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Farmacia dei senza terra
Il Progetto "Farmacia Viva", sviluppato nelle terre occupate dal Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra, sottolaguida tecnica della Fondazione Oswaldo Cruz (Fiocruz), è stato inserito nella legge Finanziaria dello Stato di Santa Caterina.
Il programma già funziona a Faxinal dos Domingues(Fraiburgo).
Sono laboratori che producono farmaci a partire da piante medicinali, sia coltivate negli orti sia native.
Progetto sui conflitti di terra
Il Deputato Adao Pretto (PT-RS) ha inviato alla Camera un Progetto di Legge che modifica il Codice Civile e il Codice del Processo Civile, negli articoli che si riferiscono alla posizione della Giustizia nei conflitti per il possesso della terra. Una delle proposte consiste nel modificare l'articolo 927 del Codice del Processo Civile includendo un articolo in cui, nel caso di occupazione collettiva di terra, è l'autore della richiesta di reintegrazione del possesso che deve provare il fatto che la proprietà adempie a una funzione sociale.
Le modifiche presentate tendono a differenziare il trattamento legale di fronte ai conflitti collettivi rispetto a quelli individuali.
Limiti alle importazioni di prodotti agricoli
Un altro progetto di legge importante, per quel che concerne
l'agricoltura, è quello di Luci Choinacki (PT-SC) e di altri
parlamentari del PT. Il progetto vuole imporre tetti tariffari
all'importazione di prodotti agricoli e nello stesso tempo stabilisce
l'esigenza di certificati di origine dei prodotti che vengono dal
Mercosul. Nuove regole andranno stabilite all'interno delle trattative
del Millennium Round.
Nell'ultimo decennio 350.000 posti di lavoro in agricoltura sono stati
perduti a causa della importazione di grano e cotone. Il progetto vuole
proteggere l'agricoltura brasiliana dalle importazioni indiscriminate
che generano disoccupazione e abbandono della terra. Questo fattore,
insieme alla mancanza di credito sussidiato (che invece viene fornito
dai paesi europei e dagli USA ai propri agricoltori) ha portato alla
sparizione di 970.000 proprietà rurali negli ultimi dieci anni, il 93%
delle quali era di meno di 100 ettari.
La piazza della resistenza a Curitiba nel Paraná
La piazza Nossa Senhora da Salete, nel Centro Civico di Curitiba (PR)
potrebbe essere ribattezzata con un nome nobile, degno della sua
protettrice, la protettrice degli agricoltori. La piazza del potere
dello Stato è occupata da più di quattro mesi da lavoratori senza terra
che hanno montato delle baracche di plastica nera.
Una grande croce di legno ha appesi dei panni neri con sopra i nomi dei lavoratori assassinati negli ultimi anni nello stato di Paraná e un' altra ha l'insegna dell'accampamento.
La scena disturba la vista di quelli che si erano abituati ai giardini fioriti della Curitiba bene, vetrina verniciata di pseudo-progresso.
La piazza della resistenza II
Oltre ai fiori in giardini sospesi, i senza terra coltivano lattughe.
E, senza aver accesso alla terra, fanno il pane nel mezzo della piazza, in un piccolo forno improvvisato.
Nel l'edificio abbandonato che disturbava l'immagine del Centro Civico, adesso funziona una scuola Itinerante, dove i bambini e gli adulti hanno accesso all'alfabetizzazione.
I lavoratori attendono una risposta del governo dello stato. Nonostante i vari tavoli di negoziazione con l'INCRA, con il Ministero della Politica Fondiaria ecol governo dello stato, nessuna delle richieste dei lavoratori è stata presa in considerazione.
Non ci sono risorse per gli insediamenti, le convenzioni non sono state rinnovate, la polizia è in allerta mentre centinaia di famiglie attendono la terra per vivere e lavorare.
Caros Amigos riceve un premio
Il reportage pubblicato sulla rivista Caros Amigos (n° 27, giugno/99), sotto il titolo "Orrore in Paraná" ha ricevuto il Premio Wladimir Herzog, uno dei premi più importanti del giornalismo brasiliano, promosso dal Sindacato dei Giornalisti dello Stato di S.Paulo.
Il servizio dei giornalisti José Arbex Jr. e Marcos Frenette,
in dieci pagine, ha rivelato, in modo serio, la verità sull'ondata di violenza e violazione dei diritti umani contro i lavoratori rurali senza terra in Paraná.
