Repressione: Paraná Movimento Sem Terra
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Bilancio della repressione in Paraná

Fonte: CPT

Questo documento della Commissione Pastorale della Terra del Paraná è di mercoledi 23 febbraio. I fatti successi venerdi 25 confermano le analisi qui contenute anche se rendono i dati che il documento riporta già vecchi perché le azioni repressive nello stato del Paraná stanno assumendo un ritmo talmente rapido che ogni bilancio viene rapidamente superato da nuovi fatti.

La lotta per la terra in Paraná

Una strategia di repressione

Alcuni cercano di associare il sud del Brasile al cosiddetto "Primo Mondo". Senza voler approfondire quali interessi siano dietro a quest'idea, possiamo tuttavia dire con certezza che essa fa parte di una propaganda ingannatrice, almeno nel caso del Paraná.
Stranamente i dati relativi a questo stato mostrano che la realtà del Paraná è molto vicina a quella del nordest del Brasile. Il Paraná è il 7° stato per livello di povertà in Brasile, ha una delle più alte concentrazioni di terra e una delle peggiori distribuzioni del reddito.
Negli ultimi anni i dati riguardanti la lotta per la terra (occupazioni, espulsioni, violenza, repressione) e la situazione dei salariati rurali hanno raggiunto una grande somiglianza con quelli di stati come Alagoas, Paraíba e Pernambuco. Questo conferma quello che già sappiamo tutti: nell'ultimo periodo il Paraná si è trasformato in un "laboratorio" del trattamento che il governo vuole riservare ai lavoratori e alle lavoratrici che lottano per la terra in Brasile.
Dall'agosto del 1997, quando l'UDR, attraverso il deputato federale Abelardo Lupion, ha cominciato ad incitare i fazendeiros ad armarsi e a fare uso di violenza contro i lavoratori come "difesa" delle loro proprietà, assistiamo in Paraná allo svolgersi di una rappresentazione tragica che ha lasciato centinaia di famiglie terrorizzate, lavoratori feriti, torturati, uccisi.

Il primo obiettivo di questa strategia è lo smantellamento della organizzazione dei lavoratori, attraverso la criminalizzazione della lotta per la terra e la persecuzione e la prigione per i dirigenti. E' questo che è successo dall'inizio del 1998, quando è stato assassinato il senza-terra Sebastião Camargo Filho, durante una violenta espulsione attuata da un'ottantina di uomini incappucciati, insieme con i fazendeiros del comune di Marilena, nella regione nordest del Paraná.
Durante i contatti avuti nel palazzo del governo in questo periodo abbiamo capito chiaramente di avere di fronte a noi una persona circondata e compromessa con le peggiori forze del latifondo e delle oligarchie che sono presenti in tutti i settori della società del Paraná, a cominciare dalla Segreteria di Pubblica Sicurezza e dall'Assemblea legislativa. E questo è un altro elemento che ci avvicina alla realtà nordestina. Quello che è successo dal 1998 è stato un approfondimento di questa alleanza. Nella pratica, la polizia e le forze armate, buona parte del potere giudiziario e i fazendeiros, l'INCRA e i deputati ruralisti, si sono uniti tutti per realizzare una strategia di repressione che potremmo descrivere come:
Uso della cosiddetta 'Migliore Polizia'.

Le espulsioni sono state realizzate dal GOE (Gruppo di Operazioni Speciali) e dal COPE (Comando delle Operazione Speciali), con poliziotti visibilmente rabbiosi (questo è certamente parte dell'addestramento) e violenti, addestrati, secondo informazioni che abbiamo ricevuto, da gruppi statunitensi. Questi poliziotti di élite sono usati per operazioni anti-bomba, anti-sequestro e anti-guerriglia. Da questo possiamo capire come sono trattati i senza-terra.

Terrorizzare e reprimere con violenza raffinata

La polizia è allenata ad evitare quelle forme di violenza che possono avere maggiore ripercussione, come gli omicidi o i ferimenti gravi. In compenso usa tutti i metodi disponibili per spaventare e reprimere le famiglie: arrivare all'alba, con molto rumore e colpi in aria; separare le donne e i bambini dagli uomini; bruciare baracche e distruggere i campi coltivati; obbligare i lavoratori a buttarsi a terra, seminudi, mentre loro gridano "Ora chi comanda qui, siamo noi!" colpirli con pugni e calci; e alla fine disperdere le famiglie, in modo che si sentano sole, abbandonate dai dirigenti.

