Giornate di lotta in Parana
Racconto di Frei Ildo Perondi, 12 Aprile 2003

Il 10 aprile è cominciata la Marcia Statale contro l'Alca e per la sovranità. Duecentocinquanta persone sono uscite da Ponta Grossa dirette a Curitiba. La marcia fa parte delle iniziative della Giornata nazionale di lotta che in che quest'anno ha come tema centrale la Campagna contro il latifondo.
Il latifondo è la causa della concentrazione del reddito nelle campagne e genera violenza. Quanti lavoratori rurali sono già stati assassinati e torturati? I lavoratori espulsi dalle campagne vanno senza cibo e senza lavoro nelle grandi città e finiscono per vivere nelle strade e nelle favelas e i loro figli diventano facilmente schiavi della droga e del crimine.
Il latifondo significa corruzione, sottrazione di denaro, falsificazione. I grandi latifondisti hanno ottenuto le loro migliaia di ettari di terra lavorando onestamente? Come ha comprato la CR Almeira 4,5 milioni di ettari che corrispondono a quasi metà dello stato del Sergipe?
La campagna vuole fare in modo che la popolazione abbia coscienza di questo enorme problema che è la concentrazione di terra.
L'Onu ha affermato che senza riforma agraria non è possibile risolvere il problema della fame in Brasile e ha fatto le seguenti raccomandazioni al governo brasiliano:
- la riforma agraria deve essere fatta rapidamente
- il governo deve annullare la misura provvisoria di maggio 2000 che proibisce l'esproprio delle terre occupate
- il governo deve impiegare più risorse finanziarie per la popolazione povera.
- Il governo deve creare leggi che aumentino la protezione del diritto all'alimentazione
La realizzazione della riforma agraria in Brasile è prevista nella Costituzione federale, negli articoli 164,185 e 186 in cui si dice "è obbligo del governo espropriare i latifondi improduttivi o che non compiano la loro funzione sociale (...)
10 aprile partenza della marcia, con la partecipazione di 200 persone
MST IN MARCIA!
Qui si cammina. Ieri sera sono arrivati al Convento dei Cappuccini circa 200 senza terra. Abbiamo fatto una bella celebrazione. Abbiamo pregato con il salmo 22 "Quale gioia quando mi dissero: andiamo in camminata alla Casa del Signore". Ma la nostra marcia è verso Curitiba. ed è sempre una gioia grande mettere i piedi in strada, chiedere i diritti e questa benedetta riforma agraria! Cosicché fu deciso che la marcia sarebbe con gioia e soprattutto con PACE e per la PACE! Abbiamo ricordato i compagni già caduti e che "saranno presenti" con noi (quelli uccisi, quelli partiti prima di vedere la terra divisa). Abbiamo bruciato i nostri problemi e nemici, soprattutto Bush, ma anche Lerner, FHC, il latifondo, le leggi ingiuste. Bene, abbiamo fatto tante belle cose e anche letto la lettera del Comitato (bellissima!) e anche quella di Serena Mugnai. Non potete immaginare cos'è per loro sentire la solidarietà che viene da così lontano!
Oggi ci siamo alzati alle 4,30 e dopo tutti i preparativi alle 7.00 eravamo tutti sull'autostrada. Cominciava la grande marcia. Due file. Molti giovani, ma anche donne, alcuni anziani, qualche bambino. Il tempo è buono, anche se è piovuto di notte. Sandali, scarpe, tennis. alcuni ha volte vanno a piedi nudi. passo dopo passo. Ecco! È un popolo in movimento! È il MST in marcia! Quattro militanti sono quelli che si può dire l'anima della marcia. Gridano parole d'ordine, che sono ripetute da tutti. È una cosa fantastica sentire la voce del popolo! Tra questi c'è Estefanea, una giovane grida con forza, con convinzione, va avanti e indietro come per dare animo, forza. Ci sono molte bandiere del MST e quasi tutti portano il berretto rosso in testa. Ci sono due striscioni per la riforma agraria e contro la guerra e anche una croce. Molti portano nel petto una cartolina "PAZ! Contra Bush! Contra a guerra!".

La marcia ci mette in contatto con le contraddizioni: presto passiamo davanti ad un grande latifondo, anche se produttivo, ma è sempre un segno che la terra è in mano a poca gente (vedremmo tanti in questa regione!). Ogni momento c'è un camion che ci sorpassa. È tempo di raccolta del mais e della soia. Il Brasile fa quest'anno la sua più grande raccolta di grano. I "fazendeiros" sono contenti, e si può vedere in questi camion, uno dopo l'altro che vanno portare il grano al porto, è tutto per l' esportazione! Mentre i piccoli contadini producono quello che la gente mangia qui in Brasile. È per questo che siamo un paese così problematico. Tanto grano, ma anche tanta fame! È per questo che il Movimento continua in lotta. Lula è il nostro Presidente, ha buona volontà, ma sappiamo che non basta, c'è bisogno della pressione popolare, perché dall'altra parte, il latifondo, è organizzato e farà tutto affinché non ci sia la riforma agraria. C'è tanto da chiedere, c'è tanto per lottare.
