Quarto Incontro dei comitati europei di appoggio al MST. PARIGI 2001 - Materiali

IV incontro europeo amig@s del MST
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30 Giugno - 1 Luglio 2001.
Il IV incontro degli amici e delle amiche europei del Movimento dei Senza terra si è svolto a Parigi il 30 giugno e il primo luglio 2001 con la presenza di più di 100 persone provenienti dai più diversi Paesi europei (oltre alla Francia: Germania, Inghilterra, Belgio, Grecia, Italia - con rappresentati del Comitato di appoggio di Roma al Mst, di Rifondazione Comunista e della Ctm - Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera) e di tre rappresentanti del Mst, Gilmar Mauro, Adelar Pizetta e Dulcinéia Pavan. Al centro dell'incontro, la congiuntura politica e agraria del Brasile e le strategie di azione del Mst, discusse in lavori di gruppo e riunioni plenarie allo scopo di rafforzare i legami di amicizia e solidarietà con i gruppi europei che sostengono la lotta del Mst.

 

"Il governo ci attacca perché siamo popolo organizzato".
IV Incontro europeo degli amici dei senza terra

Sintesi degli interventi di Gilmar Mauro a cura di Claudia Fanti (Agenzia Adista)
Il Brasile vive una drammatica crisi che è al tempo stesso economica (ne offre un esempio allarmante la crisi energetica dovuta ai mancati investimenti nel settore a causa del rigido programma di controllo fiscale imposto da Fondo Monetario Internazionale); politica (per il processo di corruzione generalizzato che ha coinvolto lo stesso esecutivo) e sociale, con un aumento della disoccupazione, della miseria, dell'insicurezza della popolazione. Un grave aspetto di questa crisi è il problema dell'agricoltura brasiliana: l'élite non ha fatto, non fa e non farà mai la riforma agraria, perché non le interessa. Non è una questione di mancanza di terra, visto che in Brasile esistono 450 milioni di ettari di terra fertile, di cui 42 milioni soltanto vengono coltivati. Non è neppure un problema di mancanza di fondi, che sarebbero sufficienti se le priorità fossero diverse. Né di leggi, dal momento che la Costituzione prevede l'espropriazione delle terre che non compiono la loro funzione sociale, né di consenso popolare, considerando che la riforma agraria gode di un forte appoggio da parte della popolazione. Non è, insomma, un problema di condizioni oggettive. È un problema politico, perché implica la trasformazione della struttura di potere.
La posizione del governo riguardo alla questione della lotta per la terra ha conosciuto momenti diversi. In un primo momento ha cercato di ignorare l'Mst, ma, non essendo riuscito nel suo intento, ha cercato di cooptarne i leader. Fallito anche questo secondo tentativo, il governo ha cercato di dividerlo, ma anche questa volta invano. Infine, non avendo altre carte da giocare, è passato a trattare il Mst come il nemico da combattere con tutti i mezzi a sua disposizione. Con misure economiche, come quella della Banca della Terra, che si propone la privatizzazione della Riforma Agraria in una logica di mercato; con misure tese a scoraggiare l'occupazione delle terre, stabilendo che le aree occupate non saranno espropriate e che i lavoratori coinvolti nelle occupazioni non verranno insediati (era così anche al tempo della schiavitù: "ogni schiavo che fuggirà non avrà diritto alla libertà"); con tagli agli investimenti nella produzione; con misure giudiziarie; con una propaganda insistente contro il movimento che non ha precedenti in Brasile. Se nella storia brasiliana i movimenti contadini sono stati combattuti con l'esercito, oggi per combattere il Mst l'élite utilizza principalmente la televisione, allo scopo di ottenere lo stigma sociale del Movimento, secondo una strategia che fa leva su due temi sentiti in maniera drammatica dalla popolazione: la corruzione e la violenza. Disegnandoci come corrotti (accusandoci di sottrazione di fondi pubblici, solo perché ricorriamo come forma di autofinanziamento ai contributi liberi e volontari degli insediati), l'élite intende rimescolare le carte in modo tale che la società pensi che siamo "tutti uguali". Disegnandoci come violenti, punta a creare un'immagine negativa del movimento.
L'élite non ci attacca perché occupiamo terre, ma perché siamo popolo organizzato. È per questo che i media continueranno a farci la guerra. Se parlassero bene di noi, anzi, sarebbe il segnale che stiamo intraprendendo una strada sbagliata.

