ma il suo valore era
stimato in 92 miliardi di reais. Chi aveva fatto la valutazione, la Banca
Bradesco, ha partecipato direttamente all'asta e controlla la maggior parte
delle azioni dell'impresa. La privatizzazione ha consegnato nelle mani delle
multinazionali il controllo di tutte le ricchezze minerarie del paese, oltre
all'immensa rete ferroviaria e ad altri beni fondamentali per la sovranità
del Brasile.
Carovana in difesa del fiume San Francesco percorre il Brasile
agosto 2007 (19 agosto - 1 settembre)
Una piccola carovana di 14 persone attraverserà il Brasile (19 agosto/1
settembre) passando per 12 città, nell'ambito della lotta contro il progetto
della trasposizione del Fiume San Francesco. Il gruppo è formato da
professori esperti di ingegneria idraulica, agronomi, pescatori, indigeni,
rappresentanti del Pubblico Ministero del Sergipe e della Organizzazione del
Semi-Arido. Durante questo periodo sosterranno dibattiti pubblici e si
incontreranno con le autorità sui possibili danni ambientali, sociali e
economici del progetto della trasposizione. Nel Nordest è chiaro a buona
parte della popolazione che la transposizione porterà vantaggi solo a
imprese costruttrici, proprietari terrieri, allevatori di gamberi e altri
attori dell'idrobusiness. Ma poichè nel resto del Brasile non ci sono molte
informazioni su questo tema la carovana passerà per Belo Horizonte ,
capitale dello stato dove nasce il fiume San Francesco. Qui la carovana di
incontrerà con il governatore Aécio Neves e con l'Assemblea Legislativa del
Minas Gerais, proseguirà poi per Rio de Janeiro, Brasília e São Paulo.
Sono previsti, tra l'altro, incontri con il prefetto di Rio César Maia,
deputati federali, membri del Supremo Tribunale Federale Ellen Gracie e
Sepúlveda Pertence e, infine, con il governatore paulista José Serra e
deputati statali di São Paulo.
Poi la carvana andrà nel Nordest: a Natal e Mossoró, nel Rio Grande do
Norte. Poi, Fortaleza, capitale del Ceará, e Recife, quindi João Pessoa,
Salvador, Aracaju (Sergipe) e Maceió (Alagoas). Qui si prevedono dibattiti
con la popolazione nordestina usata come pretesto per la realizzazione di
grandi opere pubbliche. La campagna sta crescendo nella regione dove
concordano sul fatto che il San Francesco è già stato molto danneggiato
dalle aziende idroelettriche, dal turismo e dal disboscamento e non può
sopportare questo nuovo colpo. Temono che il fiume possa realmente perdere
la sua forza in certi punti e criticano la falsa motivazione del progetto
affermando che se il governo vuole davvero affrontare la scarsezza
dell'acqua nel semi-arido nordestino dovrebbe promuovere l'uso delle
riserve sotterranee in modo da democratizzare l'accesso alle risorse che
esistono ma sono nelle mani dei latifondisti. Chiedono la revitalizzazione
del fiume come alternativa come alternativa ambientale e economica per la
regione e ricordano che l'attuale presidente, nella campagna elettorale del
2002, promise di fare la trasposizione del San Francesco.
Romaria per la preservazione delle acque, riunisce migliaia di persone in Minas Gerais
20 Agosto
Il 19 agosto 15.000 persone hanno partecipato a Belo Horizonte all'11°
edizione della Romaria delle Acque e della Terra.
I partecipanti hanno denunciato la privatizzazione delle acque e l'assurdità
del progetto della trasposizione del San Francesco insieme a molti altri
problemi relativi ai diritti sociali, alla disoccupazione ecc.
L'arcivescovo di Belo Horizonte, dom Walmor Oliveira de Azevedo, ha detto
che la romaria è un modo per coinvolgere le persone nella lotta. La
tradizione biblica prova che l'esperienza della romaria, la condizione di
popolo pellegrino comporta l'acquisizione di una profonda coscientizzazione
rispetto alla vita, alla sua promozione e ai diversi aspetti della realtà
sociale e politica per indicare nuove strade e nuovi impegni.
