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In questi tre giorni di dibattiti, diversi pensatori di tutti i continenti, in rappresentanza delle più disparate culture, hanno riflettuto sui dilemmi dell'umanità di fronte alla globalizzazione capitalista e ai dilemmi che riguardano tutta la società. Abbiamo cercato soluzioni per migliorare le condizioni di vita di tutta la popolazione e di tutti i popoli.
Circa 500 persone, studenti, professori universitari, dirigenti e militanti di movimenti sociali di tutto il Brasile hanno condiviso questa attività di formazione politica con grandi nomi della intellighenzia mondiale quali, fra gli altri, István Mésáros (Ungheria), Jesus García Brigos (Cuba), Michel Chossudovsky (Canada), Michael Löwy e Dany Dufour (Francia), Lao Kin Chi e Wen Tiejun (Cina), Milad Alshebani (Libia), Edgardo Lander (Venezuela), Olivia Muchena (Zimbawe), Bryan Atinsky (AIC-Israele),
Per il Brasile hanno partecipato fra gli altri, i compagni Ricardo Antunes, professore della Università Statale di Campinas (Unicamp); il teologo Leonardo Boff; Maria Adélia dos Santos, della Università di San Paolo (USP); l'economista Plínio de Arruda Sampaio e l'educatore Gaudêncio Frigotto. Durante i dibattiti abbiamo colto l'occasione per scambiare esperienze e discutere temi come la questione del lavoro, l'ambiente, le disuguaglianze sociali, il potere popolare, cultura e dominazione. Ossia, abbiamo approfondito argomenti fondamentali per la costruzione di una nuova società.
Ma qualcuno può pensare: Perché il MST sta promuovendo questa conferenza e che c'entra questa con la lotta per la Riforma Agraria? In questi 20 anni di MST abbiamo capito che è necessario che tutti i movimenti sociali si impegnino nella costruzione di una società più giusta e solidale. E siamo anche convinti che la nostra militanza debba avere accesso alle più diverse aree della conoscenza.
Per il nostro movimento in particolare esistono tre sfide che dobbiamo affrontare sempre: il richiamo della nostra coscienza, che ci rende insofferenti e ci impone di lottare non soltanto per la terra. In secondo luogo, la consapevolezza che la questione agraria non sarà risolta senza un progetto di sviluppo di tutta la società. Infine, la necessità di elevare permanentemente il livello di conoscenza e di coscienza politica di tutti i militanti del nostro popolo.
Durante la Conferenza abbiamo esaminato le valutazioni dei professori su come si costruisca una società diseguale, che esclude la maggioranza della popolazione, in special modo i contadini. Al tempo stesso pochi godono del benessere dei frutti della produttività del lavoro e della tecnologia. Siamo arrivati al punto che non si tratta più di immaginare strategie per far tornare il mondo alla struttura originaria, ma di immaginare un cammino nuovo, basato sulla dignità, sull'uguaglianza fra esseri umani e su principi rispettosi dell'ambiente. La nostra sfida è pensare modi di affrontare il processo capitalistico di globalizzazione, guardando a un sogno che si ostini ad accadere: un mondo giusto, che socializzi le sue ricchezze, materiali e culturali. Per questo abbiamo invitato la società brasiliana a fare pressione per cambiare e a socializzare le alternative. Questo è il compito dei senza terra, dei senza tetto, dei senza università, degli studenti, degli intellettuali, di tutti noi. Se non sarà così, come ci ha avvisati Leonardo Boff, continueremo a camminare verso l'oscurità.
Saluti fraterni,
Segreteria nazionale del MST
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