Priscila Facina Monnerat del MST/Parana parla a Firenze del Movimento Senza Terra nell'attuale congiuntura politica.13/11/2010

  •  RELAZIONE PRISCILA FACINA MONNERAT all'Assemblea di Amig@s MST-Italia. Firenze 13 novembre 2010
  •     A partire dal nostro ultimo congresso, abbiamo riflettuto sul fatto che oggi il nostro nemico non è più il solo latifondo. Il nostro nemico si è moltiplicato più volte in dimensioni e forza. Il latifondo si è sposato con le transnazionali. 
  •    Siamo in una fase nuova,  è cambiato lo scenario per la riforma agraria.  E’ un momento molto difficile per continuare la lotta,  è un momento di maggiori difficoltà nella possibilità di organizzare le persone, fare mobilitazioni; c’è scoraggiamento. Ma per rendere possibile un pieno recupero della  nostra forza ci sono molte iniziative in campo, soprattutto in campo educativo, a tutti i livelli, sia a livello di scolarizzazione, che di  formazione tecnica e politica, in vista di una elevazione della coscienza.
  •      E’ importante mantenere sempre attività di mobilitazione, è una buona scuola di formazione (anche nei momenti di scoraggiamento). Le  conquiste saranno piccole ma è importante continuare a mobilitarsi e a fare formazione. 

 

  • Quali sono i temi principali intorno ai quali ci mobilitiamo e quali i momenti delle mobilitazioni?
  • • Oggi la tematica delle transnazionali  è molto  importante ma lo è anche la campagna per l’approvazione di una legge contro il lavoro schiavo, per l’esproprio delle fazendas dove c’è lavoro schiavo. Dobbiamo fare pressione sul congresso nazionale. A gennaio il 60% del nuovo parlamento sarà formato da Pt e partiti alleati, sarà quindi più facile approvare questa legge, 
  • • Altra questione grave è quella del codice forestale, fazendeiros e transnazionali stanno facendo pressioni. Oggi abbiamo una legge ambientale molto buona, ma ci stiamo avvicinando all’approvazione finale di una legge molto cattiva. C’è molta disinformazione. La nuova legge riduce in modo significativo le aree di foresta che devono essere preservate (intorno ai fiumi,  alle fonti, le riserve permanenti ecc. ) in tutto il paese.
  • • Un’altra campagna che conduciamo è quella contro la  criminalizzazione dei movimenti sociali. Questa criminalizzazione viene portata avanti dagli organi di controllo del governo (il tribunal de contas da uniao sta controllando per esempio tutte le cooperative), dal sistema giudiziario, a livello federale, statale, municipale, dalla stampa.   Ci sono continui controlli e commissioni di inchiesta, sia sul  denaro che proviene dal governo, sia sul denaro che viene dall’estero.  Tutto questo ha anche un aspetto positivo, perché non è stato trovato nulla di serio a carico dei movimenti (magari qualche piccolo errore), ma stimola la discussione sulle risorse destinate all’agrobusiness.  
  • • Molto forte è il dibattito sui transgenici. Ora la situazione è abbastanza ferma. Tutti gli organi che controllano hanno al loro interno una presenza significativa di gente dell’agrobusiness. Oggi molti prodotti sono stati liberati: cotone, mais, soia (alcune qualità). Tutte le ricerche, tutte le mobilitazioni  non sono andate a buon fine. E questo ha portato a un enorme aumento di pesticidi. Non solo ci sono quindi effetti negativi sull’ambiente,  ma anche un grande aumento dei costi di produzione. Monsanto negli USA sta pagando 50 dollari per ettaro a chi utilizza sementi transgeniche. Le erbe infestanti stanno diventando resistenti all’erbicida Roundup e Monsanto paga  perché i coltivatori comprino erbicidi di altre imprese per risolvere il problema della resistenza. Si dimostra sempre più che quella degli OGM è una tecnologia insostenibile, ma cresce lo stesso. 
  • • Le nostre mobilitazioni avvengono in particolare in alcuni momenti dell’anno. Una forte mobilitazione, per esempio, c’è a marzo, in occasione della giornata della donna. E’ una grande mistica di lotta contro le transnazionali. Ogni stato pensa la propria strategia. Siamo sempre molto curiose di vedere cosa succede nei vari stati. Poi c’è l’aprile rosso, in ricordo del massacro di Eldorado di Carajas. E’ un mese di attività intensa del MST e di altri movimenti: mobilitazioni,  marce a livello di stato o di due-tre stati. I temi sono quelli già elencati, in particolare quello delle transnazionali ma, per esempio in Parana, si è  affrontata anche la lotta contro i pedaggi. Nel primo semestre dell’anno  è più forte l’azione verso l’esterno, nel secondo prevalgono attività più rivolte all’interno del movimento.  

