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Questa è la sfida e su questo stiamo lavorando,
sulle questioni del credito, dell'assistenza, della commercializzazione
....l'integrazione delle comunità, la garanzia del reddito....
il governo deve impegnarsi per generare lavoro, reddito e fare
questo in un ambito condizionato dalle questioni internazionali
e interne...
È nostra responsabilità realizzare un processo di
deconcentrazione del reddito crediamo che questa strategia, che
l'andare avanti verso una vera riforma agraria, verso la qualificazione
della nostra agricoltura familiare, rappresenti un enorme contributo
all'offerta di lavoro, di reddito.... Stiamo lavorando per questo.
Domanda (assessore municipale di Roma III):
Come si può in Brasile intaccare la grande proprietà
terriera, restando in un ambito di legalità? Oppure si
devono rompere i meccanismi legalitari?
Rossetto:
La Costituzione brasiliana autorizza lo Stato a espropriare
terra per la riforma agraria, a espropriare le grandi proprietà
e dice che la proprietà improduttiva è passibile
di esproprio per fare la riforma agraria. Questa legislazione
di base, secondo la nostra valutazione, ci permette di acquisire
una quantità di terre molto importanti. Abbiamo altri strumenti
importanti. Il Brasile dispone ancora di un volume di terre pubbliche
significativo. C'è poi la questione del "grilagem",
non so se voi conoscete questa espressione. Che cos'è il
grilagem? Quando un proprietario dispone legalmente di 1000 ettari,
ma concretamente il suo recinto ne racchiude 10.000. Due anni
fa in Amazzonia, c'è stata una commissione parlamentare
di inchiesta che ha recuperato allo stato 100 milioni di ettari
di terra. Questo vi dà un'idea del gigantismo delle proprietà
terriere.
Noi abbiamo un'urgenza quella di rendere più facile
l'accesso alla terra, è una grande urgenza sociale. Ci
sono oggi 60/100.000 famiglie accampate che lottano per la terra,
e quello su cui stiamo lavorando è trovare la terra per
queste famiglie. Naturalmente i grandi proprietari dispongono
di vari strumenti giuridici per opporsi. La nostra grande sfida
è la qualità degli insediamenti, le infrastrutture,
la loro capacità di produzione...di produrre reddito....
Domanda (Serena Romagnoli, Comitato appoggio MST):
Vogliamo esprime la preoccupazione per la situazione degli
accampati, di cui lei ha parlato; che tempi prevede per la soluzione
del problema?
Il governo pensa di fare gesti simbolici, espropriando alcuni
importanti latifondi, per dare un segnale dell'intenzione di realizzare
una vera riforma agraria?
Che cosa pensa di fare il governo Lula perché le
vittime di Eldorado ottengano finalmente giustizia?
Rossetto
C'è una grande urgenza, in un mese e mezzo abbiamo
già espropriato 200.000 ettari per la riforma agraria in
17 stati Daremo priorità all'insediamento di queste famiglie
accampate. Perché queste famiglie possano avere terra,
avere casa, produrre, questo fa parte della nostra strategia che
è permanente verso l'acquisizione di terre. Quello che
stiamo discutendo oggi è proprio la strategia di acquisizione
delle terre, partendo dalla riflessione su quello che è
stato fatto, che non ha portato ad una diminuzione della concentrazione.
Sono stati fatti insediamenti nella regione nord del paese negli
stati di Para, Maranhao, nel semiarido, perché là
le terre erano meno care, generalmente degradate e con bassa
produttività. Vogliamo fare insediamenti in terre migliori
con infrastrutture e possibilità di accedere ai mercati,
ai consumatori. Il concetto è quello di collegare la distribuzione
della terra con la possibilità di produrre. C'è
un dibattito importante sulle aree di riforma agraria. L'idea
è di superare la polverizzazione eccessiva degli insediamenti
che non permette dinamismo economico... 20 famiglie insediate,
dopo duecento chilometri altre 30 etc. una polverizzazione enorme,
grandi costi per portare energia elettrica, per portare acqua
..... Una cosa importante nella quale noi crediamo è che
è un diritto dei lavoratori disporre di terre nelle loro
comunità, nei loro stati. È un diritto per un cittadino
lavorare nel suo ambiente sociale. È chiaro che questo pone
ulteriori vincoli all'acquisizione di terra perché se
un lavoratore di Santa Caterina, del Rio Grande del Sud, di San
Paolo deve lavorare nel suo stato ci sono naturalmente più
difficoltà nel trovare le terre. C'è urgenza di
realizzare insediamenti, ma c'è anche urgenza di garantire
condizioni di reddito per i lavoratori insediati. Mettere a
punto una strategia per il futuro che non riproduca lo stesso
modello del passato.
Domanda (Luca Colombo, Greenpeace Italia).
