Messaggio della Direzione Nazionale del MST agli amici di tutti i continenti

  • MESSAGGIO DELLA DIREZIONE NAZIONALE DEL MST AGLI AMICI DI TUTTI I CONTINENTI.
  • Campagni e compagne, amici e amiche del MST in tutto il mondo
  • Vogliamo condividere alcune riflessioni relative a questo momento così delicato per la politica brasiliana nella ultima settimana di campagna elettorale:
  • 1. Questo turno elettorale è molto importante, perché può sancire la vittoria o la sconfitta del golpe contro la democrazia cominciato nel 2014, che è poi proseguito con l'impeachment della presidente Dilma Roussef e successivamente con il governo illegittimo di Michel Temer.Per noi il golpe non è identificabile solo con l'impeachment vero e proprio. Il golpe è un più articolato progetto delle élite e del capitale finanziario che, sapendo di non poter conquistare il potere attraverso le elezioni, si sono serviti della forza e degli atti illegali di altri apparati come i media e il potere giudiziario.Così il golpe sono anche le “riforme” che hanno comportato la sottrazione di diritti, l'aumento della disoccupazione e, soprattutto, la trasformazione di Lula – senza prove e procedendo in tutta fretta – in prigioniero politico, per impedire che il candidato preferito dalla popolazione potesse prendere parte alle elezioni.
  • 2. Ci rendiamo conto, inoltre, del fatto che il golpe è il sintomo di una profonda crisi economica, sociale e politica che affligge non solo il Brasile, ma tutto il mondo, e che è il risultato dell'egemonia del capitale finanziario internazionale e della distruzione accelerata dei beni della natura, dei diritti sociali e dello Stato in tutto il mondo.È importante esserne consapevoli, perché le elezioni non risolveranno questa crisi e probabilmente, anche con la vittoria delle forze popolari, continueremo a subire le conseguenze della crisi e gli scontri che caratterizzano questo periodo.
  • 3. La popolazione brasiliana ha capito che c'è stato un golpe e che era necessario sconfiggerlo. Ma non ha scelto la strada delle mobilitazioni, con l'eccezione dello sciopero vittorioso che ha sbarrato la strada alla riforma della previdenza. Ha scelto, invece, la candidatura di Lula come forma per manifestare il proprio scontento e il desiderio di cambiamento. Il MST ha difeso la candidatura di Lula fin dove è stato possibile. Abbiamo realizzato una bella marcia per appoggiare la registrazione della sua candidatura e con altri movimenti popolari abbiamo fatto uno sciopero della fame che è durato 26 giorni e abbiamo denunciato le manipolazioni del Potere Giudiziario. Abbiamo inoltre tenuto in vita l'Accampamento Lula Libero di fronte al carcere della Polizia Federale a Curitiba come viva testimonianza della nostra convinzione dell'innocenza del presidente.Nonostante le proteste dell'ONU e di un grande movimento civico per la liberazione di Lula, il Potere Giudiziario ha impedito che il presidente Lula potesse partecipare alle elezioni. Di fronte a questa situazione, il Partido dos Trabalhadores ha scelto di lanciare come candidato l' ex-Ministro dell'Educazione ed ex sindaco di São Paulo Fernando Hadadd. E noi, come la maggior parte delle forze democratiche, abbiamo deciso di appoggiare la sua candidatura, perché rappresenta l’opposizione al golpe, la futura liberazione di Lula e la possibilità di superare la grave crisi economica e politica, riprendendo il cammino dello sviluppo del paese.
  • 4. In questi 4 anni di golpe, la destra brasiliana si è valsa di innumerevoli strumenti: movimenti sociali costruiti a tavolino, militanza attiva del potere giudiziario e dei media contro la democrazia... Uno dei fronti di questo attacco è stato l'incoraggiamento alla leadership fascista di Jair Bolsonaro, deputato federale da tre decadi (ma che si presenta come anti-sistema), ex capitano dell'esercito, difensore della dittatura militare e della tortura, oltre che del ritiro di innumerevoli diritti sociali. Bolsonaro è appoggiato dai militari e dagli economisti di fondi di capitale straniero. Il discorso di Bolsonaro sulla violenza, sull'omofobia e il suo estremismo sono stati amplificati grazie all'appoggio dei media, che, favorendo la polarizzazione tra lui e la sinistra, puntavano a far emergere la destra tradizionale come forza "moderata" o "di centro".Le intenzioni di voto sembrano però penalizzare i partiti che hanno realizzato il golpe, come il PSDB di Fernando Henrique Cardoso e Aécio Neves (il cui candidato Geraldo Alckmin dovrebbe arrivare in quarta o quinta posizione) e il MDB di Michel Temer (il cui candidato Henrique Meirelles non dovrebbe rientrare nelle prime 6 posizioni). La creatura (Bolsonaro) è quindi sfuggita al controllo dei suoi creatori, prendendo i voti della vecchia destra.
  • 5. Riteniamo, quindi, che in queste elezioni ci sia una chiara disputa tra progetti alternativi: da un lato la continuità con il golpe e le sue riforme nella sua versione più radicale e autoritaria, rappresentata da Jair Bolsonaro, dall'altro la ricostruzione della democrazia e dei diritti, rappresentata da Fernando Haddad. Si tratta quindi di un'elezione segnata dalla lotta tra classi: tra il progetto che mette insieme i settori più conservatori della nostra società con il capitale internazionale, e il progetto dei lavoratori.
  • 6. Dal punto di vista della politica estera, questa disputa è rappresentata da una parte dal progetto di Bolsonaro, che porta avanti una politica di alleanza con gli Stati Uniti, di non riconoscimento della Palestina e di attacco al Venezuela e ai governi progressisti dell'America Latina. Dall'altra, dal progetto di Hadadd, che prevede la ripresa dell'integrazione latino-americana e del rafforzamento delle relazioni con i paesi del Sud del mondo.
  • 7. Per questi motivi questa sarà una tornata elettorale difficile, disputata, sia nelle urne, sia nelle strade, come ha dimostrato il gigantesco movimento delle donne #EleNão, nell'ultimo fine settimana. Sappiamo anche che i risultati di questa elezione influenzeranno in modo decisivo il futuro dell'America Latina e che possono dare il segnale per una nuova offensiva progressista in tutto il mondo. Pertanto, continueremo a lottare per la riforma agraria popolare e per un progetto popolare per il Brasile e chiediamo ai nostri amici di tutti i continenti di prestare attenzione agli sviluppi della situazione del Brasile in modo da poter denunciare sia l'avanzare dell'offensiva conservatrice sia la prigionia politica del presidente Lula.
  • Direzione Nazionale del MST
  • São Paulo, 5 ottobre 2018