News: 2002 Movimento Sem Terra
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Notizie di Dicembre 2002

Dicembre '02

Richiesta di solidarietà dal MST del Mato Grosso
Sette lavoratori e una lavoratrice rurale sono in prigione in Mato Grosso per motivi politici. Hanno già trascorso in carcere 116 giorni. Giuridicamente non c'è nessun elemento che impedisca la loro liberazione, ma la giustizia in Brasile funziona solo a favore dei potenti. Per questo chiediamo che vengano inviati e-mail e fax ai Giudici del processo e anche a quello che deve giudicare dell'Habeas Corpus e al Governatore dello Stato del Mato Grosso. Alleghiamo possibili testi di messaggi.

Programma di emergenza proposto da Via Campesina Brasil per i primi sei mesi di governo Lula.
VIA CAMPESINA BRASIL, composta da diversi movimenti contadini, ha consegnato il 28 novembre un programma di emergenza di rivendicazioni per il primo semestre 2003. È stato consegnato a José Graziano, della equipe di transizione del presidente eletto Lula. In relazione al MST continuerà la lotta contro il latifondo e contro la fame nel 2003. Come ha detto João Paulo Rodrigues, del coordinamento nazionale "finché ci saranno famiglie senza terra, le occupazione continueranno; fino a che ci sarà terra che non compie la sua funzione sociale, il MST sarà presente".
Il programma chiede l'insediamento immediato di tutte le famiglie accampate (circa 100.000) e l'inclusione di questa azione nel programma FAME ZERO del governo eletto.
Per le famiglie già insediate si rivendica un finanziamento di 2000 reais a famiglia con un sussidio del 75%. Il restante 25% sarà ripagato dalle famiglie con alimenti da loro prodotti che vengano destinati al programma FAME ZERO L'equipe di transizione del presidente eletto ha chiesto una riunione con i movimenti sociali delle campagne che ancora non è stata messa in agenda.

Più di 100 organizzazioni chiedono a Lula di resistere ai transgenici
Il presidente eletto Lula e coloro che faranno parte del futuro governo hanno ricevuto il 28 novembre una lettera nella quale più di 100 organizzazioni non governative e movimenti sociali chiedano che non vengano accettate le pressioni americane per includere i transgenici nel Programma FAME ZERO. Il documento è stato consegnato a Lula, ad Antonio Palacci, a João Paulo Cunha (PT-SP), al senatore Eduardo Suplicy (PTSP) e al coordinatore di Fame Zero, José Graziano da Silva. "Le organizzazioni non governative che fanno parte della Campagna 'Per un Brasile libero dai transgenici' e del Forum Brasiliano per la Sicurezza Alimentare e Nutrizionale stanno guardando con molta preoccupazione all'iniziativa presa dal governo USA e dalle multinazionali produttrici di semi transgenici incontrando l'equipe di transizione del governo eletto".
Il 9 dicembre il vescovo di Duque de Caxias (RJ), Dom Mauro Morelli, che ha sottoscritto il documento si riunirà con l'equipe di transizione e sosterrà la posizione delle 100 organizzazioni. "Abbiamo fiducia nel fatto che gli impegni presi da Lula nel suo programma di governo e in particolare nelle pagine 47 e 48 del quaderno 'Ambiente e qualità della vita in Brasile", alla pagina 92 del 'Progetto Fame Zero", oltre agli impegni presi insieme alla campagna 'Per un brasile libero dai trasgenici' e con le risposte date a Greenpeace alla fine di settembre, non saranno dimenticati" dice il documento.

