Brasile: venti anni di lotte per terra e libertà
Adista 43/04. Maggio 2004.
DOC-1506. ROMA-ADISTA. Si è festeggiato anche in Italia il 20.mo compleanno del Movimento
dei senza terra (Mst), nato nel 1984 dalle lotte contadine del Sud del Brasile e diventato oggi
la più forte organizzazione popolare del Paese se non dell'intera America Latina. È un
interesse, quello per l'Mst, che si è andato alimentando degli echi delle occupazioni di terra,
delle persecuzioni, delle stragi che nel corso degli anni si sono consumate in Brasile, ma
soprattutto dell'immagine di un movimento in cui il marxismo convive armoniosamente con il
cristianesimo, la lotta di massa si coniuga con un messaggio radicale ma non estremista e
soprattutto mai violento, il senso di appartenenza si accompagna alla volontà di stringere
alleanze, il rigore delle analisi si sposa al calore dei sogni (che è, anche, colore di
bandiere, ritmo di canti, forza di gesti, quello che i brasiliani traducono con un parola che
si fa sempre un po' fatica a spiegare in italiano: "mistica"). Un movimento che ha in
abbondanza quello che a volte sembra così difficile da trovare: la forza morale, una forza che
gli permette di incidere ben al di là del solo ambito rurale. Plinio de Arruda Sampaio,
intellettuale brasiliano tra i più prestigiosi, dirigente del Pt vicino all'Mst, capo
dell'équipe incaricata di formulare un piano nazionale di riforma agraria (solo parzialmente
ripreso dal governo), ne offre un esempio durante un incontro che si è svolto il 28 aprile a
Roma, alla Fondazione Lelio Basso: "l'Mst ha promosso un corso per studenti universitari e sono
stato chiamato a tenere una conferenza. C'erano 2mila studenti. Non ho mai insegnato ad alunni
tanto interessati ed attenti. Finito l'incontro, quando i 2mila studenti hanno lasciato l'aula,
per terra non c'era neppure un foglio. All'università, quando si svuota un'aula così grande,
per terra si trova di tutto. È questo che si chiama forza morale. È il grande contributo del
Movimento dei Senza Terra al Brasile".
L'incontro con Plinio de Arruda Sampaio, a cui hanno partecipato José Juliano de Carvalho,
professore della Facoltà di Agraria dell'Università di San Paolo, e i giornalisti Salvatore
Cannavò, vicedirettore di "Liberazione", e Maurizio Matteuzzi del "Manifesto", non è stata
l'unica iniziativa svoltasi a Roma per il ventennale del Movimento (la celebrazione dell'evento
è stata promossa dal Comitato di appoggio all'Mst, in collaborazione con la Filef - Federazione
lavoratori emigranti e famiglie, la Comunità di Capodarco, la Commissione Internazionale
Giustizia e Pace della Famiglia domenicana, la Fondazione Lelio Basso, Altragricoltura, Rete
Radié Resch). Il 28 e il 29 aprile, il centro sociale Astra occupato ha ospitato la rassegna
video sul movimento "Sem terra e sem tela" (senza terra e senza schermo), mentre il 24 aprile,
all'auditorium della parrocchia di San Giovanni Bosco, si è svolta un'iniziativa sul tema "La
terra non è solo terra: la lotta e la mistica dei contadini senza terra del Brasile", con
canti, letture, musica, immagini, video e un intervento d'eccezione: quello del frate
domenicano e teologo della liberazione Frei Betto, consigliere del presidente Lula per il
programma "Fame Zero".
La celebrazione del ventesimo compleanno del Movimento ha offerto anche l'occasione per
valutare il primo anno e mezzo del governo Lula, proprio in un momento in cui l'Mst, in
occasione della mobilitazione legata alla Giornata mondiale di lotta contadina del 17 aprile
(in ricordo della strage di Eldorado dos Carajás nel 1996), ha realizzato un'ondata di
occupazioni in tutto il Paese per chiedere il compimento del piano nazionale di riforma
agraria. È una valutazione complessa quella del comportamento fin qui tenuto dal governo Lula,
come è possibile cogliere dalle diverse letture offerte da Frei Betto, nel suo ruolo di uomo di
governo, e da Plinio de Arruda Sampaio, nel suo ruolo di intellettuale critico. Di seguito
riportiamo i loro interventi (discorso integrale di Frei Betto e stralci del discorso di
Plinio), entrambi tratti da una registrazione e non rivisti dagli autori.
Frei Betto. Governo Lula: abbiamo conquistato il governo, non ancora il potere
P.A. Sampaio. Governo Lula: è ora di forzare il limite