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- Nel 2006 la trasposizione uscì dall'agenda del governo, avvicinandosi le elezioni presidenziali.
- Dopo la vittoria di Lula al 2° turno, il governo rilanciò il progetto, inserendolo nella lista dei Progetti del Programma di Accelerazione della Crescita (PAC), annunciato il 22 gennaio 2007.
- A fine giugno 2007 la polizia ha sgombrato un accampamento di 1600 indigeni, nel comune di Cabrobò (sertao Pernambucano), dove il Governo, in attesa di appaltare i lavori, aveva inviato l'esercito per la deforestazione della zona.
- Dal 19 Agosto 2007 è partita da Belo Horizonte una carovana nazionale contro la trasposizione, tra i componenti della quale c'era don Cappio, che per 11 giorni ha viaggiato per tutto il Brasile incontrando e parlando con i cittadini e i governanti dei vari Stati.
- Proseguendo i lavori, con l'espulsione dalle loro povere case di migliaia di famiglie di piccoli agricoltori per fare spazio alle opere della Trasposizione del fiume San Francisco, Don Cappio inviò il 4 Ottobre 2007, festa di S. Francesco una lettera a Lula, in cui lo accusava di aver ingannato lui e tutto il popolo brasiliano, e di non aver onorato la parola data.
Pertanto il vescovo avrebbe ripreso "il suo digiuno e la sua preghiera", fino al ritiro dell'Esercito e l'archiviazione definitiva del Progetto.
La lettera finiva con queste parole:
"Quando Gesù fu disposto a donare la sua vita, non ebbe paura della croce,
era il prezzo da pagare.
La vita del fiume e del suo popolo o la morte di un cittadino brasiliano.
Quando la ragione finisce, la pazzia é il cammino."
La Santa Sede, tramite il Nunzio Apostolico, ha chiesto a don Cappio di non fare lo sciopero della fame, ma lui non lo considera così, bensì digiuno di preghiera.
Numerose le adesioni di solidarietà da tutto il Brasile e dal mondo. Il 29 Novembre un medico voleva visitarlo, ma il vescovo non ha voluto, perché si sentiva molto bene.
Il 29 Novembre Don Cappio ha inviato una lettera a tutto il popolo del Nordest brasiliano.
Pace e Bene!
Quando fini il digiuno di 11 giorni a Cabrobó, due anni fa, credevo sinceramente che il governo federale avrebbe mantenuto la parola circa l'accordo che avevamo firmato, che prevedeva un ampio, trasparente e partecipativo dibattito nazionale sullo sviluppo del Semi-arido e del Bacino del San Francisco. Credevamo che se si sarebbe svolto un autentico dibattito, sarebbero emerse le reali necessità del Semi-arido, e sarebbe risultato evidente che la trasposizione non serviva, né al popolo né al fiume. Le abbondanti acque del semi-arido avrebbero parlato da sole. E i progetti alternativi esistenti si sarebbero imposti, come le opere dell'Atlas Nordest per le città e le esperienze di ASA - Articolazione del Semi-Arido - (la costruzione di 1 milione di cisterne per raccogliere l'acqua piovana) per le campagne.
Il governo non ha mantenuto la promessa, ha interrotto il dibattito al suo inizio, ha vinto le elezioni e schierato l'Esercito per iniziare le opere di trasposizione. I movimenti e le realtà della società organizzata hanno intensificato le loro mobilitazioni, ma il governo resta sordo. In questa situazione non ho avuto altra alternativa se non quella di riprendere il digiuno e la preghiera, come avevo preannunciato, se non si fosse onorato l'accordo. Per fare questo ho scelto la chiesa di San Francisco, a Sobradinho/BA, vicino alla diga di Sobradinho, che da 30 anni è divenuta il cuore artificiale del Rio San Francisco, un malato allo stadio terminale.
So che il mio gesto non sarà compreso da molti di voi. Non vi do colpa per questo. Da molte generazioni vi hanno detto che solo la grande opera della trasposizione ³risolve² la siccità. Tra i maggiori interessati ad essa vi sono persone che conoscete bene, dato che sono le stesse che da molti anni dominano e sfruttano la regione, usando il discorso della siccità per deviare denaro pubblico e vincere elezioni.
