Sulla traccia delle menzogne
Ottobre 2000
A proposito dell'annunciato viaggio in Europa del ministro dello Sviluppo Agrario, Jungmann, allo scopo di propagandare di fronte alle ONG, ai mezzi di comunicazione e alle istituzioni, le "rivoluzioni" del suo governo sulle questioni agrarie, presentiamo alcuni strumenti da utilizzare in modo che la propaganda bugiarda non nasconda la spiacevole realtà.
Le probabili menzogne e le contro-argomentazioni:
1° Menzogna: Il Programma di Riforma Agraria del Governo Cardoso sta democratizzando la proprietà della terra in Brasile
L'attuale governo brasiliano divulga che entro la fine dell'anno 2000, avrà trasferito, attraverso il programma di riforma agraria, dal latifondo alla piccola proprietà, un'area corrispondente a 16 milioni di ettari.
Nel frattempo, grazie agli effetti del programma economico di smantellamento dell'agricoltura brasiliana, in primo luogo quella a base famigliare, al contrario di quello che dice il ministro della Riforma Agraria, sta crescendo in Brasile la concentrazione della terra, dato che il territorio del latifondo è cresciuto di 56,3 milioni di ettari.
Si arriva a queste conclusioni confrontando i dati delle statistiche del Catasto dell'INCRA del 1998 con quelli del 1992 (in questo periodo è compreso il primo governo FHC). Non avendo argomenti per negare questa realtà, il Ministro Jungmann sostiene che problemi metodologici impediscono confronti tra i dati del 1992 e quelli del 1998. In realtà il ministro smentisce anche se stesso, poiché, nell'introduzione alle Statistiche Catastali del 1998, è scritto che il documento è stato elaborato tenendo presente la possibilità di comparare i suoi risultati con quelli delle statistiche catastali del 1992.
Alcuni risultati di questo confronto:
- Le proprietà, con un'estensione superiore a 2000 ettari¹, hanno avuto in questo periodo un ampliamento dell'area sotto il loro dominio, di 56,3 milioni di ettari, arrivando ad occupare un territorio di 172 milioni di ettari.Nel 1992 le proprietà di questa fascia rappresentavano lo 0,7% del numero totale di proprietà rurali e possedevano il 39% della area totale degli immobili. Nel 1998 le proprietà di questa fascia sono salite allo 0.8%, ma l'area occupata è cresciuta molto di più, passando a rappresentare il 43% dell'area totale occupata dagli immobili rurali.
- Solo l'ampliamento dell'area di queste proprietà, in questo periodo, cioè 56,3 milioni di ettari, rappresentano:
- l'82% dell'area totale delle proprietà fino a 100 ettari nell'anno 1998 (68,6 milioni di ettari);
- più di 10 volte l'area totale delle proprietà inferiori ai 10 ettari nell'anno 1998 (5,4 milioni di ettari);
- 2,5 volte la superficie della Gran Bretagna,13,4 volte il territorio dell'Olanda, 13 volte la Danimarca, 1,6 volte la Germania, 1 volta la Francia, 4,3 volte la Grecia e 1,5 volte il Giappone.
Se consideriamo gli immobili con un'area superiore a 50.000 ettari, si può constatare la crescita del loro territorio, tra il 1992 e il 1998, di 13,5 milioni di ettari. Nel 1992, tali proprietà rappresentavano lo 0,006% del numero totale degli immobili, con l'8,5% dell'area totale. Nel 1998 il numero di questo tipo di proprietà è arrivato a rappresentare lo 0,007% di tutte le proprietà, con un'area che è salita al 9,6% dell'area totale.
- Nello stesso periodo (1992-1998), le proprietà rurali con un'area inferiore a 100 ettari continuano a rappresentare l'85% del numero totale delle proprietà rurali, ma l'area che questa fascia di proprietà detiene, che nel 1992 era il 18% dell'area totale, è scesa, nel 1998, al 16,5%.
- Se si prendono in considerazione le proprietà inferiori ai 10 ettari che, nel 1998, erano 1,1 milioni, il 32% del numero totale delle proprietà, si osserva che anche queste hanno subito una relativa riduzione di area, passando dall'1,4% dell'area totale nel 1992, all'1,3%, nel 1998.
2° Menzogna: Il Governo ha insediato, tra il 1995 e il 1999, 375.000 famiglie di lavoratori rurali senza terra, equivalenti a 1,8 milioni di persone, il che dimostra il buon esito della riforma agraria.
