Roberto Baggio non è né calciatore né italiano, bensì brasiliano e uno dei leader del Movimento dei Senza Terra (anche se le sue origini sono evidenti, come quelle del più noto dei dirigenti dell'Mst, Joao
Pedro Stedile).
È venuto in Italia - e in altri paesi europei - per rinsaldare la "solidarietà internazionale" in favore della riforma agraria in Brasile e più in generale della lotta dei campesinos del (terzo) mondo contro la fame, "che è il principale problema dell'umanità".
È arrivato "in un momento difficile", in uno scenario internazionale dominato - lo dice senza giri di parole - "dall'offensiva imperialista degli Stati uniti" che stanno cercando di "approfittare della situazione" creatasi dopo l'11 settembre per "tentare di rilanciare la loro egemonia mondiale", prima attraverso "l'uso della forza delle bombe", poi, in un secondo tempo, "attraverso l'uso della forza dell'economia".
Anche il recente vertice dell'Organizzazione mondiale del commercio, per Baggio - che viene dallo stato del Paranà e fa parte della direzione nazionale dei Sem Terra - rientra in questo scenario: "Sono le grandi corporations che si incontrano, e magari litigano, per dividersi la torta - dice -, per noi agricoltori della Via campesina, non rappresentano nulla di positivo, come José Bové è andato a dirgli a Doha.
Ma è significativo il fatto che hanno dovuto andare a nascondersi nel deserto del Qatar".
Non c'è dubbio tuttavia che lo scenario internazionale si rifletta negativamente sui movimenti sociali che si battono contro la tendenze dominanti in campo politico ed economico.
"È un'offensiva internazionale ad ampio raggio che cerca di inquadrare tutto ciò che si muove dentro i parametri di una presunta democrazia formale, e quindi di reprimere quello e quelli che non si adeguano ai suoi standard".
E "la repressione" si fa sentire più forte che mai nel Brasile del presidente "socialdemocratico" Cardoso ma anche in tutta l'America latina, e con lineamenti che secondo Baggio indicano una "unica strategia" dietro cui si scorge chiaramente la longa manus americana. Sia di Washington sia di Wall Street. Ma "la repressione" e "la violenza" non fermeranno i Senza Terra in Brasile né i movimenti sociali in America
latina e nel mondo. I governi che si adeguano a questo andazzo, come quello di Cardoso in Brasile, "sono sempre più screditati" e "le reazioni dell'umanità contro la guerra" sono incoraggianti per il futuro.
Il prossimo appuntamento che Roberto Baggio e i Sem Terra danno all'ala marciante dell'umanità è Porto Alegre-2, nel sud del Brasile, dove sono attese 100 mila persone al Forum sociale mondiale di fine gennaio.
Che si concluderà con una grande manifestazione contro "la guerra imperialista".