| Repressione: Il caso Rainha | Movimento Sem Terra www.comitatomst.it |
Chiediamo un processo imparziale e giusto:
Processato per la prima volta nel giugno 1997, a Pedro Canario, Rainha è stato condannato a 26 anni e 6 mesi di prigione. Tutti quelli che sono stati presenti al processo sono testimoni di come i latifondisti locali hanno fatto pressioni sui giurati. Ora la difesa porterà dal Ceará il comandante della Polizia Militare, un prete, un deputato dello stato e tre consiglieri. Queste persone erano in compagnia di Rainha nel Ceará, mentre veniva commesso il crimine a Espírito Santo.
Rainha è figlio di senza terra. E' nato nel 1960, nella città
di São Gabriel da Palha. Costretto a prendere in mano la zappa dai 7 anni in poi, non è mai andato a scuola. Ragazzo intelligente, ha imparato a leggere e scrivere da solo.
Nel 1974 sono andato a vivere nello stato di Espírito Santo,
dove ho collaborato all'organizzazione delle Comunità Ecclesiali di base (che in luglio realizzano a Ilhéus, il loro 10° incontro nazionale). Il 17 di febbraio di quell'anno sono stato a Linhares, dove facevo un corso di pastorale sociale per un gruppo di agricoltori. Uno degli alunni era José Rainha.
Per la prima volta (aveva 14 anni) partecipava ad una attività organizzata dalla Chiesa cattolica. Subito si è messo in luce
come uno dei leader delle Comunità di Base.
Più tardi ha levato dalle mani di sindacalisti venduti agli interessi dei padroni il Sindacato dei Lavoratori Rurali di Linhares.
Ha partecipato alla fondazione della CUT e del PT del suo stato.
Nel gennaio del 1985 ha collaborato alla fondazione dell'MST, della cui
direzione fa parte anche oggi.
Dal 1991 Rainha abita a Pontal do Paranapanema. E' sposato con
Diolinda Alves de Souza, con la quale ha un figlio João Paulo, di 6
anni. Tutti quelli che lo conoscono ammirano la sua integrità morale
non sono pochi i latifondisti e i politici dello stato di San Paolo
che hanno manifestato ammirazione per il modo equilibrato in cui egli
porta avanti le trattative durante i conflitti per la terra.
A Pontal, circa 20 consigli comunali hanno già espresso appoggio a Rainha e fiducia nella sua innocenza.
In realtà chi sarà sul banco degli imputati nel tribunale di Vitoria è la lotta dei senza terra per la riforma agraria. Nessun governo brasiliano ha mai affrontato la questione con coraggio e giustizia. A partire dalla Legge delle Terre del 1850, passando per lo Statuto della terra dell'epoca della dittatura, agli insediamenti del governo Cardoso, ciò che vediamo è una presa in giro che non riduce la crescita della concentrazione della terra. Basta ricordare che l'1% dei proprietari sono padroni del 44% delle terre produttive del paese. Ossia, circa 40.000 proprietari controllano più di 400 milioni di ettari. Una media di 10.000 ettari a famiglia!
Mentre Cardoso insedia un piccolo numero di famiglie, 400 mila
agricoltori sono stati rovinati negli ultimi cinque anni, a causa
dell'estorsione operata dagli interessi bancari, della costruzione di
dighe e dell'espansione delle grandi proprietà. Meno del 20% delle
risorse del credito rurale sono distribuite tra 513 mila piccoli
proprietari. E 4 mila grandi proprietari sono premiati con il 60% del
credito.
Gli Stati Uniti hanno democratizzato l'accesso alla terra nel 1862.
In Europa 18 paesi hanno fatto la riforma agraria dopo la Prima guerra
mondiale. Più tardi, con la seconda Guerra mondiale la riforma arriva
nel sud dell'Italia, in Giappone, Corea e Cina.
In Brasile la terra è segnata da vaste estensioni improduttive e
molti croci. Entreremo, nel 2001, nel Terzo Millennio con 4.8
milioni di famiglie senza terra.
Dal 1985 sono stati assassinati 1.167 lavoratori rurali. I
massacri di Corumbiara e Eldorado dos Carajás sono rimasti
impuniti. In Paraná, il governo di Jaime Lerner ha istituito un regime di terrore.
Il latifondista Jerônimo Alves de Amorim, accusato di essere il
mandante dell'assassinio del sindacalista Expedito Ribeiro de
Souza, a Rio Maria (PA), nel febbraio del 1991, latitante per quattro anni, stato catturato in Messico sotto falsa identità, nel novembre del 1999.
È nella prigione di Belém ma non c'è stato ancora un processo.
Ci sono 10 milioni di nordestini condannati alla miseria dalla siccità e dall'incuria del governo che , visto che si tratta di risorse per i
flagellati, spesso lascia spazio alla corruzione.
Chi lo sa se nel carnevale del 2050 ci saranno carri allegorici
con i simboli dell' MST, come recentemente abbiamo visto carri con
gli indigeni, con Zumbi, Obá II, le vittime della dittatura e tanti
altri che hanno dato la vita perché il Brasile diventasse, un giorno, un paese giusto e libero.
Ma la fame non può aspettare. Ed è inutile che la Giustizia chiuda
gli occhi e pretenda di condannare la speranza di migliaia di senza terra che resistono allo spettro di essere inghiottiti dalle favelas, dalle strade, dalla disoccupazione e dalla violenza urbana. La questione sociale in Brasile non è un caso di polizia e un problema politico.
| Home Page | Mappa del sito | Documenti | Il caso Rainha | Notizie marzo '00 |