| Brasile: Documenti sul Brasile | Movimento Sem Terra www.comitatomst.it |
Secondo le tabelle del Catasto dell'Incra dal 1992 al 1998, l'area totale controllata dagli immobili rurali superiori ai 2.000 ettari è cresciuta di 56 milioni di ettari. Il che equivale ad un'area tre volte superiore ai 18 milioni di ettari che il governo avrebbe espropriato e trasferito al programma di riforma agraria nell'arco di sei anni. Come nel caso dei procuratori, la corruzione tende a crescere più che l'epurazione.
Secondo gli studi del professor Rodolfo Hoffmann, della Unicamp, uno dei responsabili dell'elaborazione dei dati delle Statistiche catastali dell'Incra, tra il 1992 e il 1998, ad eccezione del Centro-Ovest, il cui indice di Gini si è mantenuto stabile, in tutte le altre regioni brasiliane si è registrato un aumento della concentrazione della terra. Lo studio ha calcolato la percentuale dell'area totale occupata dal 10% dei più grandi immobili rurali del Paese, arrivando alla conclusione che quest'area è cresciuta, in questo periodo, dal 77,1% al 78,6%.
Il governo si è vantato di aver ridotto la violenza nei campi, togliendo dal conto i cadaveri dei 10 morti dell'anno passato. I dati della Cpt (Commissione della pastorale della terra) smentiscono il discorso ufficiale. Dimostrano che, confrontando le cifre della media annuale di conflitti di terra tra il 1992 e il 1994 con quelli avvenuti nel periodo dal 1995 al 1999, si è passati da una media di 367 casi all'anno a quella di 667, con una crescita corrispondente all'82%. Nei conflitti di terra si constata un aumento della media annuale di persone coinvolte, dalle 214.653 tra il 1992 e il 1994 alle 508.507 tra il 1995 e il 1999, con una crescita allarmante del 137%.
I casi di assassinio sono scesi del 5%. Sono passati da una media annuale di 38 omicidi prima di Fernando Henrique Cardoso ad una media di 36 casi durante il governo di Fernando Henrique Cardoso. Ma la violenza nei campi non può essere misurata secondo il numero di morti. Basta leggere i giornali per rendersi conto dei casi di lavoro forzato, sfruttamento della manodopera indigena e minorile, pestaggi, minacce di morte, salari irrisori ecc.
Forse la sindrome di privatizzazione del governo gli ha impedito di vantarsi di una delle sue imprese: statalizzare la violenza rurale. Ha creato il "Dops rurale" nella Polizia federale (il Dipartimento d'ordine politico e sociale della polizia attivo negli anni della dittatura, ndt) e ora crimini un tempo commessi da jagunços e pistoleri, come in Rio Maria (PA), sono oggi di competenza delle forze repressive dello Stato che, aiutate da giudici complici del latifondo, come avviene in Paraná, promuovono sgomberi ingiusti, minacciano i leader, perseguitano, torturano, invadono accampamenti, seminano il terrore tra i bambini.
I fuochi d'artificio del Planalto incantano i cieli, ma qui sulla terra il 2000 è stato il primo per numero di sgomberi, arresti illegali, processi polizieschi e giudiziari prefabbricati. Tra i 14 assassinati nei campi, non meno di 11 erano militanti del MST. In 15 anni di esistenza del movimento, al di fuori dei massacri avvenuti, il MST non aveva mai perso tanti militanti in un solo anno.
Dal momento che abbiamo parlato di feste di fine anno, vediamo i regali che il governo di Fernando Henrique Cardoso ha offerto a quanti difendono la riforma agraria nel Paese: ha proibito, con Misura Provvisoria, la perizia delle terre improduttive occupate da famiglie di senza terra; ha sospeso il credito alle famiglie vincolate al MST: ha obbligato la Cnbb (Conferenza dei vescovi del Brasile) a ritirarsi, per decoro, dalla mediazione del dialogo con i senza terra; ha impedito l'espropriazione di latifondi iscritti nel programma di affitti rurali; e ha rimesso al Congresso la richiesta di urgenza costituzionale per progetti di legge come il Progetto di legge parlamentare n. 135/00, che statalizza l'istituto dell'espropriazione; il Progetto di legge n. 3.242/00 che impone maggior rigore penale e amministrativo per le occupazioni di aree pubbliche, volendo scoraggiare la creazione di accampamenti di lavoratori senza terra ai margini delle strade.
Infine, il governo si è vantato di aver insediato, dal 1995, 482.206 famiglie. Secondo la Cpt e i rapporti dell'Incra, la cifra non oltrepassa i 237.299. Nello stesso periodo, secondo l'Ibge, 840mila famiglie hanno abbandonato i campi (circa 4,2 milioni di persone) per mancanza di una politica agricola.
Il Brasile entra nel Terzo Millennio con la sua storia che registra un'unica riforma agraria: la sua divisione in Capitanie ereditarie. E i procuratori che stiano attenti, per non figurare come ricercati.
Frei Betto é frate domenicano e scrittore, consigliere della Central de Movimentos Populares e consulente del MST.
| Home Page | Racconto di F.Betto (6/98) | Biografia di Frei Betto | Notizie gennaio '01 |