Lettera di alcune organizzazioni tedesche al presidente Lula sulla violenza

Lettera aperta al Presidente della Repubblica del Brasile Sr. Luiz Inácio Lula da Silva
Germania 2 marzo 2005

Excelentissímo Sr. Presidente,
Riceva il saluto delle organizzazione che si occupano di diritti umani, cooperazione e solidarietà in Germania, riunite nella Tavola Rotonda Brasile, che lavorano per la promozione dei diritti umani, della giustizia sociale e dello sviluppo sostenibile in Brasile.

Vogliamo manifestare la nostra indignazione di fronte alla recente onda di violenza che colpisce i settori popolari rurali e urbani del Brasile. Ci sconvolge la sequenza di omicidi di lavoratori e lavoratrici, dirigenti popolari e difensori dei diritti umani nello Stato del Para, nelle ultime settimane, tra di loro Dorothy Stang e Daniel Soares de Souza, praticati da pistoleiros al comando di fazendeiros e politici di quello Stato.

 

La violenza attuale non è risultato di conflitti localizzati ma di problemi strutturali sommati a politiche e assenza da parte del governo. Le politiche realizzate dall'attuale governo non stanno promuovendo la realizzazione dei diritti umani economici e sociali dei settori più poveri. In qualche caso anzi destabilizzano la situazione dei gruppi sociali più vulnerabili. Lo stimolo del governo all'espansione senza regole del capitale nelle aree della frontiera agricola, nella logica di una politica di esportazione a qualsiasi costo, è alla radice dell'aggravamento dei conflitti nelle aree rurali e dell'aumento del numero dei morti tra i contadini, i dirigenti e i difensori dei diritti umani. I posseiros e i lavoratori rurali di queste regioni continuano a non essere protetti dalle istituzioni statali e alla mercè delle oligarchie rurali che disboscano, schiavizzano, uccidono per ampliare le loro possibilità di lucro con l'attuale politica. L'aumento della violenza era già annunciato, poiché un modello di sviluppo di questo tipo era stato realizzato nella regione amazzonica dai regimi militari con risultati simili. Non accettiamo quindi l'argomentazione che la violenza avviene perché il governo starebbe ipoteticamente affrontando la questione agraria. Dove sta la priorità data alla riforma agraria, alla demarcazione delle terre indigene e alla titolazione delle aree degli eredi degli abitanti dei quilombos? Quel che vediamo è, nella migliore delle ipotesi, una continuità, con un ritmo lento, della politica agraria inefficace centrata sui meccanismi di mercato, già realizzata dal precedente governo.


Per noi è completamente incomprensibile che questo governo, composto nella sua maggioranza da persone che vengono dalle lotte popolari per la cittadinanza, sia tanto distante dalla realtà popolare che, come il governo anteriore, abbia bisogno di tragedie per cominciare ad agire. Riteniamo, ugualmente, che misure di impatto mediatico non risolvono i problemi strutturali che sono alla radice di questi conflitti. Il governo di Vostra Eccellenza sa, per esempio, che non appena l'Esercito si ritirerà dalla regioni colpite e la stampa smetterà di occuparsene, gli stessi fazendeiros e i loro pistoleri torneranno a imporre le loro leggi negli spazi in cui lo Stato è assente. E quindi soffriranno nuovamente coloro che ora hanno creduto che questa volta sarà diverso.


Il governo di Vostra Eccellenza è stato eletto con l'impegno di realizzare politiche pubbliche che democratizzino l'accesso alle risorse, accrescano il rispetto e la protezione dei diritti della popolazione brasiliana e gestiscano uno sviluppo inclusivo e sostenibile. Vogliamo con questa lettera incoraggiare il governo di Vostra Eccellenza a mettere al primo posto la realizzazione di una politica di riforma agraria e di un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo, orientato alla promozione dei diritti umani, particolarmente dei diritti economici, sociali e culturali. In questo modo, il governo non starà facendo niente più che applicare la Costituzione Brasiliana e i trattati sui diritti umani ratificati dal paese. Vogliamo anche stimolare lo Stato e la società brasiliana a riflettere seriamente sui mutamenti profondi nel modello di sviluppo economico orientandoli ai principi e agli obiettivi costituzionali e ai trattati internazionali di diritti umani, ambientali e del lavoro. Non ci pare accettabile che lo Stato brasiliano sia stimolato in forma sregolata all'esportazione di prodotti agricoli prodotti nel contesto di politiche governative che favoriscono violazioni sistematiche dei diritti umani, come l'assassinio di lavoratori rurali e di sostenitori dei diritti umani, lavoro schiavo e distruzione delle risorse naturali.


Infine consideriamo che l'impunità e la mancanza di soluzione di fronte all'ingiustizia sociale nei campi e nelle città è stato uno stimolo a una maggior violenza contro i lavoratori e le lavoratrici e un attentato alla loro lotta democratica e costituzionale per i diritti fondamentali. Sollecitiamo, sulla base degli impegni relativi ai diritti umani assunti dallo Stato brasiliano, che siano presi i provvedimenti dovuti perché questi crimini siano indagati e i responsabili debitamente puniti, attraverso il trasferimento delle indagini e dei processi alla sfera federale, e che siano effettivamente realizzati meccanismi di protezione dei contadini e contadine e dei difensori dei diritti umani. Desideriamo essere informati sulle misure assunte a questo riguardo.

 

Distinti saluti
Michael Windfuhr
Secretário Geral de FIAN

In nome della organizzazione della TAVOLA ROTONDA qui sotto elencate:
COOPERAÇÃO BRASIL (KOBRA)
MISEREOR
MISSÃO CENTRAL DOS FRANCISCANOS (MZF)
OBRA ECUMÊNICA DE KASSEL (ÖWK)
PÃO PARA O MUNDO - BROT FÜR DIE WELT (PPM)
REDE DE INFORMAÇÃO E AÇÃO PELO DIREITO À ALIMENTAÇÃO (FIAN) SERVIÇO DAS IGREJAS EVANGÉLICAS NA ALEMANHA PARA ODESENVOLVIMENTO (EED)
SERVIÇO ECLESIÁSTICO DE DESENVOLVIMENTO NA BAVIERA (KED BAYERN)

Mesa Redonda Brasil a/c FIAN Internacional
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