Anche se irrilevanti di fronte alla domanda di riforma agraria del paese, questi numeri meritano una debita relativizzazione, alla quale procederemo prendendo come riferimento i Rapporti Annuali di Attività dell'INCRA. Vediamo:
- Il Rapporto dell'INCRA del 1995 registra che delle 42.912 famiglie insediate in quell'anno, il 23,8% era costituito di famiglie oggetto di azioni di consolidamento di progetti antichi.
- Nel 1996 le famiglie in queste condizioni rappresentavano il 32% delle 62.044 famiglie dichiarate insediate.
- Nel 1997, il 26,3% delle 81.944 famiglie dichiarate insediate.
- Nel 1998, il governo garantisce di aver insediato 101.094 famiglie. Il Rapporto dell'INCRA informa che 76.027 sono state oggetto di insediamento all'interno di progetti nuovi.
- Nell'anno 1999, il governo afferma che sono state insediate 75.000 famiglie. Tuttavia l'analisi dei dati ufficiali mostra che il governo ha incluso tra le mete date come raggiunte, il consolidamento di progetti antichi che coinvolgevano 12.843 famiglie già insediate, 25.174 famiglie che si trovano ancora nella fase di immissione nel possesso attraverso l'INCRA, 3.798 famiglie che stanno in immobili oggetto di regolarizzazione fondiaria.
In realtà nel 1999 sono state insediate soltanto 25.831 famiglie.
Conclusione: Il numero di famiglie insediate all'interno di nuovi progetti, tra il 1995 e il 1999, secondo gli stessi Rapporti dell'INCRA, ha raggiunto 237.299.
Ma vogliamo essere compiacenti con il governo e lavorare con i suoi numeri che parlano di 375.000 famiglie insediate o di 1 milione e ottocentomila persone. Secondo i dati dell'Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE), a causa degli effetti destrutturanti della politica agricola attuata nel paese, più di 800 mila persone abbandonano le aree rurali del paese, ogni anno. Ossia, se il programma di riforma agraria ha insediato 1,8 milioni di persone tra il 1995 e il 1999, nello stesso periodo, la politica agricola del governo ha provocato l'espulsione di più di 4 milioni di persone delle aree rurali.
3° Menzogna: attraverso il PRONAF - Programma nazionale di rafforzamento dell'Agricoltura famigliare, portato avanti dal Ministero per lo Sviluppo Agrario, il governo va sostenendo l'Agricoltura Famigliare.
D'accordo con il professor Guilherme Dias, dell'Università di San Paolo, ex-segretario nazionale alla Politica Agricola nel 1° governo Cardoso, in Brasile, dei 4 milioni di imprese agricole famigliari, l'81% ha un reddito al di sotto della media o negativo.
Una ricerca² realizzata da Eliseu Alves, ex-presidente dell'Embrapa e Mauro Lopes, studioso della Fondazione Getulio Vargas, confermando la tendenza al forte indebolimento economico dell'agricoltura famigliare, come dell'insieme dei segmenti produttivi del settore, vittime dell'attuale politica agricola, conclude testualmente:
- Il 54% delle proprietà, nella media nazionale, presentano un reddito di lungo periodo negativo o nullo;
- Almeno il 21,7% delle imprese agricole (1.584 mila) sono instabili, di breve durata. Dovranno scomparire nei prossimi dieci anni 1milione di imprese agricole.
- Il Brasile va verso una situazione nella quale dovranno restare soltanto 600.000 imprese agricole rispetto alle attuali 4,9 milioni.
- Nel nordest vive il 46% della popolazione rurale brasiliana. Si prevede che dagli 8 ai 13 milioni di nordestini lasceranno la terra.
- Se gli insediati della riforma agraria si comporteranno come gli agricoltori già sperimentati, e non c'è ragione per immaginarsi il contrario, si prevedono grandi difficoltà per il governo, sia per riscuotere i prestiti scaduti, che per smettere di fare prestiti agli inadempienti.
- Il programma di riforma agraria viene utilizzato soltanto per smorzare le tensioni esistenti.
4° Menzogna: Le risorse destinate al programma di riforma agraria provano la priorità attribuita dal governo alla questione agraria.
In realtà, l'esecuzione del bilancio dell'INCRA che include dalle spese del personale fino a quelle relative al programma di riforma agraria propriamente detto, inclusi i Titoli del Debito Agrario, è stata caratterizzata dal contingentamento delle risorse previste dalle leggi di bilancio annuali e, a partire dal 1997, da una traiettoria di caduta lineare.
