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1. Le attività di formazione hanno contribuito ai seguenti aspetti:
2. Sul rafforzamento del gruppo o dell'organizzazione
Il processo di formazione dei formatori di base permette importanti e chiari passi avanti in relazione alle persone coinvolte in questo processo, che hanno contribuito direttamente all'avanzamento del Mst.
Questo processo ha reso possibile, nel quadro del Programma di formazione e moltiplicazione di militanti di base, la formazione di due coordinatori per ogni Stato, per un totale di 46, e di venti monitori in ciascuno Stato, per un totale di 460; il rafforzamento del Collettivo nazionale di formazione; l'organizzazione di corsi come il corso nazionale sulla "Realtà brasiliana" per giovani del mondo rurale, in collaborazione con la Unicamp; o il corso nazionale di base per militanti della Scuola Nazionale Florestan Fernandes, a cui hanno partecipato giovani degli insediamenti rapppresentanti di diverse regioni.
Oltre a preparare coloro che agiscono direttamente nell'area della formazione, i corsi hanno reso possibile che molti svolgessero altre funzioni nelle direzioni statali del Mst e nel coordinamento dei diversi settori (cultura, genere, gioventù, salute), elevando così il livello del movimento nel suo insieme, per poter affrontare le sfide dell'attuale congiuntura.
La partecipazione dei giovani è una realtà, anche perché, nella loro maggioranza, i corsi di formazione sono rivolti ai giovani, affinché assumano sempre più la coscienza della necessità di inserirsi nella lotta per una società migliore per tutti.
Un'altra sfida è quella della permanenza dei giovani nelle aree conquistate, perché non siano indotti a lasciarle dalla mancanza di prospettive e dalle attrazioni dei centri urbani.
Così le attività del Settore di Formazione Nazionale sono dirette con più intensità ai giovani: il corso di base dei militanti della scuola nazionale Florestan Fernandes (attività di formazione nazionale con due gruppi annuali di 100 persone ciascuno) e il Programma nazionale di formazione e di moltiplicazione di militanti interessa in gran parte i giovani, così come i corsi prolungati regionali, che riguardano 600 giovani insediati/accampati, in 6 corsi con durata di 3 mesi ciascuno.
Tali corsi interessano anche le donne, malgrado non si possa ancora parlare di una presenza di massa. Il Mst non ha risparmiato i suoi sforzi negli ultimi anni per porre la questione della partecipazione delle donne in tutte le sue istanze, anche definendo una quota del 50% di presenza femminile nelle diverse attività. E anche se si incontrano ancora difficoltà per raggiungere questo obiettivo, a poco a poco si vanno superando sfide e barriere attraverso lo sforzo collettivo di uomini e donne del Movimento. E questo sia nella Direzione nazionale (attualmente composta da 10 donne e 12 uomini) che nei collettivi responsabili delle attività nazionali e regionali di formazione (approssimativamente 18 donne e 15 uomini) e nei collettivi di salute e comunicazione (circa il 70% di presenza femminile). Negli insediamenti, le donne hanno dato un contributo fondamentale nel campo delle piante medicinali o delle campagne sull'ambiente e la raccolta di rifiuti. E in tutti gli Stati l'8 marzo viene celebrato con manifestazioni di massa, come lo scorso marzo, quando più di 30mila donne hanno partecipato a differenti attività.
3. Ripercussione del progetto
La formazione della coscienza
L'obiettivo principale della formazione politica e ideologica è elevare il livello di coscienza delle persone.
La formazione che rende possibile fare analisi profonde della realtà eleva la coscienza ad un livello superiore a quello delle necessità immediate. Entrambi i livelli sono presenti quando si sviluppa la lotta di classe da parte di un movimento di massa. La massa ha per natura una coscienza limitata, sviluppata ad un livello inferiore, con tracce di coscienza di livello superiore che possiedono i militanti che compongono la base.
La funzione della coscienza al suo livello superiore è formulare rivendicazioni di lungo termine e porre le forze per raggiungerle a lungo termine. La coscienza al suo livello inferiore si muove per rivendicazioni a breve termine che tendono ad esaurirsi a breve termine. Il ruolo della formazione è immergersi al livello inferiore della coscienza delle masse e a partire da lì elevarla al livello superiore attraverso forme di coscienza che sono relazionate a temi o aree della conoscenza e della prassi.
Le forme di coscienza sono molteplici e non si esauriscono mai. Quanto più evolve la coscienza delle persone, più esse sentono la necessità di conoscenza. La conoscenza è l'alimento del livello superiore di coscienza.
