Stedile: Direitas ja'!

Dopo la caduta di Temer, abbiamo bisogno di elezioni DIRETTE SUBITO e di un piano popolare di emergenza!  Intervista a Joao Pedro Stedile, di MST e Frente Brasil popular (Brasil de fato, Minas Gerais 18 maggio 2017)

  • 1. - Qual è l'interesse della Rete Globo nel diffondere questi audio (che incastrano il Presidente golpista Temer) e perché insistono sulle elezioni indirette?

La Rete Globo si è trasformata nel principale partito della borghesia brasiliana (PBB). Si occupa degli interessi del capitale, utilizzando la sua forza di manipolazione dell'opinione pubblica e articolando i settori ideologici della borghesia, ossia il potere giudiziario, alcuni procuratori, la stampa in genere. ecc. Loro sanno che il Brasile (e il mondo) vive una grave crisi economica, sociale e ambientale causata dal modus operandi del capitalismo. E tutto questo, qui in Brasile, si è trasformato in una crisi politica, perché la borghesia aveva bisogno di avere l'egemonia nel Congresso e nel governo federale per poter mettere in atto un piano che gettasse tutto il peso dell'uscita dalla crisi sulla classe lavoratrice. Pertanto, la Globo è stata guida e organizzatrice del golpe. Tuttavia, la scelta di Temer è stato come spararsi sui piedi, visto che il suo gruppo, come ha rivelato lo stesso Edoardo Cunha, era una banda di persone impresentabili, opportunisti e corrotti, non interessati alla costruzione di un progetto borghese per il paese ma soltanto alle proprie tasche. L'operazione “Carne debole” è stata un tiro nei piedi, che ha contribuito a screditare questo gruppo del Pmdb, poiché vari di loro erano coinvolti e hanno irritato un settore della borghesia agro-esportatrice. Ora hanno bisogno di costruire una alternativa a Temer. La forma in cui lui uscirà verrà decisa nelle prossime ore e giorni, se per rinuncia, se per decisione del TSE, o con una accelerazione della richiesta di impeachment nel congresso. E nelle prossime settimane decideremo chi mettere in quel posto. Molti fattori incideranno e il risultato non sarà frutto di nessun piano machiavellico di nessun settore, neanche della Globo, ma sarà risultato della lotta di classe reale, di come le classi si comporteranno nelle prossime ore, giorni, settimane.

  • 2. - Como si organizza il campo golpista?

Il campo golpista è diviso dal 2014. E questo ci aiuta. Perché nei golpe precedenti, del 1964 e poi durante il governo Cardoso, nel 1994, la borghesia era unita, c'era una direzione unica, c'era un progetto di paese e una retroguardia importante nel capitale statunitense. Ora non hanno un progetto per il paese. Hanno perso la retroguarda USA poiché erano legati a Hilary Clinton. Vogliono salvare solo i propri interessi economici. Come ha detto il sociologo tucano Jose de Souza Martins, "le riforme della previdenza e del lavoro sono misure capitaliste, che aumentano lo sfruttamento dei lavoratori, ma sono contraddittorie rispetto a un progetto capitalista di paese”. Non c'è più una direzione unica. Sono divisi tra potere economico (Meireles, JBS, ) il gruppo di lumpen del PMDB (Juca, Padilha, Temer, Moreira Franco ..), che hanno il potere delle leggi ma cominciano ad avere spaccature, come nel caso di Renan. E il gruppo ideologico della Rete Globo – potere giudiziario. Ci sono molte contraddizioni interne tra loro. E per questo anche loro non sanno con chiarezza chi mettere al posto di Temer. Il loro ideale sarebbe impedire la candidatura di Lula, avere un governo di transizione che fosse accettato dalla maggioranza della popolazione, che potrebbe per esempio essere guidato dalla ministra Carmen Lucia, fino all'ottobre del 18, e quindi tentare di vincere le elezioni. Tuttavia, questa divisione si vede anche nelle loro candidature, non sono ancora riusciti a costruire un Cardoso o un Collor. Stanno procedendo a tentoni, tastando l'opinione pubblica, presentando Doria o Hulk ecc. ma sanno dai sondaggi che non sono accettabili e questo non farebbe che differire la crisi politica.