Può essere importante la collaborazione Brasile/Europa
sulla questione OGM; da una parte il Brasile garantisce le forniture
non OGM e ci aiuta a dare risposta alle esigenze che esprimono
i consumatori, dall'altra, con il nostro lavoro di pressione,
in qualche modo garantiamo uno spazio per le commodities che
possono venire oggi in modo particolare dal Brasile. Penso che
i dati sulle esportazioni di soia dimostrino gli spazi che ci
sono per il Brasile. Alla Fao, la settimana scorsa si è
parlato di un mercato OGM e di un mercato non OGM. Il ruolo del
Brasile è fondamentale per il successo della nostra campagna.
Siamo stati molto contenti (essendo noi tra gli organizzatori
del vertice parallelo all'incontro FAO del giugno 2002) nel vedere
che la priorità del governo Lula è la lotta alla
fame. E siamo lieti di vedere che questa lotta si unisce in particolar
modo al sostegno all'agricoltura familiare che per noi è
l'obiettivo politico principale.
Rossetto
Sono d'accordo con quello che ha detto. Il Brasile è
un paese con grandi contraddizioni. È un grande esportatore di
commodities agricole con tanta gente che ha fame.
Qual è la sfida del programma "Fame zero"?
è creare una dinamica sociale tale che le persone possano
conquistare un insieme di diritti che li sottraggano alla situazione
di esclusione e di indigenza Al di là di garantire l'accesso
all'alimentazione, che è fondamentale, attraverso vari
strumenti, dobbiamo riuscire a costruire una mobilitazione, una
partecipazione, in modo che il programma non si limiti a questo,
ma si possa garantire il diritto all'alfabetizzazione, alla formazione
professionale, condizioni fondamentali per l'accesso al reddito.
Il nostro obiettivo, relativamente alla riforma agraria, è
che non sia solo uno spazio di lavoro e stabilità e inclusione
sociale, ma gran parte degli alimenti per il programma "Fame
Zero" siano alimenti prodotti dagli insediamenti della riforma
agraria, dall'agricoltura familiare. Ci sarebbero varie soluzioni,
si potrebbero importare alimenti per un determinato periodo in
una situazione di emergenza, ma noi vogliamo evitare questo.
Procedendo in questo programma di stimolo alla produzione, vogliamo
garantire con questa politica reddito per i nostri insediamenti,
reddito per l'agricoltura familiare e in questo modo diminuire
la povertà. Si tratta di una sfida strategica più
che di un programma che garantisca l'accesso al cibo per chi ha
fame, che possa indurre un insieme di trasformazioni importanti.
Sulla questione dei transgenici, rapidamente, noi abbiamo
oggi una commissione interministeriale che sta discutendo su
questo, la legislazione di biosicurezza.
Tutti voi sapete che l'Argentina produce soia transgenica e che
il Brasile ha una frontiera con l'Argentina. C'è un processo
molto significativo di migrazione dei semi dall'Argentina. Questo
crea una forte tensione, perché questa produzione transgenica
viene venduta a un prezzo inferiore rispetto a quella convenzionale.
Un lavoratore impoverito vede la prospettiva di avere un maggiore
margine nel corto periodo.
Stiamo vivendo un momento importante in Brasile e non credo
che il Brasile muti la sua posizione complessiva nei confronti
del transgenico che è basato sul principio di precauzione.
C'è un forte dibattito sul tema dei semi come patrimonio
dell'umanità, come valore fondamentale per garantire la
qualità di vita. Noi dobbiamo mantenere questa forte limitazione
sul tema dei transgenici e continuare il dibattito. È un dibattito
che si fa anche qui in Europa e su questo ci può essere
una convergenza. Io penso che il risultato della commissione (tra
15 giorni) sarà una risultato nel senso della precauzione.
Domanda su possibili forme di cooperazione
Rossetto ha detto, tra l'altro:
Abbiamo possibilità di espansione della nostra capacità
di produzione, la riforma agraria è uno strumento in questo
senso. Abbiamo capacità di qualificare questa produzione.
Il Brasile negli ultimi anni ha destrutturato la sua struttura
produttiva, ha distrutto le istituzioni che dovevano garantire
l'assistenza tecnica, per esempio ha eliminato la politica del
prezzo minimo, ha prodotto la riduzione del livello di consumo
nelle città, a causa della disoccupazione..... La sicurezza
alimentare non esiste nel paese. Il nostro è un paese che
è carente di mais ma che esporta mais. I prezzi internazionali
comandano sui prezzi interni... Non esiste una strategia per
lo sviluppo della nostra produzione.
Cerchiamo relazioni di cooperazione (per questo siamo qui)
vogliamo ridar vita all'esperienza del cooperativismo, un'esperienza
importante che voi in Italia conoscete. Ridare vigore all'assistenza
tecnica, avanzare nello spazio di commercializzazione all'interno
del cosiddetto commercio etico, scambiare le esperienze sulla
produzione biologica, creare tutto lo spazio di cooperazione possibile.
È chiaro che il riferimento principale per noi deve essere il
mercato regionale, ma abbiamo necessità di altre relazioni
che sono spazi importanti per noi (...)
