| Documenti: Movimento Globale | Movimento Sem Terra www.comitatomst.it |
2. La corrente postcapitalista
Qui (...) è messa in discussione la stessa logica del capitalismo, cioè di un'economia di mercato centrata su se stessa o di un'attività capace di generare un massimo di profitto che si traduce in accumulazione, fonte di attività produttrice e di crescita. A questa il postcapitalismo oppone una diversa definizione dell'economia: si tratta di una attività che permetta di assicurare le basi materiali del benessere fisico e culturale dell'insieme degli esseri umani. (...) Resta ben chiaro che, per questa corrente, le alternative si situano nel superamento del capitalismo. Una tale posizione implica anche un giudizio etico. Come già abbiamo detto, i sostenitori del neoliberismo pongono in rilievo da una parte lo stimolo dell'iniziativa individuale, che essi pensano valorizzi l'essere umano, e dall'altra parte la convergenza degli interessi contraddittori che si annullano nel mercato, il che conforma il carattere autoregolatore di quest'ultimo. Alcuni vanno anche più lontano, come Michael Novak, che negli Stati Uniti difende l'idea che il capitalismo sia la forma di organizzazione dell'economia più vicina al vangelo, in quanto terrebbe insieme il rispetto della persona con il bene comune, o, più ancora, Michel Camdessus, ex direttore del Fmi, il quale dichiarava una settimana prima delle sue dimissioni, in un simposio di Pax Romana a Washington, che il Fmi è uno degli elementi della costruzione del Regno di Dio. (...) La delegittimazione proposta dal postcapitalismo, prima di essere morale, poggia sull'incapacità del capitalismo di rispondere alle esigenze minime dell'economia, definita come un meccanismo sociale che deve garantire la sicurezza materiale di tutti gli individui e di tutti i popoli. (...) Poiché il mercato è una relazione sociale, in molti casi è il diritto del più forte che si impone. Nell'attuale congiuntura, anche se il polo centrale del capitalismo si trova diviso fra i tre elementi di una triade che comprende Stati Uniti, Europa e Giappone, che nel loro insieme godono di numerosi monopoli economici, scientifici e strategici, la forza militare che garantisce il sistema si trova nelle mani degli Stati Uniti. Thomas Friedman, consigliere della ex segretaria di Stato Madeleine Albright, scriveva nel "New York Times Magazine" del 28 marzo del 1999, un articolo intitolato: "Perché la mondializzazione funzioni, gli Stati Uniti non devono aver paura di agire come la superpotenza invincibile che sono in realtà", e aggiunge: "La mano invisibile del mercato non funzionerà mai senza un pugno invisibile. McDonald's non può estendersi senza McDonnel Douglas, il fabbricante dell'f-15. Il pugno invisibile che garantisce la sicurezza mondiale delle tecnologie della Silicon Valley si chiama esercito, forza aerea, forza navale e corpo dei marines degli Stati Uniti".
1. Il livello delle utopie
Parlando delle utopie, ricordiamo che non si tratta di un'illusione, ma di un progetto mobilitatore. (...) I due orientamenti, neokeynesiano e postcapitalista, si rifiutano di identificare l'utopia con un futuro mitico, allontanandosi radicalmente a livello di definizione dell'obiettivo ultimo. La prima lo concepisce come un mercato regolato, che obbedisce agli imperativi fissati fuori da se stesso e garantiti dalle autorità pubbliche, posizione abbastanza vicina - per certi aspetti - a quelle neoclassiche, desiderando soprattutto ricreare le condizioni della competizione, cosa che forse permette di comprendere l'avvicinamento tra liberali e socialisti della Terza via. Mentre per la logica postcapitalista si tratta di rovesciare la logica del capitalismo e quindi di stabilire le nuove regole del gioco economico: la sostituzione della nozione di guadagno con quella di necessità, la presa in considerazione del modo sociale di produrre nel processo di produzione e nello sviluppo delle tecnologie, il controllo democratico, non solo del campo politico, ma anche delle attività economiche, il consumo come mezzo e non come fine, lo Stato come organo tecnico e non come strumento di oppressione, ecc. (...).
Altri documenti sul Forum Mondiale Sociale:
Il primo forum sociale mondiale
Appello di Porto Alegre per le prossime mobilitazioni
Dichiarazione finale del Forum Parlamentare Mondiale
Musica della resistenza dei popoli
Le alternative credibili del capitalismo mondializzato
Il piccolo Davide contro il gigante Golia
Porto Alegre e movimento antiglobalizzazione
Stedile: Le persone sono più importanti del capitale
| Home Page | Mappa del sito | Interviste a Stedile | Notizie di gennaio '01 |