La siccità non è un problema che si risolve con grandi opere. Sono stati costruiti 70 mila laghi artificiali nel Semi-arido, con una capacità complessiva di 36 milioni di metri cubo di acqua. Mancano gli adduttori e i tubi che portano questa acqua a chi ne ha bisogno. Molte di queste opere sono ferme, come la riforma agraria che non va avanti. Spostare maggiori o minori quantità dell'acqua esistente renderà più cara tutta questa acqua in tutto il Nordest. Il popolo, principalmente quello delle città, sarà quello che andrà a finanziare gli usi economici dell'acqua, come l'irrigazione della frutta pregiata, l'allevamento di gamberi e la produzione di acciaio, produzioni destinate all'esportazione. Così già avviene per l'energia che è meno cara per le imprese e ben più cara per noi. Questo è il vero scopo della trasposizione, che vi nascondono. I canali passeranno ben lontani dai terreni più secchi, diretti a luoghi dove c'è già acqua.
Io non sono sono contro il vostro sacro diritto all'acqua. Al contrario sto rischiando la mia vita, perché questo diritto non sia ancora una volta manipolato e violato, come sempre fu. Lotto per vere soluzioni che diano una piena vita del popolo del sertão, che è stato la mia vita da 33 anni come prete e vescovo del sertão. É, inoltre, un gesto di amore alla vita, alla giustizia e all'eguaglianza che mai hanno regnato nel Semi-arido, sia là che qui nel San Francisco, lontano o vicino al fiume.
Proprio ora c'è un popolo che soffre molto, non molto lontano dal fiume e dal lago Sobradinho che, a causa della produzione di energia per un modello di sviluppo antipopolare, ha attualmente solo il 14% della sua capacità di acqua. Un progetto di 4,5 milioni di Euro, per fornire acqua a quattro municipi che circondano il lago, è fermo dal 2001 per gli interessi dei governanti.
Il San Francisco ha bisogno urgentemente di cure, non di un uso commerciale che si vada a sommare ai molti che già gli sono stati imposti e che lo stanno distruggendo.
Quello di cui abbiamo bisogno, non solo nel Nordest, é di costruire una nuova mentalità di rispetto dell'acqua, combattere le perdite, valorizzare ogni goccia disponibile, perché non manchi la riproduzione della vita, non solo di quella umana. Dobbiamo ripensare a quello che stiamo facendo dei beni della terra, ai destini del Brasile e del mondo. O saremo condannati alla distruzione della nostra casa e alla nostra stessa estinzione, contro il Progetto di Dio.
Signore, Dio della Vita, aiutaci! "Perché tutti abbiano vita!" (Giovanni 10,10).
Ricevete il mio abbraccio e la mia benedizione,
Don Luiz Flávio Cappio, OFM.
Sobradinho/BA, 29 novembre 2007.
Per maggiori informazioni:
- www.umavidapelavida.com.br
- www.cptmg.org
Oggi (3 dicembre) a S. Paolo Assemblea Pubblica
"Dopo 24 giorni finisco il mio digiuno, ma non la mia lotta che è anche la vostra, che è la
nostra".
Seduto su una sedia a rotelle e con la fleboclisi nella vena del braccio, il vescovo don Cappio
ha partecipato a una messa di campo, a lato della Cappella di San Francesco, in Sobradinho (BA),
celebrata dal vescovo di Juazeiro, don José Geraldo.
Durante la messa, l'amico Adriano Martins ha letto una nota del vescovo, in cui si faceva un
bilancio del periodo di digiuno, ascoltata dai mille presenti.
Oggi 21 dicembre i movimenti sociali si riuniranno per decidere le nuove azioni di lotta contro
la trasposizione del rio San Francisco.
Nel suo comunicato il vescovo spiega che ha accolto l'appello della sua famiglia, degli amici e
dei "fratelli e sorelle di lotta che sempre mi hanno desiderato vivo e in lotta per la vita".
