Il 2018 sarà un anno caldo nella lotta per la terra e contro le misure golpiste

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  • “Il 2018 sarà un anno caldo nella lotta per la terra e contro le misure golpiste"  
  • Dirigente nazionale del MST, Alexandre da Conceição fa un bilancio del 2017 e parla delle sfide per il  2018 (dalla pagina del MST, 3 gennaio 2018)

 

  • Dopo un anno segnato da profondi passi indietro rispetto ai diritti sociali e del lavoro, in Brasile il 2018 sarà  decisivo per comprendere la strada che il paese prenderà a partire dalle prossime elezioni presidenziali.
  • La vittoria improbabile della destra, che non ha ancora un candidato e continua a essere frammentata, potrebbe significare il consolidamento del modello neoliberista inaugurato dal golpista Michel Temer. I movimenti popolari cominciano mobilitarsi di fronte alle sfide che si presentano.
  •  Il 24 gennaio la militanza Sem Terra, con diverse altre organizzazioni sociali, occuperà la città di Porto Alegre, per protestare contro la condanna dell'ex-presidente Lula e per il suo diritto a concorrere alla elezioni presidenziali.
  •  Sul bilancio del 2017 e le sfide per il 2018,  Alexandre da Conceição, dirigente nazionale del MST, risponde alle nostre domande.
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  • Alexandre, ritieni che il 2017 sia stato una continuazione del programma golpista del 2016, per quanto attiene alla abolizione dei diritti sociali?
  • Il 2017, senza dubbio, è stato l'anno in cui i golpisti sono riusciti ad avanzare ancora di più nel loro progetto antipopolare e neoliberista, con il consolidamento dell'abolizione del Ministero dello Sviluppo Agrario e con il taglio delle risorse pubbliche per la Riforma Agraria nelle aree di insediamento. Siamo tornati agli anni 80, abbiamo assistito al ritorno della fame, all'aggravarsi della concentrazione delle terre, ai tagli nelle politiche pubbliche come la borsa Famiglia. Oggi 7 milioni di brasiliani soffrono la fame estrema ed è aumentata la violenza del latifondo contro persone e ambiente naturale.
  • Quali misure e leggi approvate quest'anno influiscono direttamente sulla vita nelle campagne e sulle politiche pubbliche ambientali, agrarie, sociali e di sviluppo rurale?
  • Abbiamo avuto un anno difficile anche nel Congresso Nazionale, perché il gruppo ruralista e golpista è stato abbastanza forte da approvare tutto quello che voleva,  come la riforma del lavoro con l'introduzione di  lavoro schiavizzato (quello intermittente). Questa riforma, per esempio, avrà impatti drammatici per i lavoratori e le lavoratrici rurali.
  • Un'altra misura di forte impatto è stata quella relativa alle concessioni alle imprese che estraggono minerali e come risultato più di 20 aree occupate dal MST nel Pará hanno subito sgomberi violenti alla fine dell'anno. C'è anche un progetto di legge del Senato che cambia le normative sulle armi, liberalizzandone l'acquisto per i fazendeiros,  il che porterà ad ancora più morti nelle campagne, al di là del fatto che molte di queste armi migreranno verso le città.
  • Ma a parte la forza dei golpisti, anche noi abbiamo dato una dimostrazione di forza nelle strade e siamo riusciti, anche se provvisoriamente, a fermare la Riforma della Previdenza e l'avanzamento della legge che vuol cedere terra agli stranieri. Quindi il 2018 comincia a scaldarsi subito con il gruppo golpista che cerca di approvare la Riforma della Previdenza entro il 19 febbraio e i movimenti che staranno in allerta per impedirlo.
  • Bisogna anche ricordare che la "PEC (Proposta di emendamento costituzionale) della morte", quella che congela le spese pubbliche nelle aree sociali, farà sentire il suo impatto ancora di più nel 2018, il che significa più ospedali senza medici o farmaci, scuole senza professori o merende scolastiche.
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  • Le privatizzazioni sono diventate il principale obiettivo dell'azione di questo governo. Come analizza il MST questo processo e i suoi impatti nelle campagne?
  • Le privatizzazioni, soprattutto rispetto a ambiente e territorio, hanno impatti diretti sui lavoratori Senza Terra che, per conquistare la terra, dovranno rovesciare questo governo nelle strade e nelle urne, oltre ad occupare i latifondi. Se questo governo andrà avanti, o avrà continuità attraverso altri mezzi che non siano le elezioni, il Brasile sarà completamente svenduto al mercato internazionale.