I rischi dell'espansione della canna
Molti produttori del Centro Sud stanno cambiando le loro coltivazioni per
inserire la canna che guadagna spazio e entra in conflitto con colture
tradizionali. Entro la fine dell'anno, l'area piantata con canna in Goias
salirà del 40% circa rispetto al 2006. Dove prima dominavano soia, mais e
allevamento oggi c'è canna a perdita d'occhio. La canna è arrivata nella
regione al momento giusto, a metà del 2004, in un momento in cui la soia
aveva prezzi bassi. Oggi, nella regione, il valore della terra è molto
cresciuto. Molte organizzazioni manifestano preoccupazione sul diffondersi
della canna. Per esempio il rappresentante del WWF Brasile il biologo
Carlos Alberto Scaramuzza, dice che un paesaggio agricolo sano, tanto per i
fiumi come per la natura nel suo insieme, è un paesaggio con diversi tipi di
colture, con alberi lungo i fiumi ecc. Anche l'ex ministro dell'agricoltura
Roberto Rodrigues, oggi coordinatore del Nucleo dell'Agrobusiness della FGV
riconosce che esiste un rischio: "il rischio è quello della monocoltura, sia
canna o soia, siano arance o caffè. Qualsiasi monocoltura è un rischio
perchè una crisi del singono prodotto può portare alla crisi di un'intera
regione". L'attuale ministro dell'Agricoltura Reinhold Stephanes commenta
che il governo dividerà in paese in zone agricole, definendo quali aree dal
punto di vista del suolo e del clima sono adatte alla canna e quali sono le
aree in cui il governo non vuole che si pianti canna, dove sarà proibita, lì
dove, per esempio, sono presenti le biomasse amazzoniche e il Pantanale.
Anche alcuni comuni stanno ponendo limiti alla conversione alla canna.
Greenpeace denuncia l'INCRA per aver favorita l'azione di imprese del
legname in aree di insediamenti rurali
20 agosto 2007.
Alcuni ambientalisti hanno denunciato l'INCRA per aver agevolato l'azione di
imprese di legnami in aree di insediamenti rurali nella regione di
Santarém, nel Pará. Inchieste e documenti provano che l'organo stimola che
si stabiliscano accordi tra le imprese e supposte associazioni di insediati,
all'interno di uno schema che danneggia la foresta amazzonica e migliaia di
famiglie di lavoratori rurali senza terra. Questo ha portato il Pubblico
Ministero Federake in Pará a chiedere la cancellazione di 99 insediamenti
creati nella regione tra 2005 e 2006. La denuncia è stata pubblicizzata
domenica 19 agosto durante il programma Fantastico delle Rete Globo.
L'inchiesta realizzata negli ultimi 8 mesi mostra che l'Incra continua a
destinare aree forestali alla riforma agraria invece di creare insediamenti
in aree di cui alcuni si sono indebitamente appropriati e già disboscate.
Secondo questo studio, l'organismo federale ha trascurato la normativa e ha
accelerato la creazione di decine di insediamenti nelle aree più ricche in
legname, per soddisfare le richieste delle imprese.
Greenpeace ha avuto accesso a contratti e verbali di riunioni di
associazioni di insediati da cui ha ricavato i particolari sul funzionamento
di questa collaborazione chiamata PPP "collaborazione pubblico-privato".
L'imprese assumono parte dei costi nella realizzazione degli insediamenti,
costruendo strade e scuole, che, per legge, sarebbero a carico dell'INCRA.
In cambio, ottengono il diritto a sfruttare il legname dell'area. L'accordo
aiuta inoltre l'INCRA a gonfiare il numero totale di famiglie insediate nel
2006. Delle 136.000 famiglie insediate l'anno passato, il 25% è nella
regione di Santarém.
Le irregolarità vanno dall'esistenza di insediamenti-fantasma (che esistono
solo sulla carta, ma non hanno nessun abitante) fino alla scelta di aree per
la creazione degli insediamenti. Secondo dichiarazioni degli imprenditori
alla Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla Biopirateria nel 2006, le
imprese sono arrivate a decidere le aree per gli insediamenti, scegliendo
aree con grande disponibilità di legnami con alto valore commerciale.
Mentre il governo celebra la caduta dell'indice di disboscamento, agenti
dello stesso governo metteno in piedi una organizzazione che sotto la
vernice della riforma agraria offre legnami al mercato. Invece di investire
in insediamenti in modo da garantire un uso sostenibile delle risorse
naturali, l'Incra preferisce accettare che gli insediati si trovino in una
situazione di dipendenza dalle imprese del legname in cambio di
infrastrutture che lo stesso istituto dovrebbe realizzare.
