Buritis: Dichiarazione della Commissione Pastorale della terra

Dichiarazione della Commissione Pastorale della terra
(da Adista) Aprile 2002
"Manifestazione, molte volte, di situazioni intollerabili e deplorevoli sul piano morale, l'occupazione delle terre è un segnale allarmante che esige l'attuazione, a livello sociale e politico, di soluzioni efficaci e giuste. Sono soprattutto i governi ad essere interpellati, nella loro volontà e determinazione, al fine di fornire urgentemente tali soluzioni. Il ritardo e il rinvio della riforma agraria tolgono ogni credibilità alle loro azioni di denuncia e di repressione dell'occupa-zione delle terre" (Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, "Per una migliore distribuzione della terra", cap. III).

La Cpt nazionale, facendo eco a queste parole profetiche di un alto organismo del magistero della Sede apostolica, vuole, pubblicamente, esprimere la propria solidarietà al Movimento dei Senza Terra per l'occupazione della Fazenda Córrego da Ponte dei figli del presidente della Repubblica. Siamo solidali perché, a partire dal massacro di Eldorado dos Carajás, rivendichiamo insieme a tutta la popolazione la riforma agraria, fino ad oggi bloccata, rimandata e trasformata in una burla, malgrado l'esagerata propaganda ufficiale. Di fronte ad una politica che viene, progressivamente, castrando e disattivando l'Incra, tagliando di anno in anno il bilancio per le espropriazioni di terra e gli insediamenti, trasformando infine la riforma agraria in un'operazione di mercato, riaffermiamo in coro, insieme a molti organismi, la legittimità di questo gesto disperato dei poveri, che ha avuto una ripercussione nazionale e internazionale.
L'odiosa azione della polizia federale, decisa dal governo, con cui si è attuata un'umiliante repressione nei confronti dei leader dell'occupazione, catturandoli, ammanettandoli e facendoli sdraiare nel fango, così come la ripetitiva proclamazione di una lista di "crimini" unilateralmente imputati, non è una novità nella storia del trattamento riservato alle organizzazioni dei contadini da questo governo, purtroppo accompagnato, in generale, dai media, che li inquadrano come banditi e terroristi. Di fronte a questo trattamento discriminatorio nel Paese intero con la complicità di tutto l'apparato poliziesco e persino dell'esercito, pensiamo a quella condanna di Gesù lanciata ai farisei ipocriti che filtrano il moscerino e ingoiano il cammello (Mt 23,24). In altre parole, si chiudono gli occhi di fronte all'enorme corruzione e ai crimini dei grandi e ci si scaglia contro i piccoli crimini dei contadini.
Il governo non avrebbe dovuto giocare così con la sua credibilità, indispensabile alla governabilità del nostro Paese. La stessa Conferenza dei vescovi brasiliani, insieme all'Or-dine degli avvocati del Brasile, si è ritirata dal tavolo dei negoziati tra governo e Movimento dei Senza Terra perché il primo non compiva la piattaforma già stabilita tra le parti. Ora il ministro per lo Sviluppo agrario afferma pubblicamente che darà terra e credito agli occupanti di quella fazenda. Ma lo stesso ministro, insieme al ministro della Giustizia, ha tergiversato pubblicamente sull'accordo concluso da due suoi rappresentanti e dai leader dei Senza Terra.
Stiamo entrando nel Triduo pasquale, di memoria della morte e resurrezione del Signore. Che i semi di morte siano soppiantati dai semi di vita. Che la Madre terra, una volta liberata dagli steccati fisici e giuridici di protezione dell'ini-qua concentrazione fondiaria, diventi la realizzazione del sacro gesto del Signore, nella Cena con i discepoli, di condivisione del pane come segno di condivisione della vita e della dignità. E così sia per noi la "Terra senza mali".


 


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