La nota continua dicendo "La nostra lotta principale è di garantir la vita del rio San
Francisco e del suo popolo, garantir l'accesso all'acqua e al vero sviluppo per la popolazione
di tutto il Semi-Arido, non di una sola parte. Questo vale una vita e son felice di dedicarmi a
questa causa".
Don Cappio ha poi messo in risalto le numerose manifestazioni di solidarietà che ha ricevuto.
In almeno 12 Stati del Brasile ci sono state iniziative di veglia e più di 200 persone hanno
fatto digiuni di solidarietà alla causa. "Una delle nostre grandi allegrie in questo periodo è
stato di aver visto il popolo sollevarsi e riaccendersi nel suo cuore la coscienza della forza
dell'unione, bambini e giovani cantare canti di speranza , con le braccia alzate e gli occhi
rivolti al futuro che desideriamo per il nostro amato Brasile. Un futuro dove tutti, senza
alcuna eccezione, abbiano pane da mangiare, acqua da bere, terra da lavorare, dignità e
cittadinanza".
Ora don Cappio ritorna all'Ospedale di Petrolina (PE), fino al suo completo ristabilimento
fisico.
Questa mattina don Cappio ha recuperato la coscienza, ma è ancora molto fragile, avendo perso
9 KG di peso.
Il digiuno e la preghiera di Dom Luiz Flávio Cappio, vescovo della diocesi di Barra-BA originano dal suo spirto di pastore che ama il popolo. Dom Luiz Cappio esprime il suo costante impegno in difesa del Rio São Francisco e della vita delle popolazioni del fiume, agricoltori, quilomboli, popolazioni indigene e di altre aree. Il suo atteggiamento rivela rispetto per la dignità della persona e della creazione e la convinzione che l'essere umano è capace di convivere in armonia e rispetto con l'ambiente.
Così don Luiz Cappio mette a fuoco lo scontro tra due modelli opposti di sviluppo: da un lato il modello partecipativo e sostenibile, che valorizza l'agricoltura familiare e la preservazione della natura ; e dall'altro quello che privilegia l'agro- e idro-industria, con grave compromissione dell'ambiente e della società, nello stesso tempo sfrutta il popolo e distrugge i fiumi e le foreste.
La sua lotta in difesa del Rio São Francisco é in linea con quello che dice il documento di Aparecida: "e;la ricchezza naturale dei nostri paesi subisce oggi uno sfruttamento irrazionale e lascia una traccia di distruzione, anche di morte per tutta la nostra regione. Ein tutto questo processo ha una responsabilità enorme l'attuale modello economico, che privilegia un affanno smisurato per la ricchezza, che calpesta la vita delle persone e il rispetto razionale per la natura"e;.
La CNBB ha riaffermato la necessità di continuare un ampio dialogo tra governo e la società sul progetto di trasposizione delle acque del Rio S.Francisco. Ha indicato anche l'importanza della rivitalizzazione del fiume e la garanzia per tutta la popolazione dell'accesso a un'acqua di buona qualità , come diritto umano e bene pubblico.
Il Governo democratico ha la responsabilità di interpretare le aspirazioni della società civile riguardanti il bene comune, di offrire ai cittadini una effettiva possibilità di partecipare alle decisioni, di accettare e rispettare le decisioni giudiziarie in un clima pacifico.
Consideriamo necessario considerare le altre proposte alternative, socialmente adeguate e efficaci, presentate da enti governativi, specialisti e movimenti sociali a costi minori e con la possibilità di raggiungere un maggior numero di persone dei municipi. Tra queste evidenziamo quella dell'ANA (Agenzia Nazionale delle Acque) con il il progetto Atlas Nordest, e dell'ASA (Articolazione del SemiArido Brasiliano) con la costruzione di un milione di cisterne.
In questo tempo di Avvento, vivendo la speranza, invitiamo le comunità cristiane e le persone di buona volontà a unirsi al digiuno e alla preghiera di Don Cappio, per la sua vita, la sua salute e in solidarietà alla causa che sta difendendo. La speranza non delude (Rm 5,5)
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