Brasile: MST e governo Lula Movimento Sem Terra
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Lettera al popolo brasiliano

Fonte Adista. Luglio 2005

Contro la destabilizzazione politica del governo e contro la corruzione: per mutamenti nella politica economica, per dare la priorità ai diritti sociali e per riforme politiche democratiche!

La società brasiliana è mutata e, nella Costituente del 1988, ha optato per il cambiamento. Ha costituito nuovi poteri e ha eletto nuovi governanti, per promuovere processi di trasformazione sociale. Ha creato nuove strutture, ha combattuto vecchie istituzioni e ha generato nuovi meccanismi per far valere i diritti di tutti e ciascuno a una vita degna.

È con la forza che viene da questa storia recente, ma vigorosa, di rafforzamento e radicalizzazione della democrazia nel nostro Paese che noi, rappresentanti delle organizzazioni popolari, delle ong, del movimento sindacale, dei movimenti sociali, convochiamo tutta la società brasiliana, ogni cittadino e cittadina, a una grande e continua mobilitazione che renda possibile affrontare la crisi politica e far prevalere i principi democratici.

Alle ultime elezioni, con la speranza di realizzare cambiamenti nella politica neoliberista che si stava portando avanti dal 1990, il popolo brasiliano ha eletto il presidente Lula. Fino ad ora, consideriamo che poco è cambiato e che ci troviamo di fronte a un mandato pieno di contraddizioni. Da un lato, il governo ha continuato a seguire una politica economica neoliberista, risultato delle sue alleanze conservatrici. Dall'altro, ha adottato un discorso che dà priorità al sociale e una politica estera sovrana di alleanze con le nazioni in via di sviluppo. L'elezione di Lula ha riacceso le speranze in America Latina, influendo positivamente su alcuni conflitti politici nella regione.

In vista delle elezioni del 2006, le élite hanno dato avvio, sui mezzi di comunicazione, a una campagna diretta a indebolire il presidente Lula, per rovesciarlo o per obbligarlo ad approfondire l'attuale politica economica e le riforme neoliberiste, secondo gli interessi del capitale internazionale.

Preoccupati per il processo democratico e anche per le denunce di corruzione che hanno lasciato il popolo perplesso, dichiariamo pubblicamente di essere contro qualunque tentativo di destabilizzazione del governo legittimamente eletto, patrocinato da settori conservatori e antidemocratici.

Esigiamo completa e rigorosa indagine sulle denunce di corruzione riportate al Congresso Nazionale e alla stampa, e la punizione dei responsabili. Siamo consapevoli del fatto che la corruzione è stata, purtroppo, il metodo tradizionale delle élite per governare il Paese.

Esigiamo anche un'indagine sulle denunce di corruzione in occasione del voto sull'emendamento costituzionale che ha approvato la rielezione e dei processi di privatizzazione delle imprese statali durante il governo di Fernando Henrique Cardoso.

Si tratta pertanto di fondare la vita politica su principi etici come la separazione tra interessi privati e interessi pubblici, la trasparenza nei processi decisionali e la promozione della giustizia sociale.

Di fronte all'attuale crisi, il governo Lula potrà scegliere di riprendere il progetto per il quale è stato eletto, e che ha risvegliato la speranza di milioni di brasiliani e brasiliane. Un progetto, questo, che ha come base la trasformazione della società e dello Stato brasiliano, una società divisa tra chi tutto può e tutto possiede e chi non può e non ha nulla.

