Socialismo o barbarie.
Il dibattito sull'alternativa possibile
DOC-1176. PORTO ALEGRE-ADISTA. (dall'inviata) Se il
documento conclusivo del Forum dei movimenti sociali non
va oltre il rifiuto, per quanto netto, del neoliberismo
e della guerra, nulla dicendo né del capitalismo in
quanto tale né di un'alternativa socialista a tale
modello, il dibattito all'interno del Forum sociale
mondiale su capitalismo e socialismo è stato in realtà
molto ricco e stimolante. Uno dei momenti più alti di
tale riflessione è stato il seminario promosso da Via
Campesina, dal Movimento dei Senza Terra e da diversi
altri organismi, dal titolo "Socialismo: l'alternativa
della speranza". Nel corso di tre sessioni, su
"Socialismo e nuove relazioni di produzione e sociali
necessarie", "I valori di una cultura socialista",
"La lotta per il socialismo oggi", intellettuali di sinistra
come il cubano Fernando Martinez Heredia, i francesi
François Chesnais e Michael Lowy, la sudafricana Rita
Edwards, lo statunitense James Petras e il segretario di
Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti hanno indicato
il socialismo come unica alternativa alla distruzione
operata dalla barbarie capitalista in tutto il mondo. Il
grande male dell'umanità oggi ha un solo nome: il
capitalismo, la cui radice, ha sottolineato Lowy, è la
proprietà privata dei mezzi di produzione. Eliminare
questo male alla radice è appunto il compito del
socialismo: di un socialismo che non ha nulla a che
vedere con la "povera caricatura burocratica" di quello
dell'Est europeo; ma è il socialismo per cui molte
persone hanno dato la loro vita. Come Rosa Luxemburg,
con la sua lotta instancabile in difesa della
Rivoluzione e della democrazia; come Ernesto Che
Guevara, il cui esempio mostra come la lotta per il
socialismo sia necessariamente internazionalista; come
Chico Mendes, che ha insegnato a comprendere il legame
tra socialismo e la lotta per la difesa dell'ambiente,
che è, poi, lotta per la difesa della vita umana.
Nessuno spazio per ipotesi di terze vie
socialdemocratiche, che, ha sottolineato Petras, non
rappresentano altro che "un addio al socialismo e un
grande abbraccio al capitalismo". Di fronte alla
barbarie che avanza, ha affermato Bertinotti, si
riducono sempre più i margini per proposte riformiste:
"chi voleva il meno peggio ha fallito, perché ha
preparato il terreno per il peggio. Non si combatte il
peggio con il meno peggio, ma con un'alternativa. E
questa è il socialismo".
Socialismo o barbarie, dunque, secondo la celebre frase
di Rosa Luxemburg. E "socialismo o barbarie" è stato
proprio il tema dell'ultima sessione del seminario su
"Guerra, terrorismo e minaccia alla democrazia" promosso
da una lunga lista di organismi, tra cui la Centrale
unica dei lavoratori e il Movimento dei senza terra.
Sessione a cui hanno partecipato l'economista senegalese
Samir Amin, il sociologo statunitense James Petras e la
docente all'Università dell'Avana Isabel Rauber, i cui
interventi riproduciamo qui di seguito, tratti da una
nostra registrazione e non rivisti dagli autori.
A un modello di società socialista si richiamano anche
Michael Lowy e Frei Betto nel loro intervento, scritto a
quattro mani (e letto da Lowy nella prima parte e da
Frei Betto nella seconda), come testo-base per la
Conferenza su "Principi e valori" (riproduciamo qui di
seguito anche il loro testo, arricchito dai commenti
aggiunti dagli autori durante la l'esposizione):
socialismo è, a loro giudizio, il "termine che riassume,
da due secoli, le aspirazioni dell'umanità a una nuova
forma di vita: più libera, più egualitaria, più
solidale". Completiamo il quadro con un'intervista a
João Pedro Stedile, uno dei dirigenti di punta del
Movimento dei Senza Terra, che, tra i movimenti sociali
presenti a Porto Alegre, è stato uno dei protagonisti
indiscussi. "È necessario - afferma Stedile - recuperare
l'idea del socialismo nella sua origine, come idea di
una nuova società basata su nuovi valori, con una base
economica diversa dal capitalismo, ma soprattutto con un
diverso tipo di relazioni sociali".