Documenti: del MST Movimento Sem Terra
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Letraviva MST - Anno IV - n° 73

venerdì, 3 settembre 2004

In questa lettera quindicinale, ancora una volta, socializziamo le nostre riflessioni sulla situazione della lotta per la riforma agraria in Brasile.

Ci stiamo avvicinando alle elezioni municipali. In tutto il periodo elettorale, le lotte sociali diminuiscono la loro intensità. Nelle città i movimenti dei lavoratori urbani e il movimento studentesco alternano momenti di mobilitazione, a periodi di quiete. L'ambiente rurale rispecchia il cambiamento di ritmo della città. Risultato: siamo entrati in un periodo di maggiore riflusso dalle lotte sociali.

Perché questa situazione si ripete in tutto il periodo elettorale? Succede perché la società guarda alle elezioni come principale avvenimento della vita politica. Le campagne elettorali riempiono le strade e i programmi sulle lezioni invadono televisione e radio. I gestori pubblici, responsabili di risolvere i problemi del popolo, finiscono per essere ostaggi del momento. Entrano nel clima delle elezioni, ma al contrario dell'agitazione delle campagne elettorali, spingono il piede sul freno e rimandano decisioni e risposte alle domande.

Nel frattempo la situazione della lotta per la Riforma Agraria non perde la sua complessità. Da un lato continuiamo ad avere quasi 200 mila famiglie accampate, il 70% delle quali legate al MST, le rimanenti, organizzate da altri movimenti sociali e da sindacati dei lavoratori rurali. Nonostante la dimensione del problema, il governo mantiene un ritmo lento nell'adozione di misure concrete per insediare queste famiglie. Cifre raccolte dal MST indicano che il governo, quest'anno, è riuscito a insediare meno di seimila famiglie accampate. Non insediare gli accampati significa esigere un alto grado di sacrificio dalle famiglie e quindi mantenere un focolaio di tensione sociale. La Riforma Agraria in Brasile, è ancora con i cocci della mancanza di azione dell'era FHC. Abbiamo famiglie che sono accampate da più di cinque anni, che soffrono ogni tipo di difficoltà. Il governo non riesce neanche a distribuire a queste famiglie, con regolarità, le ceste basiche. Ogni ritardo produce fame ed è motivo di proteste, come la stampa ha registrato in diversi stati.

La classe dominante, alleata con i grandi fazendeiros e i latifondisti, continua la sua propaganda sistematica nel presentare l'agrobusiness come soluzione a buona parte dei problemi del Paese. Le fazendas si modernizzano, aumentano le esportazioni, producono dollari, ma non producono alimenti, posti di lavoro o reddito per il popolo brasiliano. Soltanto una minoranza di fazendeiros, dediti alla monocultura, con alti costi ambientali, si sta arricchendo.

È importante osservare che lo studio sulle trasformazioni tecnologiche promosso dalla Fondazione Seade (Fundação Sistema Estadual de Análise de Dados di São Paulo) e dalla Unicamp (Università di Campinas), hanno rivelato che l'adozione di sistemi di coltivazione propri dell'agrobusiness in tutto il Paese, provocherebbe una riduzione del 70% del livello di impiego di manodopera agricola. Vale a dire, lo sviluppo dell'agrobusiness genera maggiore disoccupazione.

La cosiddetta grande stampa brasiliana rappresenta fedelmente gli interessi della classe dominante e dei fazendeiros esportatori, rivestendo il ruolo di predicatore contro l'MST e la Riforma Agraria. Qualunque persona che seguisse la realtà brasiliana solo attraverso questi mezzi di comunicazione, sarebbe convinta che in Brasile non ci sono più latifondo, poveri, disoccupazione e nemmeno fame. Si convincerebbe anche che l'MST è composto da una banda di dementi, bolscevichi fuori dal tempo che meritano la prigione!

Tutto questo non ci spaventa. La classe dominante brasiliana e i suoi portavoce hanno sempre difeso soltanto i propri interessi, attaccando quelli che lottano per la giustizia sociale. Vogliamo solo quello che ci appartiene: terra, dignità e il diritto sacro di lavorare tutti i giorni.

Il governo riafferma sistematicamente di avere assunto l'impegno politico di fare la Riforma Agraria, ma nella pratica, l'inefficienza della macchina burocratica ne impedisce la realizzazione. Anche in questo scenario di inattività, c'è qualcosa di positivo: il governo ha annunciato l'apertura di un concorso pubblico per 4500 nuovi lavoratori per l'Incra, tornando così allo stesso numero di funzionari della decade degli anni '70. La liberazione di risorse per l'assistenza tecnica è anche positiva, ma le espropriazioni dei latifondi sono ferme. E, quello che è peggio, il governo non ha ancora affrontato la Riforma Agraria come parte di un nuovo modello di sviluppo agricolo. In fondo, quello che ci intristisce è la ripetizione dell'operato dei governi precedenti, quando si dava priorità all'adozione di misure di compensazione sociale.

L'MST ha criticato duramente l'attuale politica economica che favorisce soltanto le multinazionali, le esportazioni, il capitale straniero e le banche. Difendiamo una politica economica incentrata sulla generazione di lavoro e guardiamo alla Riforma Agraria come strumento di distribuzione di reddito, di insediamento delle famiglie nelle campagne, di produzione di alimenti e di democratizzazione della proprietà.

La politica economica del modello attuale va nella direzione opposta. Se non cambieremo la politica economica, se non discuteremo un nuovo modello, non ci sarà spazio per la Riforma Agraria. Saranno seppellite le speranze di insediamento di milioni di famiglie nell'ambiente rurale e di riscatto della cittadinanza.

Continueremo a lottare, compiendo la missione di organizzare i poveri delle campagne perché lottino per i propri diritti, per il cambiamento della politica economica e per la Riforma Agraria. Speriamo che, passato il periodo delle elezioni municipali, il governo abbia il coraggio di riprendere il dibattito sul modello economico e che percorra il cammino della costruzione di un progetto popolare per il Brasile. Da parte nostra, affermiamo che continueremo fermamente nel cammino delle lotte sociali perché nessuno merita e può tollerare di vivere sotto una tenda nera per molto tempo, illuso da promesse che non riempiono lo stomaco. I lavoratori e le lavoratrici rurali hanno bisogno di azioni concrete e urgenti da parte dei governanti. E subito.

Un grande abbraccio a tutti.
Segreteria nazionale del MST

 

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