Abbiamo già superato quasi dieci chilometri ed è ora di fermarsi un po'. Si deve andare in bagno, bere qualcosa. Il luogo della fermata è un posto di benzina, perché c'è anche il bagno. Ma dovrebbe essere della Texaco? Ma è l'unico che troviamo! Bisogna essere attenti su che cosa vanno a comprare. C'è qualcuno che voleva prendere una coca-cola. No! Questa roba non si può prendere in questo viaggio. Ma quei poveri che fumano come fare se tutte le sigarette sono USA? Continua la camminata e c'è una macchina strana che è con noi. "Senti, conosco i due - dice uno - sono della P2" (la polizia segreta). E così a loro non si dà nessuna informazione. Un'altra macchina si ferma e un signore chiede chi è il capo. Lui va verso Celio e gli dice: "Senti, tutta questa povera gente deve mangiare. Vi do io da mangiare, non vi preoccupate ". Niente affatto! Perché lui dice che deve farlo perché questa gente sta camminando sulla sua strada, lui è della ditta del pedaggio. Aspettate che presto arriveremo lì! Per le cose da mangiare ci pensiamo noi! Gli autisti delle macchine e dei camion quando ci sorpassano, oppure quelli che vengono dall'altra parte quando c'incontrano, molti sono quelli che suonano il clacson, ci salutano. solo uno che ci ha guardato male.
Si va avanti, è facile quando è piano oppure quando si scende. Ma a volte si deve salire, si arriva quasi senza fiato. Le gambe già incominciano a faticare. Già si parla poco. Ma anche alcuni già non rispondono alle parole d'ordine. C'è un silenzio grande in questa camminata. Cosa pensa questa gente strada facendo? Estefanea grida le sua parole.
"Forza gente!", sorride e va avanti e grida: "Cansados?" - Não! (rispondiamo) "Na luta do povo..." - Ninguém se cansa! (Stanchi? No! Nella lotta del popolo... nessuno si stanca!)
Quattro ore dopo facciamo un'altra fermata. Le gambe già sono un po' doloranti. Ma presto ritorniamo a camminare. Si cammina ancora di più in silenzio. Mi ricordo qui quello che avevo detto ieri sera nella celebrazione: "Non siamo soli in questa marcia!" Nella mia mente viene il ricordo delle nostre riunioni del Comitato a Roma e altri eventi in Italia sul MST. Uno ad uno i volti di quei bravi compagni e compagne cominciano a venirmi in mente. Ieri sera abbiamo letto le vostre lettere. Mi sono commosso. E le lacrime cominciano a scorrere sulla mia faccia. Guardo i miei piedi e non li vedo bene. Eppure è vero, già non sono solo i miei. Lì ci sono i piedi di tutti voi. Si, voi che siete lontani, voi che amate questa gente, voi che siete solidali con loro. voi siete qui in questa marcia, anche se migliaia di chilometri lontani. Non siamo soli, lo ripeto a me stesso. Ed è per questo che mi chiedo: ma dove trova la forza questa gente per camminare? Sì, proprio in questo momento, quando sembra che la stanchezza sia più forte, vedo che la marcia va più veloce. Siete voi con le vostre riunioni, con i vostri gesti, le vostre parole, le vostre azioni che siete la nostra forza quando le gambe sembrano stanche. Ogni pensiero vostro è qui, perché nulla è piccolo quando fatto per amore e con amore; quando è fatto con sogno, quando è fatto perché si crede nella speranza. E così la marcia va avanti!
Arriviamo al posto del pranzo, accanto all'autostrada, e dove la marcia si fermerà per oggi. Abbiamo camminato 24.150 metri. Quanti passi?! Stanotte si dormirà sotto il telo di plastica nera, anche se il tempo minaccia di piovere. La gente si butta sull'erba, qualcuno va al piccolo fiume che è vicino. La macchina della P2 si ferma. Vogliono sapere qualcosa e uno gli dice un sacco di bugie. Partono e ci mettiamo a ridere. Li abbiamo fregati! Molti giornalisti sono li, interviste, fotografie. ma che cosa metteranno domani sui giornali? Adesso siamo tutti in un'unica fila, ma è per il pranzo. Mangiamo riso, spaghetti, carne e pane. Mentre mangiamo si può vedere un grande latifondo davanti a noi, pieno di soia che è pronta per la raccolta. Chissà che paura avranno i proprietari vedendo questa gente ferma davanti a loro?