L'Amazzonia brasiliana ha perso più di 700.000 chilometri quadrati delle sue
foreste negli ultimi quarant'anni. Il disboscamento e gli incendi sono il
primcipale contributo brasiliano al riscaldamento globale. A causa del
disboscamento il Brasile è il quarto maggior emissore di gas che provocano
l'effetto serra.
La riforestazione è meglio che il biocombustibile sostengono ricercatori
inglesi
21 agosto 2007.
La preservazione delle aree verdi e la riforestazione sono maniere più
efficienti di combattere il riscaldamento globale che l'uso di
biocombustibili, secondo uno studio britannico pubblicato da Science. Lo
studio è il primo a calcolare le emissioni di carbonio durante tutto il
ciclo degli agrocarburanti - dalle piantagioni all'estrazione e alla
trasformazione in combustibile. La conclusione della ricerca è che le
foreste possono assorbire da due a nove volte più carbonio in un periodo di
30 anni rispetto alle emissioni evitate con l'uso dei biocombustibili.
Quindi sarebbe più efficiente riforestare le aree coltivabili che usarle per
piantarci la materia prima per gli agrocarburanti.
Gli autori della ricerca Renton Righelato e Dominick Spracklen sostengono
che la politica degli agrocarburanti viene portata avanti senza che ne siano
conosciute le implicazioni . La ragione principale della scelte delle
rinnovabili era il taglio delle emissioni di diossico di carbonio - hanno
detto. Ma secondo noi questa politica è sbagliata perchè è meno utile del
riforestamento. Secondo i ricercatori bisognerebbe aumentare l'efficienza
dell'uso dei combustibili fossili combinando questo con l'uso di altre fonti
di energia rinnovabile e riforestare, per combattere il riscaldamento del
pianeta, tutte le terre coltivabili che non vengono usate per la produzione
di alimenti. (Estadao)
6° Edizione della Giornata Nazionale di Agroecologia 11/14 luglio CASCAVEL,
Paraná
Documento della direzione del MST
Letraviva MST 30 luglio - agroecologia
Si tratta di un incontro che avviene dal 2002 e riunisce movimenti sociali,
organismi pubblici, ricercatori e piccoli agricoltori. A questa edizione
hanno partecipato più di 5000 persone. Questa iniziativa si oppone al
capitalismo e alla sua espressione nelle campagne, l'agrobusiness che
espelle famiglie dalle campagne, destabilizza la sovranità alimentare. Porta
al degrado dell'ambiente e alla contaminazione degli esseri umani e a
trasformare gli alimenti in agrocarburanti. Oggi una stessa transnazionale
ha il controllo su buona parte della catena produttiva. La Monsanto è un
esempio di questo. Formata da 56 imprese diverse, è oggi la maggiore
produttrice di erbicidi del mondo e puntando all'aumento del lucro, mantiene
il controllo anche sui semi i concimi, i fertilizzanti, le macchine e anche
i medicinali usati dagli agricoltori che si ammalano con l'uso intensivo dei
prodotti chimici.
Per noi del MST e dei movimenti che compongono Via Campesina, un popolo
raggiunge la sovranità alimentare quando i produttori rurali ottengono i
controllo die loro semi e quindi della loro alimentazione. Per questo
combattiamo l'agrobusiness e lottiamo per costruire un nuovo modello di
sviluppo delle campagne che dia priorità al rifornimento del mercato
nazionale e valorizzi l'ambiente e la vita umana e in particolare le
generazioni future.
La coltivazione agroecologica è uno strumento di resistenza a questo modello
di "globocolonizzazione" al quale il Brasile è assoggettato e nel quale
compie il ruolo di produttore di materia prima per sostenere il livello
consumista dei paesi "sviluppati". E in questo modo al popolo brasiliano
restano miseria e fame.
Oggi la presenza dello Stato nell'appoggio alle famiglie contadine che
praticano l'agroecologia si è ristretto a specifiche iniziative disperse.
Sono azioni disarticolate che non costituiscono una politica sistematica,
lasciando alle famiglie e alle loro organizzazione il peso maggiore per la
realizzazione di queste pratiche.