Libertà per i militanti del MST del Goias
25 Ottobre
I deputati del Partito dei Lavoratori Adão Preto (RS)) e Nilson Mourão (AC) sono andati a Goiania, giovedi 21 ottobre per trattare, presso le autorità giudiziali del Goias e con il governatore dello Stato, la liberazione dei militanti del MST tenuti in prigione da 27 giorni nel municipio di Trindade.
Alla fine del pomeriggio dello stesso giorno, il giudice responsabile del caso ha giudicato la richiesta di habeas corpus, dando la libertà ai detenuti. La decisione pone fine all'ingiustizia del giudice Liliane Bittencourt, che si è messa al servizio dei fazendeiros piuttosto che al servizio dello Stato.
I lavoratori potranno partecipare al processo in libertà.
MST organizza una manifestazione nel Rio Grande do Sul
Dalla mattina del 25 ottobre, 250 appartenenti al MST sono accampati nel Parco Mauricio Sirotsky Sobrinho, a Porto Alegre (RS).
Loro chiedono all'Incra l'esecuzione degli obiettivi di insediamento di 2.500 famiglie entro la fine di quest'anno.
I senza terra chiedono inoltre l'aumento dei prodotti delle ceste basiche destinate agli accampati, che sono state ridotte da 25 kg a 8 kg, la ripresa delle valutazioni delle proprietà rurali e l'adempimento di una convenzione con il governo dello stato di Rio Grande do Sul che prevede l'insediamento di 10.000 famiglie entro il 2002.
Consulta Popolare propone paralizzazione generale e plebiscito sul
debito estero
Brasilia. 10 ottobre.
"Stiamo costruendo un'organizzazione nuova, diretta alla lotta, segnata dall'unità, disciplina militante e fedeltà al popolo.
Un'organizzazione che pratica i valori della solidarietà,
dell'onestà e del lavoro collettivo. È questa la condizione per
affrontare la crisi che subisce il nostro paese".
Dietro queste parole non stanno né politici di sinistra né i cosiddetti intellettuali organici, ma più di 5 mila persone semplici che hanno partecipato dall'8 al 10 a quella che è stata battezzata "Assemblea dei lottatori e lottatrici del popolo".
I partecipanti, provenienti da quasi tutti i 26 stati del territorio, rappresentavano diversi settori organizzati nella campagna e nella città.
Avvenuto in seguito alla Marcia Popolare per il Brasile, l'incontro è stato promosso dalla Consulta popolare, un movimento politico che raduna la Centrale dei Movimenti Popolari (Cmp), il Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra (Mst), il Settore delle Pastorali Sociali della Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb) ed altri
importanti enti e organizzazioni non governative autorevoli. La
Consulta, spiegano i promotori, non ha delle risposte pronte per
risolvere i più gravi problemi del paese, ma cerca di discutterne con la
popolazione e tracciare possibili soluzioni, come l'immediata
sospensione del pagamento del debito estero e il cambiamento radicale
del modelo economico del governo di Fernando Henrique Cardoso.
L'incontro nella capitale federale ha rappresentato un grande salto di
qualità. Nella prima assemblea della Consulta, svoltasi a Itaici, stato
di San Paolo, nel dicembre del 97, hanno partecipato circa 300
persone, mentre quest'ultimo incontro ne contava più di 5 mila.
"Un processo che ha già coinvolto circa 300 mila persone di tutto il paese", informa Luís Eduardo Grenhalgh, l'avvocato del Mst, membro della Consulta.
Inoltre questa volta vi erano anche rappresentanti di diversi
popoli indigeni e del movimento nero.
Sono stati tre giorni di discussione, conferenze e lavori in gruppi per
riflettere sulle sfide che si presentano per costruire un progetto
popolare di società alternativa. In questo lavoro di riflessione i
partecipanti hanno contato sulla collaborazione di alcuni intelletuali
legati ai movimenti sociali, come i professori Plínio de Sampaio, Plínio Sampaio Júnior, Ivan Valente, il presidente della Comissione pastorale
della terra, Mons. Tomás Balduíno, il giornalista José Arbex e
l'economista César Benjamin. L'assemblea è rimasta delusa per l'assenza
di personalità importanti della sinistra invitate a dare conferenze,
come Luís Inácio Lula da Silva, del Partito dei lavoratori (PT), Leonel
Brizola, del Partito Democratico dei Lavoratori (PDT), il sindacalista
Vicente Paulo da Silva, della Centrale sindacale unica (Cut), e il
teologo della liberazione Frei Betto, che
all'ultimo momento hanno disdetto la partecipazione. Non per niente i
partecipanti si chiedono, nel documento finale dell'incontro, diretto
poi alla popolazione brasiliana:"Grande parte dell'opposizione ha
smesso di proporre un'alternativa radicale che vada alle radici della
crisi.