 

La crisi del settore agricolo
La politica agricola seguita dal governo si regge su un modello escludente, mutuato dagli Usa, destinato a lasciare sui campi solo il 5% della popolazione, a favorire le grandi imprese, a sostenere l'agricoltura transgenica e ad alta tecnologia destinata all'esportazione. Non a caso, si prevede che nei prossimi anni 3 milioni di persone lasceranno la terra, soprattutto nel Nordest colpito dalla siccità, andando ad aggiungersi ai 50 milioni di persone che vivono sotto la soglia della povertà. Del resto, se negli ultimi dieci anni sono state insediate, prendendo per buoni i dati del governo, 400mila famiglie, ha perso la terra un milione di agricoltori: nonostante tutti i nostri sforzi, il ritmo di espulsione dai campi è superiore a quello della conquista della terra. Di fronte a questa situazione si rende più che mai necessaria l'articolazione di tutte le organizzazioni del campo e di tutti i movimenti sociali, dei lavoratori rurali e di quelli urbani, in una lotta comune contro il modello neoliberista e il sistema capitalista, e per la costruzione di un progetto popolare. Esistono, è chiaro, differenze tra le organizzazioni: l'alleanza si fa per l'appunto con i diversi, altrimenti ci troveremmo tutti nella stessa organizzazione. Ma, nonostante le differenze, si stanno realizzando incontri tra i diversi movimenti per discutere la congiuntura brasiliana e tracciare linee comuni di lotta e di mobilitazione. Con l'avvento delle politiche neoliberiste si è registrata, è vero, rispetto agli anni '80, una crisi delle sinistre e delle lotte di massa. Ma oggi esiste un clima di indignazione molto forte contro il governo Cardoso e contro un modello neoliberista, che, è ormai chiaro, non può contenere tutta la popolazione. Esiste una prospettiva incoraggiante.
Riguardo invece al processo elettorale formale, si tratta di una struttura arcaica, modellata su un sistema fatto apposta per non favorire i poveri. Una struttura putrida, in cui persino i sindaci di sinistra dicono di non poter far niente, perché tutto il loro bilancio è destinato al pagamento del debito. È chiaro: è sempre meglio avere sindaci di sinistra, come dimostrano i passi avanti fatti da alcune amministrazioni del Pt (il Partito dei lavoratori), soprattutto riguardo al bilancio partecipativo, ma ciò che conta di più è la costruzione di un nuovo progetto popolare. Noi ci impegneremo nel processo elettorale, appoggeremo il candidato del Pt e consideriamo il Pt uno dei nostri migliori alleati, ma il popolo non crede più molto nel processo elettorale. Penso inoltre che i nostri militanti non debbano essere candidati, perché il nostro compito è organizzare il popolo. Senza contare che chi conquista un municipio o diventa deputato, difficilmente torna in mezzo al popolo, perché ha già realizzato la sua trasformazione personale.

 