 

  • Sulle elezioni
  • Siamo contenti per la vittoria di Dilma.  Prima del primo turno abbiamo tenuto un atteggiamento abbastanza neutro.  Abbiamo preso soltanto posizione contro Serra. 
  • Perché non abbiamo sostenuto Plinio de Arruda Sampaio? Purtroppo sta in un partito debole. La frammentazione della sinistra è estremamente negativa. Forse lo avremmo sostenuto  se si fossero alleati sulla sua candidatura  più partiti di sinistra. La decisione era strategica. Sarebbe stato molto negativo che Dilma perdesse le elezioni. L’MST è un punto di riferimento importante, in Brasile.
  • Nel secondo turno c’è stato un nostro appoggio ufficiale. I militanti sono scesi in strada per appoggiare Dilma.  Per timore di Serra. Non abbiamo fatto solo la campagna ma anche dibattito con la società. La campagna ufficiale in realtà è stata molto aggressiva e molto povera di contenuti concreti. Noi invece abbiamo discusso, per esempio, della privatizzazione di imprese strategiche come la Petrobras. Abbiamo fatto grandi dibattiti nelle città su questo. 
  • Il movimento si è indebolito durante il governo Lula?
  • • Le politiche assistenzialiste, come la borsa famiglia (un po’ di denaro  mensile la cui quantità dipende dalla dimensione della famiglia),  hanno un po’ addormentato  il popolo. Queste politiche aiutano certamente chi è in condizioni di miseria - ed è bene aiutarlo perché sia in grado di reagire - ma per gli insediamenti sono  dannose. Le persone tendono ad adagiarsi invece che lottare per rendersi autonome. 
  • • Anche la criminalizzazione ha portato a consumare molte energie per seguire e fronteggiare le vicende giudiziarie. Avremmo potuto occuparci di più di formazione e delle mobilitazioni, mentre molte persone, energie, risorse sono state assorbite da questa persecuzione.   
  • • I grandi mutamenti del capitalismo  domandano poi nuove forme di lotta e organizzazione, capacità di lavoro con chi  abita nelle grandi città. Sono necessari ripensamento e riorganizzazione. Dopo l’incontro dei 25 anni nel Rio Grande del Sud, in molte occasioni si è parlato della necessità di creare nuovi strumenti di lavoro. Per lavorare con le persone che vengono dalle città ci vuole un tipo di organizzazione diversa.  Ci sono esperienze di comuni vicino a San Paolo. Piccoli  insediamenti non con grandi coltivazioni ma con piccoli orti. Sono formate da persone che vengono dalla città, che vivevano in strada, persone con problemi di Aids, droga ecc.   Come si lavora con loro? E’ necessario uno sforzo di analisi, studio, ripianificazione. Quindi questo può apparire un momento di indebolimento ma è un momento necessario.
  • • C’è stato poi un taglio generalizzato dell’appoggio governativo, gli spazi si sono ridotti. C’è una forte pressione per eliminare  il Pronera che finanzia i progetti educativi, dalla scuola primaria all’università.  C’è un grande dibattito sul Pronera: molti lo appoggiano anche dall’esterno, ma altri lo contrastano. Quindi in questa fase non siamo mai sicuri dell’aiuto del Pronera,  può arrivare ma anche non arrivare.  Per esempio a Lapa, nella scuola latinoamericana di agroecologia nella quale lavoro, è stato finanziato un modulo si e uno no, dell’ultimo gruppo che si sta formando in agroecologia (la formazione dura tre anni e mezzo ed è divisa in moduli).  Anche far funzionare una scuola dentro un accampamento o un insediamento richiede una continua mobilitazione per mantenere questo spazio,  per avere questa educazione nel campo e per il campo. In questi giorni c’è una riunione a Brasilia con persone del MEC (Ministero della Educazione) e rappresentanti di scuole e università che fanno corsi con il MST. Non è facile mantenere le nostre attività, i nostri corsi in convenzione con le varie università. Per esempio, c’è una forte pressione perché sia sospeso il corso di diritto in Goias;  nel Rio Grande del Sud non hanno voluto istituire un corso di veterinaria ecc.  
  • • La vittoria di Dilma ci incoraggia, per altri quattro anni almeno possiamo continuare a lavorare con una certa tranquillità. Nonostante le molte contraddizioni del governo Lula e sicuramente anche del prossimo, pensiamo di poter fare un buon lavoro,  è un periodo in cui possiamo ridefinire l’analisi della congiuntura  e studiare nuove forme di azione, non solo con la nostra base ma anche in collaborazione con altri movimenti e organizzazioni.