Relazione di un gruppo di giudici che hanno visitato il MST del Rio Grande del sud
Il 20 luglio 2002 un gruppo di dodici giudici del Nucleo di Studi Critici ha visitato un insediamento e un accampamento del MST per avere l'opportunità di conoscere una realtà distante dagli uffici nei quali operano. "Anche se si conoscono le difficoltà che devono affrontare milioni di brasiliani, il contatto diretto con la realtà permette una dimensione più precisa della domanda sociale e stimola a formulare un'infinità di quesiti sull'attività giudiziaria".
L'insediamento visitato era quello di Charqueadas che esiste da 11 anni e funziona attraverso una cooperativa creata dagli insediati. Non c'è stata divisione in lotti. Le case sono state costruite in un luogo unico, dove ci sono anche scuola, asilo, centro comunitario, ambulatorio ecc. La terra è lavorata da tutti secondo i progetti di produzione della EMATER e con l'ausilio di tecnici dello stesso MST. Non vengono usati transgenici o prodotti chimici, tanto nella coltivazione come nell'allevamento. Gli animali vengono alimentati con prodotti coltivati dagli insediati. Il latte è prodotto in forma totalmente meccanizzata. Nella coltivazione non si usano molti macchinari e si respinge l'idea di monocultura. Gli alimenti consumati dagli insediati sono tutti prodotti all'interno dell'insediamento. L'eccedenza è inviata al mercato e viene accettata con favore dato che la produzione si basa su tecnologie organiche. Ci sono 28 famiglie insediate che lavorano in forma collettiva. Ogni famiglia riceve una remunerazione in proporzione alla produzione dell'insediamento.
L'accampamento visitato risale al 2001, ed è formato da 600 famiglie. Durante il periodo in cui sono stati accampati hanno organizzato dibattiti su: genere, educazione, salute e cittadinanza. Si dividono i compiti per gruppi: salute, educazione, pulizia, sicurezza, alimentazione ecc. I bambini svolgono attività educative e ricreative ogni giorno. Ci sono anche programmi di alfabetizzazione degli adulti e una farmacia che funziona giorno e notte, all'interno dell'accampamento e tutti i medicinali sono prodotti con erbe medicinali piantate in quel luogo. C'è rifornimento di acqua e raccolta dell'immondizia. L'accampamento è più organizzato di molti quartieri cittadini. Gli accampati non devono affrontare problemi di violenza eccetto quella legata alla precarietà delle strutture in cui vivono, senza fogne, impianti idraulici, elettricità o pavimentazione. L'assenza della violenza tra gli accampati si spiega con il lavoro comunitario che viene svolto.
Tutti i giorni un gruppo di lavoratori va in autobus a cercare lavoro, esercitando varie attività e riportando il frutto del lavoro al collettivo.
Conclusioni: Vivere con la popolazione più carente rende possibile osservare come le persone si organizzano per cercare di superare la miseria e aiuta a conoscere meglio questi gruppi. Il loro comportamento dimostra che la lotta per la riforma agraria ha raggiunto una strategia pacifica di rivendicazione. È importante un dibattito sull'esclusione sociale all'interno della magistratura. La mancanza di informazioni sulle condizioni socioeconomiche delle popolazioni miserabili e sulle scelte che fanno per raggiungere l'inclusione sociale danneggiano il giudice. Sarebbe auspicabile inserire nella formazione del magistrato la possibilità di contatto diretto con la realtà sociale prima dell'inizio della carriera per ottenere una migliore percezione dell'effetto collettivo e diffuso delle decisioni dei giudici. La logica del liberalismo ottocentesco che giustificava il lavoro schiavo è anche alla base del latifondo del terzo millennio. Oggi, come ai tempi dell'abolizionismo, il Potere Giudiziario appare come una forma di riassorbimento delle domande che vengono dalle contraddizioni sociali. La comprensione di questo ruolo del Potere Giudiziario nella questione agraria è una delle grandi sfide del nostro tempo. La giustizia distributiva è una utopia che deve essere realizzata e non può essere lasciata cadere nella disperazione. Da "Relazione e conclusioni sulla visita all'insediamento di Charqueadas e a un accampamento del MST" del Nucleo di Studi Critici di Diritto (8/11/2002)

Schiavitù in Brasile nel XXI secolo
Secondo dati della CPT, negli stati di Pará, Maranhão, Mato Grosso e Tocantins, circa 130 fazendas sono state denunciate nel 2002 per aver utilizzato lavoro schiavo, con il coinvolgimento di 5000 lavoratori, 4300 soltanto nel Pará. Solo il 40% dei casi è stato rilevato dalla Segreteria Ispettiva del Lavoro.

I Senza terra denunciano lentezza nella R.A. nello stato di São Paulo
Nei giorni 4 e 5 dicembre le famiglie insediate e accampate nel Pontal do Paranapanema, a São Paulo, hanno realizzato una manifestazione pacifica per denunciare la lentezza dello Itesp (Istituto delle Terre di São Paulo) e del Governo Statale nel far andare avanti la Riforma Agraria nella regione. Come era scritto nel volantino diffuso durante la manifestazione, negli ultimi quattro anni, delle più di 1500 famiglie accampate, solo 65 sono state insediate. Gli insediati sono pieni di debiti e la condizione di vita è precaria. L'Itesp non fornisce assistenza tecnica adeguata, spinge alla vendita dei lotti, incentiva la monocultura della canna da zucchero e lascia tornare nelle casse dello stato 29 milioni di reais destinati all'acquisto di terre pubbliche della regione con l'obiettivo di realizzare la riforma agraria. Il governatore dello stato Geraldo Alckmin, ha promesso un anno fa l'acquisto di 13 aree per la riforma agraria, ma fino ad oggi nessuna famiglia è stata insediata.

 
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