La tentazione dei fazendeiros
di Marco Aurélio Weissheimer*
17/8/2004
L'editoriale dello Estado de São Paulo torna ad attaccare la politica di Riforma Agraria e l'MST, e dice che i fazendeiros "non resisteranno alla tentazione di difendersi da soli". Questa tentazione sembra nascondere un desiderio comune a tutti i conservatori brasiliani.
Il Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem-Terra (MST) sta favorendo scenari di violenza sanguinaria nelle campagne, seminando guerra, commettendo crimini di ogni tipo, e non rispettando i diritti elementari delle persone. Questa è l'opinione del giornale O Estado de São Paulo, in un editoriale pubblicato lo scorso 4 agosto. Titolando "La vie en rose" che il Ministro vede", l'Estadão critica duramente il comportamento del Ministro dello Sviluppo Agrario, Miguel Rossetto accusandolo di connivenza con l'operato del MST e di altri movimenti sociali, e paragonandolo a Candido, il personaggio di Voltaire, per il quale "tutto va bene, nel migliore dei mondi".
L'opinione del giornale sull'MST e sul Ministro Rossetto, non è esattamente una novità. Anzi è uno dei suoi sport preferiti. A richiamare l'attenzione non è esattamente il testo, ma la sensazione che il festival delle deformazioni che sfila nelle sue pagine, sia stato fatto proprio, in modo esplicito, da quello che è considerato uno dei più importanti giornali della stampa brasiliana. Cosa significa tutto questo?
Il diritto elementare delle persone
Editoriali contro MST e Riforma Agraria non sono esclusiva dell'Estadão, lo sono invece, la virulenza e il grado di deformazione con i quali è trattato l'argomento. Giunge a vertici di ossessione nel suo tentativo di mostrare i senza terra, i movimenti sociali e i loro leader come una banda di malfattori e di briganti che starebbero minacciando "l'ordine democratico del Paese". E supera il limite dell'assurdo (se questo è possibile) nel dire che è "una loro pratica abituale la violazione del diritto elementare delle persone". E qui, il cinismo e l'ipocrisia espressi nell'editoriale, si rivelano in tutto il loro splendore. Questa affermazione può essere interpretata come chiave di lettura per capire la posizione delle elite economiche brasiliane (che trovano nello Estadão uno dei loro rappresentanti più dissennati) e la loro responsabilità per la situazione del Paese. Tutto sommato, da secoli hanno avuto, bene o male, l'opportunità di garantire il rispetto "dei diritti elementari delle persone". Di quali persone, sta esattamente parlando il giornale paulista?
Il citato editoriale fa menzione di alcune persone e gruppi coinvolti in questo processo. Cita il Ministro Miguel Rossetto, accusandolo di connivenza e subordinazione all'MST. Parla, ovviamente di João Pedro Stédile, indicandolo come leader di un movimento che starebbe "seminando la guerra nelle campagne". Parla anche di Manuel de Jesus e di Maria Betânia, due senza terra assassinati nel Piauí. È chiarificatrice la citazione dei due militanti morti e l'omissione degli autori degli assassinii. Poco importa. Chi ha ucciso, lascia intendere il testo, stava esercitando il proprio diritto alla legittima difesa. Ma più avanti, quello che era implicito, torna ad esplicitarsi. Di fronte all'azione del MST e di altri movimenti (i "cosiddetti movimenti sociali" secondo il giornale) "i fazendeiros nazionali non resisteranno alla tentazione di difendersi per conto proprio". L'uso della parola "tentazione", è anche rivelatore, tutto sta a indicarlo, di un desiderio.
La materializzazione del desiderio
Un desiderio che da molto tempo si realizza di fatto. Secondo dati della Commissione Pastorale della Terra, gli assassinii fra gli agricoltori, sono aumentati nel 2003 del 77,5%, passando dai 40 del 2002, a 71). Sono aumentate anche altre forme di violenza nei campi. Tentativi di omicidio, minacce di morte, agricoltori feriti durante le lotte. Sul tema delle dispute della terra, 2346 famiglie sono state espulse dalle proprietà, più di 20.000 sono state minacciate di espulsione e circa 7000 sono state bersaglio di colpi di arma da fuoco. E più di 30 mila famiglie sono state evacuate dalle proprie terre, e fra queste, circa 6 mila hanno subito la distruzione di case, coltivazioni e proprietà. Apparentemente queste persone hanno subito la violazione dei propri diritti elementari. A meno che, secondo quanto suggerisce l'Estadão, non abbiano meritato il castigo. A meno che non abbiano ceduto alla tentazione di resistere per conto proprio. In fin dei conti, cedere a questa tentazione, come si sa, è un'esclusiva dei fazendeiros.
Esistono altre tentazioni che finiscono per sedurre alcuni fazendeiros brasiliani, come la pratica del lavoro schiavo, l'ingaggio di pistoleri per uccidere preti, sindacalisti, ecologisti, ispettori del Ministero del Lavoro, e altri agitatori che minacciano il "diritto elementare delle persone". Queste tentazioni non distinguono fra città e campi. Inducono imprenditori a corrompere funzionari pubblici, inducono padroni di giornali ad appoggiare dittature militari, e tacere su torture e assassinii, e a definire corrotti e incompetenti i poteri pubblici, tacendo dei corruttori, soccombendo infine ad altri desideri inconfessabili. La storia del Brasile potrebbe essere scritta a partire dalla realizzazione di queste tentazioni e di questi desideri, a partire dai silenzi, dalle omissioni e dalle complicità che ne accompagnano la trasformazione in realtà.
"Desistere dalla lotta e lasciare il Brasile"
Non si tratta qui di negare la legittimità di chi dissente, parzialmente o totalmente, dai metodi del MST o di qualunque altro movimento. La questione è che l'Estadão non riconosce l'esistenza di questi tipi di movimento. Sembra ovvio che, in un Paese con le stridenti diseguaglianze sociali del Brasile, movimenti che rivendicano diritti, nel cozzare contro le strutture arcaiche e autoritarie del potere politico, finiscano con il radicalizzare le proprie azioni superando il confine del diritto, cosa che storicamente è una caratteristica esclusiva di "quelli dei piani alti". In questo quadro è evidente che la "pratica continua della violazione dei diritti elementari delle persone" è un'espressione che descrive la vita quotidiana di milioni di miserabili in Brasile.
Inoltre, questa espressione, descrive molto di più la vita di persone come Manuel de Jesus e Maria Betânia, morti nel Piauí, che quella dei funzionari del gruppo finlandese Vearcel Celulose e del gruppo spagnolo Llobet-Villas, che secondo l'Estadão "hanno rinunciato alla lotta e lasceranno il Brasile".
La differenza, omette di dire il giornale, è che i Manuel e le Maria non hanno altro paese dove andare e alcuni di loro, insistono nella sgradevole abitudine di non desistere dalla lotta. In questo caso, per la sopravvivenza.
* Marco Aurélio Weissheimer è giornalista della Agenzia Carta Maior