È bene notare che la riduzione continua del volume delle risorse destinate al finanziamento del programma di riforma agraria sta avvenendo in un contesto di crescita permanente del saldo primario dei conti del governo, ossia di ciò che resta nel confronto tra entrate e uscite, non considerando il pagamento degli interessi del debito. Nel 1999, per esempio, il saldo dei conti del governo è stato di 21,5 miliardi, nel 2000 si prevede un saldo di 23,5 miliardi e per il 2001 la proposta di bilancio dell'Unione prevede 28,1 miliardi di saldo primario nel settore pubblico federale. Questo significa che, un anno dopo l'altro, una parte sempre maggiore delle risorse della società è stata destinata al pagamento degli oneri del debito pubblico, a danno dei programmi e dei servizi essenziali per la popolazione brasiliana.
Dati relativi all'esecuzione del bilancio dell'INCRA, raccolti nei siti di questo organismo e presso il Senato federale mostrano che:
- Nel 1995, rispetto a 1,5 miliardi di reais programmati nella legge di bilancio dell'Unione, il governo ha speso per il programma di riforma agraria 1,3 miliardi di reais.
- Nel 1996 rispetto a 1,6 miliardi, 1,4.
- Nel 1997, la legge ha autorizzato spese per 2,6 miliardi di reais per la riforma agraria. Sono stati spesi 2,4 miliardi, di cui 800 milioni sono stati destinati al pagamento di rogatorie dei latifondisti.
- Nel 1998 dei 2,2 miliardi di reais approvati, ne sono stati utilizzati 1,9.
- Nel 1999, del 1,4 miliardi, 1,2.
- Per il 2000 la legge di bilancio ha programmato 1,35 miliardi di reais. Fino al 1° settembre il governo aveva speso soltanto 401 milioni, cioè il 29% (dati del Senato federale: www.senado.gov.br).
Una breve sintesi comparativa tra il valore programmato per alcune attività/programmi essenziali e ciò che è stato effettivamente speso fino al 15 settembre del 2000:
| Attività |
Spesa programmata dalla legge di bilancio federale |
Percentuale effettivamente spesa al 15.09.2000 |
| Credito-installazione per le famiglie insediate |
112,5 milioni |
30,7% |
| Assistenza sociale per le famiglie accampate |
1 milione |
13,2% |
| Titolazione delle terre |
3,3 milioni |
33,7% |
| Piani di sviluppo degli insediamenti |
4,5 milioni |
8,8% |
| Ottenimento delle terre |
441 milioni |
14% |
| Investimento in infrastrutture di base per gli insediati |
104,8 milioni |
12,9% |
| Emancipazione degli insediamenti-assistenza tecnica e formazione delle famiglie insediate in progetti creati fino al 1988 |
4,8 milioni |
12% |
(Fonte: www.senado.gov.br)
La proposta di bilancio per il 2001, recentemente inviata dal governo al Congresso Nazionale, riduce ancora le dotazioni di bilancio per la riforma agraria, proponendo spese di 1,2 miliardi di reais, ossia un taglio del 7,8% rispetto al 2000; la cifra più bassa prevista per la riforma agraria di tutto il periodo di governo di Cardoso. E questo, lo sottolineiamo ancora, in un contesto di aspettative di crescita notevole nel saldo positivo dei conti del governo.
Esempi di tagli in attività essenziali per il programma di riforma agraria
| Attività |
Spesa programmata per il 2000 |
Spesa programmata per il 2001 |
Variazione |
| Assistenza sociale alle famiglie accampate |
1 milione |
723 mila |
- 28% |
| Piani di sviluppo degli insediamenti |
4,5 milioni |
3 milioni |
- 33% |
| Ottenimento delle terre |
441 milioni |
365 milioni |
- 17% |
| Investimenti in infrastrutture di base per l'insediamento |
104,8 milioni |
60 milioni |
- 43% |
| Consolidamento degli insediamenti - assistenza tecnica e formazione degli insediati |
16,6 milioni |
8,6 milioni |
- 48% |
| propaganda del governo |
1,5 milione |
3,8 milioni |
+ 154% |
(Fonte: www.senado.gov.br)
5° Menzogna: I mutamenti che sono stati inseriti nella legislazione agraria hanno messo fine ai "Super-indennizzi" delle proprietà rurali destinate alla Riforma Agraria.
