L'Abra critica la parte della relazione FAO dedicata al Brasile
Scheda sintetica in italiano
L'ABRA contesta la relazione della FAO
La relazione "Lo stato mondiale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione nel Mondo 2001" è stata consegnata a Cardoso il 19 settembre dal rappresentante FAO in Brasile José Tubino e dal ministro per lo sviluppo agrario Raul Jungmann.
L'Associazione Brasiliana per la Riforma Agraria ha criticato il capitolo relativo all'agricoltura brasiliana,all'interno della relazione della FAO.
L'Abra scrive che le pagine 9-10-11 della relazione stonano rispetto all'accuraterra scientifica e alla neutralità politica che caratterizzano l'insieme del documento.
L'Abra ha quindi inviato un documento critico al direttore generale della FAO Jacques Diouf, chiedendo che siano rivisti alcuni punti.
Il documento dell'Abra sottolinea come la relazione Fao "riproduca, in vari momenti, i dati e le posizioni del governo brasiliano relativamente ai supposti meriti e alle realizzazioni del programma di Riforma Agraria". E il governo brasiliano sta ampiamente utilizzando questa relazione per farsi pubblicità. In alcuni importanti giornali del 16 settembre è stata pubblicata una manchette pubblicitaria del governo che diceva: "Perfino le Nazioni Unite elogiano la riforma agraria del Brasile".
Il testo Fao non è comunque stato riprodotto integralmente. Alcuni brani, che il governo non riteneva utili non sono stati inseriti nei siti dell'Incra e del Ministero per lo sviluppo agrario e alcune frasi sono state tradotte in modo poco fedele per ampliare i supposti meriti del governo brasiliano.
Per dare un esempio. Sono stati eliminati i paragrafi dal 3 al 7 di pagina 11 in cui si dice che le politiche di mercato non possono essere considerate gli unici strumenti delle politiche agrarie.
Con il proposito di contruibuire ad una correzione del documento l'Abra sottolinea alcuni punti della relazione particolarmente criticabili:
- La relazione FAO parla di un'accelerazione del programma di riforma agraria durante il governo Cardoso. L'Abra sottolinea che se gli insediamenti sono cresciuti non è per merito del ministro, ma dell'intensificazione delle lotte dei lavoratori rurali brasiliani e degli appoggi interni e internazionali ottenuti dopo i massacri di Corumbiara e Eldorado dos Carajas.
- La relazione Fao dice che l'impegno del governo per la riforma agraria è stato sostenuto dalla revisione della Imposta Territoriale Rurale (ITR), del 1996, che attualmente "penalizza molto" i proprietari di terre improduttive. Il realtà -dice l'Abra- si prevede che nel 2002 verranno raccolti 232.5 milioni di reais, mentre nell'ultimo anno in cui è stata in vigore la legge anteriore (1994) ne sono stati raccolti 269 milioni. Secondo la legislazione del 1994 il latifondo avrebbe dovuto avere una imposta raddoppiata ogni anno (4.5%, 9%,18%,36% ecc.) la nuova legge stabilisce invece una aliquota massima del 20%.
- La relazione FAO sottolinea positivamente i numeri relativi agli insediamenti per gli anni 1997/1998/1999. L'Abra dice che pur prendendo per buoni i numeri del governo (480.000 famiglie insediate, 2.400.000 persone, tra il 1995 e il 2000) non si può fare a meno di confrontarli con quelli diffusi dall'IBGE che mostrano come tra il 1996 e il 2000, 583.000 persone, in media, all'anno, hanno abbandonato la terra. Se, accettando i dati governativi, consideriamo che 400.000 persone all'anno si sono insediate, arriviamo comunque alla conclusione che 138.000 persone all'anno hanno abbandonato l'agricoltura.
- Al di là di questo l'Abra sottolinea anche come i dati degli insediamenti non siano veritieri. Tra le famiglie annualmente insediate sono state inserite famiglie già comprese in precedenti progetti del governo o nei confronti delle quali sono stati attuati sempici atti di regolarizzazione. Scorporando questi insediamenti inseriti non correttamente i numeri si abbassano di percentuali che vanno dal 20 al 68%.
- Il governo sostiene (e la relazione FAO riporta il dato) di aver trasferito dal latifondo alla piccola proprietà 18 milioni di ettari. Indipendentemente dalla veridicità di questi numeri, il governo e la relazione FAO non informano che, secondo statistiche ufficiali dell'INCRA, dal 1992 al 1998, l'area totale controllata da proprietà rurali superiori a 2000 ettari si è accresciuta di 56 milioni di ettari. Quindi, sottolinea l'Abra, in 6 anni il territorio nelle mani del latifondo si è ampliato coinvolgendo un'area che è tre volte quella che il governo dice di aver destinato ai progetti di riforma agraria in questo stesso periodo.
- La relazione FAO loda gli strumenti della riforma agraria di mercato come la Banca della Terra e il progetto pilotal Cedola della Terra, introdotte in Brasile dal governo Cardoso, in collaborazione con la Banca Mondiale. La Fao sottolinea i risultati di questa esperienza parlando di costi minori per governo ed agricoltori e di maggiore rapidità. L'Abra sottolinea come ci siano state effettivamente sottrazioni di denaro che hanno fatto crescere i prezzi degli insediamenti, ma che nemmeno gli strumenti di mercato sono esenti da possibilità di corruzione. L'Abra afferma inoltre che le cifre date dalla FAO, relativamente ai costi di insediamento delle famiglie, sono esagerati. Il programma Cedola della Terra, continua il documento dell'Abra, presenta diverse irregolarità: superficialità delle perizie tecniche, supervalutazione delle terre e delle migliorie nei latifondi improduttivi. Il documento Abra elenca tutte le irregolarità compiute all'interno del progetto "Cedola della terra" negli stati di Bahia, Minas Gerais, Maranhão e Pernambuco
É possibile consultare il testo integrale in portoghese.