  • 3. - Che possono fare lavoratori e organizzazioni popolari in questo momento?

Noi stiamo dibattendo già dall'anno passato, nell'ambito di più di 80 movimenti popolari e organizzazioni politiche che fanno parte del Fronte Brasile popolare, che le vie d'uscita che interessano la classe lavoratrice sono un insieme di misure complementari. Primo allontanare i golpisti e sospendere tutte le misure legislative che stanno prendendo contro il popolo. Poi avere un governo di transizione che convochi le elezioni presidenziali nell'ottobre del 2017. E che si discuta il modo di realizzare una riforma politica immediata, che garantisca la volontà del popolo e si elegga un nuovo Congresso. E il nuovo governo assuma l'impegno, già durante la campagna, di convocare nel 2018 una assemblea costituente esclusiva, separata dal congresso, per costruire un nuovo modello democratico di regime politico-elettorale nel paese. Parallelamente a questo, abbiamo costruito un PIANO POPOLARE DI EMERGENZA, che elenca più di 70 misure d'emergenza che il governo di transizione e il nuovo governo dovrebbero attuare e che, secondo noi, tirerebbero il paese fuori dalla crisi economica, sociale e politica. E poi durante la campagna elettorale discutere un nuovo progetto di paese che tenga conto della necessità di riforme strutturali di medio e lungo periodo, come la riforma tributaria, la riforma dei mezzi di comunicazione, la riforma agraria, i cambiamenti nel pagamento degli interessi e del surplus primario e la stessa riforma del potere giudiziario. Ma perché tutto questo succeda, i lavoratori, le masse hanno bisogno urgentemente di occupare le strade. La forza del popolo si esercita solo nelle strade, nelle mobilitazioni, occupazioni e nella pressione di massa. Credo che nelle prossime ore e giorni ci saranno varie assemblee per discutere i calendari concreti di mobilitazione. Da parte nostra, pensiamo che la prossima settimana (a partire da domenica 21 maggio) sia decisiva. Dobbiamo accamparci nel STF, per garantire la rinuncia dei golpisti e la prigione dei corrotti denunciati da Joesley Batista. Dobbiamo realizzare ampie mobilitazioni in tutte le capitali e grandi città, domenica 21. Dobbiamo trasformare il 24 maggio. Non deve esserci solo una mobilitazione a Brasilia, ma in tutto il paese, occupando le assemblee legislative, le strade…il popolo deve entrare in campo, fare pressione per accelerare i cambiamenti necessari.

  • 4. - Secondo te le elezioni dirette possono far avanzare il paese? Come? Quali sarebbero i candidati?

Chiaro, le elezioni dirette per il presidente e un nuovo congresso sono una necessità democratica, per far uscire il paese dalla crisi politica. Ossia, solo le urne possono portare a un governo che rappresenti gli interessi della maggioranza e abbia la legittimità di realizzare i cambiamenti a favore del popolo per uscire dalla crisi economica. Perché la crisi economica è la base di tutte le crisi, sociale e politica. Dalla parte della classe lavoratrice, Lula è ancora quello che rappresenta ampie maggioranze del popolo brasiliano e che si può impegnare in un progetto di cambiamento e con il nostro piano di emergenza. Probabilmente avremo molti altri candati come Bolsonaro all'estrema destra, Marina che tenta di occupare un elettorato di centro, ma la sua base reale è solo la chiesa “Assemblea di Dio”. E tra i tucani stanno in crisi perché Alkmin è coinvolto in varie denunce. Doria è un playboy di quinta categoria… e la Globo non ha avuto tempo ancora per costruire un'alternativa alla Collor….

  • 5. - Qual è la via d'uscita per impedire i passi indietro rappresentanti dall'agenda golpista?

Mobilitarsi, lottare, non lasciare le strade. E lavorare nei prossimi giorni, nella prospettiva di uno sciopero generale a tempo indeterminato. Tutta la nostra militanza sociale e i lettori del nostro Brasil de fato devono essere vigili perché nei prossimi giorni ci saranno battaglie decisive per definire i percorsi dei prossimi anni. E la forza della classe lavoratrice si esprime solo nelle mobilitazioni.