Si parla, si fa amicizia, si riposa. Domani mattina la marcia prosegue. Arriverà a Curitiba lunedì mattina, là ci saranno manifestazioni, colloqui con il governo,l' INCRA e tante altre cose fino al 17 aprile, giorno in cui ricordiamo il tragico massacro di 19 contadini a Eldorado dos Carajàs.
Dove siete voi, per favore, mandate un pensierino, è poco però è tanto, perché è fatto con amore, sicuramente come con molto amore è fatta questa camminata!
(PS: Se qualcuno volesse mandare messaggi d'appoggio - non molto lunghi - mandateli a iperondi@libero.it, anche se sono in italiano, io faccio la traduzione e saranno letti durante la marcia).
Ponta Grossa - Paranà, 10 aprile'2003. Con un caro saluto di PACE!
12 aprile - terzo giorno della marcia sono stati già percorsi quasi 70 km. I partecipanti hanno protestato nella piazza del pedaggio di São Luis do Purunã, per quattro ore le sbarre sono state aperte perché tutti i veicoli passassero senza pagare la tassa. Il governato dello stato Roberto Requião (PMDB), durante la campagna elettorale ha affermato che la tassa dovrà essere abbassato o eliminata. "La nostra lotta è perché il popolo brasiliano ottenga i diritti che gli sono stati assicurati" Ha detto uno dei coordinatori del movimento, Márcio Araújo.
14 aprile - La marcia arriva a Curitiba.
Manifestazione vicino al monumento dedicato a Antonio Tavares. 1000 persone provenienti da tutto il Paraná,hanno ricevuto i duecento marciatori
I presenti hanno ricordato ciò che è successo in quel luogo tre anni fa, hanno ricordato che la storia dell'occupazione di terre in questo stato è stata segnata da molti conflitti.
Oggi in questo stato ci sono 256 aree di insediamento, 16.000 famiglie insediate e circa 4.500 accampate in 39 aree. Durante quest'anno ci sono stati 22 nuovi accampamenti ai margini delle strade con più di 8.000 famiglie coinvolte.
L'indice di violenza in Parana è stato molto alto con il governo Lerner.16 morti, 470 lavoratori arrestati, 130 sgomberi violenti, 322 persone hanno subito lesioni corporali, 7 lavoratori torturati, 45 minacciati di morte, 31 tentativi di assassinio.
I presenti fanno rivivere il due maggio del 2000 quando 1200 lavoratori si erano mossi da tutte le località dello stato per partecipare alla Giornata nazionale di Lotta per la terra, la riforma agraria, il lavoro, una vita dignitosa e erano venuti a Curitiba per discutere, denunciare la violenza sofferta, dire quel che i mezzi di comunicazione non dicono.
Rivivere la violenza del due di maggio fa si che molti non riescano a trattenere le lacrime. In quel giorno è stato assassinato il compagno Antonio Tavares Pereira.

La marcia è arrivata a Curitiba per rendere presente la memoria della violenza subita ma anche per dire alla società che la riforma agraria è necessaria e che i sem terra sono disposti a lottare per un Brasile giusto e sovrano senza fame, con alimenti sani per tutto il popolo brasiliano.
E alla chiusura dell'atto per mostrare a Lerner e a tutti quelli che hanno perseguitato e represso i sem terra, per dire che siamo sopravvissuti e rinasciamo tutti giorni con più entusiasmo e forza per lottare, è stato annunciato che oggi 500 famiglie hanno rioccupato la Solidor che era un insediamento vecchio di 14 anni e le 36 famiglie che vivevano là erano state violentemente sgomberate nel giugno del 2000, tutte le case erano state distrutte. Si tratta di un'area pubblica, il fazendeiro che dice di esserne proprietario non ha nessuna documentazione. Speriamo che sia fatta giustizia e l'insediamento riorganizzato.
I sem terra sono restati a Curitiba fino al 16 aprile con varie iniziative, incontri dibattiti:
14 - L'impero ha bisogno della guerra ( Plínio de Arruda Sampaio e Flávio Arns)
15 - L'impero e la pace: dove va il movimento antiglobalizzazione (Inácio Neutling e Márcia Kersten)
16 - Il movimento sociale brasiliano: la lotta contro l'ALCA e il latifondo (João Pedro Stédile e D. Ladislau Biernaski)
Il giorno 15 c'è stato anche un incontro con il nuovo governatore Roberto Requião, para o qual foi e il giorno 16 con il sovrintendente dell'Incra Celso Lacerda.
