Da "Settimana Agraria"
presente nel sito del PT
1997 - Un bilancio
Importanti passi avanti hanno segnato la lotta del popolo dei campi nel
1997
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Il primo passo avanti è il riconoscimento della legittimità
della lotta del MST e dei metodi che usa per spingere verso una accelerazione
nella realizzazione della riforma agraria. L'occupazione pacifica delle
terre improduttive per spingere il governo a mettere in pratica quel che
è scritto nella Costituzione è stata accettata dall'opinione
pubblica, dagli organi della amministrazione pubblica e anche da importanti
settori del potere giudiziario.
L'accoglienza trionfale della marcia dei Senza Terra a Brasilia, il 17 aprile 1997, l'enorme mobilitazione delle organizzazioni
della società civile per l'assoluzione di José Rainha e l'80%
dei pareri favorevoli alla riforma agraria nei sondaggi dimostrano che
il Movimento è riuscito a neutralizzare e ribaltare il tentativo
di isolarlo portata avanti dal governo alla fine del 1996. L'ultima dimostrazione
di questa crescita del MST di fronte all'opinione pubblica è stata
l'immediata reazione di settori politici, delle chiese, e della società
civile di fronte al tentativo del governo del Paranà che, stimolato
dalle dichiarazioni truculente del ministro Rezende, ha deciso di arrestare
24 dirigenti senza terra. In meno di un mese, è dovuto tornare indietro
perché la società civile e i partiti di sinistra non hanno
accettato l'arbitrarietà della decisione.
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Il secondo passo avanti importante è stato il risvegliarsi dei piccoli
agricoltori. Il "Grido della Terra" organizzato dalla Contag, nel mese
di maggio, ha acquistato una radicalità che non era presente negli
anni precedenti. Il gabinetto del ministro della Programmazione è
stato occupato dai dirigenti sindacali e pesanti critiche sono state fatte
alla politica agricola e alla politica economica del governo.
I piccoli agricoltori hanno cominciato a chiedere prestiti agevolati
con grande forza e le manifestazioni si sono moltiplicate in tutto il paese.
Sono marce, blocchi stradali, occupazioni di agenzie bancarie o di edifici
pubblici che si succedono con brevi intervalli. Al culmine di tutto questo
c'è stato il "Grido degli Esclusi", il 7 di settembre, che ha raccolto
70.000 persone in Aparecida del nord.
Dopo lo sciopero della fame durato 17 giorni, che hanno portato avanti
7 piccoli agricoltori, insieme al francescano Frei Sergio Gorgen, il governo
è stato costretto a rompere le rigide norme esistenti e aprire una
linea di credito agevolato per l'agricoltura familiare.
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Il terzo importante passo in avanti è stato sul terreno della unità
e della combattività delle forze impegnate nella lotta per la riforma
agraria e per il mutamento del modello agricolo. Contag e MST, le due principali
organizzazio nei della gente del campo, hanno saputo sommare i loro sforzi
nei momenti cruciali della lotta, evitando abilmente manovre che tendevano
a dividerli, ispirate dal Ministero per la Riforma Agraria. I parlamentari
impegnati con la lotta dei contadini, organizzati nella Commissione Agricoltura
e nel nucleo agrario del gruppo del Partito dei Lavoratori, hanno portato
avanti una lotta difficile contro il gruppo ruralista e l'azione insidiosa
dei lieder della maggioranza nel Congresso, ma, anche così, hanno
ottenuto l'approvazione di alcuni progetti e alcune iniziative realmente
importanti come per esempio, la creazione della Commissione Esterna per
chiarire i casi di abuso e violenza nei campi. Un evento importante è
stata la realizzazione in novembre, nei locali della Contag a Brasilia,
del Secondo CLOC (Congresso Latino Americano delle Organizzazioni Contadine)
Con la partecipazione di delegazioni di quasi tutti i paesi del continente,
l'evento è servito a preparare un piano di mobilitazioni congiunte,
nel quale in vari paesi si ritrovano con obiettivi comuni di lotta per
la terra e l'agricoltura familiare.
Passi avanti nella riforma agraria, passi avanti
nella mobilitazione dei piccoli agricoltori, passi avanti nella ricerca
di unità trai movimenti che organizzano le lotte della popolazione
rurale contro le forze del latifondo e della agroindustria che li sfruttano
e sottomettono.
I passi avanti realizzati hanno creato un nuovo atteggiamento in tutto
il Partito dei lavoratori. Tuttavia come è ovvio c'è ancora
molto da fare. I salariati sono ancora fermi, anche se la disoccupazione
si aggrava; i lavoratori in regola sono una minoranza e i salari sono bassissimi,
non ci sono scioperi, proteste o marce. Nuove organizzazione di mobilitazione
della popolazione rurale sono nate. Questo esige un lavoro politico maturo
perchè non entrino in conflitto con quelle che già esistono
e non ci siano rivalità strumentalizzate poi dalla stampa di destra
L'andamento generale della economia colpisce duramente i piccoli proprietari,
obbligandoli a emigrare in massa nelle città. Il governo che continua
ad essere legato all'idea che la riforma agraria e l'agricoltura familiare
sono residui del passato sostiene una politica macroeconomica che porta
alla distruzione di questo tipo di agricoltura. Tutto questo per dire che
il 1998 sarà un anno di molte lotte. La principale è riuscire
a mobilitare la massa rurale in appoggio alla candidatura di Lula
Plinio de Arruda Sampaio (responsabile agricoltura del PT)