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Referendum per la ristatalizzazione della Vale do Rio Doce

Letraviva MST 4 settembre 2007

Cari amici e amiche del MST, questa settimana diversi movimenti sociali e organizzazioni stanno realizzando un Plebiscito Popolare per mettere in discussione l'asta che nel 1997 ha venduto la Compagnia Vale do Rio Doce. La vendita è stata realizzata durante il governo del presidente Fernando Henrique Cardoso ed è stata caratterizzata da irregolarità che vanno dal prezzo troppo basso della compagnia che fu venduta a 3,3 miliardi di reais quando il suo patrimonio, in quell'epoca, era valutato 40 miliardi di dollari, fino al favoreggiamento illecito di alcuni gruppi. Oggi la compagnia viene valutata circa 100 miliardi di dollari. La privatizzazione della "Vale" ha significato la privatizzazione del patrimonio del popolo brasiliano. Insieme alla Compagnia sono stati venduti anche i beni materiali sui quali aveva la concessione. La Vale aveva concessioni pubbliche sulla maggior parte delle riserve minerarie del paese, concessioni di ampie estensioni del nostro territorio. Soltanto nei dintorni della riserva mineraria di Carajás c'era una concessione di 700.000 ettari di Foresta Amazzonica. La Compagnia aveva anche la concessione delle tre maggiori linee ferroviarie del paese, quelle che collegano Carajás a São Luiz, Belo Horizonte a Vitória e un'altra che collega l'interno del Sergipe al porto del Sergipe; ed era anche concessionaria di tre grandi porti. Tutte queste opere non erano di proprietà dell'impresa. Sono state costruite con denaro pubblico, ossia, del bilancio dell'Unione attraverso i Ministeri, quindi non dovevano essere privatizzate. La Vale non era un' impresa commerciale di proprietà dello Stato, era in realtà un'impresa pubblica che apparteneva al patrimonio di tutto il popolo brasiliano. Per questo il governo Cardoso non aveva diritto di vendere una cosa che non gli apparteneva, ma apparteneva al popolo. Negli ultimi 10 anni è stata portata avanti una dura battaglia nel sistema giudiziario per annullare la vendita della compagnia. Le irregolarità dell'atto hanno provocato più di 100 azioni popolari di fronte alla legge, 69 di queste sono ancora in corso. Anche prima della realizzazione dell'asta, molti giuristi hanno tentato di bloccare la vendita. Ma in quell'epoca tanto il Superiore Tribunale di Giustizia (STJ), como il Supremo Tribunale Federale (STF), erano totalmente conniventi con gli interessi del governo.
I movimenti sociali, le organizzazioni e le pastorali sociali organizzate nell'Assemblea popolare, a fine 2006, si sono resi conto che, al di là della lotta istituzionale, bisogna portare avanti una battaglia quotidiana con una reale partecipazione popolare. Il popolo non è stato consultato sulla vendita del suo patrimonio, neanche il Congresso Nazionale ha approvato la vendita della Compagnia. Non è stato rispettato un principio di base della nostra Costituzione del 1988, che garantisce al popolo brasiliano il potere di prendere le decisioni relative alla vita e al futuro del paese. Oltre la questione della Vale, il plebiscito affronta altri tre temi: se il governo deve continuare a mettere al primo posto il pagamento degli interessi del debito interno ed estero; se l'energia elettrica deve continuare ad essere sfruttata dal capitale privato e se è giusta una riforma della previdenza che sottrae diritti ai lavoratori. L'idea è fare del Plebiscito Popolare un'azione civica per l'esercizio della cittadinanza del popolo brasiliano. Il Plebiscito fa parte della Campagna nazionale per l'annullamento dell'asta della Vale do Rio DOce. Campagna che è organizzata da più di 60 entità e movimenti sociali. La votazione è cominciata. In tutto il paese, ci sono urne per la raccolta dei voti dall'1 al 7 settembre, Settimana della patria. La data è stata scelta perchè coincide con il Grito dos Excluídos, che quest'anno ha come tema "La "Vale" è nostra- vogliamo partecipazione nel destino della Nazione".
Il nostro obiettivo è fare pressione per annullare l'asta che ha privatizzato la Vale. Non possiamo permettere che le nostre ricchezze naturali, come il suolo, i minerali, l'acqua e l'aria siano privatizzate. Non possiamo permettere la consegna ad altri del nostro patrimonio materiale. Non possiamo essere d'accordo con la premessa neoliberista che l'alto valore attribuito alla Compagnia oggi sia frutto della sua privatizzazione. Al contrario abbiamo prove concrete che è possibile che una impresa pubblica funzioni bene, come succede per la Petrobras. Oltre a questo siamo certi che un'impresa statale non deve avere come primo obiettivo il profitto. Il suo obiettivo è il benessere della popolazione. Per tutto questo vogliamo consultare il popolo e convochiamo tutti gli amici del MST ad abbracciare questa lotta
Vote a favor do Brasil, a Vale é nossa, é do POVO BRASILEIRO!
Boa luta para todos e todas!
Saudações!

Direção Nacional do MST

 

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