| Documenti: sul MST e lotte per la terra | Movimento Sem Terra www.comitatomst.it |
Tutto è cominciato quel 24 gennaio 1984. data che tutti considerano la nascita ufficiale del MST, che diventerà il più significativo movimento sociale del Brasile in questo passaggio di fine secolo. Un sostegno decisivo per la nascita del MST è venuto senza dubbio dalla Chiesa cattolica che fondò nel 1975 la CPT (Commissione Pastorale della Terra) per difendere i diritti di poveri ed esclusi.
Certo, la lotta per la riforma agraria c'era anche prima, affonda le sue radici in episodi precedenti al 1984. Ma è come se ci fosse un continuum di lotte e di scioperi dalla fine degli anni '70. In questo percorso, un'importante tappa è sicuramente l'occupazione della Fazenda Macali, nel settembre del 1979. E ancora. Decisivo per la formazione del Movimento è stato senza dubbio un evento che risale al 25 luglio del 1981: a Encruzilhada Natalino un accampamento di senza terra viene aggredito dalla polizia. I "senza diritto" brasiliani rispondono appoggiando la lotta contadina: in più di 30.000 si riuniscono per manifestare contro la dittatura militare che da quasi 20 anni opprimeva il Brasile.
Infine nel gennaio 1984, in un seminario diocesano a Cascavel (Paranà), si incontrarono dirigenti per la lotta alla terra provenienti da tutto il paese. Trascorsi quattro giorni si arriva ad una conclusione: in Brasile c'è bisogno di un movimento sociale ampio e indipendente. Ecco, questo sarà il MST.
Già dal primo incontro vennero stabilite le priorità del Movimento: la terra, la riforma agraria, i mutamenti nell'assetto della società. Il MST sin dall'inizio si ritiene "frutto della storia del popolo brasiliano, figlio del popolo brasiliano e delle sue forme di organizzazione e lotta per la giustizia".
Il movimento raccoglie sotto di sé tutti coloro vogliano battersi per la liberazione e l'emancipazione delle classi più povere, è il partito contadino a direzione collegiale (perché, dicono, "se c'è un presidente o viene assassinato o tradisce") più importante dell'America Latina.
Nel 1984, dopo la caduta della dittatura, durante il mandato di Sarney, ci furono molte occupazioni di terre, l'importanza del MST crebbe notevolmente. La classe dirigente brasiliana era decisamente in crisi, non sapeva come rispondere all'"offensiva" del MST. Si arrivò così alle elezioni nel 1989 che videro la vittoria di Collor.
Il governo Collor mandò in fumo le speranze di arrivare alla tanto agognata riforma agraria; anzi, per quanto riguarda il settore economico, si partì con misure neoliberiste. Il MST affrontò periodi terribili, poca la crescita per il Movimento negli anni del mandato di Collor. Ci furono molti omicidi tra il 1990 e il 1992.
Dopo Collor ci fu un periodo di transizione con Itamar Franco e il movimento tornò a respirare, la repressione venne fermata, ma della riforma agraria nemmeno l'ombra. I due anni di Itamar furono per il Brasile e l'organizzazione dei senza terra come una convalescenza, un periodo per riprendersi.
Nel 1994 arriva il governo Cardoso. In principio non diede molta importanza alla questione agraria, di conseguenza fu rilanciata la battaglia per l'occupazione di terre, anche se poche erano le speranze di espropriazione. Passarono i quattro anni di mandato e Cardoso venne nuovamente rieletto, e rese noto il suo programma riguardo l'assetto dell'economia brasiliana. Una corsia preferenziale fu riservata al capitale internazionale, tutto il commercio agricolo passò così sotto il controllo delle multinazionali.
Il governo Cardoso può essere paragonato a quello Collor, anzi la situazione per i Sem Terra era addirittura peggiorata dato che il modello neoliberista aveva assetto egemonico. Il MST continua ad usare le sue armi per farsi sentire, l'occupazione continua ad essere l'unica via di uscita, l'unica soluzione immediata per le famiglie rimaste senza lavoro, senza forma di sostentamento alcuno.
Nel 2002 poi la svolta, o almeno la possibilità di rendere effettiva la svolta. Luis Inàcio da Silva raccoglie il consenso popolare. Lula e il suo partito di sinistra (PT), vanno al governo per rappresentare i ceti produttivi nazionali. Si accendono così tante speranze, ma verranno soddisfatte?
I rappresentanti del MST quando parlano di Lula, dicono a proposito della riforma agraria che molto, molto di più doveva essere fatto. Ma la preoccupazione del Mst oggi è soprattutto quella di elaborare proposte, progetti per il futuro. La cosa più importante è che nel programma del governo Lula la riforma agraria ha un peso notevole, contrariamente a quanto era accaduto fin ora nei governi precedenti.
In ogni caso, il MST continuerà con le occupazioni. Mantenendo la sua autonomia: è nato come movimento indipendente da qualsiasi condizionamento e così continuerà ad agire. Innanzitutto contro la destra, contro le lobby dei latifondisti che non si sono affatto rassegnati a perdere le terre. Vent'anni, dunque, ma il movimento ha sicuramente ancora tanta storia davanti a sé.
| Home Page | Mappa del sito | Articoli per i 20 anni del MST | Notizie di maggio 2004 |