Un'altra parte pretende di essere radicale solo a partire dalle
proprie posizioni dottrinarie. Non ci identifichiamo con queste due
posizioni. Vogliamo costruire un'alternativa radicale in un profondo
legame con il popolo, rispettando il suo ritmo e la sua cultura,
condividendo le sue forme di vita".
Dopo l'incontro a Brasilia, si sono presentati due grandi impegni nel
programma delle prossime attività dei"lottarori del popolo":
partecipare attivamente alla paralizzazione generale prevista per il
prossimo 10 novembre e promossa da vari sindacati e partiti di sinistra
e realizzare nell'aprile del 2000 il plebiscito popolare sul debito
estero. L'idea è di convocare i 160 milioni di brasiliani a dire sì o no al pagamento del debito estero.
Grido degli esclusi dell'America latina
Il 12 ottobre, si ricordava l'arrivo dei 'conquistadores' spagnoli nelle
Americhe ed è stata una giornata di protesta corale in 14 paesi del
continente latinoamericano, con una mobilitazione di circa 200mila
persone. La manifestazione, battezzata"Grido degli esclusi", ha avuto
come tema centrale lo slogan:"Per lavoro, giustizia e vita" ed è stata
promossa dai più diversi movimenti sociali, popolari e sindacali dei
singoli paesi assieme alle varie conferenze episcopali locali. L'eco del
grido dei poveri ha risuonato nelle campagne e nelle piazze, lungo le
strade e i fiumi dal Brasile all'Argentina, dal Paraguay all'Uruguay,
dalla Colombia alla Bolivia, dall'Ecuador al Perù, dal Venezuela al
Messico, dal Guatemala all'Honduras e al Nicaragua. Nei discorsi degli
oratori è emersa, a chiare lettere, la denuncia contro il modello
neoliberale, che minaccia e distrugge la vita e l'ambiente.
I manifestanti hanno chiesto ai rispettivi governi di sospendere il
pagamento del debito estero e di rafforzare la sovranità delle
nazioni. In Argentina, dove l'evento è stato organizzato da un centinaio di enti e associazioni, migliaia di persone hanno partecipato alle manifestazioni in una cinquantina di città. In una valutazione a 'caldo' degli organizzatori, l'iniziativa continentale è stata un successo."Dopo la campagna di resistenza indigena, nera e popolare del '92,
questa è stata la più consistente e coinvolgente manifestazione
organizzata fino ad ogg", ha dichiarato João Pedro Stédile, del
Movimento dei Lavoratori Senza Terra (Mst) del Brasile.
"Questa volta siamo riusciti a raggiungere e coinvolgere direttamente
anche diverse chiese cristiane e altri movimenti popolar" ha
proseguito. Secondo padre Luiz Bassegio, del Settore delle pastorali
sociali della chiesa cattolica brasiliana,"è stata un'occasione per
guadagnare uno spazio di convergenza ampio all'insegna della speranza,
sotto la bandiera dell'unità nella diversità". Di successo è stata la
mobilitazione ieri in Brasile, dove l'iniziativa del "Grido degli
esclusi" nacque ben 5 anni fa come attività promossa dagli operatori
della pastorale sociale assieme ai più importanti movimenti sociali e
popolari del paese. Sono state coinvolte 20 città e la manifestazione ha avuto il suo vertice a Brasilia, radunando circa 3 mila persone. Il
percorso dei manifestanti ha toccato tre ambasciate. Di fronte a
quella indonesiana il corteo ha protestato contro le atrocità che
avvengono a Timor Est e ha manifestato solidarietà agli abitanti dell'ex colonia portoghese, invasa nel '75.