Le relazioni sociali fanno parte del lavoro di base. Per relazioni sociali intendiamo tutte le necessità materiali e spirituali che ha un essere umano. Il lavoro di base efficiente è quello che fa sì che l'individuo si senta bene nelle relazioni che stabilisce nella collettività. L'individuo deve sentire di essere in un processo di ricostruzione e di dipendere dall'aiuto degli altri. Per questo formare è convivere. La formazione allora non può confondersi solo con i corsi. I momenti di convivenza nei corsi devono avvicinarsi al massimo alla realtà da cui vengono e a cui dovranno tornare i militanti, altrimenti sarebbe come sostituire la scienza con la finzione. Per questo i corsi sono organizzazione, teoria, lavoro e convivenza. In caso contrario, il principio pratica-teoria-pratica non sarebbe mai compreso.
La buona formazione dipende dalla preparazione e dalla comprensione dei formatori. Questi, oltre ad intendersi di contenuti filosofici, storici, politici, ideologici, di mistica, etica, valori ecc., devono avere sensibilità ed essere altamente generosi con gli ignoranti, cioè con coloro che ignorano.
Il formatore è un essere altamente qualificato per dirigere l'organizzazione. Ha il potere di unificare o di dividere, di organizzare o destrutturare, di comprendere o di complicare. Se la formazione non provoca alcuna reazione, è perché viene sviluppata male ed è slegata dalla vita e dalle necessità. Non ha scoperto ancora le sfide dell'organizzazione e non si propone di risolverle.
Quelli che si dedicano esclusivamente a questo compito devono ispirare molta fiducia e godere della piena stima dell'organizzazione. Assomigliano al giardiniere che ha la libertà di potare correttamente i rami per dare forza all'albero o di potarlo dal tronco, togliendogli la forza, la bellezza e l'identità.
Qual è allora il ruolo della formazione?
La base non si costituisce solo quando eleggiamo i membri delle diverse istanze (coordinamento statale e direzione statale): se così fosse, l'organizzazione sarebbe una vera burocrazia in decadenza. In queste istanze non vi è né forza né potere: esse hanno appena il compito di rappresentare l'organizzazione. La forza di questa sta nella base e nella quantità di massa che organizza. Si complementa con la giustezza delle tattiche che sviluppa e nella strategia che persegue. Si alimenta della mistica e della motivazione interna ed esterna che spinge a vivere per la causa. Si protegge coinvolgendo le persone attraverso la bellezza, la gioia e la soddisfazione.
Possiamo avere istanze ben consolidate e in pieno funzionamento, ma se queste istanze non diventano base vincolata alla massa saranno appena una burocrazia efficiente.
È per questo che la formazione non è un settore. È decisione politica e prassi organizzativa che punta ad elevare il livello di coscienza, sviluppando le forme che l'organizzazione troverà convenienti.
I dirigenti devono essere formatori di coscienza, perché è sempre più produttivo dirigere un gruppo di lavoratori consapevoli che un gruppo di ignoranti. I consapevoli si dirigono (quando le occasioni lo esigono) per conto proprio, gli ignoranti dipendono dagli ordini. Chi ha la vocazione a comandare vuole essere circondato da ignoranti; chi intende coordinare si avvicina e investe nelle persone consapevoli perché queste si mobilitino e organizzino le masse.
La base è il fattore che determina la qualità di un'organizzazione di massa. Non basta avere la massa, è necessario avere una base nella proporzione almeno di dieci a uno. Che non è molto. Potremmo stabilire che, per le 270mila famiglie che abbiamo insediato, dovremmo avere 27mila militanti altamente qualificati: questo darebbe appena un militante per ogni nucleo di dieci famiglie. In futuro dovremmo avere un militante per ogni 10 persone: cioè, per un milione e mezzo di persone 150mila militanti dovrebbero comporre la base di sostegno del Mst.
Il programma di formazione nazionale, nella sua ampiezza, punta a formare a corto termine 23mila militanti e integrarli attraverso compiti di coordinamento dei nuclei. Questo è il compito che deve essere sviluppato dai 460 formatori e organizzatori che la nostra linea politica ha stabilito.
Il momento politico che viviamo è cambiato e per questo la natura della nostra organizzazione deve modificarsi rapidamente, se vogliamo segnare la storia con le nostre impronte digitali ed essere riconosciuti dai nostri discendenti. Questo è il ruolo della formazione nel momento attuale: comprendere e realizzare i cambiamenti. È aiutare a intendere i cambiamenti e intervenire su di essi in forma qualificata. Per questo essa deve:
- aiutare a raggiungere gli obiettivi politici stabiliti dall'organizzazione;
- collaborare alla programmazione delle attività per rendere qualificante la prassi;
- anticipare con la riflessione le conseguenze e i risultati politici che vogliamo ottenere;
- elaborare e sviluppare metodi di lavoro che prendano in considerazione la realtà, i valori e il pensiero socialista;
- sviluppare la mistica intorno alla causa più importante per cui lottiamo.
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