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In questo municipio la violenza legata ai conflitti di terra ha subito un forte incremento, soprattutto a causa della lotta della Cpt locale e del Sindacato dei lavoratori rurali. Nella prima settimana di maggio, sono state assassinate a Xinguara cinque persone coinvolte in conflitti fondiari, due delle quali trovate con le orecchie mutilate, secondo una pratica molto diffusa nei crimini su commissione. Grande preoccupazione viene espressa in particolare riguardo alla sicurezza di p. Henri de Roziers, il quale ha lavorato molto da vicino per il processo contro Alves de Amorim e contro l'impunità di cui gode la polizia civile della regione. Membri della Cpt parlano di riunioni tra i fazendeiros locali in cui "starebbero progettando di dire basta, soprattutto al frate straniero, al presidente del Sindacato dei lavoratori rurali e al presidente del Pt locale".
Di p. Henri, il responsabile della polizia civile del Sud del Pará, Francisco Eli de Souza Oliveira, avrebbe parlato come di "un seminatore di discordia, travestito da parroco, che distorce i fatti per obiettivi personali" e incita alla violenza "per continuare a ricevere benefici da parte degli organismi internazionali".
La violenza nel Sud del Pará non è un caso isolato in Brasile. Più clamorosa ancora è la lotta ingaggiata dal governo dello Stato del Paraná al Movimento dei Senza Terra, culminata nell'assassinio di Antônio Tavares Pereira, in occasione della grande giornata di manifestazioni organizzata dal Mst lo scorso 2 maggio per protestare contro l'impoverimento in ambito rurale e chiedere la trasformazione del modello agricolo ed economico (v. Adista n. 37/00). Che è poi solo il caso più eclatante della guerra dichiarata dal governo di Fernando Henrique Cardoso contro il movimento, accusato di aver radicalizzato la sua lotta e di voler trasformarsi in guerriglia rurale.
Un'accusa sempre respinta con forza dai dirigenti del Mst, a cominciare da João Pedro Stedile: "Abbiamo l'assoluta consapevolezza - ha detto il leader del movimento in un'intervista rilasciata al Jornal do Brasil - che la nostra forza non sta nel maggior grado di radicalizzazione, ma nel numero di persone che riusciamo a portare in strada, a protestare contro il governo. (...) La paura del governo è che il Mst serva da modello di organizzazione per gli esclusi che sono ancora disorganizzati. Per questo hanno cercato di isolarci dai poveri della società".
Fonte: Adista
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