Appello inviato da parlamentari, intellettuali e
cittadini italiani al Presidente F.H.Cardoso, al Ministro della Giustizia,
al Giudice di Pedro Canario e al Tribunale di Espirito Santo - Brasile
Noi sottoscritti ci rivolgiamo rispettosamente a Lei per manifestare la
nostra indignazione in relazione alla condanna del lavoratore José
Rainha Junior per i seguenti motivi:
Il Signor José Rainha si è distinto nella lotta per la giustizia,
la dignità, il diritto alla cittadinanza per tutti gli esclusi.
Ha fatto della lotta per la terra l'obiettivo della sua vita, lavorando
sempre a favore della riforma agraria in modo deciso e coerente, cercando
di negoziare soluzioni pacifiche per i conflitti agrari.
Proprio durante una di queste trattative, con l'allora segretario dell'agricoltura
dello stato del Cearà, in cui cercava una via d'uscita per l'accampamento
di Sao Joaquim, José Rainha è stato raggiunto dalla notizia
dell' accusa di partecipazione al conflitto di Pedro Canario.
Ci ha sorpreso particolarmente la debolezza dell'accusa, basata solo su
indizi ''dubbi e contraddittori'', su testimoni che hanno solo sentito parlare
della presenza del Signor José Rainha nel posto del conflitto. Il
giudice Dr. José Henrique, rimettendolo in libertà, nel 1990,
aveva infatti detto: ''In effetti, da un esame minuzioso degli atti, ho
concluso che non ci sono indizi di responsabilità dell'accusato
José Rainha relativamente al crimine, ma tanto nella relazione della
polizia che nella denuncia, l'accusato è stato nominato di passaggio''.
Tra i componenti del Giuri, alcuni avevano strette relazioni con i latifondisti
della regione.
Molti giudici e avvocati famosi, di ideologie diverse, che hanno avuto
accesso ai documenti del processo, hanno considerato la condanna irragionevole.
Secondo Marcio Thomaz Bastos, della OAB, la condanna è stata una
cosa assurda, ''non c'è nessuna prova che leghi Rainha al caso, penso
che il Giuri abbia commesso un grave errore'' (Folha di S. Paulo, 12 giugno
1997).
La conferma della condanna darebbe un'immagine negativa del potere giudiziario
brasiliano, mentre restano impunite le stragi dei Senza Terra di Eldorado
di Carajás e Corumbiara.
Secondo Amnesty International se Rainha verrà arrestato sarà
"un prigioniero di coscienza" e verrà richiesta la sua liberazione
"immediata e incondizionata". "E' intollerabile che accuse criminali senza
fondamento siano lanciate contro José Rainha e altri attivisti rurali
come forma di intimidazione" (Folha di S. Paulo 13/6/97).
Ci sembra che la condanna abbia voluto colpire non solo José Rainha,
ma tutto il Movimento dei Senza Terra, il cui contributo è, a nostro
avviso, indispensabile per la realizzazione di una riforma agraria democratica
in Brasile.
Manifestiamo quindi la nostra preoccupazione nei confronti di questa condanna
e la nostra solidarietà con il Signor Rainha, sperando che egli
possa continuare la sua lotta politica come qualsiasi cittadino di un paese
democratico. Poiché la giustizia brasiliana offre la possibilità
a coloro che sono stati condannati a più di venti anni di carcere
di avere un nuovo processo, ci auguriamo che in questa occasione sia dichiarata
l'innocenza di José Rainha.
Elenco dei firmatari dell'appello per Rainha
Parlamentari: M.C.Acciarini (Sinistra
democratica), G. Alveti (SD), A.Attili (SD), F. Bandoli (SD), V. Bielli
(SD), M. Bolognesi (SD), G. Buffo (SD), R.F. Caccavari (SD), L. Castellina
(Commissaria Europea), F. Chiavacci (SD), F. Colombo (SD), M. Cossutta
(Partito Rifondazione Comunista), G. Gambale, (SD), V. Giannotti (SD),
S.Gioacalone (Popolari e democratici), M.Lenti (PRC), G. Malentacchi (PRC),
R.Mantovani (PRC), A. Mangiacavallo (Rinnovamento italiano), R. Moroni
(PRC), D. Ortolano (PRC), MC. Nardini (PRC), G.Palumbo (Forza italia),
G.Pisapia (PRC), G.Pistone (PRC), P. Polenta (PD), A.M. Procacci (gruppo
misto), A.Saia (PRC), R. Russo Iervolino, (PD), S. Senese (SD), A.Soda
(SD), E. Signorino (SD), A. Strambi (PRC), T. Valpiana (PRC), E.Veltri
(SD), A.Vignali (SD), Intellettuali: Umberto Allegretti,
prof. ord Diritto Amministrativo, Univ. di Firenze; Sergio Bassoli, Presidente
Nexus - Emilia Romagna; Linda Bimbi, segretaria Fondazione Internazionale
"Lelio Basso"; Vittorio Borraccetti, Segretario di Magistratura Democratica;
Matilde Callari Galli, prof. ord. Univ. di Bologna; Massimo Canevacci,
prof. ord. Antropologia Culturale, Univ. di Roma; Antonio Cervati, prof.
ord. Diritto Costituzionale comparato, Univ. di Roma; Franco Ferrarotti,
prof. ord. di Sociologia, Univ. di Roma ; Ettore Finazzi Agrò, Univ.
di Roma; Giorgio Gallo, prof. ord. ricerca operativa, Univ. di Pisa; Anna
Maria Gentili,prof. ord., Univ di Bologna; Giulio Girardi, prof. ord.
Filosofia politica, Univ. di Sassari; Enrico Giusti, Presidente ISCOS -
Emilia Romagna; Padre David Glenday, Superiore Generale Comboniani; Carmelina
Imbroscio, Univ. di Bologna; Maria Immacolata Macioti, prof. ord. Sociologia,
Univ. di Roma; Giovanni Marchetti, Univ. di Bologna; Ettore Masina, giornalista,
scrittore; Raffaele Minelli, segretario generale SPI CGIL; Patrizio Rigobon,
Univ. di Bologna; J. Ramos Regidor, scrittore, teologo; Edgardo Saronne,
Univ. di Bologna; Manuel G. Simoes, Univ. di Venezia; Gianni Tognoni, segretario
generale Tribunale Permanente dei popoli; Nicola Zingaretti, Presidente
International Union Socialist Youth (IUSY); Roberto Vecchi, Univ. di Bologna
Cittadini: Sono inoltre state raccolte
oltre 1000 firme