Al di là delle tradizionali "supervalutazioni" di immobili rurali praticate impunemente nei procedimenti amministrativi e giudiziari degli espropri, una delle principali cause dei "super-indennizzi" dei latifondi, storicamente, è stata l'incidenza degli interessi compensatori sul valore dell'indennizzo, dal giorno in cui il padrone della terra contesta per via giudiziaria il prezzo della terra offerto dal governo, fino al giorno effettivo del pagamento dell'indennizzo.
Questo meccanismo non si è mai rifatto a delle leggi. La sua pratica è dovuta alla giurisprudenza firmata nei tribunali superiori, su pressione dei latifondisti.
Concettualmente, l'applicazione di interessi compensatori si giustifica per compensare profitti che vengono a cessare, e questo non è certo il caso dei latifondi improduttivi.
Lo stesso governo, riconoscendo l'improprietà di interessi compensatori nel processo di esproprio, ha inserito un dispositivo nel progetto di legge inviato al Congresso Nazionale, che modifica la legislazione del rito sommario dell'esproprio (Legge Complementare n. 88/96). Di fronte alle reazioni feroci del gruppo ruralista, il governo ha fatto marcia indietro, e si è accordato sulla soppressione di questo dispositivo.
Attualmente, con il signor Jungmann ministro, attraverso la Misura Provvisoria n. 2.027-42/2000, il governo ha istituzionalizzato la riscossione degli interessi compensatori con tassi annuali fino al 6%.
Ma, oltre questo grande favore ai latifondisti, il governo, nella stessa Misura Provvisoria, ha patrocinato una grande frode politica, alterando il concetto generatore degli interessi compensatori. Sapendo della immoralità dell'omologazione degli interessi compensatori rispetto a latifondi improduttivi, che ovviamente non generano profitto, il governo ha stabilito che, d'ora in poi, gli interessi compensatori avranno come base concettuale il reddito e non più il profitto. Ossia, ora, un latifondo di 100 mila ettari, che generi reddito con la vendita di un casco di banane avrà diritto a fondi compensatori, nel caso sia espropriato. E il governo si vanta di combattere i super- indennizzi!
6° Menzogna: Il Governo ha cancellato il Catasto degli immobili sospetti di grilagem³ coinvolgendo un'area di 60 milioni di ettari.
Vista la manipolazione che circonda il discorso su questa iniziativa, il governo Cardoso si identifica con l'anacronismo della tradizionale politica populista brasiliana, anche nella pratica di trasformare in azione spettacolare una misura che, per i più ovvi imperativi etici, avrebbe dovuto essere adottata dall'inizio del suo mandato.
Invece il governo non ha neanche cancellato davvero la titolarità degli immobili frutto di grilagem; ma ha soltanto sospeso, insieme all'INCRA, il catasto degli stessi.
In secondo luogo, l'iniziativa in questione è collegata all'appropriazione illegittima di terre dell'Unione localizzate nelle fasce di frontiera. Si tratta di "grilagem" istituzionalizzato con il quale gli Stati, storicamente, hanno trasferito terre dell'Unione, localizzate nelle fasce di frontiera, alla proprietà privata.
Così la cancellazione del catasto delle terre "grillate" è stata adottata dopo la pubblicazione della Misura Provvisoria n. 1.803/99, con la quale, il governo, non resistendo alle pressioni del Pubblico Ministero federale contro il pagamento degli espropri, da parte dell'Unione, di terre proprie, ha deciso di fissare un periodo di due anni durante il quale i titolari di questi immobili procedessero all'omologazione dei loro titoli attraverso l'INCRA.
Nella sua prima versione la Misura Provvisoria ha stabilito che i detentori di questi titoli richiedessero le loro ratifiche all'INCRA, sotto la minaccia della perdita dell'efficacia giuridica dei titoli il che implicherebbe il ritorno di queste aree al patrimonio pubblico. Pertanto si esigeva il pieno compimento della funzione sociale degli immobili.