Le strategie del Mst
1. L'orizzonte. Il primo punto è quello di tenere sempre presente il proprio orizzonte. Chi non sa dove andare non arriva da nessuna parte. Noi vogliamo arrivare alla creazione di un diverso modello di agricoltura e di un nuovo tipo di società: solidale e senza diseguaglianze. Vogliamo costruire un progetto in cui la terra venga vista come la nostra madre, come un luogo sacro, un patrimonio dell'umanità. Perché la terra, l'aria, l'acqua sono di tutti e non possono essere privatizzati. Il nostro obiettivo è quello di una politica di produzione agricola che garantisca la sicurezza alimentare e la sopravvivenza del nostro popolo, che non sfugga alla logica di un commercio puro e semplice regolato dall'Organizzazione Mondiale del Commercio. In questo quadro, la proposta di promuovere una maggiore apertura del mercato europeo non rappresenterebbe una soluzione per i contadini brasiliani: gioverebbe all'economia brasiliana all'interno del modello stabilito, favorendo i settori già inclusi e lasciando semmai agli altri le briciole.
2. Le lotte di massa. Nessuna trasformazione è possibile senza la lotta del popolo come soggetto della sua storia. È antipedagogico condurre negoziati a livello di dirigenti: è il popolo che deve conquistare la propria terra. In questo senso l'accampamento dei senza terra è la maggiore scuola di formazione, sia perché in esso si comprende come funziona la realtà e come operano i diversi soggetti coinvolti - il fazendeiro, il potere giudiziario, la polizia, la società - sia perché, ricevendo ogni persona un compito preciso all'interno dell'accampamento, la gente si sente utile e conquista autostima e fiducia in se stessa. La lotta ha un elemento pedagogico, perché contribuisce al riscatto dell'essere umano e della capacità di sognare
3. Organicità. È necessario avere basi organizzate, militanti preparati politicamente e ideologicamente, in grado di intervenire. Perché la lotta di classe non esiste solo per chi non deve affrontare il problema della povertà. E finché vi sarà un senza terra, tutti saremo senza terra. Nessuna trasformazione è possibile se non si diventa forza politica. Se la lotta fosse solo corporativa non sarebbe necessario costruire un'organizzazione, basterebbe una leadership. La lotta politica richiede invece l'accumulazione di forze, la costruzione di comunità di resistenza, un processo, lento, ma necessario, di formazione dei quadri.
4. Unità. Se l'obiettivo è quello di dividerci, noi dobbiamo essere uniti. Unità è avere divergenze, ma conservare l'unità di progetto e di azione e tenere presente il principio che è meglio sbagliare collettivamente che fare bene da soli. Quello che garantisce l'impatto del Mst è la sua unità.
5. Autonomia. Autonomia rispetto ai partiti, alle Chiese, ai sindacati, per costruire obiettivi, principi e direzione propri, rispettando l'autonomia degli altri.
6. Alleanze. Alterare la struttura di potere è possibile solo con l'accumulazione di forze: con la costruzione di alleanze contro il nemico comune e intorno al progetto generale, lasciando da parte vanità personali e di organizzazione. Il Mst è solo uno strumento nella costruzione di un progetto diverso. C'è chi viene a visitare gli insediamenti con una visione romantica, trovando tutto bello e giusto. Ma i problemi ci sono, e tanti. Il Mst è un movimento di persone, non di angeli.
7. Mistica. La mistica è uno spazio in cui portare nel presente i sogni del futuro, alimentarsi di questi sogni, ricaricare le batterie. È quello che motiva, che dà vita alla lotta. È il riscatto dei sognatori. Perché non ci accontentiamo di alterare la struttura di potere: vogliamo costruire una nuova società, nuovi lavori, un progetto che abbia al centro di ogni azione l'essere umano. Per far questo occorre coniugare la razionalità necessaria alla lotta di classe con il sentimento, con il cuore. Se una persona non si indigna di fronte alla morte per fame di tanta gente, vuol dire che ha perso le sue prerogative di essere umano. È necessario mettere il cuore nella lotta del popolo, altrimenti si diventa burocratici.

 

 


Per affrontare la repressione abbiamo bisogno di un ampio e rapido lavoro di formazione per elevare il livello culturale e politico della base del MST
Adelar Pizzetta, direttore della Scuola Nazionale del MST, del Collettivo nazionale della formazione ha elencato alcuni dati relativi alle conquiste, ma anche alle sfide, alle difficoltà del MST degli ultimi 16 anni: 350.000 insediati, 100.000 accampati, in 23 stati del Brasile, 400 associazioni di produzione, commercio e servizi, 49 cooperative, 96 piccole e medie agroindustrie ecc. 700 piccoli comuni del Brasile traggono giovamento dalla presenza di insediamenti del MST.
Negli insediamenti ci sono 1500 scuole, 150.000 bambini le frequentano dalla 1° alla 4°. Gli insegnanti impegnati sono 3500.
Oggi la formazione ha un ruolo decisivo. Per affrontare la repressione abbiamo bisogno, dice Pizzetta, di un ampio e rapido lavoro di formazione per elevare il livello culturale e politico della base del MST.
Per realizzare questo il MST ha messo a punto, tra l'altro un programma di Formazione dei militanti e porta avanti il progetto di costruzione della scuola nazionale.

