Buritis: Lettera del settore della pastorale sociale della CNBB al MST

Lettera del settore della pastorale sociale della CNBB al MST
(conferenza dei vescovi brasiliani) 27 marzo 2002
Compagni e compagne, senza entrare nel merito delle forme di lotta dei lavoratori rurali che devono essere decise solo dagli stessi lavoratori e dalle loro organizzazioni, non possiamo accettare, in nessun modo, l'umiliazione alla quale sono stati sottoposti al momento dello sgombero della fazenda dei figli del Presidente Cardoso a Buritis/MG. È terribile aprire i giornali e vedere queste persone stese per terra, in mezzo al fango, trattate coe animali, un gruppo di lavoratori ammanettati e indifesi. Cosa vogliono questi lavoratori. Solo scuotere le autorità brasiliane di fronte al dramma delle loro famiglie che da anni rivendicano un pezzo di terra per lavorare e dar da mangiare ai loro figli! Quali sono i loro sogni? Solo vedere realizzata una riforma agraria vera in questo paese, che democratizzi la proprietà della terra, oggi concentrata in poche mani! Dove vogliono arrivare? Cercano solo un posto dove poter avere pane e lavoro, un tetto e pace. Quello che abbiamo visto nei mezzi di comunicazione sono immagini inaccettabili in una società che si dice democratica. Immagini che attentano contro i diritti più elementari della dignità umana. Il non mantenimento della parola da parte dei negoziatori da un lato, l'aggressività delle forze di polizia, dall'altro, macchiano una volta di più gli ideali più cari dell'etica e del rispetto all'essere umano. Che coincidenza, tutto questo capita in piena settimana Santa! È come se lo stesso Gesù Cristo fosse nuovamente crocificco sulla croce dell'esclusione sociale, della fame e della miseria! E pensare che, nel frattempo, corrotti famosi e recidivi, conosciuti da tutta la nazione non solo restano impuniti e liberi, ma godono della protezione dei pubblici potere e perfino, in qualche caso, si presentano come candidati a cariche di somma importanza! E che dire allora dell'impunità di cui continuano a godere i mandanti di tanti omicidi di lavoratori agricoli!
Fino a quando dovremo assistere, indignati e perplessi, alla persecuzione, alla prigionia, all'umiliazione e perfino alla morte di padri di famiglia che vogliono solo lavorare e vivere, mentre coloro che hanno nelle mani terra, ricchezza e potere conservano i loro privilegi intoccabili dall'inizio della storia?
Per questo esprimiamo la nostra protesta e il nostro grido contro tanta ingiustizia. E il nostro appoggio alla lotta dei lavoratori rurali senza terra, così come alle organizzazioni che li appoggiano e che sono riconosciute da loro come il MST, la CPT e il MPA. Nonostante tutto la lotta continuaò La croce finisce nella resurrezione e nella vita piena ed eterna!

(Pe. Alfredo J. Gonçalves)

 


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