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Per il nostro futuro comune
Siamo i movimenti sociali che lottano nel mondo intero contro
la globalizzazione
neoliberista, la guerra, il razzismo, le caste, la povertà,
il patriarcato e ogni forma di discriminazione ed esclusione:
economica, etnica, sociale, politica, sessuale o di
genere. Lottiamo in tutto il mondo per la giustizia sociale, per
i diritti di cittadinanza, per la democrazia partecipativa,
per i diritti universali e per il diritto dei popoli a decidere del
proprio futuro.
Siamo schierati per la pace, la cooperazione internazionale e
una società sostenibile che risponda alle richieste
dei popoli nei campi delle necessità alimentari, di abitazione,
sanità, educazione, informazione, acqua, energia, trasporto
pubblico e diritti umani.
Siamo solidali alla lotta delle donne contro la violenza sociale
e patriarcale. Appoggiamo la lotta dei contadini, dei lavoratori,
dei movimenti popolari urbani e di tutti coloro che
sono minacciati dall'imminente perdita della casa, del lavoro,
della terra, dei diritti.
In milioni abbiamo manifestato per le strade affermando che un
altro mondo è possibile.
Mai questo è stato più certo e più urgente.
No alla guerra!
I movimenti sociali sono contro la militarizzazione, l'aumento
delle basi militari e la
repressione statale che genera una moltitudine di rifugiati e
criminalizza i movimenti sociali e i poveri.
Siamo contro la guerra in Iraq, gli attacchi ai popoli palestinese,
ceceno e curdo, contro le guerre in Afghanistan, in Colombia,
in Africa e contro la crescente minaccia di guerra
in Corea. Ci opponiamo all'aggressione economica e politica che
soffre il Venezuela e
all'embargo politico ed economico imposto a Cuba dal governo statunitense.
Siamo contro ogni tipo di azione militare ed economica progettata
per imporre il modello neoliberista e scalzare la sovranità
e la pace dei popoli del mondo.
La guerra si è trasformata in un aspetto strutturale e
permanente della dominazione
globale, la forza militare viene usata per controllare i popoli
e le risorse strategiche
come il petrolio. Il governo degli Stati Uniti e i suoi alleati
stanno imponendo la guerra
come forma sempre più comune di risolvere i conflitti.
Allo stesso modo, denunciamo il
tentativo deliberato dell'imperialismo di aggravare i conflitti
religiosi, etnici, razziali, tribali,
aumentando le tensioni e gli scontri in tutto il mondo per favorire
i suoi interessi egoistici.
L'opinione pubblica mondiale si oppone in maggioranza alla prossima
guerra in Iraq.
Invitiamo tutti i movimenti sociali e le forze progressiste ad
appoggiare, partecipare e organizzare proteste in tutto il
mondo contro questa guerra il prossimo 15 febbraio.
Queste proteste sono progettate e coordinate da quanti si oppongono
alla guerra in 30 delle maggiori città del mondo.
Sventiamo i piani dell'Omc
L'Organizzazione mondiale del commercio (Omc), l'Ac-cordo di libero
commercio delle Americhe (Alca) e la proliferazione di accordi regionali e bilaterali
come l'Accordo per la crescita e il commercio in Africa (Agoa) e gli accordi di libero
commercio proposti per il Centroamerica sono usati dalle corporazioni transnazionali per
promuovere i propri interessi, dominare le nostre economie e imporre un modello di
sviluppo che impoverisce le nostre società. In nome della liberalizzazione
del mercato, il popolo vede negato i propri elementari diritti e messo in vendita ogni aspetto
della vita e della natura.
Le multinazionali agroindustriali cercano di imporre gli Ogm in
tutto il mondo; alle persone che soffrono l'Aids e altre pandemie in Africa e altri luoghi
si nega l'accesso ai farmaci generici a basso costo. Inoltre, i Paesi del Sud sono intrappolati
nell'in-terminabile ciclo del debito che li obbliga ad aprire i loro mercati e ad esportare
le loro ricchezze.
Quest'anno le nostre campagne contro l'Omc, l'Alca e gli accordi
di libero commercio cresceranno in grandezza e ripercussione.
Faremo una campagna che arresti e inverta la liberalizzazione
dell'agricoltura, dell'acqua, dell'energia, dei servizi pubblici e degli investimenti
e permetta ai popoli di recuperare la sovranità sui loro Paesi, le loro risorse,
le loro culture, le loro conoscenze e le loro economie.
Siamo solidali con i contadini messicani che affermano che "i
campi sono arrivati al limite" e con lo spirito delle loro lotte e ci mobilitiamo
a livello locale, nazionale e internazionale per sventare i piani dell'Omc e l'Alca. Appoggiamo
il movimento che nel mondo intero lotta per la sovranità alimentare e contro
i modelli neoliberisti tanto in agricoltura quanto nella produzione e nella distribuzione degli
alimenti.
In concreto, organizzeremo in tutto il mondo proteste di massa
durante la celebrazione del quinto
incontro ministeriale dell'Omc che si terrà a Cancun, in
Messico, nel settembre del 2003,
così come durante la celebrazione, a ottobre dello stesso
anno, della riunione ministeriale dell'Alca a Miami, negli Stati Uniti.
Per la cancellazione del debito
La completa e incondizionata cancellazione del debito del terzo
mondo è un prerequisito
per ottenere la piena soddisfazione dei più elementari
diritti umani. Appoggeremo ogni
Paese debitore che voglia smettere di pagare il suo debito estero
e quanti si rifiutino di
applicare i programmi di aggiustamento strutturale imposti dal
Fmi.