Progetto di Formazione politica di militanti del MST


La situazione della riforma agraria in Brasile - Al 4° Congresso nazionale del MST (agosto 2000), con più di 11.000 militanti di tutto il Brasile, abbiamo studiato, dibattuto e capito che la lotta per la riforma agraria ha bisogno di compiere un salto qualitativo. Il modello agricolo instaurato dalle élite tende a distruggere l'agricoltura familiare e gli insediamenti, affida praticamente tutta la nostra agricoltura al controllo delle multinazionali e del capitale finanziario. In questo scenario sarebbe illusorio credere che ci sia spazio per una vera riforma agraria.
Per questo oggi la lotta per la riforma agraria va al di là della lotta contro il latifondo. Continueremo ad occupare latifondi, ma la lotta non può fermarsi a questo, è insufficiente. Abbiamo bisogno di contrastare il modello agricolo vigente ed il modello economico. E questo esige da noi uno sforzo e una capacità organizzativa maggiori.
Dobbiamo contrastare quel modello agricolo che vuole trasformare la nostra agricoltura in una agricoltura di tipo nordamericano. Per questo ne attaccheremo i simboli: le importazioni agricole, le multinazionali che controllano il mercato agricolo e agroindustriale, i transgenici, gli organismi internazionali che operano nel paese, come FMI e Banca Mondiale, l'Alca ecc.

Come affrontare questa nuova situazione? - Dobbiamo raddoppiare gli sforzi di coordinamento con tutti i settori organizzati di movimenti popolari e sindacali, per costruire un progetto popolare; ci coordineremo con tutti i movimenti sociali che lavorano in ambiente rurale (Movimento dei piccoli agricoltori, Sindacato dei lavoratori rurali combattivi, Movimento delle donne lavoratrici rurali, Movimento delle persone colpite dalla costruzione delle dighe, CPT, Pastorale della gioventù, Pastorale Popolare luterana, Federazione degli studenti di agronomia, sindacato dei funzionari di Embrapa). Raddoppieremo gli sforzi per la costruzione di un grande movimento delle campagne, che si chiama Via Campesina.
Siamo anche uniti alle organizzazioni ambientaliste e dei consumatori di fronte alla questione dei prodotti transgenici.
Noi del MST porteremo avanti la nostra lotta storica, promuovendo mobilitazioni di massa e occupazioni di latifondi e marciando verso le città. Per questo stiamo costruendo un calendario comune di lotte per il futuro, coinvolgendo tutti i settori organizzati del nostro popolo.

C'è un compito speciale del MST - Faremo fronte a questa nuova congiuntura soltanto se, insieme alle grandi mobilitazioni popolori, manterremo la capacità di formare nuovi militanti. Per questo abbiamo preparato un piano, una proposta di campagna nazionale, per formare nei prossimi mesi più di 20.000 militanti. Persone che discuteranno gli stessi testi, parteciperanno di attività simili e si mobiliteranno in attività pratiche. Organizzeranno il popolo e organizzeranno lotte di massa in tutti gli stati.


Il compito di formare più di 20.000 militanti, 1.000 in ogni stato, non è semplice e il MST da solo non riuscirà a realizzarlo. Per questo chiediamo l'appoggio concreto di tutti gli amici e i militanti anonimi del MST.
Siamo convinti che, senza moltiplicare militanti e quadri, senza dare opportunità a migliaia di giovani, che non vedono più prospettive in ambito rurale, non avremo la capacità di intervenire in una situazione così difficile, che esige la mobilitazione di milioni di compagni.
Per questo vogliamo coinvolgere in questo compito gli amici e amiche del MST: aiutiamo a formare questi giovani e a trasformarli in veri lottatori del popolo brasiliano. Non solo nella lotta per la terra, ma nella lotta contro il modello agricolo, contro il modello economico e per un Brasile più giusto.

Il nostro piano di azione: un programma massiccio di formazione di militanti - Il programma prevede varie tappe organizzative e è coordinato dal settore di formazione. In ogni stato, nei 23 in cui siamo organizzati, abbiamo una equipe di 20 monitori. Ognuno di loro ha il compito di organizzare un proprio gruppo di 50 giovani militanti, distribuiti all'interno dello stato. Così in ogni stato avremo mille giovani che partecipano di un programma di formazione permanente nei prossimi mesi. Il programma prevede lezioni teoriche, dibattiti quindicinali negli insediamenti, accampamenti e città dell'interno, vicino al luogo in cui i giovani vivono.
I giovani partecipano anche ad attività pratiche, di organizzazione e mobilitazione, in accordo con il calendario nazionale.
Il MST nazionale sarà anche responsabile della produzione dei materiali didattici ( a stampa e video), della loro distribuzione e della realizzazione dei corsi di preparazione dei 46 formatori (2 rappresentanti per ogni stato).
Il MST di ogni stato assumerà il compito di fare dei corsi con i 20 monitori e si occuperà delle spese di trasporto.