I manifestanti hanno poi raggiunto la rappresentanza diplomatica della Colombia: un Paese insanguinato dalla violenza e dal narcotraffico. Infine, la marcia ha raggiunto l'ambasciata americana, dove si sono levate le urla di protesta contro il Fondo monetario internazionale (Fmi) e l'egemonia politico-economico-culturale del Nord del mondo. I promotori informano che nel 2000 il 'Grido' sarà di tutto il continente, con una grande marcia dei popoli latinoamericani che pretende di arrivare fino al centro finanziario del mondo: New York, negli Stati Uniti. (di Paulo Lima)
16 ottobre: Sampaio valuta la marcia popolare
Plinio de Arruda Sampaio, responsabile agricoltura del PT, valuta la
marcia popolare come un grande sforzo pedagogico.
Mettere a punto un insieme di misure capaci di risolvere i problemi economici e sociali del Paese è un compito difficile.
È altrettanto difficile ottenere l'appoggio sufficiente per creare e poi difendere un governo che decida di metterle in pratica.
Per questo la costruzione di un progetto alternativo richiede che le classi popolari siano preparate ad affrontare le difficoltà che si troveranno di fronte quando queste misure saranno adottate.
L'importanza della marcia è stata nello sforzo di costruire una
pedagogia che permetta di realizzare questa coscientizzazione.
I 1.100 che hanno marciato fino a Brasilia e i 4.000 che si sono poi
uniti a loro non sono persone isolate, ma militanti di diversi
movimenti.
I mezzi di comunicazione li hanno ignorati perché hanno
percepito il pericolo di un movimento capace di alimentare, alloggiare, far partecipare ad attività di studio e riflessione 5.000 persone senza nessun patrocinio ufficiale.
Stedile valuta la marcia
Stedile ha detto che la marcia ha realizzato il suo obiettivo di alimentare la discussione della società brasiliana su un progetto
popolare. Secondo lui, i circa 10.000 militanti che hanno
partecipato alla marcia, provenienti da tutti gli stati, sono
tornati nelle loro città pronti a discutere del progetto popolare.
L'obiettivo è ora "paralizzare il Brasile finché non ci sarà un
progetto che dia risposte alla società brasiliana".
Agricoltura e Millennium Round
Un documento elaborato da G. Teixeira (PT) valuta criticamente la
posizione del governo brasiliano sui negoziati intorno al supposto
libero commercio per l'agricoltura. Mostra gli effetti negativi
che l'accordo agricolo dell'Uruguay round del GATT hanno prodotto in Brasile. Prima di quell'accordo e della conseguente
liberalizzazione/globalizzazione, il Brasile era più presente nel
commercio agricolo internazionale. Sottolinea l'importanza di difendere
la sovranità nazionale e gli interessi dell'agricoltura brasiliana
nella Organizzazione Mondiale del Commercio.
Grido Latino-Americano degli esclusi/e
Circa 2.000 manifestanti hanno partecipato il 12 ottobre a Brasilia
al Grido per il lavoro, la giustizia e la vita , con l'obiettivo di
denunciare il modello neoliberale escludente, riscattare i debiti
sociali, lottare contro il pagamento del debito estero e rafforzare
l'idea di sovranità dei popoli in difesa della vita. Tra i
manifestanti c'erano partecipanti alla Marcia popolare e rappresentati
di altri paesi dell'America Latina.
Il Grido è avvenuto simultaneamente in 14 paesi dell' America Latina;
atti di solidarietà con il grido ci sono stati negli Stati Uniti e in
Spagna.
Si pensa per l'anno prossimo a un grido continentale con una marcia
fino a New York, centro finanziario del mondo.
I partecipanti hanno manifestato quest'anno davanti all'ambasciata
dell'Indonesia in favore di Timor Est e davanti all'ambasciata della
Colombia contro l'intervento degli Stati Uniti ed ogni interferenza
statunitense in America Latina.
Hanno infine manifestato davanti all'ambasciata USA . La bandiera
degli Usa è stata stesa a terra e sopra sono state collocate 19 croci
per simboleggiare le conseguenze drammatiche della politica americana
in Brasile.
Campagna Globale per la Riforma Agraria
Il 12 ottobre è stata anche lanciata in circa 20 paesi, la "Campagna globale per la riforma agraria" , con lo slogan "Pane, Terra e Libertà", promossa dalla Rete Internazionale a favore del diritto
all'alimentazione (FIAN), che ha sede ad Heidelberg in Germania e
da Via Campesina (Organizzazione Internazionale di Associazioni di
Piccoli Agricoltori)
In Brasile la campagna è portata avanti dal Forum nazionale per la riforma agraria e la giustizia nei campi.
