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Via Campesina, un movimento che riunisce milioni di contadini e produttori
di tutto il mondo, dichiara che è ora di cambiare radicalmente il modo di
produrre, trasformare, commercializzare e consumare alimenti e prodotti
agricoli. Crediamo che l'agricoltura sostenibile su piccola scala e per il
consumo locale di alimenti andrà a invertire l'attuale devastazione e
sostentare milioni di famiglie contadine. L'agricoltura potrà inoltre
contribuire al raffreddamento della terra, utilizzando pratiche agricole che
riducano le emissioni di CO2 e il consumo energia da parte dei contadini.
Inoltre i contadini possono contribuire alla produzione di energia
rinnovabile, specialmente solare e biogas. L'agricoltura globalizzata
industrializzata genera il riscaldamento globale per i seguenti motivi:
1) Per il trasporto di alimenti in tutto il mondo
Si trasportano alimenti freschi e confezionati in tutto il mondo, non è raro
trovare negli Stati Uniti e in Europa frutta, verdure, carne e vino
provenienti dall'Africa, America del Sud o Oceania. Troviamo anche riso
asiatico in America o in Africa.
I combustibili fossili usati per il trasporto liberano tonnellate di C02
nell'atmosfera. L'organizzazione di contadini svizzeri UNITERRE ha calcolato
che un chilo di asparagi importati dal Messico necessita di 5 litri di
petrolio per viaggiare fino alla Svizzera per via aerea (11.800 KM), mentre
un chilo di asparagi prodotti a Ginevra necessita solamente 0,3 litri di
petrolio per arrivare al consumatore.
2) Per l'imposizione di mezzi industriali di produzione (meccanizzazione,
inten- sificazione dell'uso di agrochimici, monocoltura)
La cosiddetta agricoltura moderna, specialmente la monocoltura industriale,
sta distruggendo i processi naturali del suolo (la qual cosa conduce alla
presenza di CO2 nello stesso), che sono sostituiti da processi chimici
basati su fertilizzanti e pesticidi.
Inoltre a causa dell'uso di fertilizzanti chimici, degli allevamenti
intensivi e della monocoltura, si produce un significativo volume di ossido
nitroso (NO2), il terzo gas-effetto serra, responsabile del riscaldamento
globale. In Europa, il 40 % dell'energia consumata nell'agricoltura
intensiva si deve alla produzione di fertilizzanti azotati.
A sua volta la produzione agricola industriale consuma molto più energia (e
libera più CO2) per muovere i suoi trattori giganteschi per coltivare la
terra.
3) Per la distruzione della biodiversità
Il ciclo del carbonio ha mantenuto stabile il clima per milioni di anni. Le
AgroIndustrie hanno distrutto questo equilibrio imponendo in modo
generalizzato l'agricoltura chimica (con l'uso massivo di pesticidi e
fertilizzanti derivati dal petrolio), bruciando le foreste per fare
piantagioni in monocoltura e distruggendo le terre umide e la biodiversità.
4) Conversione della terra e boschi in aree non agricole.
Boschi, pascoli e terre coltivate sono state convertite rapidamente in aree
di produzione agricola industriale, in centri commerciali, complessi
industriali, grandi edifici e grandi progetti di infra-strutture o in
complessi turistici. Questo produce liberazione massiccia di carbonio e
riduce la capacità di assorbirlo.
5) Trasformazione dell'agricoltura da produttrice a consumatrice di energia
In termini energetici, il principale ruolo svolto dalle piante e
dall'agricoltura è trasformare l'energia solare in energia contenuta dagli
zuccheri e cellulose, che possono essere direttamente assorbite nel cibo o
trasformate in prodotti di origine animale. Questo processo é naturale e
genera energia nella catena alimentare.
L'industrializzazione dell'agricoltura ci ha portato negli ultimi 200 anni,
a una agricoltura che consuma energia (usando trattori, agrochimici e
fertilizzanti).
Le False soluzioni
Gli agrocombustibili (prodotti a partire da piante e alberi) vengono spesso
presentati come una soluzione all'attuale crisi energetica. Secondo il
protocollo di Kyoto, il 20% del consumo globale di energia dovrebbe
provenire da fonti rinnovabili entro il 2020 - compreso gli
agrocombustibili.
Tralasciando la pazzia di produrre cibo per le automobili mentre molti
esseri umani muoiono di fame, la produzione industriale di agrocombustibili
aumenterà il riscaldamento globale, invece di ridurlo.
In cambio di una piccola riduzione ancora non provata (tranne che con la
canna da zucchero) di alcuni gas-serra, confronto ai combustibili fossili,
la produzione di monocoltura di palma, soia, miglio o canna da zucchero
contribuirà al deforestamento e alla distruzione della biodiversità.