Nella prima riedizione, su pressione dei latifondisti, il governo ha ritirato dal testo della Misura Provvisoria l'esigenza del compimento della funzione sociale. Così il nuovo contenuto della Misura Provvisoria, data l'assenza di parametri chiari che orientino il processo di ratifica, si caratterizza per il potenziale di ambiguità e di possibili deviazioni poiché permette relazioni di promiscuità tra latifondisti e funzionari del governo poco scrupolosi. Questo dipende dal fatto che, con il nuovo testo della Misura Provvisoria, la guida del processo di ratifica è attribuita a ciò che è disposto nell'articolo 6 del Decreto-Legge n. 1.414, del 18 agosto del 1995 che dice:
"Nel caso venga a sapere che l'utilizzazione delle terre non corrisponde alle finalità legali, l'INCRA promuoverà le misure necessarie alla decretazione della nullità del titolo, in toto o in parte...." (la sottolineatura è degli estensori di questo testo).
Nei termini di questo articolo è assicurato un ampio margine di manipolazione nel giudicare la consistenza legale della utilizzazione delle terre da parte degli immobili nelle aree considerate.
Pertanto, poiché gran parte degli immobili "grillati" sono alle frontiere, i loro detentori ricorreranno alla flessibilità di cui si parla nella Misura Provvisoria, per riavere con facilità, il pieno dominio di questi immobili.
7° Menzogna: Riforma Agraria e ambiente
Stimolando i lavoratori senza terra, espulsi dalle regioni dell'antica colonizzazione, in special modo dal Nordest, a dislocarsi in Amazzonia, per soddisfare gli obiettivi del governo di creare offerta abbondante di manodopera per rendere possibile la creazione di agro-industrie nel cosiddetto corridoio Nord della Esportazione (uscita verso il Pacifico), il programma di Riforma Agraria ha concentrato più del 60% degli insediamenti in quella regione del paese.
Non a causa della riforma agraria ma di una strategia di occupazione attraverso grandi sfruttamenti e attività a cui viene data priorità come la soia, l'allevamento, l'estrattivismo, i lavoratori esclusi dalle politiche pubbliche, che ottengono accesso a un pezzo di terra, vengono incolpati degli impatti altamente predatori nei confronti dell'ambiente in quella regione, causati dalla già citata strategia di occupazione e dal tipo di prodotti incentivati. Così, utilizzando il programma di riforma agraria per rendere possibile la continuazione del modello agro-esportatore brasiliano, a partire da modelli di sfruttamento incompatibili con i requisiti della preservazione dell'ambiente, il governo sta rendendo l'Amazzonia la regione in cui si concentra la sua attuale politica cellulare degli insediamenti
Famiglie Insediate per Regione: Período 1995 - 1999
|
Regione |
1995 |
1996 |
1997 |
1998 |
1999 |
Totale |
| |
n. famiglie |
% |
n. famiglie |
% |
n f famiglie |
% |
n. famiglie |
% |
n. f famiglie |
% |
n. famiglie |
% |
| Amaz.* |
26.752 |
62.3 |
39.495 |
63.6 |
51.458 |
63 |
60.838 |
60 |
45.241 |
60 |
223.784 |
62 |
| NE-MA |
11.370 |
26.5 |
13.552 |
21.8 |
17.927 |
22 |
24.654 |
24 |
14.977 |
20 |
82.480 |
23 |
| Sudeste |
1.308 |
3.0 |
3.268 |
5.3 |
3.704 |
4.5 |
4.757 |
4.7 |
4.216 |
5.6 |
17.253 |
4.8 |
| Sul |
2.176 |
5.1 |
2.007 |
3.2 |
4.190 |
5.0 |
4.134 |
4.1 |
6.407 |
8.5 |
18.914 |
5.2 |
| CO-MT |
1.306 |
3.0 |
3.722 |
6.0 |
4.665 |
5.5 |
6.661 |
6.6 |
4.273 |
5.7 |
20.627 |
5.7 |
| Total |
42.912 |
|
62.044 |
|
81.944 |
|
101.044 |
|
75.114 |
|
363.058 |
|
|
Fonte: Relatórios de Atividade do Incra |
Note:
1) Abbiamo preso in considerazione proprietà superiori ai 2000 ettari perché, secondo la legge agraria (n. 8.629/93) questa dimensione eccede ampiamente, in qualsiasi zona del paese, l'area a partire dalla quale si parla di grande proprietà rurale (cioè aree a partire da 75 ettari per gli immobili rurali localizzati nei comuni maggiori, fino ad aree superiori ai 1650 ettari in Amazzonia).
2) La ricerca è stata pubblicizzata con il titolo "L'impoverimento dell'Agricoltura brasiliana" nella Rivista di Politica Agricola del Ministero dell'Agricoltura (settembre 1999).
3) procedimento con il quale ci si impadronisce di terre con falsi documenti di proprietà.