La campagna è stata lanciata
anche in Germania, Argentina, Austria, Bolivia, Colombia, El Salvador,
Equador, Filippine, Guatemala, Honduras, India, Messico, Nepal,
Nicargua, Panama, Peru e Uruguai.
La campagna consiste nel promuovere una nuova riforma agraria, basata
sui diritti umani. Il diritto umano di mangiare e il diritto dei contadini di produrre.
La riforma agraria di cui si parla ha un carattere integrale. Da un lato c'è la lotta per l'accesso alla terra, all'acqua, ai semi perché i
contadini possano vivere con dignità , dall'altro la garanzia di
avere una agricoltura che produca in modo sostenibile, alimenti sani
per tutti.
La campagna si propone anche di rafforzare i diritti delle donne
contadine e delle comunità rurali. Per l'anno 2000 la Campagna
propone un incontro internazionale di movimenti di contadini senza
terra.
3° Incontro dei Sem-Terrinha nel Rio Grande del sud
Circa 500 bambini, tra gli 8 e i 12 anni, provenienti da accampamenti e insediamenti dello stato, hanno partecipato nei giorni 11/12 ottobre ad un incontro ad Esteio.
Lo slogan era: "Siamo figli di una storia di lotta". Principali obiettivi erano la celebrazione del giorno del
bambino e i 15 anni del MST. L'incontro è stato occasione di scambio di
esperienze educative e ha visto momenti di animazione e divertimento, laboratori di arte, musica, capoeira.
Violenza nel campo
La CPT ha registrato, quest'anno, fino ad agosto, l'assassinio di 19
lavoratori senza terra. Pará e Rio de Janeiro sono ai primi posti per
la violenza, il primo con 6 morti, il secondo con 5. Tra i morti
Euclides Francisco de Paula, presidente del Sindacato dei lavoratori
rurali di Parauapebas, e Rosilda Conceio da Silva, insegnante
nell'insediamento di Eldorado do Carajás.
Sentenza Eldorado do Carajás
Il MST invita ad inviare ancora messaggi per l'annullamento della
sentenza della prima sessione del processo a
José Alberto Maia
(des.jose.maia@tj.pa.gov.br).
Chiede inoltre di scrivere al Presidente della repubblica (pr@planalto.gov.br) e al Ministro della giustizia ( acs@mj.gov.br) chiedendo che sia data priorità alla modifica costituzionale che trasferisce le competenze relative ai crimini contro i diritti umani alla Giustizia Federale.
9 ottobre - Muore Joao Cabral de Melo Neto
autore di "Vita e morte Severina"
Notizie dalla marcia
Il giorno 7 ottobre arrivano a Brasilia 1200 brasiliane e brasiliani concludendo una marcia di 1585 chilometri.
I marciatori hanno attraversato 130 città discutendo con la popolazione il Progetto Popolare per il Brasile.
La marcia fa parte di una campagna chiamata Consulta Popolare nella quale sono impegnati insieme militanti del PT, della CUT del MST, della CMP (centrale movimenti popolari), della CPT (comm. Pastorale della terra), del MPA (Movimento dei piccoli agricoltori ecc.)
Ripudio del FMI
Il 7 ottobre i marciatori si recheranno di fronte alla Banca Centrale dove realizzeranno un atto di ripudio del Fondo Monetario Internazionale.
I partecipanti resteranno a Brasilia nei due giorni seguenti per discutere con 5000 militanti provenienti da tutti gli stati del Brasile sulla natura di un nuovo modello economico.
Incontro con Balduino
Il 1 ottobre i marciatori si sono incontrati con dom Tomas Balduino,
presidente della Commissione pastorale della terra, a Cristalina, in
Goias, a circa 120 chilometri da Brasilia.
Alla Marcia hanno partecipato, in alcuni momenti, deputati del PT come Adao Pretto, Valdecir Oliveira, Fernando Marroni.
Durante la notte del giorno 30 c'è stato il Festival della Musica e della Poesia della Marcia Popolare, durante il quale sono stati presentati i prodotti artistici realizzati dai marciatori.
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