Documenti: del MST Movimento Sem Terra
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MST informa

Anno III - n° 64 - 14 maggio 2004

Cari amici e amiche del MST,
tutti voi avete seguito sulla stampa la nostra Giornata di Lotte che ha finito involontariamente per essere chiamata "aprile rosso". La Giornata ha mobilitato migliaia di lavoratori senza terra in tutto il Paese, che hanno realizzato diversi tipi di attività, come marce, atti pubblici e più di 140 occupazioni di terra. Perché abbiamo promosso questa giornata? Per un motivo ovvio: il ruolo del MST come movimento sociale è quello di continuare pazientemente e permanentemente ad organizzare i poveri dei campi, affinché si mobilitino per i loro diritti. Senza mobilitazione sociale non c'è e non c'è stata mai alcuna conquista o cambiamento, in Brasile e in tutta la storia dell'umanità.
Quello che ci colpisce è il comportamento della cosiddetta "grande stampa brasiliana". Ha trasformato la nostra Giornata in una cosa dell'altro mondo. Ma noi capiamo questa posizione. In Brasile circa l'80% di tutte le notizie sono monopolizzate da appena sette grandi gruppi. Questi gruppi difendono ad ogni costo i privilegi economici e politici di una minoranza della società brasiliana. Ci sono varie tesi e studi nel Paese che dimostrano come la grande stampa si comporti come un partito politico della classe dominante, conducendo una lotta ideologica per egemonizzare la società con le sue idee. Per questo, assistiamo durante queste ultime settimane a molte aberrazioni, menzogne e diffamazioni. Sono arrivati a dire che il 40% dei lotti della Riforma Agraria, in Brasile, è già stato venduto. Questi dati non sono veri. Li contestiamo sulla base della ricerca realizzata dall'Università di São Paulo, negli ultimi mesi del governo FHC, che ha dimostrato l'esistenza di un livello di rinuncia - cosa che è molto diversa dalla vendita - solo nel nord del Paese, soprattutto in Amazzonia. Nel Nordest, il livello di rinuncia è del 5% e nel Sud e Sudest c'è un aumento nel numero di famiglie che passano a vivere nell'insediamento. Ma nessuno lo ha chiarito. Hanno detto che il Movimento vuole impedire l'entrata di capitale straniero perché abbiamo occupato la fazenda Veracel nel sud di Bahia. Questa mobilitazione si è svolta per denunciare quanto sia ingiusto quel progetto di una multinazionale con capitale proveniente da Svezia, Norvegia e Inghilterra che viene qui per imporre la monocoltura di eucalipto, finanziata dal denaro pubblico della BNDES (Banca Nazionale per lo Sviluppo Economico e Sociale), e portare via la cellulosa, lasciando qui la povertà e la degradazione dell'ambiente.
Tutti ci hanno condannato. Ma nessuno ha voluto spiegare perché la Veracel ha fatto sgomberare più di 400 piccoli e medi produttori dalla regione o perché la multinazionale finanzia la campagna di tutti i partiti della Bahia. Criticano l'occupazione di aree considerate produttive, ma non hanno messo in discussione quale beneficio porti alla regione e al popolo brasiliano una foresta omogenea di eucalipto, in 70mila ettari di foresta atlantica, che ora non ospitano neppure un uccellino! Vogliamo che la società brasiliana discuta questi temi, rifletta su quello che significa questo modello agricolo.
Questi mezzi di comunicazione dimenticano anche che la Costituzione determina che tutte le grandi proprietà devono compiere la loro funzione sociale, in relazione alla produttività, al benessere della popolazione locale, all'ambiente e alle relazioni sociali all'interno della loro area.
Allora domandiamoci: la proprietà di un'impresa canadese, che ha 25mila ettari a São Paulo, per allevare bestiame in forma estensiva, è produttiva? Agli occhi della stampa, essa compie una funzione sociale per il popolo brasiliano o è solo fonte di lucro per una transnazionale?
Vogliamo discutere con la società il fatto che la Riforma Agraria è un modo per costruire un modello più giusto nell'uso della terra ed è una maniera di affrontare il maggiore problema della nostra società, la disoccupazione e la povertà. Finché ci sarà latifondo, ci sarà povertà e disoccupazione e continuerà l'esodo rurale che alimenta la miseria nelle città.
La Riforma Agraria può consentire al governo di generare, a basso costo, milioni di posti di lavoro nei campi, influendo anche nelle città. I Senza Terra, insediandosi, passano ad acquistare i beni prodotti dall'industria in città, alimentano il commercio locale e producono più alimenti. L'insediamento di una famiglia costa 30mila reais e genera 2,5 posti di lavoro. E' il costo più economico. Nel commercio, costa 40mila reais creare un posto di lavoro; nell'industria, in media, 80mila reais a persona.
Il popolo sa che l'MST ha ragione e che il latifondo genera solo ingiustizia e povertà e che se i Senza Terra non si mobilitano nulla cambierà in questo Paese.

Un forte abbraccio a tutti e a tutte
Segreteria nazionale del MST

MOVIMENTO DOS TRABALHADORES RURAIS SEM TERRA - MST
Secretaria Nacional

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Reforma Agrária: Por um Brasil sem Latifúndios!

 
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