Socialismo o barbarie. Porto Alegre - Gennaio 2002

Speciale Forum Social Mundial
Porto Alegre 2002. Fonte Adista
 

Socialismo o barbarie.
Il dibattito sull'alternativa possibile

DOC-1176. PORTO ALEGRE-ADISTA. (dall'inviata) Se il documento conclusivo del Forum dei movimenti sociali non va oltre il rifiuto, per quanto netto, del neoliberismo e della guerra, nulla dicendo né del capitalismo in quanto tale né di un'alternativa socialista a tale modello, il dibattito all'interno del Forum sociale mondiale su capitalismo e socialismo è stato in realtà molto ricco e stimolante. Uno dei momenti più alti di tale riflessione è stato il seminario promosso da Via Campesina, dal Movimento dei Senza Terra e da diversi altri organismi, dal titolo "Socialismo: l'alternativa della speranza". Nel corso di tre sessioni, su "Socialismo e nuove relazioni di produzione e sociali necessarie", "I valori di una cultura socialista", "La lotta per il socialismo oggi", intellettuali di sinistra come il cubano Fernando Martinez Heredia, i francesi François Chesnais e Michael Lowy, la sudafricana Rita Edwards, lo statunitense James Petras e il segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti hanno indicato il socialismo come unica alternativa alla distruzione operata dalla barbarie capitalista in tutto il mondo. Il grande male dell'umanità oggi ha un solo nome: il capitalismo, la cui radice, ha sottolineato Lowy, è la proprietà privata dei mezzi di produzione. Eliminare questo male alla radice è appunto il compito del socialismo: di un socialismo che non ha nulla a che vedere con la "povera caricatura burocratica" di quello dell'Est europeo; ma è il socialismo per cui molte persone hanno dato la loro vita. Come Rosa Luxemburg, con la sua lotta instancabile in difesa della Rivoluzione e della democrazia; come Ernesto Che Guevara, il cui esempio mostra come la lotta per il socialismo sia necessariamente internazionalista; come Chico Mendes, che ha insegnato a comprendere il legame tra socialismo e la lotta per la difesa dell'ambiente, che è, poi, lotta per la difesa della vita umana. Nessuno spazio per ipotesi di terze vie socialdemocratiche, che, ha sottolineato Petras, non rappresentano altro che "un addio al socialismo e un grande abbraccio al capitalismo". Di fronte alla barbarie che avanza, ha affermato Bertinotti, si riducono sempre più i margini per proposte riformiste: "chi voleva il meno peggio ha fallito, perché ha preparato il terreno per il peggio. Non si combatte il peggio con il meno peggio, ma con un'alternativa. E questa è il socialismo".
Socialismo o barbarie, dunque, secondo la celebre frase di Rosa Luxemburg. E "socialismo o barbarie" è stato proprio il tema dell'ultima sessione del seminario su "Guerra, terrorismo e minaccia alla democrazia" promosso da una lunga lista di organismi, tra cui la Centrale unica dei lavoratori e il Movimento dei senza terra. Sessione a cui hanno partecipato l'economista senegalese Samir Amin, il sociologo statunitense James Petras e la docente all'Università dell'Avana Isabel Rauber, i cui interventi riproduciamo qui di seguito, tratti da una nostra registrazione e non rivisti dagli autori. A un modello di società socialista si richiamano anche Michael Lowy e Frei Betto nel loro intervento, scritto a quattro mani (e letto da Lowy nella prima parte e da Frei Betto nella seconda), come testo-base per la Conferenza su "Principi e valori" (riproduciamo qui di seguito anche il loro testo, arricchito dai commenti aggiunti dagli autori durante la l'esposizione): socialismo è, a loro giudizio, il "termine che riassume, da due secoli, le aspirazioni dell'umanità a una nuova forma di vita: più libera, più egualitaria, più solidale". Completiamo il quadro con un'intervista a João Pedro Stedile, uno dei dirigenti di punta del Movimento dei Senza Terra, che, tra i movimenti sociali presenti a Porto Alegre, è stato uno dei protagonisti indiscussi. "È necessario - afferma Stedile - recuperare l'idea del socialismo nella sua origine, come idea di una nuova società basata su nuovi valori, con una base economica diversa dal capitalismo, ma soprattutto con un diverso tipo di relazioni sociali".