La produzione intensiva di agrocombustibili non è una soluzione per il
riscaldamento globale né risolverà la crisi globale nel settore agricolo.
Il commercio di carbonio
Nel protocollo di Kyoto e in altri programmi internazionali, il "commercio
di carbonio" è stato presentato come una soluzione per il riscaldamento
globale. É una privatizzazione del carbonio, dopo quella della terra, aria,
sementi, acqua e altre risorse.
Permette che i governi firmino contratti con i grandi inquinatori
industriali, in modo che questi possano comprare il "diritto di inquinare".
Altri programmi prevedono che i paesi industrializzati finanzino, per
evitare la riduzione delle loro emissioni di CO2, grandi piantagioni nel sud
del mondo che assorbino le emissioni, a prezzo economico.
In questa maniera, vengono create grandi piantagioni in aree di
preservazione naturale in Asia, Africa e America Latina, con l'espulsione
delle comunità indigene dalla loro terra e riducendo il lorodiritto di
accesso ai boschi , campi e fiumi.
Coltivazioni e piante transgeniche
Attualmente si stanno sviluppando coltivazioni di piante e alberi
transgenici per gli agrocombustibili. Gli organismi geneticamente modificati
non risolveranno nessuna crisi ambientale, ma sono loro stessi un rischio
per l'ambiente, la salute e la sicurezza.
Queste coltivazioni transgeniche fanno perte della "seconda generazione"
degli agrocombustibili, basati sulla cellulosa, mentre la prima generazione,
si basa sulle differenti forme di zucchero delle piante. Inoltre, anche
quando non si usano varietà transgeniche, la seconda generazione presenta
gli stessi problemi della prima (deforestazione, ecc.).
La Sovranità Alimentare dà mezzi di sussistenza a milioni di persone e
protegge la vita della terra.
Via Campesina ritiene che le soluzioni dell'attuale crisi devono nascere da
attori sociali organizzati, che stanno sviluppando modelli di produzione,
commercio e consumo basati sulla giustizia, sulla solidarietà e su comunità
che vivono in modo salubre.
Nessuna soluzione tecnologica risolverà il disastro ambientale e sociale.
Solo un cambiamento radicale nella forma di produzione, commercializzazione
e consumo potrà dare buona terra alle comunità contadine e cittadine.
L'agricoltura sostenibile in piccola scala, con molta forza lavoro e poco
consumo di energia, può contribuire al raffreddamento della terra:
- Assorbendo più CO2 nel suolo, in modo organico, attraverso produzioni
sostenibili (la produzione estensiva di vacche e ovini ha un bilancio
positivo di gas serra).
- Sostituzione dei fertilizzanti azotati con l'agricoltura ecologica e/o
coltivando specie di piante che catturano direttamente l'azoto dall'aria.
- Produzione di biogas dai residui animali e vegetali, con la condizione di
mantenere sufficiente materia organica nel suolo.
In tutto il mondo pratichiamo e difendiamo l'agricoltura familiare e
sostenibile e su piccola scala, e esigiamo sovranità alimentare. La
sovranità alimentare è il diritto delle persone ad alimenti salubri e
culturalmente appropriati, prodotti attraverso metodi sostenibili , e il
loro diritto a scegliere come alimentarsi e i sistemi di agricoltura.
La sovranità alimentare da priorità alle economie e ai mercati nazionali,
dando potere ai contadini e piccoli agricoltori, ai pescatori tradizionali,
ai pastori . Esigiamo urgentemente che si prendano le seguenti decisioni
locali, nazionali e internazionali:
1) Lo smantellamento completo delle imprese di agrocombustibili che stanno
spogliando i piccoli agricoltori della propria terra, creando rifiuti e
producendo disastri ambientali.
2) La sostituzione dell'agricoltura industrializzata con l'agricoltura
sostenibile su piccola scala, appoggiata da veri programmi di riforma
agraria.
3) La promozione di politiche energetiche sensate e sostenibili, che
prevedano un consumo minore di energia e la produzione di energia solare e
biogas dai contadini.
4) Lo sviluppo di politiche di agricoltura e commercio a livello locale,
nazionale e internazionale, che diano supporto all'agricoltura sostenibile e
al consumo di alimenti locali, con l'abolizione totale dei sussidi che
portano al dumping (competizione sleale), cioè a cibi a basso prezzo sui
mercati di esportazione e nazionali.
Per dare mezzi di sussistenza a milioni di piccoli produttori di tutto il
mondo, per la salute delle persone e la sopravvivenza del pianeta: esigiamo
sovranità alimentare e ci impegniamo a lottare collettivamente per
ottenerla.
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