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Lettera del FIAN
al ministro Jungmann

Ottobre 2000

Distinto signor ministro,
ci dirigiamo a Lei in nome della Campagna globale per la Riforma Agraria, iniziativa su scala mondiale promossa da Fian, l'organizzazione internazionale di diritti umani che lavora per il diritto all'alimentazione, e Via Campesina, movimento internazionale contadino che riunisce piccoli agricoltori in più di 63 Paesi del mondo. Durante la sua visita a vari Paesi europei, alcuni dei membri della nostra campagna sono stati invitati ad assistere ad un incontro informativo sugli ultimi aspetti legali, sociali ed economici della riforma agraria in Brasile. Attraverso questa lettera aperta vogliamo far giungere la nostra voce di protesta e di preoccupazione per lo stato attuale in cui si trova il processo di riforma agraria nel suo Paese e per gli avvenimenti degli ultimi mesi che fanno dubitare la comunità internazionale dell'impegno con cui il suo governo sta realizzando tale programma.

La nostra Campagna parte dal fatto che la realizzazione di una riforma agraria è molto più che un atto di buona volontà o un buon programma di governo: è un obbligo rispetto ai diritti umani. Quest'obbligo legale è stato assunto dalla maggioranza degli Stati in vari documenti base del diritto internazionale. Con la ratifica del Patto Internazionale sui Diritti economici, sociali e culturali, lo Stato brasiliano si è impegnato in base all'articolo 11 a rispettate, proteggere e garantire il diritto all'alimentazione adeguata di tutte le persone sotto la sua giurisdizione e a riformare a questo fine il suo sistema agrario. Questo significa che lo Stato deve essere aperto alle rivendicazioni dei gruppi emarginati e soggetti a patire la fame come lo sono le famiglie rurali senza terra. Lo Stato deve allora realizzare programmi e strategie effettive che assicurino a lungo termine a questi gruppi lo sviluppo delle proprie capacità e delle proprie risorse per l'alimentazione. Inoltre, lo Stato brasiliano è obbligato in base all'articolo 2 del citato Patto ad utilizzare il massimo delle risorse disponibili per garantire il rispetto di questo diritto. Per le famiglie senza terra, l'unica maniera di realizzare il proprio diritto all'alimentazione è avere accesso alla terra e alle altre risorse produttive. Il rifiuto di portare a capo tale riforma, gli intralci, la morosità e le irregolarità dei programmi esistenti costituiscono allora violazioni al diritto umano all'alimentazione.

Lo stato attuale del processo di riforma agrareia in Brasile è motivo di seria preoccupazione per la comunità internazionale in quanto presenta serie mancanze nei suoi due principali livelli:

Di fronte a tali problemi, ci risulta incomprensibile che il ministero a suo carico non stia compiendo gli accordi che lei, signor ministro, insieme con il presidente della Repubblica e in presenza della Conferenza episcopale brasiliana ha sottoscritto il 3 luglio di quest'anno con i lavoratori rurali senza terra. Gli accordi sono stati frutto di una intensa mobilitazione nazionale in cui i lavoratori rurali protestavano per la precaria situazione in cui vivono ed esigevano il rispetto dei loro legittimi diritti. Gli accordi includevano, tra i punti principali, l'insediamento immediato delle famiglie accampate attraverso il meccanismo dell'espropriazione, la liberazione di un credito Pronaf gruppo A per tutti gli insediati, la rinegoziazione dei debiti dei piccoli agricoltori negli anni 1998 e 1999, la liberazione di 20 milioni di reais per il programma Pronera di alfabetizzazione, così come assistenza tecnica e programmi di salute negli insediamenti. Abbiamo ricevuto la notizia che il 19 settembre attivisti della riforma agraria hanno cominciato uno sciopero della fame per premere sul governo per l'ottemperanza degli impegni assunti.

Alla luce dei fatti esposti e tenendo conto degli obblighi legali dello Stato brasiliano assunti con la ratifica del Patto Internazionale sui Diritti economici, sociali e culturali, constatiamo che lo Stato brasiliano sta violando i diritti umani delle famiglie senza terra soprattutto per la morosità nell'applicazione della legislazione sulla riforma agraria; perché non sta utilizzando il massimo di risorse disponibili per rafforzare e rendere effettivo il programma di riforma agraria; e perché tenta di sottrarsi ai suoi obblighi con un progetto di legge che prevede il decentramento del processo di espropriazione a fini di riforma agraria e con programmi come quello della Cedola della Terra e della Banca della Terra.

Facciamo un appello affinché le politiche del suo ministero e di tutto il governo brasiliano si attengano alle norme del diritto internazionale e diano priorità alla realizzazione di una riforma agraria ampia e integrale. Il compimento degli accordi sottoscritti con i lavoratori rurali agli inizi di luglio sarebbe un segnale chiaro che Lei è disposto ad agire secondo gli obblighi relativi ai diritti umani.

 
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