Uso del potere giudiziario e arresti dei leader

La maggioranza delle espulsioni sono state realizzate con l'ordinanza del giudice a conferma della tendenza già denunciata dalla CPT nazionale di un aumento della cosiddetta"violenza legittimata". Nella maggioranza dei casi il potere giudiziario agisce in accordo con gli interessi dei latifondisti e sotto la direzione della Segreteria della Pubblica Sicurezza. L'arresto dei leader è l'elemento principale della strategia di repressione ( arrestare, anche senza motivo, o con motivazioni costruite serve a demoralizzare, a dire che il senza terra è un criminale, che occupare la terra è illegale e pericoloso..) e il potere giudiziario è una parte importante di questa strategia. Il caso più grave è quello del giudice di Loanda, nordest del Paraná, Elizabeth Kater che è stata colta in flagrante mentre festeggiava, con"i suoi amici fazendeiros" le azioni di espulsione.
In ogni caso, l'impunità è la regola per i crimini perpetrati dai fazendeiros e dalla polizia mentre la giustizia è rapidissima nell'incriminare e arrestare i lavoratori

L'Uso della stampa

Poiché il governo Lerner tiene moltissimo alla sua immagine (nazionale e internazionale), la stampa esercita un altro ruolo fondamentale in questa strategia.
Esiste un lavoro quotidiano della Segreteria per la Comunicazione del Governo che elabora materiali e risposte immediate in ogni occasione e fa in modo che i mezzi di comunicazione li pubblichino. Questi materiali insieme con gli altri messaggi di propaganda del governo sono pubblicati a pagamento e quindi integralmente anche se il loro contenuto non corrisponde ai fatti o, dal punto di vista giornalistico, rappresenta solo una versione dei fatti.

Negare tutto per allontanare dalla verità

Questa è la pratica costante del governo. Nonostante tutte le denunce di autorità religiose, di parlamentari e giornalisti, e naturalmente degli stessi lavoratori e delle loro organizzazioni, il governo nega pubblicamente qualsiasi tipo di violenza o mancanza di rispetto dei diritti umani. Negare sempre è un modo per ingannare l'opinione pubblica e confondere quelli che chiedono una posizione del governo. Un esempio di questo tipo di comportamento si è avuto quando Dom Tomáz Balduíno, presidente della CPT, ha visitato il Paraná. Mentre conversava con il governatore questi gli ha detto che era stato "ingannato" e che era tutta una messa in scena.

La conquista dell'INCRA

L' INCRA è un'altra forza importante in questa strategia, visto che è responsabile dell'insediamento delle famiglie. Nelle mani del governo dello stato, l'Incra ha copletamente bloccato le trattative con i lavoratori e il processo di riforma agraria. Per avere un'idea di questa situazione, basta dire che nel 1999 sono state insediate meno di 800 famiglie anche a causa della crisi economica e dei tagli nei bilanci del governo relativamente alle questioni sociali (in forma drastica per la Riforma Agraria).
La conquista dell'Incra nel Paraná ha significato la sconfitta completa del processo di riforma agraria

Una strategia di violenza

Questa strategia ha generato un clima di violenza senza precedenti nella storia della lotta per la terra in Paraná. I numeri del 1999 provano la gravità della situazione: 173 arresti, più di 50 lesioni corporali, 6 lavoratori vittime di tortura, 20 minacciati di morte, 2 tentativi di omicidio e due omicidi realizzati. 35 sono state le fazendas dalle quali i lavoratori sono stati espulsi: 8 con un procedimento di esproprio in corso, 8 con una perizia che stabiliva che si trattava di terre improduttive, 2 coinvolte in traffico di droga e 6 che non erano state sottoposte a valutazione. Mille famiglie sono state espulse illegalmente: all'alba, con umiliazioni, torture, incendio delle baracche, degli utensili, degli alimenti, distruzione dei campi coltivati (mandioca, fagioli, miglio). Le scene registrate in video dalla stessa PM, le testimonianze dei lavoratori, di giornalisti, vescovi e politici che hanno visitato le vittime, sono impressionanti. Dopo essere stati per più di 6 mesi accampati di fronte al Palazzo di Iguaçu (a Curitiba), aspettando in vano una risposta dal governo, i senza terra sono stati cacciati all'alba del 27 novembre 1999, da un migliaio di poliziotti, che hanno usato la solita violenza e suscitato il solito terrore. Hanno impedito di arrivare nella piazza a giornalisti e dirigenti, hanno aggredito e arrestato l'avvocato della CPT del Paraná, Darci Frigo (recentemente minacciato di morte), mentre cercava di difendere i lavoratori.
Questa realtà continua nel 2000: nei primi due mesi abbiamo già avuto 9 espulsioni violente, che hanno coinvolto circa 570 famiglie. Le espulsioni seguono la strategia e i metodi adottati dall'inizio del 1998: fatte all'alba, terrorizzando, separando donne e bambini dagli uomini, arrestando i leader ecc. Dall'inizio di quest'anno abbiamo già avuto 54 lavoratori arrestati e altri 11 feriti durante le espulsioni. Commissione Pastorale della Terra del Paraná
Curitiba-Paraná-Brasil, 23 febbraio del 2000.

 
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