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  • Ci sono stati anche grandi passi indietro rispetto agli agrotossici grazie ai ruralisti. Come è successo e come i movimenti stanno affrontando questo scenario?
  • I laboratori del veleno, con le transnazionali che finanziano il gruppo ruralista, fanno lobby tutti i giorni a Brasilia per sostenere i programmi di una maggiore liberalizzazione di transgenici e di una maggiore utilizzazione di veleni in agricoltura; ossia, il Brasile sta andando controcorrente rispetto al mondo. Siamo il paese che consuma più veleni in agricoltura e quindi che li trova nel proprio cibo. I parlamentari e l'attuale esecutivo hanno come obiettivo la consegna dell'agricoltura brasiliana ai grandi monopoli internazionali quindi lavorano in questo senso.
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  • Il 13 dicembre, il Bilancio Generale dell'Unione del 2018 è stato approvato dal Congresso. Come avete valutato i tagli nei settori sociali?
  • Il bilancio approvato è una vergogna che conferma la nostra linea politica  rispetto al golpe che colpisce sempre di più la classe lavoratrice e i poveri di questo paese. Il governo ha approvato un bilancio a beneficio dei ricchi che accresce povertà e disuguaglianza.
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  • Programmi come quello dell'Acquisizione di Alimenti (PAA), il  PNAE, l' Ates (Assistenza Tecnica per gli Insediati), e le risorse del Programma Nazionale di Educazione nella Riforma Agraria (Pronera) sono stati tagliati. Quanto danneggia questo la Riforma agraria e in particolar modo i diritti delle famiglie già insediate?   
  • Come ho già detto valutando i tagli del bilancio, il PAA e il PNAE sono programmi fondamentali dal punto di vista della produzione e commercializzazione dell'agricoltura familiare, che genera posti di lavoro e reddito nelle campagne, producendo alimenti di qualità. Poiché il bilancio taglia queste spese del 40%,  molti agricoltori perderanno i loro investimenti e l'area di produzione di alimenti diminuirà.
  •  L'Ates, il programma di assistenza tecnica,  ha visto il suo bilancio ridotto del 70%, questo priva gli agricoltori del diritto di avere un'assistenza per organizzare meglio la produzione di alimenti, in modo agroecologico, senza parlare delle migliaia di tecnici agricoli che hanno perso il lavoro.
  • In campo educativo, il PRONERA, un programma creato per portare figli di contadini all'università, ha subito tagli del 60% il che porterà a una massiccia riduzione dei posti nelle università per i lavoratori rurali.
  • Il 2017 è stato un anno di molte mobilitazioni e grande pressione sociale. Questa sarà la stessa linea che il MST seguirà nel 2018 considerando che è un anno di elezioni?
  • Il 2017 è stato un anno di grandi lotte e, nonostante la correlazione di forze sfavorevole, siamo riusciti ad imporre alcune sconfitte ai golpisti. Questo ci dà più forza per continuare a scendere nelle strade con l'obiettivo di sconfiggere il golpe. Per questo abbiamo iniziato l'anno convocando tutti per una grande manifestazione a Porto Alegre, nel giorno del processo a Lula. Vogliono impedire che Lula possa candidarsi alle elezioni del 2018 consolidando così il golpe, ma non lo permetteremo.
  • Quindi non importa che il comune di Porto Alegre non autorizzi la protesta, non importa se il governatore utilizzerà tutta la sua forza di repressione e neanche che il sistema giudiziario tenti di impedire al popolo di lottare. Ci sarà lotta in tutto il Brasile il giorno 24 gennaio. Pensiamo che un'elezione presidenziale senza la partecipazione di Lula sia la continuazione del golpe, sia un imbroglio e per questo il MST starà in prima linea per difendere la democrazia e la partecipazione di Lula alle elezioni del 2018.
  • Oltre a questo andremo avanti con le lotte unitarie contro la riforma della Previdenza e certamente con la lotta per la Riforma Agraria e per l'espropriazione dei latifondi per insediare le 130.000 famiglie accampate in tutto il Brasile. Senza dubbio il 2018 sarà un anno abbastanza caldo nella lotta per la terra e contro le misure golpiste.
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