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Il MST si è sforzato a costruire unità tra movimenti sociali delle campagne
e della città per realizzare collettivamente una alternativa popolare per il
Brasile. I risultati ci sono stati durante gli ultimi mesi:
1) il Coordinamento dei Movimenti Sociali ha realizzato, negli stati, diverse
manifestazioni e attività per il cambiamento del modello economico,
dimostrando la capacità dei movimenti di pensare andando al di là delle
specifiche rivendicazioni;
2) il Forum Nazionale per la Riforma Agraria si è
rafforzato come spazio di incontro, riflessione e articolazione di tutti i
movimenti e organizzazioni che continuano a lottare sugli impegni che
abbiamo assunto nella "Carta della Terra" del 2004;
3) L'Assemblea Popolare
Nazionale, insieme con la 4° settimana sociale brasiliana della CNBB, ha
unito migliaia di brasiliani e brasiliane nella lotta per proposte concrete
di cambiamenti per il paese.
Per il nostro Movimento, anche il 2005 è stato un anno di apprendimento. La
sfida di portare sulle strade 12.000 marciatori per diciassette giorni - in
forma organizzata e seria - ha fatto della Marcia Nazionale per la Riforma
Agraria un fatto indimenticabile. Il sacrificio della camminata è stato
allietato, da un lato dall'appoggio degli amici del MST, e dall'altro dai
momenti di studio e di formazione lungo il tragitto di 200 chilometri che
separano Goiania da Brasilia.
Ma se la Marcia ci ha insegnato organizzazione e solidarietà, il governo ci
ha deluso ancora una volta; non ha tenuto fede ai sette impegni assunti
all'arrivo della manifestazione a Brasilia.
Il MST è molto dispiaciuto dal fatto che la Riforma Agraria non sia vista come meccanismo di democratizzazione della terra (nel nostro paese solo l'1% dei proprietari possiedono il 46% delle terre) e di creazione e distribuzione di ricchezza e reddito. La R.A. viene vista come mera politica di compensazione sociale, in una economia che mette al primo posto le esportazioni di cereali per i paesi ricchi, mentre il popolo non ha facilmente accesso ai prodotti della cesta basica. La semplice approvazione di un decreto che aggiorna gli indici di produttività, secondo la media calcolata dall'IBGE, sarebbe già sufficiente a far avanzare il processo della Riforma Agraria. Ma questa decisione, che non implica spese ed è esclusivamente nelle mani del Potere Esecutivo, non è stata assunta. E' mancata la volontà politica.
La Riforma Agraria va avanti lentamente, nonostante il governo sbandieri numeri che non esistono. Il Rio Grande do Sul, in tre anni, ha avuto solo 100 famiglie insediate. Nel Maranhão, stato che ha gli indici più elevati di concentrazione della terra, nessuna famiglia è stata insediata. L'inerzia è uno stimolo al latifondo.
La CPMI della Terra ha sciupato un'occasione storica di rivelare la struttura agraria del paese e proporre misure coerenti. Ha preferito sottostare alla UDR (Unione democratico ruralista) e invertire i ruoli. Per i parlamentari della CPMI concentrare terre in un paese con problemi sociali non è odioso. Odioso è lottare contro la fame e la disuguaglianza. La commissione ha voluto trasformare le vittime in promotrici della violenza. Semplicemente ha ignorato i 38 morti in conflitti nelle campagne che ci sono stati durante l'anno, 16 di loro nel Para. Simbolicamente nel giorno della votazione della relazione, un lavoratore senza terra è stato assassinato da pistoleiros in Alagoas. Il tentativo di criminalizzare i movimenti sociali è stato incoraggiato così come l'esistenza di lavoro schiavo nelle grandi fazendas.
Il MST non crede nei miracoli. Sa che è un momento di molte lotte, senza abbandonare la speranza. Il cambiamento non arriverà dagli uffici e dai palazzi, ma dal popolo organizzato e in movimento. Il Movimento è sicuro che il nuovo progetto per il paese sarà frutto di partecipazione popolare alla democratizzazione della terra, delle ricchezze e dei mezzi di comunicazione. Cerchiamo forza per questo compito nelle lezioni di Apolônio de Carvalho, che è morto nell'anno appena finito. Poche settimane prima di morire, Apolônio ci ha detto, con il suo instancabile entusiasmo: "Non si deve solo guardare alla realtà e protestare. Vogliamo un mondo non solo migliore, un mondo più giovane, più pieno di creatività, di abnegazione, pace, giustizia, con relazioni umane ampie e pure, una società nuova, nella quale si correggeranno a poco a poco le ingiustizie e crudeltà, proiettando l'ideale in un orizzonte di più uguaglianza, fraternità e solidarietà". Il MST crede nella costruzione di questa nuova realtà
Un forte abbraccio
Secretaria Nacional do MST
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