Perché abbiamo bisogno del vostro aiuto? - Vogliamo ottenere risorse sufficienti per il mantenimento dei 20 giovani di ogni stato, i monitori, che, per molti mesi, gireranno per le case e costruiranno i gruppi di 50 militanti di base.
Poiché i nostri militanti sono educati allo spirito di sacrificio, speriamo che, con circa 200.000 lire mensili ciascuno, potranno coprire le loro necessità di base di sopravvivenza e trasporto nelle regioni in cui lavorano.
Abbiamo bisogno del vostro aiuto, che si concretizzi nell'adozione di un giovane monitore. Aiutateci con il vostro sforzo personale e con il vostro contributo finanziario, in modo tale che in ogni stato possiamo liberare 20 giovani monitori.

Forme di contribuzione - Le persone potrebbero assumersi l'impegno di contribuire, per almeno un anno, con cifre di 50/100/200.000 lire al mese. Cosi un gruppo di 20/40/80 amici del MST di ogni paese potrà sostenere l'attività di 20 giovani formatori.
Vogliamo stabilire una relazione di amicizia in cui gli amici che vogliono aiutarci sappiano perché lo stanno facendo.

Come mostrare gratitudine a chi contribuisce - Gli amici del MST potranno seguire tutte le attività formative che si realizzano in tutte le tappe. Per questo chiediamo di inviarci dati che permettano di conoscere tutti quelli che contribuiscono e mantenere un contatto regolare.
Cercheremo di informarvi su tutto quel che succede nel MST, inviandovi regolarmente il nostro giornale "Jornal Sem Terra" e la "Revista Sem Terra" e tutto ciò che pubblicheremo in questo periodo.
Soprattutto, tuttavia, cercheremo di non tradire la vostra fiducia, non risparmiando gli sforzi perché la formazione politica dei militanti del MST raggiunga i suoi obiettivi. Crediamo che il motivo per partecipare a questa campagna non possa essere che la fiducia nella nostra lotta e l'identificarsi negli ideali di un Brasile socialmente giusto, democratico, solidale e ugualitario.

 

Scuola nazionale
La costruzione della struttura della scuola ha avuto inizio nel mese di marzo del 2000 con l'aiuto di amici, ONG ecc. che si sono coordinati per raccogliere i fondi e insieme grazie alla disponibilità di accampati e insediati, che hanno lasciato le loro attività quotidiane per donare una parte delle loro competenze e della loro vita alla realizzazione di quest'opera, con il loro lavoro volontario.
Sono già nove le brigate che hanno partecipato alla costruzione della scuola. Gruppi di lavoratori di vari stati del Brasile (Mato Grosso del sud, Santa Catarina, Rio Grande del sud, Espirito Santo, San Paulo, Ceara, Parana), di una trentina di persone ciascuno, che hanno lavorato per 1~2 mesi. Oggi (luglio 2001) è prossima la copertura del primo grande edificio, il refettorio, che copre un'area di 1031 m2, e comprende il refettorio appunto, la cucina, la lavanderia, i bagni, lo spazio della cultura e dello svago.
Comincerà subito dopo la costruzione degli alloggi per gli studenti. Si tratta di 8 edifici a due piani, ognuno dei quali, con una superficie di 140 m2, potrà ospitare 25 persone.
La costruzione di questi edifici renderà possibile l'inizio delle attività della scuola poiché in una prima fase il refettorio, oltre a svolgere la sua funzione, sostituirà anche le aule.
La scuola del MST è una scuola di terra, la terra è infatti la materia prima di base della costruzione. Si tratta di una tecnica che fa parte della cultura e della storia del Brasile. Nel progetto si dichiara di voler trasformare la costruzione della scuola in una scuola di costruzione, che formi le persone a questa tecnica, in modo che possano usarla nella costruzione delle abitazioni nei nuovi insediamenti. Perché così, con una materia prima disponibile - la terra - e l'abbondante manodopera dei militanti, si potranno costruire edifici di buona qualità.
La scuola nazionale del MST, come processo di formazione, esiste, praticamente dalle origini del MST ed ha un ampio programma di attività formative che si realizzano in diversi luoghi del paese, poiché fino ad aggi mancava una struttura fisica del MST, quella che si sta oggi costruendo nel municipio di Guararema-SP a 63 chilometri dalla capitale dello stato e che permetterà che i principali corsi di livello nazionale possano essere realizzati lì, rendendo più facile l'accesso dei partecipanti alle attività e diminuendo i costi.

