Documenti: del MST Movimento Sem Terra
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Giornate contro la paralisi della riforma agraria

24 settembre 2007

La riforma agraria è ferma in tutto il paese, 150.000 famiglie del MST continuano a stare negli accampamenti mentre la concentrazione delle terre e la povertà nelle campagne sono cresciute insieme all'agrobusiness e ancora di più oggi con il programma degli agrocarburanti. Noi abbiamo - dice il MST- un Programma Agrario con concrete proposte per lo sviluppo delle campagne brasiliane e la lotta alla povertà. Un progetto di creazione di posti di lavoro e di produzione di alimenti. Il primo passo per questo progetto di sviluppo è l'insediamento di 150.000 famiglie che sono accampate in tutto il Brasile.

L'insediamento di queste famiglie, oltre a deconcentrare la proprietà della terra genererebbe 750.000 posti di lavoro in modo diretto e molti altri con la costruzione di case, la fabbricazione di strumenti di lavoro, macchinari agricoli ecc. che metterebbero in moto le economie locali. (...) Denunciamo l'oziosità delle terre del latifondo e l'esportazione di alimenti fuori dal paese e vogliamo anche che il governo dica finalmente qual è il suo progetto di riforma agraria, dice il MST.

Il governo agisce soltanto in appoggio dell'agrobusiness e del latifondo, abbandonando l'agricoltura contadina alla propria sorte. Per avere un'idea, per il raccolto 2006/2007 il governo ha dato 50 miliardi di reais all'agrobusiness e soltanto 10 miliardi all'agricoltura contadina (via Pronaf); per il raccolto 2007/2008 la brutale differenza si ripete: 58 miliardi all'agrobusiness e 12 miliardi all'agricoltura contadina.

Ci sono inoltre circa 40 miliardi di debiti accumulati da parte dei ruralisti, negoziati negli anni scorsi. Solo gli interessi non pagati per questi debiti superano i 4 miliardi all'anno, più di quanto il governo federale mette a disposizione per tutte le azioni relative alla riforma agraria. (...)

Tra le richieste della mobilitazione ci sono le infrastrutture per le campagne, il credito per le abitazioni, la produzione, l'assistenza tecnica, educazione e salute, l'immediato aggiornamento degli indici di produttività, la decisione di mettere l'INCRA alle dirette dipendenze del Presidente della Repubblica.

Il MST vuole inoltre che il Governo impedisca alle imprese straniere di comprare terre in Brasile poichè le monoculture che vengono impiantate aumentano la povertà delle campagne, danneggiano la terra, l'acqua, la biodiversità e compromettono la sovranità del paese.

Altre richieste più specifiche riguardano la costruzione di almeno 200 scuole negli insediamenti, con biblioteche, laboratori, palestre ecc. Nel settore della Sanità la richiesta è che venga garantita una rete di servizi che riguardi le aree di riforma agraria, realizzare il Programma Salute della Famiglia (PSF) e l'ampliamento delle equipe e dei professionisti che le compongono.
Esiste poi una forte domanda di abitazioni da parte di 200.000 famiglie insediate (...)

La riforma agraria non è avanzata sufficientemente per deconcentrare la proprietà della terra durante il governo Lula. Gli insediamenti realizzati non hanno colpito il latifondo. La maggior parte di essi fa parte di antichi progetti, di regolarizzazioni fondiarie o sono in terre pubbliche. E la maggior parte di essi sono stati concessi nella regione dell'Amazzonia Legale, senza strutture per poter svilupparsi, lontani dai principali mercati di consumo. Il Piano Nazionale di Riforma Agraria non è stato realizzato e ora il governo non vuole stabilire delle mete per gli insediamenti. Ha dato priorità all'agrobusiness basato sulla produzione di monoculture in latifondi per l'esportazione di soia, cotone e eucalipto per sostenere la politica economica neoliberista. (...)

Non vogliamo - dice il MST - che grandi estensioni delle nostre migliori terre vengano trasformate in immense monoculture. Questo porterebbe a ulteriori danni alla biodiversità e alla produzione di alimenti, solo per rifornire delle automobili. Milioni di lavoratori agricoli perderebbero il loro lavoro in tutto il mondo e finirebbero nelle favelas delle metropoli.

 

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