Noi riteniamo che spetti allo Stato brasiliano pianificare e sviluppare
politiche pubbliche che stimolino l'agricoltura contadina e l'agroecologia
con sussidi e crediti agricoli speciali agli insediamenti della Riforma
Agraria e ai piccoli contadini. Tuttavia il consolidamento di un modello
basato sull'agroecologia sarà possibile solo con la realizzazione della
Riforma Agraria e attraverso un ampio processo di educazione nelle campagne.
Per questo firmiamo la Carta Finale dell'incontro che qui riassiumiamo:
- Continuare a lottare per un Brasile libero da transgenici e prodotti
tossici.
- Lottare contro tutte le forme di mercificazione della vita, cercando di
garantire che la terra, le acque, i semi e tutta la Biodiversità siano
patrimonio dei popoli a servizio dell'Umanità
- Promuovere campagne di informazione sugli effetti negativi degli
agrotossici e esigere una revisione generale del registro di queste sostanze
e proporre legislazioni restrittive sul loro uso.
- Ampliare l'organizzazione del popolo per la conquista della Riforma
Agraria e per il riconoscimento dei diritti dei popoli tradizionali nelle
loro diverse forme di occupazione del territorio e stabilire una dimensione
massima della proprietà della terra.
- Rafforzare e ampliare la Campagna "I Semi sono Patrimonio dei Popoli a
Servizio dell'Umanità" lottando per il diritto di tutti i contadini e le
contadine a produrre i loro semi come garanzia del principio di sovranità
alimentare, impedendo che le transnazionali ottengano il controllo della
produzione e della commercializzazione dei semi.
- Lottare contro la privatizzazione e mercificazioni delle acque,
difendendo il loro valore biologico e sacro, realizzando proposte di
protezione e recupero dei fiumi e delle sorgenti, denunciando
l'inquinamento, il degrado, il disboscamento
- Promuovere una campagna nazionale e internazionale di decriminalizzazione
dei militanti dei movimenti sociali accusati dalle transnazionali Aracruz,
Monsanto e Syngenta e ottenere la condanna di queste imprese per crimini
contro la biodiversità e la sovranità nazionale.
Riaffermando il nostro impegno per l'agroecologia, con attenzione alla terra
e alla vita e alla preservazione della biodiversità e alla sovranità
alimentare. Lottiamo per un Brasile più giusto, egualitario e sovrano.
Direção Nacional do MST
Giornate di agroecologia - l'intervento del governatore del Paraná
Il governatore Requião ha criticato il dominio del mercato
sull'agricoltura e l'alimentazione che non tiene conto delle persone, non ha
nessuna idea di solidarietà e punta solo al lucro. Secondo lui non è più
possibile creare modelli di sviluppo come quelli degli USA e del Giappone,
per questo il Brasile ha bisogno di un modello di sviluppo alternativo.
"Vogliamo una agricoltura per produrre cibo si, ma per noi fondamentalmente
in cui si possa lavorare liberi dall'intervento delle multinazionali", ha
sottolineato.
Anche lui ha denunciato il progetto del biodiesel firmato dal governo
federale con gli USA, che secondo lui, servirà solo ad aumentare la voracità
dei veicoli e delle macchine del primo mondo, piantando qui per mantenere il
loro livello di sviluppo senza lasciare niente per lo sviluppo dei
brasiliani che producono la materia prima.
Requião ha parlato anche del campo sperimentale della Syngenta Seeds, a
Santa Tereza do Oeste, dal quale stanno mandando via le 70 famiglie di Via
Campesina accampate nell'area, su decisione del sistema giudiziario che ha
annullato il decreto di esproprio deciso dallo stato del Parana.
Secondo Requião, se la Syngenta facesse in Svizzera, paese in cui l'impresa
ha la sua sede, quel che sta facendo nel Parco Nazionale di Iguaçú, i suoi
dirigenti sarebbero tutti in carcere.
Agroenergia in Brasile: le sue potenzialità e le sfide
Si tratta di un ciclo di dibattiti organizzati in varie città del Brasile da
Via Campesina in collaborazione con Brasil de Fato, con il patrocinio della
Petrobras. I primi eventi si sono svolti a luglio a Cascavel (RGS) e Belo
Horizonte (MG). L'obiettivo è fare arrivare alle basi dei movimenti sociali
delle campagne e alla società nel suo complesso questi temi i progetti e le
discussioni in campo.
La coltivazione su piccola scala è l'alternativa.