 

 


Le relazioni internazionali del MST
Dulcineia Pavan, della segreteria per le relazioni internazionali del MST, ha ripercorso la storia dei rapporti del Movimento con l'esterno.
Abbiamo seguito due direzioni, principalmente, ha detto. Il contatto con ONG in Europa e quello con Movimenti contadini in America Latina.
I contatti con l'America Latina sono sempre stati al primo posto, perché nostro intento era apprendere dalle esperienze degli altri. Siamo andati a conoscere le altre esperienze. A volte ci sono state difficoltà perché le altre organizzazioni erano legate a partiti politici. Abbiamo sempre dato molta importanza al rispetto dell'autonomia di ogni organizzazione e insieme all'importanza di creare relazioni di identità tra lavoratori rurali di paesi diversi.
È stato creato un collettivo per le relazioni internazionali che si è occupato anche dello scambio di viaggi di conoscenza. In questi contatti, abbiamo sempre cercato:
- di evitare personalismi, le persone rappresentano l'organizzazione
- di non proporci mai come modelli
- di non imporre posizioni politiche
Siamo diventati, negli ultimi anni, un punto di riferimento all'interno delle organizzazioni contadine latinoamericane e mondiali. Siamo responsabili del cono sud all'interno della CLOC (coordinamento delle organizzazioni contadine dell'America Latina) e dell'America del sud in VIA CAMPESINA.
Per quanto riguarda i rapporti con l'Europa, inizialmente abbiamo preso contatti con le ONG cattoliche e luterane che appoggiavano la CPT. Poi i nostri contatti si sono ampliati. Sono nate relazioni di tipo nuovo con associazioni che si occupano della difesa dei diritti umani, con gli amici che sono qui, con sindacati ecc.
Ad oggi, più di 250 rappresentanti del MST sono andati all'estero in ben 52 paesi.
Riteniamo che questi contatti siano molto importanti, ma seguiamo alcune regole, tra cui prima di tutto quella di non ripetere i viaggi. Ci sono dirigenti che sono invitati continuamente all'estero, ma i nostri dirigenti non possono andare fuori dal paese più di due volte all'anno. E il viaggio è una importante occasione di formazione per i militanti.
Ora ci sono 2 settori che si occupano delle relazioni con l'esterno. Il settore dei progetti che cura le relazioni con le ONG e quello delle relazioni internazionali che tiene i contatti con le organizzazioni contadine, i movimenti sociali, le associazioni per la difesa dei diritti umani, i gruppi di appoggio e di amici (stanno nascendo anche in Canada e USA) i movimenti sindacali, i partiti, le reti internazionali contro il neoliberalismo.
Queste relazioni sono state molto fruttuose, sia per quanto riguarda la crescita delle organizzazioni contadine, la capacità di lavorare insieme ( per esempio sui 500 anni, sul 17 aprile), sia rispetto ai contatti con altre associazioni, per esempio per l'appoggio che abbiamo ricevuto in relazione al Processo a Rainha, ad Eldorado ecc.
Gli scambi sono stati intensi. Come ho già detto, più di 250 rappresentanti del MST sono andati all'estero dal 1999 ad oggi. Il nostro settore (SRI) ha ricevuto lo scorso anno più di 200 persone
 

 


Alcuni degli impegni ribaditi alla fine dell'incontro
I gruppi di lavoro hanno portato alla seduta plenaria del pomeriggio del 1 luglio molte proposte, elenchiamo alcune di quelle che sono poi state riprese nelle conclusioni.

  • Importanza di mobilitazioni simultanee dei gruppi in relazione ad eventi importanti (per esempio il processo per il Massacro di Eldorado). Raccolte di firme, manifestazioni davanti alle ambasciate ecc.
  • Importanza di reagire sempre alle diffamazioni contro il MST che escono sulla stampa
  • Necessità di rilanciare la campagna per la costruzione della scuola nazionale e di lanciare la campagna sulla formazione
  • Importanza di una migliore comunicazione tra i gruppi europei. Decisione di creare una mailing list europea, per discutere anche di azioni da portare avanti in comune.
  • Necessità di pianificare meglio i viaggi dei rappresentanti MST a livello europeo e quelli di delegazioni europee in Brasile

La delegazione italiana ha invitato i gruppi europei a partecipare alle iniziative contro il G8 di Genova.