CNBB - Analisi della congiuntura brasiliana

CNBB - Analisi della congiuntura brasiliana
(documento non ufficiale) - Febbraio 2005
Sintesi di alcune parti del documento

Il documento inizia valutando positivamente il 5° Forum Social Mundial. Il maggiore strumento con cui la società civile può esprimere le sue inquietudini sul mondo attuale e cercare strade alternative. È anche una grande sfida data la eterogeneità dei partecipanti, quella di creare una cittadinanza planetaria e nuove forme politiche che valorizzino l'orizzontalità della partecipazione verso la prospettiva di una nuova società basata su uguaglianza, libertà, fraternità.
La parte più interessante del documento è tuttavia quella che analizza la attuale situazione del governo Lula, in relazione ai movimenti sociali e agli intellettuali di sinistra e le azioni di violenza che sono state compiute negli ultimi mesi.

Il Governo Lula e le "sinistre"
C'è un disincanto da parte di settori crescenti dei movimenti sociali e degli intellettuali di sinistra di fronte agli indirizzi del governo. Si può dire tuttavia che Lula non ha ingannato i suoi elettori, sono loro che si sono ingannati non prestando fede alla sua "Lettera al Popolo brasiliano" del giugno 2002, quando ha affermato che avrebbe onorato i contratti con i creditori, compiuto l'accordo con il FMI e mantenuto l'indirizzo di politica economica regolata dal mercato. Pensavano che fosse soltanto una delle abituali promesse della campagna, ma per assicurare la governabilità Lula ha optato per non introdurre mutamenti nella politica economica.
Il documento ricorda quindi l'alto prezzo che ebbe la stabilità della moneta durante il Piano Real di Cardoso. Il Brasile si è andato indebitando in modo crescente. Con un debito impagabile, i cui interessi lo fanno crescere incessantemente, la soluzione trovata dalla equipe economica di Lula è stata di ridurre la relazione debito/PIL. Ossia, se il debito non cresce ma il PIL cresce, il debito sarà relativamente minore. Da qui la politica di Lula è stata quella di incentivare la crescita economica a qualsiasi prezzo. (...) Il debito pubblico che era superiore al 60% del Pil è oggi al 51,8%. È stato certamente un successo. Ma ha un altissimo costo sociale e politico. L'agrobusiness è privilegiato, chiudendo poi gli occhi di fronte al disboscamento dell'Amazzonia e del cerrado, al rinvio della Riforma Agraria, alla disoccupazione, alla sottoccupazione e alla flessibilizzazione e all'aumento delle tasse a favore dell'Unione. Quindi tutta l'attenzione del governo è sulla crescita del PIL e sul controllo dell'inflazione, mentre l'attenzione per il "debito sociale" è rinviata (...) In sintesi il governo riscuote il più possibile di tasse e spende il meno possibile, salvo nel pagamento degli interessi. Il presidente Lula sembra essere convinto che questa è la strada migliore, al di là degli innegabili costi sociali. Il problema è che non riesce a convincere le basi popolari che questo sia giusto. Molti ancora confidano in lui perché, al momento, non saprebbero trovare un nome migliore, ma solo i settori neoliberisti sono convinti della giustezza di questa politica perché è la loro politica. È in questo quadro che si iscrive la sorprendente elezione del Deputato Severino Cavalcanti alla Presidenza della Camera. Aprofittando di errori strategici del PT, l'opposizione ha inflitto una dura sconfitta al governo, mettendolo di fronte ad una Direzione sulla quale non ha influenza politica, Potrà contare solo sulla buona volontà nel portare avanti progetti e approvare Misure Provvisorie in cambio di favori. Se non vorrà piegarsi alla legge dell'antico centro "è dando che si riceve" resterà al governo soltanto ricorrere alla pressione della società. civile (come è avvenuto durante il lavoro della Costituente) Ma oggi, grazie alla sua politica economica neoliberista, né Lula né il PT sono nella condizione politica per convocare una mobilitazione simile a quella del periodo della Costituente. Resta quindi la domanda dolorosa: è possibile che il governo Lula e il PT riescano a riconciliarsi con la loro base? Questa riconciliazione richiederebbe un profondo cambiamento nella politica economica. Ci sono alcune proposte che potrebbero facilitare il riavvicinamento, due in particolare.
* La prima è il Progetto di Legge che regolamenta l'art. 14 della Costituzione Federale in materia di plebiscito, referendum e iniziativa popolare. Sotto la guida del giurista Comparato e con l'appoggio di OAB e CNBB, mira a dare effettivo potere al popolo per obbligare al rispetto dei diritti sociali, impedire la vendita del patrimonio nazionale, respingere le modifiche alla Costituzione, leggi o trattati internazionali e non permettere la revoca di leggi di iniziativa popolare senza il consenso del popolo.
* Il secondo esempio, in area economica, viene dal Fronte Parlamentare per la Piena Occupazione. È un progetto di Legge complementare che regolamento l'Art. 192 della Costituzione Federale, rispetto alla composizione e alle attribuzioni del Consiglio Monetario Nazionale e della Banca Centrale, in modo di dare priorità in campo economico al lavoro umano e tendere quindi alla piena occupazione, garantendo a tutti i cittadini una esistenza dignitosa.

La violenza "arcaica" continua ad essere funzionale all'"ordine" e al successo della politica esportatrice.
Il Brasile vede insieme elementi di grande modernità e di estrema arcaicità: trattori estremamente sofisticati con sensori per valutare l'acidità o l'alcalinità del suolo, in grado di correggere chimicamente questa situazione e relazioni con le persone e nelle organizzazioni politiche arcaici. Il Brasile coloniale si caratterizzava ampiamente per l'assenza dello Stato organizzato e per l'esercizio delle funzioni statali da parte di grandi proprietari. L'"ordine" giustificava l'uso della violenza fisica contro chi si ribellava e contro l'"agitatore" che lo appoggiava. C'è una continuità tra la violenza fisica con la quale si eliminano dirigenti sindacali rurali e i loro sostenitori, religiosi o laici e l'assoluta priorità della crescita (che oggi è centrata sull'agrobusiness). (...) Abbiamo visto cosa è successo a Anapu, Parauapebas e Goiânia, ma anche a Unaí e Felisburgo, per citare solo i fatti più recenti. La violenza "arcaica" continua ad essere funzionale all'"ordine" e al successo della politica esportatrice. C'è una recrudescenza delle azioni dei pistoleri come parte del "crimine organizzato" e della cosiddetta "sicurezza privata", nel cui ambito per una organizzazione legalizzata ce ne sono 3 clandestine. (...) Bisogna chiedere che la Polizia Federale affronti con coraggio i "moderni" pistoleri, con l'aiuto del Potere Giudiziario e del Pubblico Ministero e principalmente con l'appoggio della società.

Hanno contribuito a questa analisi: Antonio Abreu SJ, Bernard Lestienne SJ, Daniel Seidel, Ir. Delci Franzen, e Pe. José Ernanne Pinheiro, Pedro A. Ribeiro de Oliveira Professore dell'Università Cattolica di Brasília, Consigliere della Commissione episcopale per i laici.