Dibattito a Cascavel, 17 Luglio
La produzione realizzata da piccoli produttori è l'alternativa nella
produzione di energia di origine vegetale. Almeno questa è l'idea sostenuta
da molti ricercatori e dai movimenti sociali che compongono Via Campesina.
Per Frei Sérgio Antônio Görgen, di Via Campesina, l'agroenergia porta un
cambiamento strutturale alla società e per questo l'argomento non può essere
esaminato senza la presentazione di alternative pratiche. Il Brasile ha
quattro caratteristiche che lo rendono protagonista nella produzione di
bioenergia: Suolo fertile, manodopera e riserve di acqua bene distribuite e
il clima poichè è il paese tropicale che ha la maggior quantità di
territorio raggiunto dal sole.
Bisogno però prima di tutto non permettere - sostiene Frei Sergio - che la
coltivazione per la produzione di agrocarburanti sostituisca la produzione
di alimenti. Per lui, il controllo dei lavoratori delle campagne sulla
produzione deve essere totale. "L'agricoltore non può produrre materia prima
senza un valore aggregato;deve controllare il più possibile la catena
produttiva mettendo insieme diverse forze".
Stedile, mediatore del dibattito, ha detto che l'urgenza nei confronti
dell'agroenergia nasce dalla comprensione che le riserve di petrolio sono
sempre più scarse. Oggi il valore del barile di petrolio sta sui 70 dollari
ma può salire a 100 nel futuro prossimo. L'opinione pubblica sta diventando
cosciente del fatto che questo modello di produzione e consumo di energia è
insostenibile dal punto di vista ecologico.
Esaminando i progetti in discussione sull'agroenergia, Stedile ha affermato
che alcuni di questi progetti comportano rischi per la produzione dei
piccoli agricoltori e altri possono sfruttare il potenziale e la
sostenibilità di questa forma di produzione. Per esempio, la produzione di
energia può essere gestita in collaborazione tra piccoli agricoltori e
Petrobras. Un'altra proposta può essere quella di piccole industrie sotto il
controllo dei contadini organizzati in cooperative. Ha parlato anche della
possibilità di micro-aziende familiari nelle quali la creazione di energia
elettrica avvenga in modo razionale e integrato con le coltivazione e con la
produzione di oli vegetali. Infine Stedile ha parlato della creazione di
una impresa statale di agroenergia. In tutti gli interventi è risultato
chiaro che l'agricoltura familiare possiede un modello di produzione
alternativo nel settore dell'agroenergia che si potrà realizzare solo se ci
saranno programmi governativi di appoggio a questa produzione che non può
essere assoggettata alle leggi del mercato.
Secondo il rappresentante della Petrobras Cláudio Dode, il programma
della azienda statale per il biodisel è centrato sulla collaborazione con
l'agricoltura familiare, a partire dalle decisioni delle comunità. I
progetti dell'impresa sono pensati per le policoltivazioni e non per la
monocoltura. Secondo Dode, la produzione di agroenergia incentivata
dall'impresa statale deve far parte di un progetto di creazione di posti di
lavoro e di reddito e la produzione di olio vegetale non puà essere separato
dal piccolo produttore. Il rappresentante della Petrobras ha scartato la
possibilità di lavorare con le coltivazione transgeniche. "Nei programmi in
cui l'agricoltore fornisce la materia prima che deve essere trasformata, la
base del progetto è l'agroecologia.
I rischi delle grandi coltivazioni di canna
L'ingegnere agronomo e ricercatore Horácio Martins, ha parlato
dell'espansione della canna da zucchero in Brasile. Il numero di impianti
progettati è attualmente di 189, mentre 77 sono già stati autorizzati.
La preoccupazione di Martins è che questo tipo di produzione sia rivolto
all'esportazione. Martins dice che il raccolto del 2007/2008 produrrà 20
miliardi di litri di alcool, con l'obiettivo di fornire il 25% di alccol
richiesto nella benzina. Ma la maggior parte della produzione sarà destinata
all'esportazione.
Per Martins la insostenibilità dell'attuale modello di società esige forme
alternative di produzione e consumo. "Abbiamo bisogno di una concezione
nuova di società, di rompere con questa visione individualista, dobbiamo
cambiare il modello di riferimento europeo e statunitense. Abbiamo bisogno
di governi popolari e, alla base, i contadini possono produrre la propria
autonomia, attraverso piccoli e medi impianti. Il contadino deve essere
convinto di essere capace come produttore", ha affermato Martins.