Ci vogliono nuove relazione internazionali, è un tema
che è stato molto dibattuto anche al Forum sociale di Porto
Alegre. I paesi devono essere in grado di garantire l'alimentazione
ai loro popoli, prima di tutto. Un altro grave problema è
quello delle regole commerciali mondiali, il bilancio degli ultimi
anni è disastroso per i nostri paesi di fronte a questa
destrutturazione brutale del commercio agricolo.
Il ministro ha quindi affermato che l'agricoltura dovrebbe uscire
dall'ambito dell'OMC.
Domanda (Antonio Onorati, Crocevia)
Quale compito di solidarietà e cooperazione può
essere svolto dall'Italia, per esempio in relazione agli OGM,
e alla possibilità di importare dal Brasile sementi non
transgeniche (in Italia anche la principale organizzazione contadina
è contro i transgenici).
In Italia l'85% dell'agricoltura è familiare è
c'è una forte sensibilità sui temi della piccola
agricoltura e dell'organizzazione mondiale del commercio. Noi
diciamo fuori il WTO (OMC) dall'agricoltura.
Noi, che abbiamo lavorato nell'organizzazione del vertice
parallelo al vertice Fao, e abbiamo molto discusso all'interno
della FAO abbiamo bisogno di indicazioni dal governo brasiliano
perché possiamo far avanzare una battaglia dentro la Fao
per trovare un'altra sede alla discussione sul mercato mondiale
della produzione agricola.
Rispetto al progetto "Fame Zero" chiediamo alla
FAO un atteggiamento rispettoso. Vogliamo sapere quali sono le
vostre aspettative nei confronti della Fao in relazione a questo
progetto. Vorremmo che la proposta di Lula diventasse un esempio
istituzionale dentro la FAO e quindi abbiamo bisogno di capire
dal governo brasiliano qual è la linea strategica.
Rossetto
Stiamo discutendo una strategia a livello internazionale.
Siamo entrati in carica da poco. Qual è la nostra capacità
di collaborazione? Qual è l'agenda di solidarietà
possibile?
Noi riteniamo che siano importanti il rafforzamento degli
organismi multilaterali, (l'ONU, la FAO, il FIDA), il rafforzamento
delle strutture cooperative di produzione agricola, la politica
di assistenza tecnica per la produzione e la ricerca, i consigli
strategici, che ci potete offrire, data la vostra esperienza,
in relazione alla integrazione economica territoriale. Sono temi
che vogliamo approfondire. (...)
Oggi il dibattito sul diritto all'alimentazione, è
il dibattito sull'autonomia di scelta delle produzioni, della
conservazione della cultura, del reddito interno, una dimensione
del dibattito internazionale, sul tema dell'ALCA per esempio;
il presidente Lula a Davos ha fatto un discorso forte su questo.
Il campo della solidarietà tra noi. Prima cosa la
conquista del governo non altera l'agenda sulla quale ciascuno
stava lavorando. La conquista del governo è frutto di
una accumulazione importante di forze della società.
Le agende restano le stesse e vengono potenzializzate dalla
conquista del governo e dalle nuove possibilità di lavoro
in collaborazione. L'esperienza del commercio giusto, etico e
solidale è, per esempio, una esperienza importante; è
ancora una esperienza piccola, ma noi possiamo con il vostro aiuto,
la vostra esperienza e le potenzialità del governo, far
crescere questa esperienza. Il nostro governo può organizzarla
in modo più solido.
Noi vogliamo andare avanti rispetto alla questione della
solidarietà sul tema della riforma agraria che riguarda
vari paesi, vari movimenti; è importante conservare queste
relazioni dei movimenti sociali. Non dobbiamo rendere più
fragili le relazioni dei movimenti sociali, al contrario riteniamo
molto importante rafforzare queste relazioni. È molto importante
conservare queste relazioni di dialogo, di agende di cooperazione.
Facciamo parte di uno stesso progetto di società, con responsabilità
diverse, dobbiamo qualificare le agende Quello del commercio
equo è solo un esempio.
Domanda (Marcelo Cafaldo, Comitato di appoggio MST)
domanda di chiarimento sulla statalizzazione delle terre:
Rossetto
Noi stiamo riflettendo su vari temi in relazione alle migliori
condizioni di utilizzazione degli spazi pubblici per la produzione.
Stiamo discutendo quindi della possibilità di conservare
la natura pubblica di queste aree messe a disposizione del popolo
per la produzione. Stiamo facendo questo attraverso il dialogo
con i movimenti, con gli insediati. Altri problemi in discussione
sono quelli relativi al credito, ai moduli di terra che non necessariamente
devono avere la stessa estensione nei vari stati, e che possono
mutare a seconda del tipo di produzione a cui sono destinate quelle
terre
(Il testo è tratto da una registrazione non molto chiara; alcune parti sono state quindi omesse, perché non comprensibili e non è stato rivisto dal ministro Rossetto)
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