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Crediamo che il 2007 sia stato importante per l'organizzazione della nostra militanza, nella lotta per la Riforma Agraria e anche per le lotte generali che abbiamo condotto alleandoci con diversi altri movimenti delle campagne e della città. Quest'anno è stato importante anche perché siamo arrivati a maturare la nostra idea che non è possibile fare la Riforma Agraria senza sconfiggere l'agrobusiness. La realizzazione del nostro 5° Congresso Nazionale, con più di 17.000 delegati di tutto il paese, è stato fondamentale per costruire l'unità nell'analisi della realtà agraria e nella costruzione di una nuova proposta di Riforma Agraria Popolare.
Negli ultimi anni c'è stata un'offensiva delle transnazionali nei confronti dell'agricoltura per controllare terra, semi, acqua, suolo, il nostro territorio nel suo complesso e le nostre risorse naturali. Quest'offensiva è frutto dell'avanzare del neoliberismo che si è insediato nel paese all'inizio degli anni 90. Il rapporto di forze è cambiato. I nostri nemici sono diventati più forti. Prima eravamo abituati a scontrarci con il latifondo. Ora i nostri nemici sono i latifondi improduttivi, le imprese transnazionali che vogliono dominare l'agricoltura e l'agrobusiness. Questa valutazione ci ha portato a comprendere che la Riforma Agraria avanzerà solo se sconfiggeremo il neoliberismo.
In aprile abbiamo realizzato una grande "giornata di lotta per la Riforma Agraria". Sono state fatte marce, occupazioni di latifondi improduttivi, proteste in edifici pubblici. Sono stati bloccati i caselli in cui si paga il pedaggio e strade in 24 stati del nostro paese, lì dove siamo organizzati. Abbiamo chiesto la punizione degli assassini dei 19 senza terra massacrati nell'aprile del 2006 a Eldorado dos Carajás (PA).
Abbiamo continuato le mobilitazioni nel mese di maggio quando ci siamo riuniti ai movimenti popolari urbani e alle centrali sindacali per realizzare la giornata di lotta unitaria del giorno 23: "Nessun diritto in meno", contro le riforme neoliberiste, la sottrazione di diritti ai lavoratori e la politica economica del governo Lula.
Nel secondo semestre del 2007 abbiamo realizzato altre manifestazioni e occupazioni nella "Giornata del Lavoratore Rurale" celebrata il 25 luglio, quando abbiamo occupato la fazenda Boa Vista in Alagoas, di proprietà della famiglia Calheiros. Abbiamo fatto la "Giornata Nazionale in Difesa della Educazione Pubblica" (realizzata in agosto) insieme con gli studenti per rivendicare l'accesso alle università e abbiamo partecipato alla campagna "LA VALLE è nostra" che è culminata nella realizzazione del referendum popolare, a settembre. 3.729.538 brasiliani hanno partecipato e il 94,5% di loro ha votato che la Valle non deve restare nelle mani del capitale privato.
Occupazioni e marce sono continuate nei mesi di settembre e ottobre, in quasi tutti gli stati, per denunciare l'abbandono in cui si trovano l'agricoltura familiare e la riforma agraria. Nel Rio Grande del Sud tre colonne di lavoratori e lavoratrici hanno marciato per 62 giorni verso il grande latifondo - Fazenda Guerra, a Coqueiros do Sul, per chiedere l'esproprio dell'area per la Riforma Agraria. E abbiamo concluso l'anno con le occupazioni delle sedi dell'impresa svizzera Syngenta Seeds, in vari stati e con l'occupazione della Strada di Ferro Carajás, della VALLE, nello stato del Pará.
Non possiamo tacere ricordando con nostalgia i compagni e le compagne che hanno pagato con la propria vita il diritto di lottare. E' il caso di Valmir Mota de Oliveira (Keno), ucciso a sangue freddo il 21 ottobre da una milizia armata contrattata dalla transnazionale Syngenta, a Santa Teresa do Oeste, in Paraná. Abbiamo perso anche altri compagni e compagne come Maria Salete Ribeiro Moreno (MA), Cirilo de Oliveira Neto (RN), Dênis Santana de Souza (PE), per citarne solo alcuni.
È stato un anno di lotte e si chiude con il nostro appoggio all'azione di Dom Luiz Cappio che per 24 giorni ha fatto lo sciopero della fame contro il progetto di traposizione del fiume San Francesco. Dobbiamo rafforzare la trincea della lotta contro la trasformazione delle nostre risorse naturali e dei nostri beni più preziosi come l'acqua in merce. Nonostante l'intransigenza del governo rispetto all'apertura di un dialogo, concordiamo con frei Cappio quando dice che "una delle cose più positive di questo periodo è aver visto il popolo sollevarsi riaccendendo nel proprio cuore la coscienza della forza dell'unione".
Sappiamo che il prossimo anno non sarà facile, come il 2007 non lo è stato. Sappiamo che lo scontro tra i due progetti dell'agricoltura diventerà più acuto. Perché nel modello dell'agrobusiness e delle transnazionali non c'è posto per i contadini e per il popolo brasiliano. Loro vogliono una agricoltura senza agricoltori! Per questo continuiamo la nostra lotta contro l'agrobusiness, per un ampio esproprio di terre per la Riforma Agraria, contro i semi transgenici, contro il dominio del capitale straniero sull'agroenergia, contro l'espansione di canna e eucalipto. Lotteremo per impedire la crescita della proprietà straniera che sta dominando il nostro territorio. In tutte queste lotte speriamo di incontrare voi che ci avete sempre appoggiato.
Un ottimo 2008 per tutti/e con molta lotta e molte vittorie!
Riforma Agraria per Giustizia sociale e sovranità popolare
Secretaria Nacional do MST
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