Cardoso accusa il MST, i vescovi invocano la riforma
agraria
Fonte Adista
29264. BRASILIA-ADISTA. È già pronta la risposta del governo
brasiliano alla terribile siccità che si è abbattuta sul
nordest del Paese. E ai conseguenti, ripetuti saccheggi ai supermercati
e ai depositi di alimenti da parte di contadini che non si ''decidono''
a morire di fame (v. Adista n. 35/98).
Ed è una risposta oltremodo semplice, oltre che economica: mettere
in carcere i leader del Movimento dei Senza Terra, colpevoli di incitare
i disperati agli assalti. Assalti che, di fronte al ritardo del governo
nella distribuzione degli alimenti, si sono moltiplicati nelle ultime settimane,
e che sono stati difesi, oltre che dal MST, dalla Conferenza dei vescovi
brasiliani, dalla Centrale Unica dei Lavoratori, da vari giuristi e da
Lula, il candidato presidenziale del Partito dei Lavoratori (PT) alle elezioni del prossimo ottobre.
È stato il ministro della Giustizia, Renan Calheiros, ad annunciare,
l'11 maggio scorso, l'apertura di tre indagini e la richiesta di un ordine
di custodia cautelare per nove membri del MST, tra cui João Pedro
Stédile (uno dei 21 coordinatori nazionali del movimento), sospettati
di incitamento ai saccheggi e apologia di reato.
Non ci sarà invece, ha spiegato il ministro, nessuna indagine
sui membri della Chiesa che hanno dichiarato il loro appoggio ai saccheggi.
Nel loro caso, infatti, si tratterebbe solo di dichiarazioni di tipo umanitario
e non di manovre politiche come nel caso del Movimento dei Senza Terra.
Quest'ultimo, secondo il ministro, starebbe infatti orchestrando
i saccheggi per rovesciare l'ordine costituzionale e colpire, in un clima
che è già di campagna elettorale, l'immagine del presidente
Fernando Henrique Cardoso. Secondo il deputato del PT Marcélo Deda,
invece, ''Stédile è accusato di incitare ai saccheggi a causa
di una dichiarazione. Cioè: stanno cercando di punirlo per un supposto
reato di opinione, il che è pratica da regime militare''.
E d'accordo con lui si è mostrato anche il giudice della quarta
sezione del Tribunale federale di Rio de Janeiro, Abel Fernandes Gomes,
respingendo il 14 maggio la richiesta di ordine di custodia cautelare per
Stédile. Secondo il giudice, infatti, le dichiarazioni di un'unica
persona non possono aver determinato l'esplosione di ''tale quantità
di saccheggi in tanti luoghi'' al punto da far considerare Stédile
''il responsabile diretto della scossa all'ordine pubblico, che, a quanto
sembra, è colpito molto più da altre ragioni di carattere
sociale''. In più, ha aggiunto il giudice, ''non è attraverso
un volumone di copie di notizie di giornali che si otterrà il supporto
minimo, serio e sufficiente per la richiesta e molto meno per l'accettazione
di una misura tanto drastica come la prigione preventiva''.
La direzione nazionale del MST ha accusato il governo di voler criminalizzare
il movimento per togliere credibilità alla sua lotta per la riforma
agraria. E proprio sulla necessità ed urgenza di tale riforma si
erano pronunciati i vescovi brasiliani nel corso della loro 36.ma assemblea
generale, sottolineando le ''innumerevoli'' ragioni che fanno di essa «una
priorità nazionale»: «la concentrazione della proprietà
della terra, l'esodo rurale, l'aumento della disoccupazione, la crescita
senza controllo della popolazione urbana, e, ultimamente, lo scontro molte
volte violento tra i senza terra, i proprietari rurali e le forze di polizia».
Assumendo il documento sulla terra del Pontificio Consiglio Giustizia e
Pace come riferimento chiave «per la coscienza di tutti i brasiliani,
specialmente dei governanti, davanti al problema della terra», i
vescovi richiamavano all'obbligo di ''rivedere la struttura fondiaria e
gli obiettivi dello sviluppo economico del Brasile'', individuando nella
''tanto attesa riforma agraria'' la strada ''per la pace sociale nei campi
e nelle grandi città tormentate dalla disoccupazione, dalla violenza
e dalla sottoalimentazione endemica di milioni di brasiliani''.