Per questo proponiamo pubblicamente al governo Lula, al Congresso Nazionale e alla società civile le seguenti misure:
1 - Realizzare e sostenere un'ampia indagine su tutte le denunce di corruzione all'esame del Congresso Nazionale e punire i responsabili.
2 - Escludere dal governo federale settori conservatori che vogliono solo mantenere i propri privilegi, allontanare le autorità su cui gravi un qualunque sospetto e ricomporre la sua base di appoggio, ricostruendo una nuova maggioranza politica e sociale attorno a una piattaforma anti-neoliberista.
3 - Realizzare mutamento nella politica economica nel senso di dare la priorità alle necessità del popolo e di costruire un nuovo modello di sviluppo. La società non sopporta più certi tassi di interesse, i più alti del mondo, sotto il pretesto della lotta all'inflazione . La società non sostiene il mantenimento di un surplus di bilancio che ingrassa solo le banche. Le risorse pubbliche devono essere investite, in maniera prioritaria, per garantire i diritti costituzionali, come quelli al lavoro, a un salario minimo degno, alla salute, all'educazione, all'abitazione, alla riforma agraria, all'ambiente, alla demarcazione delle terre indigene e dei quilombos.
4 - Realizzare, a partire da un dibattito con la società, un'ampia riforma politica democratica. Una riforma che rafforzi la democrazia e assicuri ampia trasparenza al funzionamento dei partiti politici e ai processi decisionali. Per questo, siamo favorevoli alla fedeltà di partito, al finanziamento pubblico esclusivo delle campagne elettorali, alla presentazione di candidature in liste chiuse con alternanza di genere e di etnia, obbedendo a criteri di rappresentazione politica plurietnica e multirazziale. Vogliamo anche l'immediata regolamentazione dei processi di democrazia diretta, che implica l'esercizio del potere popolare mediante plebisciti e referendum, secondo la proposta presentata dalla CNBB e dall'OAB al Congresso Nazionale.
5 - Rafforzare gli spazi di partecipazione sociale nell'amministrazione pubblica e creare nuovi spazi nelle imprese statali e di economia mista, rendendo possibile il controllo sociale e una reale condivisione del potere.
6 - Rafforzare le iniziative locali a favore della cittadinanza e della partecipazione e dell'educazione popolare, come per esempio i comitati per l'etica nella politica, i consigli di controllo sociale, le scuole di formazione politica.
7 - Affrontare il monopolio dei mezzi di comunicazione, garantendo la loro democratizzazione, anche attraverso il rafforzamento delle reti pubbliche e comunitarie.

In questo momento di mobilitazione, convochiamo le forze democratiche e popolari a realizzare manifestazioni di strada e atti di protesta, e a lavorare per promuovere i veri cambiamenti di cui il Paese e il popolo hanno bisogno.

Brasilia, 21 giugno 2005.

Hanno aderito organizzazioni e movimenti della società e del CMS (Coordinamento dei Movimenti Sociali): CUT - Central Única dos Trabalhadores
MST - Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra
CMP - Coordenação dos Movimentos Populares
UNE - União Nacional de Estudantes
ABI - Associação Brasileira de Imprensa
ABONG - Associação Brasileira de ONG
INESC - Instituto de Estudos SocioEconômicos
CNBB/PS - Conferência Nacional dos Bispos do Brasil / Pastorais Sociais
P.O Nacional - Pastoral Operária Nacional
Grito dos Excluídos
Marcha Mundial de Mulheres
UBM - União Brasileira de Mulheres
UBES - Uniao Brasileira de Estudantes Secundários
CONEN - Coordenação Nacional de Entidades Negras
JOC - Juventude Operária Cristã
MTD - Movimento dos Trabalhadores Desempregados
MTST - Movimento dos Trabalhadores Sem Teto
CONTEE - Confederação Nacional dos Trabalhadores em Estabelecimento de Ensino
CNTE - Confederação Nacional dos Trabalhadores da Educação
Federação Nacional dos Advogados
CONAM - Confederação Nacional de Associações de Moradores
UNMP - Ação da Cidadania Contra a Fome a Miséria e pela Vida
CEBRAPAZ
ABRAÇO - Associação Brasileira de Rádios Comunitárias
CIMI - Conselho Indigenista Missionário
CPT - Comissão Pastoral da Terra
FENAC - Federação Nacional das Associações
AMB - Articulação de mulheres brasileiras
CFEMEA - Centro Feminista de Estudos e Assessoria
IBRADES - Instituto Brasileiro de Desenvolvimento
EDUCAFRO - Educação e Cidadania de Afrodescendentes e Carentes
MSU - Movimento dos Sem Universidade
CONIC - Conselho Nacional de Igrejas Cristãs do Brasil
ANPG - Associação Nacional dos Pós Graduandos
CSC - Corrente Sindical Classista
MPA - Movimento dos Pequenos Agricultores
IBASE - Instituto Brasileiro de Analises Sociais e Econômicas
Federação Nacional dos Economistas
Sindicato dos economistas do DF
Conselho Nacional de Iyalorixás e Ekedes Negras
CBJP - Comissão Brasileira Justiça e Paz
Campanha Jubileu Brasil contra as dívidas e contra a Alça

 

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