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Rebelion: Come valuta il MST i 4 anni del Governo Lula?
JPR: La Riforma Agraria non è andata avanti tanto da rovesciare la
situazione della concentrazione della grande proprietà nel paese. Gli
insediamenti realizzati in questo periodo non hanno colpito il latifondo.
Per la maggior parte, si tratta di regolarizzazioni di antichi progetti o di
insediamenti nella regione amazzonica. Il Piano Nazionale di Riforma
Agraria non raggiungerà le mete prestabilite. Non solo in relazione
all'insediamento delle 400.000 famiglie, ma anche rispetto alla
produttività. Il Governo ha messo al primo posto il modello agro-esportatore
basato sulla produzione di monoculture in latifondi per esportare soia,
cotone e eucalipto. Tuttavia è stato ampliato in modo significativo il
credito per la piccola produzione. È cresciuta anche l'attenzione nei
confronti delle famiglie accampate, assicurando loro i prodotti
fondamentali di consumo. La relazione tra Governo e movimenti sociali è
migliorata con Lula e la lotta per la riforma agraria non è stata
criminalizzata come ai tempi di Cardoso.
Rebelion: Quali passi avanti concreti ci sono stati nelle politiche
sociali?
JPR: Le politiche sociali promosse da Lula, come il programma Borsa
Famiglia e gli aiuti per facilitare l'accesso di studenti con pochi soldi
nelle università, sono importanti per dare risposta alla popolazione più
povera, ma non sono sufficienti per affrontare la profonda disuguaglianza
esistente nel paese. Sono necessari cambi strutturali nell'economia e nella
politica per poter investire di più in educazione, sanità, casa, assistenza
sociale, riforma agraria ecc. Per questo sarebbe importante abbassare gli
interessi, per iniziare un processo di cambiamento nella politica economica
che possa condurre il paese allo sviluppo.
Il modello neoliberista impedisce la crescita della nostra economia e un
vero sviluppo nazionale. Con l'attuale progetto, quelli che traggono
vantaggi sono il sistema finanziario, le banche e le transnazionali che
approfittano delle nostre risorse naturali e della manodopera a buon mercato
per lucrare sulle esportazioni. È quasi impossibile
con questo modello invertire le priorità, mettendo al primo posto i settori
che ho elencato prima. Bisognerebbe applicare un piano economico che metta
al primo posto gli interessi nazionali e le necessità del popolo. Abbiamo
bisogno di un progetto di sviluppo nazionale che abbia come asse lo sviluppo
sostenibile del paese, lo sviluppo locale e la lotta alla disuguaglianza
sociale. Si dovrebbero ridurre i tassi di interesse per dinamizzare
l'economia, rimettere in discussione il debito estero e interno,
rinegoziando quello interno, migliorare il salario minimo e sostenere la
piccola produzione agricola.
Rebelion: Quale sentimento prevale nel MST sulla gestione Lula, rispetto
alle vostre aspettative originali?
JPR: Delusione rispetto alle aspettative storiche della sinistra di partito
e sociale. Ma ha significato anche un passo avanti se lo si confronta con i
governi anteriori. La base del MST ha capito che per far avanzare il paese è
necessario un grande movimento di tutta la società intorno a un progetto di
sviluppo e cambiamenti strutturali perchè il popolo ottenga condizioni
migliori di vita. La principale caratteristica del governo Lula è
l'ambiguità.
Rebelion: in che condizione è il movimento popolare?
JPR: Negli anni 80 c'è stato un periodo di crescita dei movimenti di massa
che sono riusciti a imporre la democrazia e a indirizzare verso cambiamenti
profondi la società. Dal 1989 i movimenti sociali sono in una fase di
riflusso. Negli anni 90 il riflusso ha implicato la perdita di forza dei
movimenti sociali, specialmente del movimento sindacale. Nel frattempo il
MST è abbastanza cresciuto (...) Oggi abbiamo 350.000 famiglie insediate e
molte esperienze positive nel campo della produzione, cultura e educazione.
L'aspettativa di poter progredire con la riforma agraria con Lula ha
stimolato migliaia di famiglie ad accamparsi. Attualmente circa 150.000 sono
accampate. Una Commissione Parlamentare sulla questione della terra ha
approvato un documento che considera l'occupazione di terre come un atto di
terrorismo. I nemici della Riforma Agraria e delle organizzazioni dei poveri
delle campagne non abbandonano la loro offensiva.
Rebelion: Insomma questi quattro anni di governo Lula hanno rafforzato o
smobilitato il movimento sociale organizzato?
JPR: Lula ha vinto le elezioni in un contesto di riflusso e non aveva
interesse a incentivare la mobilitazione popolare. Sostiene, nei suoi
discorsi, la tesi che i cambiamenti ci saranno anche senza la partecipazione
politica del popolo. È chiaro che questo non aiuta l'organizzazione dei
settori popolari. Si deve riconoscere, senza dubbio, che il Governo non
criminalizza i movimenti sociali e questo lascia spazio alle manifestazioni
popolari.
Rebelion: Secondo il MST, il PT e il Governo continuano a costituire una
alternativa nella strategia di cambiamento del Brasile?
JPR: Questa trasformazione non si produrrà grazie a un partito o a un
gruppo politico ma a partire dalla mobilitazione popolare intorno a un
progetto di sviluppo nazionale con una chiara visione sociale.
Rebelion: Che atteggiamento ha il MST di fronte alle elezioni?
JPR: Il perdiodo elettorale è storicamente il momento principale di partec
ipazione politica della gente. Noi vogliamo approfittare di questo momento
per porre alla società questioni di fondo, strutturali, che non fanno parte
del dibattito elettorale. Il MST non si impegna come organizzazione nel
processo elettorale. Le persone legate al MST potranno appoggiare solo a
titolo personale un candidato. Il MST non si è schierato per un candidato.
Rebelion: Quali sono le sfide politiche più significative per il MST a medio
termine?
JPR: Evitare che si consolidi l'alleanza tra latifondo e imprese
transnazionali agricole che attualmente rappresentano l'ostacolo maggiore al
consolidamento di un massiccio processo di riforma agraria. L'agrobusiness
subordina l'uso della terra e le risorse naturali in genere alle necessità
delle multinazionali dell'agricoltura, come Bunge, Cargill, Monsanto, Stora
Enzo, Syngenta e alla speculazione a cui esse portano all'interno del
mercato finanziario internazionale. La terra deve essere al servizio del
popolo brasiliano che comprende 70 milioni di persone che non mangiano
sufficientemente. E in questo senso abbiamo bisogno che venga promosso un
nuovo modello basato sulla proprietà media e piccola. È essenziale
promuovere un progetto di sviluppo nazionale centrato sul rafforzamento del
mercato interno, la distribuzione del reddito, l'industria nazionale, per
sostenere la creazione di lavoro e la possibilità del popolo di essere
incluso. Il MST sta svolgendo il suo ruolo con le sue mobilitazioni
popolari, con dibattiti con la società civile, per formulare questo progetto
nazionale. Stiamo inoltre discutendo sulla creazione di un nuovo modello
produttivo nelle campagne, che si basi sull'adozione di tecniche di
produzione che rispettino l'ambiente e producano alimenti salubri, senza
agrotossici per il popolo".
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