Secoli di sfruttamento dei popoli del terzo mondo, delle loro
risorse e del loro ambiente
conferiscono a questi il diritto a una riparazione e ci portano
a domandarci "chi deve a
chi". Su questi punti si organizzeranno le campagne e le
importanti mobilitazioni che si
porteranno a capo nel 2003: G8 (ad Evian, a giugno), Omc (a Cancun,
a settembre) e
durante l'incontro annuale del Fmi e della Banca Mondiale (a Washington,
a settembre).
Ci opponiamo al G8
Invitiamo tutti i movimenti sociali e le forze progressiste a
prendere parte a questa
mobilitazione per denunciare l'illegittimità del G8 e respingere
le politiche che esso si
propone di dibattere a Evian, in Francia, tra l'1 e il 3 giugno
2003. Questa mobilitazione
si realizzerà in tutto il mondo includendo un incontro
internazionale ad Evian: un
controvertice, un accampamento alternativo e una grande manifestazione
internazionale.
Donne: promovendo l'uguaglianza Prendiamo parte alle azioni che promuovono i movimenti delle donne l'8 marzo, giorno internazionale della lotta contro la violenza, il patriarcato e per l'uguaglianza sociale e politica.
In solidarietà
Chiamiamo tutte le forze progressiste, i movimenti e le organizzazioni
del mondo intero a
manifestare solidarietà con i popoli palestinese, venezuelano,
boliviano e altri che
stanno soffrendo gravi crisi in questo momento.
Rafforziamo la rete mondiale dei movimenti sociali
L'anno passato, durante il Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre,
abbiamo approvato
una dichiarazione che definiva i nostri obiettivi, le nostre lotte
e il modo di costruire le
nostre alleanze. Lo spirito di questo documento è vivo
e ispirerà le nostre prossime
mobilitazioni.
Da allora, il mondo è cambiato molto rapidamente e sentiamo
la necessità di fare un
passo avanti nei nostri processi decisionali, nel nostro coordinamento
e nelle nostre
alleanze per articolare e sviluppare un'agenda ampia, combattiva,
democratica, plurale,
internazionalista, femminista, non discriminatoria e antimperialista.
Vogliamo costruire ora un quadro di riferimento che articoli le
nostre analisi e i nostri
impegni con le nostre mobilitazioni. Questo richiede la partecipazione
attiva di tutti i
movimenti, ricordando sempre che i movimenti sociali sono indipendenti
dai governi e
dai partiti politici (secondo la carta di principi del Fsm), così
come il rispetto
dell'autonomia delle diverse organizzazioni. Questo quadro di
riferimento si rafforzerà
con il contributo dei diversi attori sociali e le esperienze e
la pratica sociale condivise.
Inoltre, dovrà essere in accordo con le diverse forme di
espressione politica e di
organizzazione dei movimenti sociali e rispettare la diversità
di ideologie e di culture.
Sentiamo la necessità di costruire una rete di movimenti
che dia risposte, che sia
flessibile e sostenibile e allo stesso tempo ampia e trasparente
e la cui responsabilità
consista nell'arric-chire questo processo, alimentarlo, promuovere
la sua diversità e
che assicuri il necessario coordinamento. Gli obiettivi della
rete saranno quelli di
incentivare i movimenti di tutti i continenti a coinvolgersi in
un dibattito politico più
profondo, di facilitare azioni comuni e di rafforzare l'iniziativa
di attori concreti che
lottano per i loro interessi sociali. Il suo lavoro dovrà
essere allo stesso tempo
orizzontale ed effettivo. Per centrare questi obiettivi proponiamo
di conformare un
gruppo di contatto che serva come risorsa e strumento per le nostre
mobilitazioni
internazionali includendo la preparazione di incontri, la promozione
del dibattito e della
democrazia attraverso un sito web e mailing list. Questo gruppo
di contatto si stabilirà
per un periodo da 6 a 12 mesi e si baserà sull'esperienza
dei promotori della rete dei
movimenti sociali e popolari esistente in Brasile. Questo accordo
è transitorio e
destinato ad assicurare la continuità. Il principale compito
di questo gruppo provvisorio
è di facilitare il dibattito, in modo che i movimenti sociali
di tutto il mondo possano definire
procedimenti concreti di lavoro congiunto. Si tratta di un processo
in marcia. La prima
valutazione di questo nuovo gruppo di contatto avrà luogo
durante le riunioni che la rete
dei movimenti sociali realizzerà a settembre del 2003 contro
l'Omc a Cancun.
L'assemblea dei movimenti sociali realizzerà una seconda
valutazione durante il Fsm
che si spera si realizzi in India nel 2004.
Tra le altre cose, la valutazione considererà l'efficienza
del coordinamento realizzato e
cercherà nuovi modi di rafforzarla. Inoltre, considererà
come portare avanti il processo
da un anno all'altro e come includere nella rete movimenti nazionali
e regionali e
campagne tematiche. Intanto è necessario sviluppare un
ampio dibattito in seno alle
organizzazioni, campagne e reti per articolare le proposte e ottenere
così una struttura
più rappresentativa e permanente.
Nei prossimi mesi avremo molte occasioni di sperimentare e costruire
questo
procedimento per mezzo delle campagne e delle mobilitazioni che
conformano la nostra
agenda comune.Invitiamo tutte le reti e tutti i movimenti popolari
e sociali a firmare
questa dichiarazione entro due mesi.
Altri documenti del Forum Social Mundial:
Stedile interviene al Forum Social Mundial
di Porto Alegre 2003
Lula a Porto Alegre e a Davos
Frei Betto a Porto Alegre
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